sabato 14 novembre 2020
Una doverosa precisazione
sabato 7 novembre 2020
Le decisioni del Governo e le reazioni delle regioni e dei cittadini
Ho già affrontato questo argomento qualche giorno fa e ho stigmatizzato il comportamento dei cittadini di molte città, ma oggi sento il bisogno di riprendere l’argomento alla luce delle nuove disposizioni contenute nell’ultimo DPCM.
Ho ascoltato con le mie orecchie direttamente dal Presidente del Consiglio che lo ha illustrato alla TV quello che è stato deciso e mi è sembrato tutto molto chiaro e anche logico.
Siamo di fronte infatti ad una escalation dei contagi in tutta Italia anche se in misure diverse nelle varie parti della penisola.
E' stato giustamente detto che purtroppo non possiamo non reagire con fermezza all’aumentare dei contagi e questo sia per salvaguardare la salute di tutti, ma anche per evitare che il flusso di persone bisognose di cure raggiunga valori tali da non poter essere più sopportati dagli ospedali.
Questa è una grande verità che nessuno può disconoscere perché tutti sanno che ormai sembra che gli ospedali si possano occupare soltanto di Covid, che gli stessi contagiati sono ormai tenuti sulle barelle nei corridoi per mancanza di letti, che le postazioni per le terapie intensive sono finiti o agli sgoccioli e anche che in più di una struttura ospedaliera si sono dovuti approntati degli ospedali da campo in tende dell’esercito.
Una delle decisioni prese è stata allora quella di spingere molto sul ricovero a casa dei malati meno gravi, ma ciò nonostante, non tutti i contagiati riescono ad essere curati. Si tratta quindi di una situazione veramente grave che peggiora di giorno in giorno (ho appena sentito che nelle ultime 24 ore il numero di nuovi contagiati è arrivato a sfiorare i 38.000) ed il trend rimane saldamente in salita.
A questo punto se qualcuno si azzarda a dire che bisognava avere disponibili più posti letti, mi fa solo andare su tutte le furie; infatti in questa situazione qualunque cittadino e ancor più qualunque politico ,avrebbe il dovere di cooperare per superare un problema grave e l’ultima delle cose che può fare è quella di perdere tempo a criticare qualcuno.
Ed invece ci si lamenta soltanto, si fanno le manifestazioni e si chiede libertà quasi come se un dittatore, per un suo esclusivo ghiribizzo, avesse deciso di mettere tutti in quarantena senza motivo.
Ma non basta, Giuseppe Conte nell’illustrarci le decisione, ci ha spiegato che, di comune accordo con le regioni, era stato deciso di differenziare le limitazioni con un’unica base da rispettare da tutti e delle limitazioni differenziate a seconda di tre diverse fasce di rischio.
Erano state quindi definite tre fasce di rischio: denominate Gialla, Arancione e Rossa, con limitazioni crescenti trattandosi nell’ordine di fasce di rischio sempre maggiori.
E, sempre di concerto con le regioni, era stato individuato un metodo matematico per stabilire ciascuna regione in quale fascia dovesse essere inserita. Il Presidente ha poi aggiunto, che la formula si sarebbe avvalsa di ben 21 parametri che dovevano essere ricavati da dati correnti che ciascuna regione avrebbe inviato al potere centrale.
In più Conte ha anche detto che i parametri per la massima trasparenza, sarebbero stati resi noti a tutti ed infatti io ho già trovato anche uno dei siti che li ha pubblicati; il link è:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/05/covid-ecco-quali-sono-i-21-parametri-per-decidere-zone-rosse-arancioni-gialle/5993256/
Ha poi spiegato nuovamente in conferenza stampa (che è stata trasmessa in diretta) ad un giornalista che gli chiedeva quali concertazioni erano state fatte con le regioni, che nessuna concertazione né trattativa era stata fatta, e che le trattative erano state sostituite con la definizione CONGIUNTA del metodo da seguire per l’assegnazione delle regioni alla giusta fascia; e che alla fine la scelta si era concretata con il benestare e la sottoscrizione di TUTTI (potere centrale e regioni) del metodo dei 21 parametri.
Tutto questo io ho ascoltato, non come notizia riportata dai media o dai giornali, ma direttamente da Giuseppe Conte quando alla TV ha fatto il suo ultimo intervento. Ho voluto esporlo sia per essere sicuro che chi mi legge sia allineato con quello da cui io parto, sia per sottolineare che ogni mio considerazione su quello che è accaduto dopo, si basa solo sulla conoscenza di quanto sopra detto.
Date le regole fissate, quindi a mezzo dei 21 parametri derivati dai dati inviati proprio dalle singole regioni, si è “scoperto” quali dovevano essere le regioni rosse, quelle arancioni e quelle gialle.
E quando l'elenco delle regioni e la loro appartenenza alle fasce è stato reso noto, sono inziate le reazioni; io per esempio mi sono meravigliato di trovare in fascia gialla la Campania e anche un po’ di sentire che la Calabria fosse in fascia Rossa, ma visto che quel risultato era stato prodotto dall’esame dei 21 parametri non ho battuto ciglio e anzi ho ancor più considerato utile il sistema adottato che avrà sicuramente tenuto conto di fattori che a me sfuggivano.
Ed invece, non appena sono stati noti i posizionamenti delle varie regioni ho sentito sempre alla TV della rabbia e delle proteste di molti cittadini, ma anche di vari rappresentanti delle regioni e in particolare dei Governatori della Lombardia e della Calabria.
Questo è un assurdo, perché se i parametri e la formula erano stati concordati e sottoscritti proprio da quei Governatori, non posso accettare che proprio loro stessi, cioè quelli che hanno ideato il meccanismo si possano lamentare.
Per giustificare il dissenso il Governatore Fontana ha asserito che i dati utilizzati era di 15 giorni prima e quindi non più validi, ma allora non capisco perché la sua regione non abbia inviato quelli più recenti, e poi se tutti i dati necessari sono disponibili solo dopo 15 giorni mi domando perché allora quel Governatore che si lamenta non si sia opposto al meccanismo deciso e non abbia almeno cercato di ottenerne uno diverso.
Inoltre è da considerare, perché spiegato sempre da Conte nella conferenza stampa, che i passaggi da una zona ad un'altra possono avvenire benissimo e si può cambiare fascia sia in meglio che in peggio, ma ERA STATO ANCHE DECISO, che le nuove valutazioni dei dati venissero fatte con una periodicità di 15 giorni per cui nessuno può pensare di cambiare fascia ogni giorno. E dunque se i dati più recenti della Lombardia sono migliori dei precedenti, fra 15 giorni (così come prevede il regolamento approvato, la Lombardia passerà ad arancione.
Oggi mi è capitato di sentire, riprodotto da RAI1, quello che ha detto il Ministro Speranza e anche lui ha detto esattamente quello che ho osservato io, chiarendo anche che da 24 settimane lo Stato e le Regioni hanno discusso per giungere ad una metodo oggettivo e concordato e che quindi assolutamente illogico protestare ora.
Io penso che il Governo, e come sapete lo dico pur non essendo un simpatizzane né di M5S né del PD, ha lavorato bene, e non merita questi dissensi anche in considerazione della gravissima situazione in cui siamo.
Il mio dissenso è totale anche nei confronti delle manifestazioni che continuano a nascere (in Calabria e anche a Roma); capisco le enormi difficoltà di chi vive di commercio, ma nessuna difficoltà, e neanche la povertà totale può giustificare la richiesta di LIBERTA’ che viene fatta a gran voce dai cittadini.
Possibile che non si voglia capire che se anche fosse consentito l’apertura di negozi e di servizi, la paura del contagio non consentirebbe comunque la vendita di oggetti diversi da cibo e alimenti?
Possibile che si preferisce protestare contro chi cerca di proteggerci, considerandoli degli aguzzini?
Queste manifestazioni non faranno certamente cambiare delle regole che sono NECESSARIE, e peggiorano soltanto una situazione già molto grave.
Franco Fellicò
domenica 1 novembre 2020
Ancora manifestazioni !!!
Non posso fare a meno di riprendere l’argomento del mio ultimo scritto. Anche perché questa volta più d’uno dei lettori non è stato d’accordo su quello che avevo scritto e sembra si sia schierato dalla parte dei manifestanti (anche se non ovviamente di quelli violenti) considerando valide le loro ragioni.
Voglio ancora una volta sottolineare che io non considero poco valide le loro preoccupazioni, anzi riconosco tutta la loro inquietudine, ma nuovamente voglio affermare che in questo particolare caso le manifestazioni ANCHE SE NON VIOLENTE, sono fuori luogo.
Vi prego di ricordare che non più di un mese fa ogni giorno avevamo soltanto qualche centinaio di contagi al giorno e anche che eravamo giunti a quei valori esclusivamente per aver affrontato la situazione con molti sacrifici e molta serietà; questa mattina il telegiornale delle 8.00 ci ha informati invece che nelle ultime 24 ore si sono verificati quasi 32.000 contagi.
Questa crescita non è avvenuta all’improvviso, ma si è avuta sempre più rapidamente; ricordo benissimo quando ci si spaventava nel vedere che ogni giorno il numero di contagi aumentava fino a superare addirittura i 1.000 al giorno, ed ora siamo arrivati a ben 32.000!
Eppure da quando c’è stato l’inizio della cosiddetta seconda ondata i DPCM con sempre nuove restrizioni si sono succeduti e questo significa, visto il continuo aumentare dei contagi, che quello che si è fatto finora in termini di contrasto al virus non è stato affatto sufficiente.
C’è chi dice che i valori che ci comunicano sono molto più alti del passato perché i tamponi che vengono fatti ultimamente sono molto di più di quelli dei primi giorni, ma attenzione che c’è un altro indice che è stato calcolato e che non è inficiato dal numero di tamponi ed è l’indice Rt.
Vi ricordo che quell’indice che durante la prima ondata era giunto anche a valori di 2,5 (quando non si erano ancora prese contromisure quell’indice si chiama R0); poi con le contromisure ferree che abbiamo vissuto l’indice è sceso sotto l’unità fino ad arrivare a 0,7 prima e poi anche a 0,2.
Voglio precisare, anche se penso che lo sapete, che l’indice Rt (si chiama così in presenza di contromisure) è da considerarsi accettabile e confortante quando è al di sotto di 1; infatti 1 significa che ciascun individuo ne può contagiare solo un altro (caso in cui i contagi non crescono né diminuiscono) mentre un Rt minore di 1 significa che ogni individuo può contagiarne 0,9 o 0,8 o 0,7 e così via e cioè che i contagi tendono a diminuire con rapidità sempre maggiore al diminuire dell’indice.
La situazione attuale è che Rt è cresciuto e ha superato il valore 1 già da qualche tempo giungendo a ben 1,5 (ogni individuo positivo ne contagia altri 1 e mezzo) il che significa che i contagi aumentano molto rapidamente ogni giorno e neanche linearmente.
Ho voluto ricordare bene in che situazione siamo prima di tornare alle manifestazioni nelle quali i partecipanti, ANCHE I PIU’ PACIFICI, continuano a richiedere “libertà” ad un Governo a cui invece dovrebbero chiedere piuttosto maggiori restrizioni in maniera da riportare l’indice Rt almeno sotto l’1.
Come volete chiamare questi manifestanti se non STUPIDI? Io credo ancora e ne sono sempre più convinto che stanno sbagliando di grosso e solo delle persone con scarsa intelligenza possono pensare di desiderare meno limitazioni in una situazione così grave.
Ditemi allora nuovamente che ho torto e però spiegatemi bene perché sbaglio e perché dovremmo considerare savi questi manifestanti.
Dico tutto questo perché nello stesso TG in cui venivamo informati dell’indice Rt che che oggi era 1,5, ho sentito che a Roma ci sono stati ancora scontri tra manifestanti furiosi e polizia.
Vi prego ancora di convincervi, queste manifestazioni sono da STUPIDI! Ovviamente esse sono inutili perché da stupidi; l’unico obiettivo che raggiungono in pieno è, come sempre, di consentire ai violenti di approfittarne per divertirsi a rompere vetrine e ad azzuffarsi con le forze dell’ordine.
Franco Fellicò
mercoledì 28 ottobre 2020
Il Covid, il Governo e il popolo
In calce ad ogni mia email ho aggiunto a titolo di "firma" la scritta che segue:
Ci sono due cose infinite: l’universo e la stupidità umana.
Ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.
[Albert Einstein]
mercoledì 16 settembre 2020
Ancora sul provvedimento del Ministro Sergio Costa.
Ho già scritto a proposito della stupida idea del Ministro Sergio Cosa, ma questa volta voglio dimostrare, numeri alla mano, come quella sua idea (che pensa di far passare come un’idea condivisa dalla maggioranza di coloro che hanno partecipato alla consultazione popolare), si tradurrà NON COME LUI VORREBBE FARE INTENDERE in una riduzione dell’inquinamento, ma invece in un aumento che tenterò anche di valutare esattamente.
Dopo la dimostrazione che darò, si dovrà concludere o che il Ministro Costa, e chi lo consiglia, non ha alcuna competenza su chi e come si produce l’inquinamento, oppure sa bene che il suo provvedimento aumenterà i danni all’ambiente, ma ritenendo che l’obiettivo di racimolare soldi sia più importante dell’ecologia, ha deciso di andare avanti comunque.
Prima di tutto vorrei commentare la “presa in giro” della consultazione popolare, visto che non ha certamente dato i risultati che i media stanno sottolineando.
Ecco un parte di un articolo che ho letto a questo link:
https://www.investireoggi.it/fisco/prezzo-carburanti-aumento-delle-accise-in-vista-dal-prossimo-anno/
Verso l’aumento del prezzo carburanti. Il governo ha intenzione di innalzare le accise sul diesel a partire dal prossimo anno allo scopo di tutelare maggiormente l’ambiente.
È infatti allo studio l’ipotesi di una parificazione al rialzo delle accise tra diesel e benzina, aumentando così il prezzo carburanti. Da un sondaggio condotto dal Ministero dell’Ambiente fra cittadini, imprese ed esperti è scaturita la necessità di incrementare l’accisa presente sul gasolio. Prelievo fiscale che attualmente lo avvantaggia rispetto alla benzina.
Ma vi pare possibile che una larga parte di cittadini, tutti certamente oltre che cittadini anche automobilisti, abbiano accettata l’idea di un aumento sul carburante più gettonato in assoluto; non lo avranno senz’altro potuto richiedere i possessori di auto diesel ed escludo anche che lo possano aver richiesto i possessori di auto a benzina, che non essendo interessati all’aumento, non penso proprio che abbiano voluto fare un dispetto a chi per senza alcuna colpa veniva preso di mira dal fisco con la scusa di rendere giustizia a loro.
Io ho partecipato alla consultazione ed ho naturalmente espresso il mio parere contrario al provvedimento e ho sostenuto anche che se si voleva fare giustizia bastava ridurre le accise della benzina rendendole uguali a quelle del gasolio; si sarebbe evitata la diversità di trattamento, si sarebbe ricevuto certamente un plauso da tanti automobilisti possessori di auto con motori a benzina ed in più si sarebbe andati nella direzione del Governo che continua a dire ogni giorno che ha intenzione di ridurre la pressione fiscale.
Ma poiché nessuno ha potuto controllare i risultati della consultazione, è certo che il Ministro ha approfittato per dirci che la sua idea è stata approvata da tutti! Ed infatti tutti i media continuano a dire che a partire dall’anno prossimo le accise sul gasolio aumenteranno gradatamente fino ad uguagliare quelle della benzina.
Veniamo ora al motivo che vi chiarirà come il provvedimento si tradurrà in un peggioramento dei danni che la mobilità arreca all’ambiente; dimostrerò così ancora una volta che per qualunque provvedimento preso dai nostri “illustri governanti”, solo facendo il contrario di quello che hanno deciso di fare si può avere il risultato che dicono di perseguire; avremo quindi conferma che anche il Ministro Costa non fa accezione a questa regola.
Non so cosa pensare; nel primo caso potremmo avere compassione per chi è stato messo a capo di un Ministero senza avere le cognizioni necessarie al suo lavoro; nel secondo caso dovremmo offenderci per essere stati considerati degli stupidi creduloni da chi invece si crede furbo.
Voi che pensate?
Franco Fellicò
mercoledì 12 agosto 2020
Ed ecco una nuova …presa per i fondelli! Siete pronti per la consultazione?
Come potete notare ho parlato di “nuova …presa per i fondelli” e non dell’ultima di esse, perché la serie, come tutte le serie, continuerà certamente all’infinito e quindi l’ultima non ci sarà mai.
Si tratta di un prossimo provvedimento che nietepopodimeno si dice debba porre fine ad un’ingiustizia, servendo allo stesso tempo ad un miglioramento ambientale con perfino il vantaggio di produrre un gettito che potrà essere ovviamente ben utilizzato.
Ma quale sarà questa grande meraviglia? Come è stato possibile riuscire in un colpo solo ad ottenere così tanti vantaggi? La risposta è semplice: si tratta di una idea magistrale che ovviamente non poteva che scaturire dalla mente illuminata di uno dei nostri amministratori.
Questa volta l’illuminato è il “Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”; si chiama Sergio COSTA.
Evidentemente costui, volendo ad ogni costo essere protagonista in qualcosa, ha ideato questa fantasticheria, cercando anche di condirla con qualcosa di assolutamente nuovo.
Ha deciso infatti che fosse giunto ormai il momento di porre fine ad una grande ingiustizia e si è organizzato per offrire ai cittadini una soluzione meravigliosa che oltre a risolvere definitivamente quel grosso problema, avesse degli altri vantaggi per tutti, ma senza dimenticare anche un maggior gettito fiscale, cosa sempre da non sottovalutare.
Si tratta quindi di TRE obiettivi raggiungibili con un solo provvedimento; roba da far tremare le vene e i polsi di qualunque altro suo collega!
Ma forse tutti voi stanno aspettando che io arrivi al dunque e vi sveli a quale provvedimento mi sto riferendo; ma io vi prego di pazientare ancora un momento perché voglio anche dirvi che questo triplice obiettivo è condito, come ho detto prima, con un qualcosa di assolutamente nuovo; infatti questo provvedimento prenderà forma definitiva soltanto dopo che TUTTI NOI o comunque tutti i cittadini che lo vorranno, avranno partecipato ad una apposita consultazione per esprimere il proprio parere e/o per proporre migliorie al provvedimento.
Si tratta di una consultazione ONLINE già in iniziata (dal 31 luglio) e che si concluderà il 27 agosto 2020.
Capite l’astuzia del furbastro? Lui intende mettere in atto un intervento che ha già deciso e che produrrà TRE grandi vantaggi a tutti i cittadini e per giunta chiede a questi ultimi di esprimere i proprio consenso (o dissenso spero).
Ma cosa accadrà quando la consultazione si concluderà? Quanto valore avranno le osservazioni certamente valide dei cittadini? A mio parere: NESSUNO. Il quarto vantaggio (nascosto perché non sottolineato dal furbastro) servirà quindi a poter affermare, quando il provvedimento sarà messo in atto, che in fondo la scelta è stata anche condivisa dalla maggioranza dei cittadini!
Senza ombra di dubbio siamo quindi di fronte all’ennesima …presa per i fondelli perpetrataci questa volta da Sergio Costa che come tale sale anche lui sulla ribalta dove riceverà la solita targa che gli riconoscerà la grande intuizione e l’ottimo risultato conseguito.
Bene. Ora che vi ho detto tutto quanto dovevate sapere è giunto il momento di “svelarvi l’arcano”. Forse molti di voi lo avranno già capito e avranno già fatto le proprie considerazioni, ma ora insieme vorrei analizzare meglio quello che si intende farci ingoiare come ottima idea, veramente risolutrice dei problemi del caso.
In effetto la grande ingiustizia, principale oggetto del provvedimento, è la differenza di tassazione che c’è tra la benzina e il gasolio; su ogni litro di benzina infatti le accise gravano per 0,728 euro mentre per il gasolio SOLO (si fa per dire) 0,617 euro.
Per la verità si tratta di DUE grosse ingiustizie, dove una delle due è ancora più ingiusta dell’altra; ed allora come pensate che si debba evitare l’ingiustizia della DIVERSA tassazione? Semplice: rendendo uguali le due ingiustizie. Ed è proprio questo che il grande Sergio Costa propone. Ma come si possono rendere uguali due ingiustizie se una di esse vale 0,728 e l’altra vale 0,617? Ci sono ovviamente due modi: portarle entrambe a 0,728, oppure portarle entrambe a 0,617.
E non vi sembra logico che, se veramente si vuol fare giustizia, la soluzione sarebbe quella di allineare entrambe le tassazioni a 0,617? In questa maniera infatti oltre ad eliminare l’ingiustizia della diversa tassazione si allineerebbero le tassazioni alla ingiustizia inferiore.
Questa scelta, che ugualmente raggiungerebbe l’obiettivo di eliminare una disparità di tassazione, sarebbe certamente più gradita a buona parte dei cittadini; ma questo sarebbe ovviamente preso in considerazione se i nostri governanti pensassero veramente a noi!
Ed invece quale è la proposta del grande legislatore? Portiamo anche la tassazione del gasolio a quella stessa della benzina e così avremo fatto giustizia delle ingiustizie e potremo finalmente dire che ormai le ingiustizie, sono ugualmente ingiuste, essendo state allineate entrambe a quella più ingiusta.
Ma ora esaminiamo le altre motivazioni che vorrebbero farci intendere.
Un risultato potrebbe essere la probabile riduzione del consumo di gasolio con uno spostamento nel tempo verso motori a benzina piuttosto che diesel. Questa motivazione, si basa su una “caccia alle streghe” che è iniziata con il Dieselgate nel 2015 e che però poi è continuata e continua ancora oggi con la colpevolizzazione del motore diesel accusato come il principale motivo di inquinamento a carico delle auto.
Questo convincimento è completamente sbagliato perché i motori diesel di oggi hanno caratteristiche anche superiori a quelli a benzina proprio anche per l’inquinamento ambientale.
Inoltre se per assurdo tutti gli automobilisti decidessero di abbandonare il diesel e passare alla benzina, si avrebbe certamente un inquinamento maggiore dovuto al fatto che il rendimento di un motore diesel può arrivare anche al 44% contro un massimo del 37% del migliore dei motori a benzina vedi eventualmente:
Infatti per muovere tutte le macchine di un Paese occorre energia e se l’energia che si consuma è sfruttata al 37% piuttosto che al 44%, ovviamente ne necessità di più.
Consumare quindi più energia e cioè più carburante equivale allora a creare più inquinamento e dunque il secondo obiettivo è REGOLARMENTE mancato.
Il terzo obiettivo, detto in parole povere, è fare soldi, e ovviamene quello rimane in piedi, ma non ci si dica che l’intenzione è di fare giustizia e anche di badare all’ambiente perché, come spero di aver dimostrato si tratta di FANDONIE.
Ultima cosa. Malgrado tutto ho girato con insistenza per la rete alla ricerca della famigerata consultazione, perché anche se sono convinto dell’inutilità di esprimere un parere, volevo comunque dire la mia sull’argomento.
Ebbene io non sono riuscito a trovare come fare per parteciparvi; ci sono molti siti che ne parlano, spiegano di che si tratta, indicano i tempi, illustrano finanche i tre moduli da riempire chiarendo che se ne può riempire anche uno solo, ma nessuno riporta un link a mezzo del quale giungere ad una pagina WEB dove poter esprimere il proprio parere.
Un tentativo di rendere impossibile o almeno molto difficoltosa la partecipazione? Non so rispondere. Vi dico solo: se trovate la pagina adatta, comunicatemela!
Franco Fellicò
