giovedì 27 ottobre 2016

La lampada di Aladino


Immaginate di aver trovato la famosa “Lampada di Aladino” e che il Genio vi invitasse ad esprimere tre desideri che avrebbe esaudito. Tra tutti i problemi che abbiamo, pensate di riuscire a scegliere bene quali sarebbero i tre più importanti a cui dare una soluzione?

La disoccupazione, le tasse, la disonestà, i mafiosi, i migranti, le frane, le alluvioni, i terremoti, lo smog, la malavita, gli assassini, le ingiustizie, i politici,  gli amministratori pubblici, le malattie, la povertà, il debito pubblico, la sanità, la pubblica amministrazione, ecc. ecc.

Ebbene io ritengo che sarebbe invece facile trovarli e anzi penso che basterebbe che venisse risolto UNO SOLO di essi per far scomparire per  conseguenza tutti gli altri o quanto meno per svilirli tutti.

Credo proprio che il desiderio più utile da farci esaudire dal Genio, sarebbe certamente l’eliminazione della DISONESTA’. 

Infatti se scomparisse la disonestà:
  •  I mafiosi non esisterebbero visto che essi si servono della disonestà per sopravvivere
  • Le frane sarebbero minori e comunque meno catastrofiche perché non si sarebbero distrutte le foreste, né si sarebbero costruite case in luoghi inadeguati per soddisfare gli interessi di qualcuno
  • Le alluvioni sarebbero meno disastrose perché i soldi destinati alla gestione del suolo sarebbero stati spesi per sistemare gli alvei dei fiumi piuttosto che finire nelle tasche di qualche amministratore
  •  I terremoti provocherebbero  meno  danni e meno morti  perché le case sarebbero state tutte costruite rispettando i criteri antisismici e non risparmiando sul ferro e sul cemento per aumentare i guadagni illeciti di qualche costruttore
  • Lo smog sarebbe certamente ridotto perché le fabbriche, le auto e le caldaie sarebbero sempre in efficienza e non trascurate per utilizzare diversamente i risparmi ottenut
  •  Le ingiustizie scomparirebbero perché tutti i giudici lavorerebbero onestamente
  • La sanità avrebbe più risorse a disposizione perché il danaro ricevuto dallo Stato non finirebbe nelle tasche di qualche casa farmaceutica che aumenta i prezzi dei medicinali per realizzare maggiori guadagni
  • La pubblica amministrazione sarebbe efficiente e richiederebbe meno risorse perchè non ci sarebbero più i “furbetti del cartellino”  
  • Le malattie si ridurrebbero perché i medici svolgerebbero il loro lavoro come una missione e non per arricchirsi
  • Le tasse diminuirebbero perché le pagherebbero tutti
  • I politici e gli amministratori pubblici lavorerebbero veramente per il bene della cittadinanza e non solo per usufruire di benefici ingiusti, per guadagnare molto e per arricchirsi ulteriormente intascando mazzette
  • I migranti non sarebbero una fonte di guadagno per pochi sfruttatori, e sarebbero meglio trattati perché le risorse a essi destinate arriverebbero veramente a loro.
  • La disoccupazione diminuirebbe certamente perché scomparirebbe il lavoro nero 
  • La malavita e gli assassini si ridurrebbero perché le pene sarebbero certe
  • Il debito pubblico diminuirebbe perché lo stato incasserebbe più soldi pur non aumentando le tasse (perchè pagherebbero tutti) 
      Ho provato ad elencare un po’ di motivi per cui la sola eliminazione della disonestà e quindi della corruzione, risolverebbe tanti altri problemi, e chiunque può rendersi conto che questa eliminazione sarebbe utile alla soluzione di TUTTI gli altri problemi che ho mancato di citare, ma che pure abbiamo.

Mi piace aggiungere infine che il massimo effetto lo si potrebbe ottenere con l'eliminazione della disonestà dei potenti, cioè di chi ha il potere, visto che quest’ultimo è la prima fonte della disonestà.

E va considerato che si può essere disonesti a tutti i livelli, ma che la disonestà dei potenti è quella più dannosa, perché è quella che si ripercuote su un gran numero di persone.

E’ per questo che anni fa, non potendo chiedere aiuto alla lampada, avevo realizzato un sito web attraverso il quale speravo di indurre una grande quantità di cittadini  a “Portare  Gente Onesta al Governo”; ma purtroppo il tentativo fallì per lo scetticismo di tutti, e prima di ogni altro per lo scetticismo dei miei più cari amici e parenti.

Franco Fellicò


domenica 23 ottobre 2016

Renzi, il suo governo e il referendum.

E’ da tempo che mi domando se l’avvento del governo Renzi sia stato un fortuna o una sfortuna per la Nazione.

Inizialmente, un po’ come tutti gli italiani, speravo che fosse cambiato il vento e che forse si poteva avere qualche speranza che il nostro Paese risalisse la china; c’era anche in me il riconoscimento che quel giovane sembrava avere una certa grinta nell’affrontare i problemi e che fosse dotato di quel minimo di autoritarismo che gli poteva consentire di fare qualcosa in più dei suoi predecessori.

Credo che anche molti altri cittadini, pur non essendo né elettori vincitori né vinti (visto che i Premier ci era stato imposto senza elezioni) trovassero inizialmente in lui un certo atteggiamento da “dittatore” che consideravano un fatto magari positivo.

Il fatto che però lui parlasse sempre e solo di “rottamare” e di “cambiamento” non mi ha mai convinto perché una rottamazione può essere utile se ciò che si rottama effettivamente non serve più e il cambiamento può servire solo se si sostituisce qualcosa con qualche altra cosa che sia migliore della precedente.

Ma il nostro Renzi ancora oggi continua ad utilizzare questi termini ripetendoci in ogni momento che chi non vuol genericamente rottamare o non vuol cambiare è un inetto o un incompetente.

E se qualcuno è contrario a qualche sua idea, non si impegna nell’ascoltare i motivi per cui un certo cambiamento non è gradito, ma conclude immediatamente che chi si oppone è suo nemico per giunta poco intelligente visto che si oppone al cambiamento; quasi che il cambiare fosse indipendente dalla nuova organizzazione proposta.

Avete mai sentito un suo discorso alla TV in cui non ci ripete che chi non vuol cambiare è colpevole dell’arretratezza dell’Italia? Sappiamo tutti che lui non si domanda mai se è il tipo di cambiamento che propone che non piace, e pensa invece subito che chi lo rifiuta non è un buon cittadino o magari che il rifiuto sia architettato dai suoi nemici per ostacolarlo.

Ma un fatto è certo; lui si sente un essere superiore come mai l’intera Nazione ha potuto incontrare sulla sua strada e quindi ritiene di avere il diritto di essere ascoltato e seguito; ed era così sicuro di essere indispensabile alla Nazione che in occasione del referendum aveva inizialmente minacciato di dimettersi qualora la maggioranza degli italiani si fosse pronunciata contro il suo disegno.

Questa affermazione sulle dimissioni è stata poi completamente cancellata quando si è accorto che non spaventava nessuno, anzi poteva servire soltanto a far crescere il numero di contrari alla riforma.

Quello che non sopporto poi, e che immagino sia comune a molti altri cittadini, è il suo atteggiamento di super uomo, aiutato da una parlantina superiore a quella del miglior venditore del mondo e unita a quella sua voglia di mettere in atto furbate che gli consentano di apparire capace di fare le cose, piuttosto che  farle veramente.

Non ho mai digerito i “furbetti del cartellino”, come si usa ormai chiamare quelli che nel settore pubblico in particolare risultano presenti al lavoro, ma invece stanno a casa o si divertono fuori; ma molto di più odio i “furbetti della politica” cioè quelli che pensano di fare i furbi con l’intera cittadinanza utilizzando sotterfugi o “prese per i fondelli”, come le chiamo io, per convincere di risultati che invece non ci sono.

A titolo di esempio pensate alla grande pubblicità che in questi giorni si sta dando alla notizia della “rottamazione” di Equitalia; niente di più falso visto che è sicurissimo che questa abolizione si tradurrà semplicemente nel sostituire le scritte sui tanti edifici di Equitalia con una scritta diversa (probabilmente “Agenzia delle Entrate”); tutti gli innumerevoli uffici rimarranno esattamente dove sono, tutti gli uscieri, gli impiegati e i dirigenti rimarranno esattamente al loro posto; le carte intestate con cui ci manderanno le cartelle cambieranno la testata, ma il contenuto rimarrà lo stesso; e molto probabilmente ci sarà l’occasione per assumere anche un buon numero di nuovi dirigenti che dovranno provvedere a gestire il “cambiamento”. Insomma non cambierà proprio niente e ci saranno un bel po’ di spese da sostenere: ma il nostro furbo Premier ritiene che le spese siano ben giustificate dal maggior consenso che spera di ottenere.

Renzi (furbetto però poco accorto) pensa probabilmente che con questa furbata passerà alla storia per aver abolito l’Esattoria dello Stato! E se qualcuno, dopo aver visto solo le diverse scritte sugli edifici, dovesse dire che tanto valeva che Equitalia rimanesse come era, lui non mancherà di biasimarlo e di considerarlo un retrogrado non disponibile ai cambiamenti.

Vi sembra corretto che il canone RAI debba essere pagato obbligatoriamente per il solo possesso di un apparecchio capace di ricevere la TV? Non è che io non gradisco i cambiamenti, ma volendo far pagare il canone a chi vedeva la RAI senza aver pagato, piuttosto che imporre a tutti i cittadini di pagare il canone per forza, non sarebbe stato meno fastidioso e più giusto imporre alla RAI di codificare le sue trasmissioni e di fornire una card per la decodifica soltanto a coloro che pagavano il canone? Ma l’interesse del furbetto era un altro, e cioè quello di far avere più soldi alla RAI che in cambio avrebbe potuto aiutare il suo Governo ad essere ascoltato, intervistando lui e i suoi il più spesso possibile; ed era interessato anche a far sì che tutti i cittadini ricevessero sempre anche le trasmissioni RAI, così da poter entrare facilmente e continuamente nelle case di tutti noi. 

Questi sono degli esempi, ma basta sentire le sue affermazioni di ogni giorno per scoprire che in ciascuna sua parola è nascosta un po’ di furbizia che purtroppo non tutti colgono con sua grande soddisfazione.

Ma qualcuno potrebbe domandarmi, ma allora chi vuoi che ci governi? La mia risposta è che la ricerca dovrebbe essere fatta tra chi dimostra chiaramente di volersi assumere il compito di raddrizzare quello che non funziona, senza distruggere tutto e rifare tutto da capo, correggendo e non rottamando, modificando e non cambiando. E poi che si accontenti di occupare una posizione non dico paritaria con i cittadini, ma che sia disposto a lavorare con umiltà parlando poco e realizzando molto, che conduca una vita simile a quella di un normale professionista e che non sia retribuito più di lui, che agisca con esempi e non con editti, che proponga prima e poi faccia le cose e non che prima le decida e le pubblicizzi e poi magari non le realizzi.

Volete un esempio di premier vero? Ve lo dico subito. Ci vorrebbe un qualcuno che si ponga nel confronto dei cittadini come Papa Francesco si pone nei confronti dell’umanità; mi scuso subito per essermi permesso di fare un simile confronto tra due figure che sono lontane anni luce, ma voglio solo dire che qualunque provvedimento anche sgradito, proposto ai cittadini, da chi fosse il primo a pagarne le conseguenze, sarebbe accettato senza neanche un battito di ciglia.


Franco Fellicò

giovedì 4 agosto 2016

Le cose che non sopporto

I media ci martellano ogni giorno e ci riempiono di notizie spesso luttuose o comunque non certo piacevoli da ascoltare.

E’ giusto che i giornalisti facciano il loro dovere e se purtroppo sono più le notizie cattive che quelle buone, è anche giusto che essi ce le riportino.

Ma quello che non sopporto è che non sempre il gergo utilizzato è dei più appropriati; a me non piace, e credo anche a molti altri, che si usino dei termini poco corretti che sembrano più proferiti da chi ha per obiettivo di colpire l’umanità, che non da chi racconta ciò che accade.

Mi spiego meglio: ma vi pare giusto che ormai si parli di STATO ISLAMICO così come se si trattasse di un vero Stato riconosciuto da tutto il mondo? Prima, quando si parlava di quella organizzazione a delinquere, quasi sempre si diceva almeno: “Sedicente Stato Islamico”, ma ormai sembra come se quello Stato esistesse veramente, ed infatti ogni giorno sentiamo parlare tranquillamente di “Stato Islamico”.  Non vi sembra che sarebbe molto meglio, quando ci si vuol riferire a quei delinquenti, parlare degli “Assassini dalla bandiera nera” o del “Gruppo di Fondamentalisti Islamici Assassini” o dei “Banditi Invasori dei Paesi Arabi” o della “Nota Banda di Terroristi Tagliagola”?

Ma i giornalisti sono fatti così e mi hanno fatto innervosire anche quando parlavano di “fidanzatini” riferendosi a quella coppia di giovani assassini che certamente non meritavano quel modo carino di nominarli.

E ancora; che i terroristi fanatici che si fanno esplodere parlino di “martirio” può anche essere accettato, visto che questo termine viene usato da certi dementi convinti di immolarsi per una causa che loro considerano sacra; ma che i giornalisti e addirittura il ministro Alfano asserisca di aver scovato dei terroristi “votati al martirio”, mi sembra assurdo; perché il martirio può essere quello di chi si immola veramente per una giusta causa e non quello di chi ha l'obiettivo togliere la vita a centinaia di innocenti.

Poi c’è ancora una cosa che non solo non accetto, ma che non capisco neanche. Si tratta della espulsione che il nostro Governo applica nei confronti di persone che sono state chiaramente riconosciute pericolose per la sicurezza della cittadinanza del nostro Paese.

E allora io vi domando: “Ma non vi sembra che espellere dei personaggi pericolosi equivale a dar loro la facoltà di aggredirci successivamente, e/o di fornire ai paesi in cui vengono rimandati notizie utilissime ad organizzare nuovi attentati da noi?”

Nel passato quando si era in guerra, se si facevano prigionieri i soldati nemici, essi venivano riuniti in campi di concentramento ben vigilati, dove rimanevano fino al termine delle ostilità. Vi rendete conto che invece oggi noi, se facciamo prigioniero qualcuno che ci sta per attaccare, invece di imprigionarlo, lo rimandiamo a nostre spese nel Paese da dove era venuto e consideriamo così di esserci liberati di un pericolo?

Franco Fellicò


domenica 17 luglio 2016

La RAI, la pubblicità e il canone


Telefonia Vodafone, Antidolorifico Fastum, Tonno Rio Mare, Pomata Voltaren Emulgel, Patatine Lays, Wurstel Wudy, Collirio Isomax, Bevanda Coca Cola, Danone Activia, Pegeuot 208, Sustenium magnesio e potassio, Acqua Brio Blu, Dolcetto d’Asti, Formaggi Valgrana, Insetticida Zanzarella, Deodorante Infasil Angelini, Scarpe De Fonseca, Carta igienica Foxy, Integratore Equilibra, Formaggio Biraghini, Crema di bellezza Spuma di campagna, Opera La storia della lira, Lavanda Felce Azzurra, Supermercato Conad, Tonno Angelo Parodi, Periodico Gente, Pasta Barilla, Profumi Gucci, Spazzolini Mentadent, Trivago Hotel online, Pollo Aia, Caramelle Dufour Big fruit, Telefonia Wind, Cantine Maschio, Vitamine Meritene, Detersivi Quasar, Quotidiano Corriere della sera, Telefono Galaxy S7 da Euronics, Gyno-canetest, Algasiv per dentiere, Maionese Calvè, Detersivo CIF, Succo Brancamenta, Acqua Ferrarelle, Pantene per capelli, Winni’s per lavatrice, Assicurazioni Columbus, Lassativi Fave di fuca Hydralax. 

Queste sono solo alcuni dei prodotti pubblicizzati dai canali Rai nel giro di poche ore (rilevate nel pomeriggio del 17 maggio 2016); e molte di esse sono state più volte ripetute. Non è più possibile né vedere un film per intero, né assistere ad una finction, senza dover sopportare un buon numero di interruzioni fatte all’improvviso per pubblicizzare un po’ di prodotti. 

Se poi seguiamo una delle tante trasmissioni politiche, assistiamo alla grande preoccupazione dei conduttori che, dopo passati dei tempi stabiliti, sono costretti a togliere addirittura la parola a chi sta parlando per fare la solita interruzione programmata e mandare in onda la pubblicità; i conduttori sanno bene che se dovessero trasgredire o solo ritardare il rispetto di questo “dovere”, sarebbero probabilmente addirittura multati o quanto meno fortemente redarguiti. 

Da notare che non appena parte la pubblicità, visto che nessun interesse si ha per quelle stupide informative, se si afferra il telecomando e si approfitta per passare su un altro canale, bisogna scegliere assolutamente un canale non RAI, perché se si passa a guardare uno spezzone di un altro canale RAI, è quasi certo che vi si trova la pubblicità anche lì; infatti è ormai chiaro che per imporre ad ogni costo la visione degli spot, mamma RAI ha perfino pensato di far coincidere il più possibile gli spot pubblicitari nello stesso momento su tutti i suoi canali. 

Ma vi pare corretto tutto questo? Vi rendete conto intanto che solo per aver acquistato un televisore, indipendentemente dal volerlo usare per vedere le trasmissioni della RAI, ma solo per esserne in possesso, c’è una legge di questo Paese che ci obbliga a pagare un canone? E come se non bastasse, dopo che ci hanno sottratto 100 euro ogni anno obbligando le società elettriche ad addebitarceli sulla bolletta della luce e assumendo autonomamente che possediamo quell’elettrodomestico, ebbene dopo tutto questo, ci imbottiscono di pubblicità fatta volutamente con delle interruzioni scelte ad arte neanche tra una trasmissione e un’altra, ma ormai quasi sempre DURANTE le trasmissioni. 

Insomma il canone RAI è un obbligo di legge da cui non ci si può svincolare; lo si può fare soltanto dichiarando all’Agenzia delle Entrate che NON SI POSSIEDE un televisore, né un qualunque apparecchio atto a ricevere trasmissioni TV. Non importa se la RAI non la si vuol vedere, visto che esistono tanti altri canali TV validi, gratuiti e anche meno zeppi di pubblicità; non importa se si desidera abbonarsi a SKY per vedere solo le sue trasmissioni che sono senza pubblicità e di migliore qualità. 

Quindi non importa niente, la legge dice che bisogna pagare la RAI per forza, e come se non bastasse dice anche, visto l’andazzo, che dobbiamo pure sopportare delle trasmissioni fatte a pezzi e interrotte continuamente da spot pubblicitari a cui nessuno è interessato. 

Ecco forse uno dei motivi per cui finora molta gente non pagava il canone! 

Esiste una tecnologia oggi che consente di criptare le trasmissioni TV per renderle non visibili a chi non si abbona all’emittente; Sky, Mediaset ed altri ne fanno largo uso e chi vuole vederle paga una cifra mensile e riceve una “card” che abilita alla ricezione; la stessa RAI usa criptare molte delle sue trasmissioni emesse via satellite; ebbene non sarebbe stato più semplice e anche più corretto fornire una tessera a chi decide di pagare il canone che poteva così essere dovuto più giustamente soltanto da coloro che intendevano veramente ricevere quelle trasmissioni? 

Visto che, come ho già detto, la nostra televisione pubblica (che per la verità non è pubblica se è obbligatorio il canone) cripta già le trasmissioni via satellite, non le sarebbe costato assolutamente niente criptare anche le emissioni terrestri, liberando così i cittadini non interessati alle sue trasmissioni dal versare una prebenda assurda. 

Ma evidentemente i nostri politici hanno pensato che non solo deve essere obbligatorio il canone, ma è anche obbligatorio guardare la TV di Stato; e quindi tutti devono averla sempre disponibile; in questo modo ciascun cittadino finirà per guardare anche quei canali attraverso i quali il Governo (previo pagamento obbligatorio) può raccontare tutte le sue frottole. 

Sarebbe bello se, dopo aver pagato l’obolo obbligatorio, tutti noi sudditi decidessimo di oscurare noi stessi i canali RAI (basterebbe cancellarli dall’elenco delle emittenti del nostro ricevitore) dedicando la nostra attenzione a tanti altri canali privati gratuiti e non, liberandoci così sia dalle frottole che dalla pubblicità. 

So bene che la mia è una proposta che non vedrà mai la luce, e che la RAI sopravviverà per la forza del Governo e non con la serietà e la qualità delle sue trasmissioni; ma per questo dovete consentirmi di affermare che l’Italia non è un Paese né giusto, né libero, né democratico. 

Un saluto a tutti i lettori. 

Franco Fellicò

sabato 14 novembre 2015

Sono un essere umano, un uomo.

Sono stato neonato, bambino, adolescente, giovane, marito, padre, e nonno. Ho giocato, poi ho studiato, infine ho lavorato e ora che sono in pensione, mi riposo.

Tutto questo è durato giorni, mesi, settimane, anni e decenni. Ho VISSUTO, e vivendo ho parlato, ho scritto, ho ascoltato; ho viaggiato assaporando molte delle bellezze del mondo e ho ammirato le immense meraviglie della natura; ho ascoltato musiche stupende, ho gustato infiniti buoni cibi, ho bevuto vini prelibati, ho suonato fisarmonica e pianoforte; ma non basta: ho camminato, sono andato sui pattini, in bicicletta, in motocicletta, in automobile, in treno, in barca, in nave, in aereo; ho conosciuto tanti uomini e donne; ho costruito radio e apparecchi elettronici, ho fatto fotografie e filmetti; ho usato radio riceventi e trasmittenti, televisori, telefoni, computer grandi e piccoli; ho amato, ho riso, ho pianto, mi sono commosso, mi sono innervosito.

Questo è stato possibile per un meraviglioso dono che ho ricevuto senza averlo chiesto a nessuno: LA VITA; e ho una gran voglia di ringraziare chi me l’ha data, ma c’è una sola cosa che mi manca: “La capacità di farlo con un’efficacia adeguata alla dimensione del regalo ricevuto”.

Io non sono il solo ad aver avuto questo incredibile regalo; con me ha ricevuto lo stesso omaggio un’intera umanità; miliardi di donne e uomini come me lo hanno avuto in regalo e tutti l’hanno utilizzato e la utilizzano come me o molto probabilmente anche meglio di me.

Ma da un po’ di tempo sono triste e afflitto perché sempre più spesso assisto a tragedie che non avrei mai pensato possibili nel mondo degli umani e che non saprei immaginare neanche tra gli animali più feroci.

Si, perché le bestie feroci attaccano le altre specie, ma non i loro stessi simili; o quando lo fanno è solo per competere nell’accaparrarsi una preda. Non esiste né un leone, nè una tigre o una pantera o un leopardo che uccide un proprio simile subdolamente e senza motivo alcuno, o solo per il desiderio di rimanere l’unico sopravvissuto della specie.

Questo tipo di animale feroce non esiste per niente se non purtroppo proprio tra gli umani; ci sono infatti umani, che sono tali solo per essere stati concepiti e messi al mondo da uno come noi, che ritengono di essere stati offesi dal dono della VITA; essi pertanto ritengono doveroso non solo di toglierla a un buon numero di propri simili, ma anche di toglierla a se stessi pur di mettere in atto la loro spietata “missione”; è così costoro invece di godersi tutte le meraviglie che ho menzionato prima, sono posseduti da un unico sentimento: “L’ODIO PER I PROPRI SIMILI” e si immolano beandosi nell’appagare il proprio desiderio bestiale.

Chi s’immola lo fa appagato dalle gesta barbare di chi lo ha preceduto, e spera di rallegrare quelli di loro che rimangono e che lo seguiranno con le stesse azioni, ma che moriranno a loro volta poco dopo.

Nessuno di loro sarà mai un vero uomo; nessuno di loro raggiungerà un’età avanzata; nessuno di loro sarà mai amato; nessuno di loro avrà mai un futuro; nessuno di loro potrà mai gustare la soddisfazione di quello che ha fatto; nessuno di loro sarà mai apprezzato se non dai ceffi della sua stessa natura; nessuno di loro sarà mai degno di stima; nessuno di loro sarà mai considerato un esempio da seguire.

Si tratta di ESSERI TRAVESTITI DA UOMINI, che vorrebbero giustificare le loro azioni efferate attribuendole al volere di un essere superiore che si permettono di chiamare DIO.


Franco Fellicò

sabato 19 settembre 2015

Altre considerazioni sul problema migranti


Sono ormai anni che dai paesi africani in guerra e non, giungono ogni giorno sulla nostra terra, diciamo pure sulla terra d’Europa, prima decine, poi centinaia e poi migliaia di profughi e/o migranti economici.
A tutti noi era chiaro da tempo, visto il trend, che il fenomeno sarebbe presto diventato molto grave e richiedeva rapidamente opportune decisioni.
Eppure, quelli che se ne dovevano accorgere prima di noi, che siamo semplici cittadini, non hanno dato alcun peso alla cosa per anni e solo ora sembra che si siano accorti della gravità della situazione; e finalmente, ma naturalmente alla velocità di lumaca che contraddistingue tutti gli organismi della politica, sembra che si voglia fissare una strategia che invece doveva essere impostata da tempo.
E la strategia comunque sembra essere soltanto quella atta ad accogliere questi derelitti, cercando di definire quanti di essi debbano essere presi in carico “con le buone” da ciascun paese europeo.
Meglio tardi che mai, dice un vecchio detto, e quindi ora, solo perché Angela Merkel lo sta pretendendo, forse qualcosa si deciderà.
Ma intanto c’è da domandarsi: “E’ possibile che finora nessuno di quei Soloni che possono decidere, si è chiesto qual’è la CAUSA che spinge in Europa così tanta gente?”.
Io, da semplice e poco esperto cittadino me lo sono domandato e l’ho capito, anche perché a capirlo non ci voleva molto; costoro abbandonano la loro terra a cui come tutti sono certamente legati per mille motivi, perché piuttosto che rischiare di essere trucidati dai tagliagola o anche solo che non perdere tutto ciò che hanno perché depredati dagli uomini del sedicente califfato, ritengono molto meno pericoloso affrontare il mare sui barconi degli scafisti o camminare a piedi per migliaia di chilometri, sperando di raggiungere un posto dove poter vivere un po’ meglio.
Questo è certamente il motivo, e parlo naturalmente dei profughi e cioè di coloro che hanno la speranza di trovare asilo in paesi più tranquilli di quello in cui sono.
La causa quindi è il dilagare dell’ISIS e di tutti coloro che con la violenza hanno deciso di appropriarsi delle terre degli altri, uccidendo senza pietà chi non le vuol lasciare.
Io penso che ci vuol poco a rendersi conto che se con una bacchetta magica si potessero far scomparire questi assassini, la calma tornerebbe in quei paesi africani immediatamente, e nessuno più affronterebbe tante peripezie per scappare, visto che potrebbe vivere tranquillamente nella propria casa e senza più abbandonare ogni avere.
Un’altra considerazione voglio fare ora: vorrei ricordare a quei politici che forse se lo sono dimenticato, che nello scorso secolo Hitler iniziò un’invasione delle terre confinanti e non con la Germania, non molto diversa da quella del califfato di oggi, non solo distruggendo intere città per appropriarsene, ma uccidendo migliaia e migliaia di persone innocenti con metodi non molto diversi da quelli dei jadisti.
C’è qualcuno, mi domando io, che pensa che quando gli americani, gli inglesi, i russi e altri paesi dell’alleanza decisero di combattere i nazisti fino ad utilizzare perfino due bombe nucleari per riuscirvi, sia stato un errore? 
C’è qualcuno che pensa che se, voltandosi dall’altra parte, si fosse lasciato continuare il genocidio senza intervenire, oggi vivremmo in un modo libero? O siamo per caso convinti che, senza alcun intervento, l’avanzata delle truppe teutoniche e il nazismo si sarebbero spenti da solo?
Ebbene oggi a me sembra che stiamo proprio pensando che i jadisti sono un fenomeno passeggero che presto si dissolverà da solo, e nel frattempo riteniamo solo doveroso accogliere chi è stato rapinato di tutti i suoi beni e della sua terra, senza muovere un dito in loro aiuto per liberarli dagli assassini.
A me sembra come se si stesse assistendo con indifferenza e anche curiosità ad un’aggressione fatta da un gruppo di giovinastri ad un povero barbone; ed invece di provare a bloccare gli aggressori, si stesse aspettando che il malcapitato venga lasciato ancora vivo o riesca a svincolarsi per eventualmente curargli le ferite riportate e fornirgli qualche bene di prima necessità per riprendersi.
Non sono un guerrafondaio, ma penso di poter concludere che provare TUTTI INSIEME a rimettere ordine in quei paesi disgraziati, potrebbe sortire l’effetto non solo di azzerare o almeno di ridurre considerevolmente l’esodo, ma ci consentirebbe anche di non rischiare di diventare anche noi preda di chi, al pari di Adolfo Hitler, pensa di invadere pian piano il mondo intero.
Se vi sono sembrato troppo ardito, voglio ricordare che persino Papa Bergoglio, che potremmo considerare il più moderato degli uomini di questa terra, in una intervista durante un viaggio di ritorno da uno dei suoi viaggi apostolici, ha detto: “Penso che sia lecito fermare l’aggressore”, chiarendo poi che non dovrebbe essere una singola nazione ad agire, ma l’ONU che è nata per questo e che quindi deve trovare il modo di fermare l’aggressore ingiusto; ha poi aggiunto: “Disarmare l’aggressore è un diritto che l’umanità possiede”.
Franco Fellicò

sabato 8 agosto 2015

Ancora sui migranti



C'è qualcuno che pensa che l'arrivo dei cosiddetti “migranti” non sia un problema? Io penso proprio di NO.

C'è allora qualcuno che pensa che il fenomeno migranti sia una “benedizione” giuntaci dal cielo? Anche in questo caso, penso di NO.

C'e infine qualcuno che pensa che non sia il caso di preoccuparsi, perché il fenomeno è destinato a spegnersi da solo? E anche qui, penso di NO.

Dunque se concordate su questi tre NO, vuol dire anche che ciascuno di noi si è posto il problema e ha anche cercato di immaginare un modo per farvi fronte.

Infatti ci sono idee diverse che vanno dall'accoglienza ad oltranza fino al respingimento inflessibile anche a costo di sparar loro contro.

Ma nessuna di queste idee ha mai preso corpo, e il Governo che è l'unico organo che potrebbe intervenire con un qualunque serio atteggiamento, sembra ormai rimanere quasi indifferente e lascia che le cose prendano le direzioni più diverse.

Inizialmente il Governo sembrava volesse intervenire e anche energicamente, ma poi si è lasciato distrarre con piacere da altri problemi non meno importanti (la Grecia, le alluvioni, ecc.).

Il fenomeno intanto si è intensificato e non accenna a diminuire, anzi come sempre, agevolato piuttosto che contrastato dalle poche azioni inizialmente messe in atto dai nostri governanti.

Ed infatti mentre qualche tempo fa arrivavano sulle nostre nostre coste molte decine di derelitti alla volta, successivamente, prima con l'aiuto dell'operazione “Mare Nostrum” e poi dopo, anche con l'intervento di tante navi militari di altre nazione europee, siamo passati a quantità di centinaia e centinaia al giorno; e ben presto, se continueremo ad ignorare il fenomeno, arriveremo certamente anche a migliaia e migliaia per volta. Anche i morti per i continui naufragi sono aumentati e dunque bisogna riconoscere che gli interventi, come sempre accade, non solo sono stati inutili, ma anche peggiorativi.

Quando sento che una nave Irlandese o una Olandese ha scaricato in un qualche porto della Sicilia circa un migliaio di profughi e qualche decina o centinaia di cadaveri, mi domando: ma perché queste navi che quando si trovano in acque internazionali rappresentano un lembo della loro terra, se salvano delle vite umane non le portano sui loro territori, ma invece è consentito loro di sbarcarli sul nostro? Ma se è così allora non potrebbero le navi italiane, quando rilevano dei naufraghi, portarli in Francia o in Grecia, o in Turchia o in Algeria?

Il fatto vero è quindi che l'aiuto dell'Europa è servito soltanto ad intensificare il flusso migratorio verso l'Italia, coadiuvando la flotta italiana nel portare sul nostro suolo quanti più profughi è possibile.

In più non posso fare a meno di notare che l'azione è servita anche, nonostante si affermi il contrario, a dare una buona mano agli scafisti in quanto essendo aumentato per loro il rischio di essere incriminati, hanno potuto aumentare il prezzo dei “passaggi”, e per di più non sono ormai più costretti ad effettuare con i loro sgangherati mezzi l'intera traversata, perchè dopo aver percorso solo poche miglia, consegnano la loro “merce” a qualche nave che incrocia appositamente nelle immediate vicinanze della Libia.

C'è qualcuno che dice, e non mi sembra un'eresia, che sarebbe meglio fissare un biglietto per la traversata, ad un costo anche molto più basso di quello degli scafisti, e andare a prendere noi stessi i profughi in Libia; si otterrebbe un notevole danno agli scafisti, un viaggio più sicuro e con molti meno morti per i profughi, e perfino un piccolo indennizzo in danaro per le navi che farebbero gli interventi!

Ma tornando alla situazione che si crea dopo, quando ormai i profughi sono giunti sulla terraferma, osservo che non esiste un'organizzazione, né delle regole precise su quello che si dovrebbe sempre fare, ma affidandosi alle autorità locali dei posti dove si verifica l'invasione, si cerca di sistemare i derelitti in posti e modi diversi; molti fuggono e non vengono neanche identificati, e non si sa più dove vadano, si sparpagliano per l'Italia e molto spesso raggiungono i suoi confini per proseguire verso i Paesi del nord Europa. Se tentano di entrare in Francia vengono respinti verso Ventimiglia e lì una buona parte di essi è ancora lasciata indisturbata accampata da mesi sulla sua bella scogliera; poi, essendo ormai tanti, si organizzano e tentano delle sortite; molti vengono bloccati dalla Gendarmeria francese, ma molti ce la fanno e vanno ad invadere la Francia o ad attraversarla per andare poi nel Regno Unito; un gruppo addirittura si infila nel tunnel della Manica e attraversa così il canale a piedi; altri salgono su un TIR in transito; insomma è caos completo e L'Italia e l'Europa è assente e non ha ancora neanche individuato una strategia da applicare.

Nessuno guarda il trend degli arrivi e nessuno prova neanche ad immaginare quanto potrà ingigantirsi il fenomeno e sembra quasi che stiano tutti aspettando che accada qualcosa, ma senza sapere neanche cosa sarebbe meglio accadesse.

Anch'io ho le mie idee: non mi sento capace di scacciarli, ma poiché mi rendo conto che non abbiamo sufficienti risorse economiche per mantenerli, penso che occorrerebbe trovare un modo per salvarli, ma salvando però anche noi; poi se riuscissimo anche ad attuare una strategia che non solo consenta loro di vivere anche solo un po' meglio di come vivevano nel loro Paese, senza peggiorare però la NOSTRA vita o magari addirittura migliorando anche le nostre condizioni, immagino che anche i più riottosi nostri concittadini (Salvini compreso) potrebbero essere d'accordo.

Insomma, a mio avviso, si dovrebbe agire in maniera tale da capovolgere l'atteggiamento di quei cittadini che quando oggi apprendono che il Prefetto o un'autorità locale ha deciso di far ospitare in un certo luogo un gruppo di migranti, organizzano manifestazioni di piazza per opporsi alla decisione.

Si dovrebbe puntare a far sì che la cittadinanza consideri l'arrivo di un gruppo di profughi, non un nuovo pericolo incombente sulla comunità, ma invece un evento interessante e utile alla cittadinanza stessa.

Detta così, la cosa sembra assurda, ma se ci si pensa bene la cosa non è affatto impossibile. Bisogna solo superare un po' di pregiudizi ed essere più elastici; poi giudicare a fronte dei risultati e verificare se l'aver messo un po' da parte certi principi sia pure giusti, ha fornito o non in cambio un miglioramento di vita sia per gli ospiti, sia per gli ospitanti.

Premesso quindi che bisognerebbe all'arrivo e possibilmente addirittura prima dello sbarco identificare ciascun migrante, premesso anche che coloro che non risultano provenire dalle zone di guerra dell'Africa e che quindi non hanno alcun diritto di asilo debbano essere subito riportati nella loro terra (senza neanche porre piede in Europa), ci troveremmo a dover accettare comunque un buon numero di poveretti.

Non avendo la possibilità economica per mantenerli, occorre quindi fare in modo che si mantengano da soli e per farlo potremmo offrire loro un posto dove vivere (come d'altra parte già facciamo); dovremmo però pretendere da loro in cambio che effettuino dei lavori per la comunità in cui vengono ospitati; la paga che forniremmo loro, decurtata delle spese che sosteniamo per ospitarli, dovrebbe essere comunque abbastanza inferiore a quella fissata per quel tipo di lavoro dai contratti collettivi nazionali esistenti per i nostri lavoratori e questo in considerazione del fatto che il lavoro che faremmo svolgere loro è quel lavoro che i Comuni non fanno normalmente svolgere da nessuno non avendo sufficienti risorse economiche (ad esempio la riparazione delle buche nelle strade o la sistemazione delle aiuole abbandonate).

Ovviamente chi non volesse accettare queste condizioni, dimostrerebbe di non meritare asilo e quindi dovrebbe essere subito rimpatriato.

Analogo trattamento, cioè rimpatrio immediato, dovrebbe essere riservato a chi ha accettato le nostre condizioni e poi o non lavora onestamente o peggio è scoperto essere implicato in qualche reato.

Analizziamo ora l'effetto di questa strategia:

  • i poveri migranti che hanno preferito abbandonare la loro terra dove rischiavano la vita in ogni istante si troverebbero in un Paese molto più civile di quello lasciato, vivrebbero in una struttura sicuramente migliore del posto in cui erano, avrebbero vitto e alloggio e un lavoro dal quale ottenere anche un po' di danaro; non molto, ma certo più di quanto potevano raggranellare nel loro sventurato Paese.
  • I Comuni in cui sono ospitati queste persone avrebbero la possibilità di meglio gestire la pulizia delle strade e la tenuta dell'ambiente.
  • I cittadini del posto in cui i nuovi lavoratori sono ospitati avrebbero il vantaggio di vedere la propria città tenuta meglio, di godere di strade più pulite e di usufruire di altre migliorie; dunque pian piano finirebbero per vedere di buon occhio queste presenze.
  • E' molto più difficile che questi extracomunitari possano delinquere, visto che sarebbero impegnati ogni giorno per lavorare.
  • Poichè i migranti comunicano tranquillamente con i loro familiari e/o amici rimasti ancora nel proprio Paese (sono infatti tutti dotati di cellulari) farebbero giungere messaggi ai loro concittadini ben diversi da quelli attuali; illustrerebbero loro quello che capiterà a chi metterà piede qui, scoraggiando quindi tutti quelli che pensano di rischiare la vita pur di arrivare nel paese di bengodi dove si è ospitati gratis e se si è un po' più intraprendenti si può anche delinquere con ben poche probabilità di essere puniti.
  • Anche l'integrazione sarebbe più rapida e i bravi lavoratori potrebbero, con delle regole opportune da fissare, aspirare nel tempo anche ad acquisire la cittadinanza e con essa anche tutti i diritti degli italiani.

Bene. Tutto ciò è attuabile semplicemente mettendo, come ho detto, un po' da parte certe regole; non sarebbe lavoro nero, ma un'eccezione applicabile soltanto ai veri profughi per salvarli da un destino tanto peggiore; sarebbero degli ospiti lavoratori e rimarrebbero tali per un certo numero di anni in attesa di essere in grado di dimostrare di poter diventare veramente degli italiani a tutti gli effetti.

Ovviamente questa strategia sarebbe ancor più valida se attuata da tutta l'Europa e si potrebbe consentire anche che parte dei profughi passi da una nazione europea ad un'altra, mantenendo però le stesse regole e lo stesso tipo di trattamento; i profughi lavoratori “apparterrebbero” alla nazione in cui si trovano che potrebbe decidere insindacabilmente di trasferirli in altra nazione europea e/o di agevolare i loro spostamenti quando possibile, purché accettino di continuare a lavorare alle stesse condizioni.

Ho finito, forse sono molte le critiche che posso prendermi, ma NESSUNO mi potrà dimostrare che quello che si sta facendo ora, è meglio di quello che ho provato a proporre.


Franco Fellicò