martedì 24 marzo 2026

Considerazioni sulla guerra di Trump

  

Sono passati solo pochi giorni da quando ho pubblicato un mio scritto sulla guerra all’Iran e ritorno nuovamente sull’argomento dopo essermi fatto le domande che in tanti si fanno.

 

Le domande a cui vorremmo tutti una risposta sono:

 

QUANDO FINIRA’ QUESTA GUERRA oppure COSA DOVREBBE ACCADERE AFFINCHE’ QUESTA GUERRA FINISCA?

 

Probabilmente non abbiamo sufficienti argomenti e notizie per poter rispondere alla prima domanda, ma per la seconda qualcosa si può immaginare.

 

Che il responsabile di quello che sta accadendo nel mondo sia TRUMP (e intendo TRUMP come persona e non come presidente degli USA) è ormai chiaro a tutti; e dunque dovrebbe essere altrettanto chiaro che solo la sua assenza possa far fermare la tragedia che tutto il mondo sta vivendo e sopportando.

 

Una gran parte dei Paesi del mondo sono in subbuglio e sappiamo bene che questo avviene non solo per le distruzioni e la perdita di vite umane innocenti ma anche, e purtroppo principalmente, per l’aumento dei costi del petrolio e di conseguenza per l’inflazione che aumenta.

 

Siamo tutti principalmente degli egoisti e dunque come tali ci sentiamo per ora fortemente colpiti dall’aumento dei carburanti, e presto per gli aumenti di tutti i generi alimentari e non, di cui abbiamo bisogno.

 

Quindi, riferendomi al nostro Paese, si potrebbe osservare che se i nostri governanti non avessero osteggiata la mobilità elettrica e avessero incentivato, come ho più volte affermato, la produzione di elettricità da fonti rinnovabili, oggi potremmo infischiarcene dell’aumento del petrolio e avere energia a iosa disponibile per tutti e a costi molto minori degli attuali. Viceversa degli stupidi nostri governanti insistono ancora oggi sul nucleare che:

 

·     è molto più costoso

·     gli impianti richiederebbero parecchi anni per essere realizzati

·     la distribuzione avverrebbe a mezzo di una quindicina di centrali SMR

·     si dovrebbero accettare tutti i rischi dovuti a danni per terremoti o inondazioni

·    bisognerà riuscire a convincere le popolazioni dei luoghi destinati allo  smaltimento delle  scorie ad accettare i rischi che ne derivano

·    in caso di guerra sarebbero le prime ad essere colpite con enormi danni non solo per la produzione di energia che verrebbe meno per l’intera Nazione, ma anche per i problemi di radiazioni che si libererebbero.

 

Ma il tema che mi sono posto ora è un altro, e quindi lascio che il periodo precedente rimanga solo una parentesi sia pure molto importante.

 

Se torniamo invece a cercare di capire quanto meno cosa dovremmo augurarci affinchè quest’ultima guerra finisca, direi che l’unica possibilità che si può intravedere è che TUMP finisca di essere il Presidente degli USA.

 

Questa guerra infatti è quella di TRUMP come persona; infatti egli utilizza il potente esercito della sua Nazione come fosse il SUO ESERCITO e si gloria delle distruzioni come se fosse lui stesso ad averle ottenute. La sua mania di potenza è personale ed agisce, copiando Putin, come se fosse il padrone degli Stati Uniti.

 

Credo che questo suo atteggiamento sia quello che ha sempre avuto quando era padrone solo del sul grande patrimonio e la decisione di tentare la scalata alla Casa Bianca era solo il desiderio di poter aggiungere al suo patrimonio anche tutta la sua Nazione. Insomma il massimo delle manie di grandezza.

 

Ed ora che è riuscito anche in questo intendo, anche gli USA sono diventati suoi e agisce proprio come il suo padrone assoluto.

 

Ma per essere padroni di una intera Nazione come lui desidera, occorrerebbe avere un’esperienza da tiranni almeno simile a quella di Putin e non basta cercare di assomigliargli.

 

Mi sto accorgendo intanto che non riesco mai a concludere questo articolo perché TRUMP continua a fare dichiarazioni contrastanti (ultimatum all’Iran e poi cambio di registro e sospensione dello stesso asserendo che ormai ci sono accordi con l’Iran che però quest’ultima nega)

 

Quindi lo pubblicherò stasera stessa anche se nel giro di poche ore ci potrebbero essere altre diverse prese di posizioni di quello che ormai vediamo tutti come IL BULLO americano.

 

In pratica possiamo affermare che in questi ultimi tempi anche negli Stati Uniti vige un regime retto da un dittatore a nome DONALD TRUMP, per cui, come ho anche detto nell’articolo precedente, occorrerebbe che il regime attuale venga abolito e questo possono riuscire a farlo solo i cittadini americani.

 

E sono abbastanza certo che questo prima o poi avverrà, ma bisogna augurarsi che avvenga al più presto, prima che la maggior parte dei Paesi del mondo vadano in recessione.

 

Trump, detto il bullo e non solo da me visto che ci sono vari libri che lo definiscono tale (ad esempio quello ultimo di Antonio Caprarica dal titolo: “IL BULLO. Come Donald Trump ha distrutto l’occidente”) è ormai chiaro essere il vero responsabile di questa ultima guerra, dopo ad aver sovvertito il commercio internazionale.

 

La sua popolarità, nata con la sigla MAGA (Make America Great Again) e diminuita notevolmente ma viene ancora temuto e quindi sopportato dai suoi concittadini.

 

Ma, specie se i soldati americani morti aumenteranno e il costo dei carburanti continuerà ad aumentare anche negli USA, penso che non appena sarà possibile finirà per essere fatto fuori.

 

E chi lo sostituirà sarà certamente diverso da lui e potrà facilmente porre fine agli attacchi all’Iran ottenendo per conseguenza non solo la fine delle ostilità tra USA e Iran, ma anche ben presto la ripresa del lavoro delle petroliere per rifornire il mondo di quell’oro nero a cui siamo ancora troppo legati.

 

Il cambio di regime da augurarsi è quindi, non tanto quello dell’Iran, ma molto di più quello degli Stati Uniti.

 

E’ triste dover riconoscere che sarà la necessità di ripristino di petrolio e delle materie prime a influire sulla PACE, ma almeno dovremmo rallegrarci anche per fine delle stragi di civili innocenti e per le stupide distruzioni a cui striamo assistendo.

 

Franco Fellicò

giovedì 12 marzo 2026

Guerra all'Iran

  

Sarà questa l’ultima bravata di Donald Trump? 

 

A me pare che le probabilità che Trump sia cacciato via dagli americani, compresi quelli che lo hanno eletto, vanno aumentando ogni giorno.

 

C’è un proverbio che dice: “Tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino”.

 

E il bullo americano sembra che faccia di tutto per farsi estromettere dalla guida del suo Paese.

 

Ad ogni sua decisione è seguita una diminuzione della sua popolarità e la decisione di attaccare l’Iran potrebbe essere quella che gli farà perdere definitivamente la credulità dei suoi cittadini.

 

E sono le sue continue contradizioni che lo rendono sempre più inviso; lui che aveva detto che voleva fermare le guerre del mondo è già la seconda volta che, senza chiedere consiglio a nessuno, ha deciso di utilizzare la forza dell’apparato militare degli USA per aggredire prima il Venezuela e ora l‘Iran.

 

E sappiamo tutti che prima ha detto che la guerra alll’Iran durerà 4 o 5 settimane poi, dopo solo una settimana, che potrebbe durare anche di più, e poi dopo 11 giorni, dire che la guerra sta già per finire.

 

I danni prodotti da tutte le sue decisioni avventate sono evidenti e colpiscono tutto il mondo rendendo l’America sempre più antipatica.

 

L’azione militare avviata contro l’Iran ha già provocato danni a tutto il medio Oriente e anche a tutte le Nazioni che importavano petrolio da quel Paese.

 

La chiusura dello stretto di Ormuz ormai si è già fatta sentire e si è verificato perfino che l’India ha deciso di riprendere ad importare il greggio dalla Russia e non è detto che questo non avverrà anche in tutti gli Stati che a causa dell’embargo avevano smesso di acquistare idrocarburi da quel Paese.

 

In pratica la Russia, amica dell’Iran, si è guardata bene dall’intervenire militarmente ma ha già avuto un primo beneficio da quella guerra ed infatti non solo sta vendendo il suo greggio nuovamente, ma lo vende anche a prezzi maggiorati.

 

La Russia inoltre che acquistava droni dall’Iran da impiegare contro l’Ucraina, le sta vendendo altre armi aumentando gli introiti da utilizzare per continuare la sua guerra all’Ucraina.

 

E in più la nuova grossa crisi sta distogliendo l’attenzione degli amici di Zelensky dal seguire i bombardamenti della Russia su tutta il Paese invaso da 4 anni.

 

Trump è sempre più considerato dunque l’unico responsabile di tutto quanto accade nel mondo; e nel suo Paese, che vorrebbe gestire solo seguendo le sue volontà e le sue idee, è sempre meno benvoluto.

 

Quanto tempo ancora ci vorrà perché quella rivoluzione che Trump vorrebbe vedere avvenire in Iran non avvenga invece negli USA per cui il cambio di regime che lui vorrebbe vedere in Iran avverrà in America?

 

Già i primi soldati americani sono tornati in Patria nelle bare e poichè purtroppo non saranno i soli, questo farà SI che la popolazione americana finirà per non perdonarlo più.

 

Quindi mentre l’Iran rischia di dover cambiare regime, Trump rischia di persona di essere cacciato dal posto che occupa.

 

C’è un’altra cosa da osservare ed è che Trump invidia il modo di governare di Putin e tende ad imitarlo. Non va dimenticata la sua frase: “La guerra all’Iran finirà quando tutti gli obiettivi saranno raggiunti”.

 

Questa frase è esattamente la stessa pronunziata da Putin a proposito della sua guerra all’Ucraina; ed è importante notare che Putin non ha mai dichiarato quali fossero esattamente i suoi obiettivi.

 

Si spiega quindi perché anche Trump si è guardato bene da dichiarare quale fosse la sua strategia e dimostra che il suo modo di agire assomiglia sempre più a quello del dittatore russo.

 

Non dichiarare gli obiettivi dovrebbe servire a giustificare un eventuale interruzione delle operazioni militari in qualunque momento, anche se costretti a farlo.

 

Ma la furbizia di Putin è di gran lunga maggiore di quella di Trump e l’avvicinamento che quest’ultimo ha voluto mettere in atto con quel dittatore si è tradotto in un grosso vantaggio per Putin.

 

Ora però è il caso di affrontare anche quello che accade nella nostra Italia.

 

Non è certo facendo la voce grossa con Trump che si potrebbe ottenere di fermare la guerra che non ci piace; in questo frangente occorre invece essere chiari e, contrariamente a Putin e a Trump, dichiarare ufficialmente la nostra posizione e la Melone lo ha più volte detto affermando che: “L’Italia non è in guerra e non vuole entrare a farne parte”.

 

Questa è una dichiarazione chiara e precisa che chiunque l’ha ascoltata (e l’hanno ascoltata tutti perchè più volte riportata dai media) non può essere sottovalutata; né possono essere sottovalutati gli incontri e gli accordi che la Presidente de Consiglio sta avendo con Francia, Germania e Regno Unito allo scopo di individuare una posizione comune che eviti il coinvolgimento in una guerra non desiderata.

 

Questi accordi stanno andando avanti anche se questa iniziativa sarebbe dovuta partire dall’Unione europea che come ormai tutti dicono sembra non esistere.

 

Ma l’opposizione continua a chiedere che la Presidente del Consiglio vada a riferire in parlamento sulla sua posizione.

 

La Meloni ha detto che lo farà (pare il giorno 11 marzo) ma sa bene che l’opposizione richiede questa precisazione direttamente a loro per avere la possibilità di insultarla indipendentemente da quello che lei dirà.

 

E mentre l’opposizione invoca che il Governo risolva o quanto meno attutisca i problemi dovuti all’alto costo dei carburanti alla pompa agendo sulle accise, la Meloni, accogliendo anche un suggerimento dell’opposizione, farà in modo che la tassazione sui carburanti sia temporaneamente alleggerita allo scopo di evitare costi insostenibili ai cittadini.

 

 

 

Ho iniziato questo scritto qualche giorno fa ma ho deciso di pubblicarlo dopo che il Presidente del Consiglio avrà soddisfatto l’opposizione esponendo direttamente a loro quale è la SUA POSIZIONRE.

 

E oggi posso concludere questo documento visto che la Premier del nostro Governo ha informato UFFICIALMENTE sia al Senato che alla Camera sulla sua posizione e lo ha fatto RIPETENDO ESATTAMENTE quello che già tutti sapevano e cioè che: “L’Italia non è in guerra e non vuole entrare a farne parte”.

 

Ha anche raccontato UFFICIALMENTE degli incontri che ha già fatto con Francia, Germania e Regno unito per assumere una posizione comune da tenere a fronte degli avvenimenti in atto.

 

Infine ha dichiarato che a tempo debito si occuperò del problema costi dei carburanti affermando però che gli aumenti immediati che ci sono stati alla pompa non sono originati dal costo maggiore del barile di petrolio dato che i carburanti distribuiti attualmente sono stati già acquistati da tempo a prezzi normali dalle compagnie petrolifere e che quest’ultime stanno approfittando della situazione per speculare e che per questo saranno perseguite.

 

Inoltre, considerando che i problemi da affrontare sono di grande importanza della Nazione ha proposto all’opposizione di farlo insieme nell’interesse dei cittadini.

 

Ma come c’era da aspettarselo, l’offerta non è stata apprezzata considerandola tardiva e secondo qualcuno della sinistra tesa piuttosto a trascinare tutta l’opposizione a partecipare ad un lavoro di difficile soluzione.

 

Quindi, a parte gli insulti che come prevedevo non sono mancati, le immancabili accuse di essere la serva di Trump, e la continua richiesta di condannare l’intervento del Presidente americano, l’opposizione ha deciso di rimanere a guardare dall’esterno per poter come al solito criticare ogni decisione evitando di farne parte.

 

Franco Fellicò