mercoledì 18 maggio 2022

Putin

 

Alla distanza di oltre 80 giorni dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, vale la pena provare a fare un bilancio di tutto quanto è accaduto.

 

La cosa fondamentale che è sotto gli occhi di tutti è che la cosiddetta “operazione speciale militare” si è dimostrata invece una tragica e vera guerra ma contemporaneamente anche una stupida idea di Putin.

 

Ripercorriamo insieme allora gli avvenimenti per i quali ripeterò anche molte cose che tutti sappiamo.

 

 

Gli avvenimenti

1.

Il 24 febbraio Putin ha ordinato a 180.000 uomini su un enorme numero di mezzi corazzati e non (quelli contrassegnati da una grande ZETA) e che nei giorni precedenti aveva fatto ammassare ai confini dell'Ucraina, di varcarli per invaderla

 

2.

L’unico obiettivo dichiarato è stato che intendeva “denazificare” e anche “demilitarizzare” l’intera Ucraina.

 

3.

Per raggiungere detti obiettivi però ha iniziato una vera e propria guerra assaltando immediatamente la capitale del Paese invaso; pensava probabilmente di riuscire a prenderla in pochi giorni, di estromettere Zelensky e di instaurare un governo a lui fedele guidato probabilmente da Viktor Medvedchuk, leader ucraino del partito filorusso. Questa è stata LA PRIMA IDEA SBAGLIATA DI PUTIN che infatti non si è realizzata; Kiev non è stata presa, Medvedchuk è stato catturato dagli Ucraini fedeli a Zelensky che hanno anche tentato, senza ottenerlo,  di scambiarlo con dei prigionieri ucraini.

 

4.

L’esercito russo ha assediato Kiev per giorni, ma contemporaneamente ha iniziato a bombardare le principali città ucraine; poi, dopo essersi convinto che non sarebbe riuscito a sottomettere l’intera Ucraina, si è ritirato dal nord di Kiev e si è spostate verso il sud del paese invaso; i soldati russi hanno lasciato grandi distruzioni e moltissimi morti civili trucidati barbaramente tanto che sono in corso indagini per individuare e punire i crimini di guerra perpetrati; non contenti delle distruzioni e delle uccisioni di civili innocenti, prima di lasciare l’area,  l’hanno minata tutta.

 

5.

Si è cominciato allora a parlare di seconda fase dell’operazione e si è delineato un nuovo obiettivo mai dichiarato però; si è capito che Putin, vista l’impossibilità di realizzare il primo, si è ben guardato da dichiarare il secondo in maniera da poterlo anche eventualmente sostituire con un terzo e magari anche con un quarto.

 

6.

Con l’inizio della seconda fase le truppe si sono riunite tutte nel sud dell’Ucraina ed hanno iniziato un’avanzata LENTISSIMA perché fortemente frenata dalla resistenza ucraina; durante questa fase che è in atto ancora oggi le perdite di mezzi e di uomini dell’esercito russo sono state elevatissime; pare che ad oggi siano morti circa 30.000 dei 180.000 soldati inviati da Putin e secondo l’intelligence inglese un terzo dell’esercito invasore e dei suoi mezzi è già andato perduto. Ad essi vanno aggiunti tutte le perdite di vite umane tra i soldati ucraini e il gran numero di vittime di civili innocenti, tra cui molte donne e bambini. Siamo ben lontani quindi da una denazificazione, non fosse altro perché il numero di eventuali nazisti da eliminare non può certamente essere di quella entità.

 

7.

Con la seconda fase è stato chiaro comunque che il nuovo obiettivo di Putin (quello ridimensionato, ma al solito mai dichiarato) era diventato quello di appropriarsi del Donbass e anche si una fascia di territorio lungo il sud dell’Ucraina che consentisse di collegare la Russia fino alla Crimea già considerato da tempo russa. Qualcuno ha anche ipotizzato che Putin volesse anche prolungare quella fascia di territorio fino ad Odessa e anche fino alla Transnistra togliendo completamente all’Ucraina lo sbocco al mare. E non è affatto da escludere questo nuovo obiettivo visto che gli attacchi ad Odessa e dintorni continuano da molte settimane sia da terra che dal mare.

 

8.

La città di Mariupol e in particolare la sua acciaieria dotata di tanti cunicoli resistenti anche a attacchi nucleari è stata la città martire per eccellenza e solo in queste ultime ore pare che i russi siano riusciti ad occuparla; nel nord est invece la città di Kharkiv è stata liberata dagli ucraini i quali hanno ricacciato l’esercito invasore fino ai confini russi.

 

9.

In ogni modo si capisce che questa guerra è comunque contro l’Ucraina intera e che al minimo l’obiettivo vero di Putin non è altro che l’acquisizione con la forza di un territorio di suo interesse a danno di una nazione confinante. Ai nostri tempi una guerra fatta per impadronirsi di territori è inaccettabile a meno di non ragionare alla maniera di come si ragionava non meno di un  secolo fa. Quindi l’intero mondo civile è insorto contro questa azione sconsiderata basata esclusivamente sulla forza militare.

 

10.

Gli avvenimenti comunque ci hanno fatto capire molte cose. Un esercito come quello russo avrebbe fatto paura a chiunque fino a pochi mesi fa; ed invece oggi è sotto gli occhi di tutti quanto sgangherate e disorganizzate siano le sue truppe e come i suoi mezzi corazzati, ormai superati, siano diventati un facile bersaglio dei droni moderni; le corazze di quei mezzi sono diventate le bare dei pochi uomini presenti in ciascuno di esse e le migliaia di rottami incendiati di quei vetusti carri armati visibili in tutto il territorio ucraino lo dimostrano.

 

 

Le reazioni del mondo e i dissensi

Ma cosa è accaduto nel resto del mondo durante questi quasi tre mesi di guerra? Moltissime cose e tutte negative; infatti i danni che Putin ha inferto all’Ucraina e anche i danni che ha procurato anche all’esercito russo (sia reali per le grandi perdite verificatesi, sia di immagine) sono solo una piccola parte dei danni che la sua “operazione speciale militare” ha procurato al mondo intero e al suo stesso Paese. E se Papa Francesco ha detto che nella guerra non c’è uno che vince e uno che perde, ma perdono tutti, al giorno d’oggi bisogna interpretare quel TUTTI come TUTTO IL MONDO.

 

Voglio ricordare nuovamente che solo qualche mese fa Putin era considerato uno dei grandi leader della mondo e che la Russia era una dei grandi Paesi ricco di beni energetici e alimentari e come tale fornitore di energia e di derrate alimentari anche ad una gran parte dell’Europa.

 

Bisogna ricordare anche che eravamo quasi tutti usciti da una tremenda pandemia che avevamo combattuto TUTTI INSIEME, prima con i necessari lockdown e poi con le vaccinazioni di massa. I vaccini erano stati prodotti sia in occidente che in Russia  e tutti li avevano utilizzati in misura diversa ma comunque con ottimi risultati.

 

Tutto il mondo, e quindi anche l’Europa e la Russia stava tornando lentamente alla normalità, dopo che parecchi milioni di vite umane erano andate perdute, e anche l’economia, fortemente penalizzata, si stava riprendendo dovunque.

 

La pandemia aveva creato infatti grandi crisi economiche, ma da quelle crisi  si stava uscendo e lo si stava facendo INSIEME fidando su una collaborazione intercontinentale che si era anche rafforzata proprio durante l’alleanza che si era costituita quasi automaticamente  lottando contro il virus.

 

La collaborazione tra gli Stati era molto forte, c’erano Paesi come la Russia e l’Ucraina che contribuivano alla ripresa fornendo energia a chi ne aveva bisogno o anche grano, mais e altre risorse alimentari. Questi Paesi esportatori di beni venivano regolarmente pagati per i loro prodotti e in cambio ricevevano anche aiuti nello sviluppo tecnologico.

 

Putin, come ho già detto,  era considerato uno dei grandi uomini della terra ed era rispettato anche se il regime di cui era a capo non era simile a quello dei paesi più democratici e più liberi; tutti i leader del mondo ormai intrattenevano buoni rapporti con la lui e molte aziende di tutto il mondo avevano deciso di realizzare impianti industriali in Russia creando lavoro per i suoi abitanti e migliorando le loro condizioni  di vita.

 

C’era chi era più russofilo e chi meno, ma tutti avevano buoni rapporti con quel Paese e con Putin e sembrava proprio che i tempi della guerra fredda fossero ormai finiti definitivamente.

 

Ma dopo l’invasione accompagnata da delle parole terribili di Putin dittatore, nella quale avvisava che CHIUNQUE avesse tentato di interferire sulla sua “operazione militare speciale” avrebbe subito delle conseguenze che nessuno avrebbe potuto mai neanche immaginare, tutto è cambiato all’improvviso.

 

L’occidente ha reagito subito con delle sanzioni molto dure mirando a punire la Russia (non Putin direttamente purtroppo) minando la sua economia; ma la forte dipendenza di molti Paesi europei dal petrolio e dal gas russo ha costretto però a tener fuori dall’embargo questi prodotti; l’altra azione dell’occidente è stata quella di aiutare gli ucraini, e lo si è fatto in tre modi: accogliendo i tanti profughi (oltre cinque milioni di anziani, donne e bambini), fornendo beni di prima necessità e medicinali a chi era rimasto in Ucraina e fornendo le armi necessarie all’esercito e ai volontari che combattevano per difendersi dall’invasione; questa ultima cosa è stata necessaria anche perché altrimenti, come abbiamo visto tutti all’inizio delle ostilità, accanto all’esercito ucraino si erano schierati anche tutti gli uomini abili che si sarebbero però difesi alle meno peggio forse opponendosi ai carri armati russi soltanto con le bottiglie molotov  preparate dai più giovani.

 

La disponibilità di armi adatte a controbattere i carri armati russi ha consentito a tutt’oggi agli ucraini di fermare e in qualche caso anche di scacciare gli invasori.

 

L’Europa si è dimostrata INIZIALMENTE più unita di quanto non fosse stata prima ed ha reagito bene; però, e si poteva subito immaginare, date le diverse situazioni in cui ogni Paese si trova, man mano che il tempo è passato sono nate delle divergenze e non solo tra gli Stati, ma anche all’interno dei singoli Governi.

 

Per l’Italia sono nati dei dissensi sull’invio delle armi ed infatti Giuseppe Conte per i 5 stelle e Salvini per la Lega continuano a ripetere che bisogna smettere di inviare armi agli ucraini.

 

Io non capisco questi atteggiamenti che vengono giustificati con un pacifismo senza senso; infatti non inviare le armi agli ucraini significherebbe decretare la loro resa o peggio la loro eliminazione totale; infatti senza armi essi dovrebbero solo arrendersi consegnando il loro Paese agli invasori, oppure resistere senza potersi difendere e quindi perire tutti lasciando anche in questo caso il loro Paese all’invasore.

 

Mi meraviglio però che quegli stessi che non vorrebbero inviare armi agli ucraini per non incentivare la guerra, sono anche quelli che non hanno mai proposto di cessare di ricevere il gas dalla Russia, visto che, come ho spiegato in uno dei miei scritti precedenti, tutta l’Europa regala a Putin ben 85 carri armati al giorno pagandogli il gas che continua a fornirci.

 

Quindi secondo questi contestatori (che a mio avviso lo fanno per partito preso), se armiamo gli ucraini è sbagliato, se invece armiamo i russi è corretto! E affermano che solo così si può ottenere la pace. Questo dimostra allora che chi non vuol far inviare armi agli ucraini, ma crede sia normale continuare a foraggiare la Russia con l’acquisto di gas è come se parteggiasse per Putin; e il motivo è che lo fa per gli INTERESSI economici del proprio Paese; d’altra parte è da ricordare che il motto di Salvini  è sempre stato “prima gli italiani”! 

 

Non c’è dubbio che disarmando gli ucraini e continuando a foraggiare Putin la guerra finirebbe presto, ma ovviamente questo significa semplicemente che a Salvini dell’Ucraina non interessa assolutamente niente e che, pur di non sacrificare neanche un po’ il suo Paese, ritiene più conveniente che Putin schiacci il più presto possibile una Ucraina inerme, si prenda ii territori che desidera e sospenda le ostilità per aver raggiunto il suo tornaconto. Così naturalmente la pace sarà arrivata!

 

Queste discussioni su armi SI e armi NO e se gas SI o gas NO sono continue; in Italia si discute ogni giorno di questi argomenti senza venire mai a capo di nulla; l’unica fortuna che abbiamo è l’esistenza di un Presidente del Consiglio serio che finché la sua autorità glie lo consentirà, saprà scegliere il giusto atteggiamento da avere. In ogni modo tutte queste discussioni, che certamente arrivano all’orecchio attento di Putin, lo ringalluzziscono, tanto è vero che ci ha fatto sapere subito che il nostro atteggiamento è da “suicidio energetico”.

 

 

Altri obiettivi di Putin e i naturali risvolti

Un altro degli obiettivi, anch’esso mai dichiarato ma sottinteso da Putin, era la preoccupazione che l’Ucraina entrasse a far parte della Nato; non avrebbe voluto questo non tanto per evitare che il suo territorio confinasse troppo da vicino con i Paesi Nato, ma perché se così fosse avvenuto, difficilmente avrebbe potuto decidere di invadere un Paese protetto dall’alleanza atlantica.

 

Ma questa sua improvvisa invasione ha dimostrato chiaramente il rischio che stavano correndo tutti i Paesi non Nato confinanti con la Russia; essi si sono resi infatti conto che potevano essere  le possibili prossime vittime di Putin; la cosa non è sfuggita alla Finlandia, visto che confina con la Russia per parecchie centinaia di chilometri, e anche alla Svezia.

 

Queste nazioni erano neutrali da centinaia di anni, ma dopo la dimostrazione chiara del rischio che potevano correre hanno immediatamente pensato di abbandonare la loro neutralità e di cercare una maggior sicurezza sotto l’ombrello della Nato che è notoriamente un organismo forte militarmente e pronto a difendere i suoi membri da eventuali attacchi; le due Nazioni erano già partner della Nato tanto che partecipavano alle sue esercitazioni, erano anche abbastanza forti militarmente, ma rimanendo in quella posizione non avrebbero potuto usufruire dell’articolo 5 dell’alleanza che impone in casi di attacchi sconsiderati che tutta l’alleanza difenda l’eventuale vittima.

 

La cosa è stata chiara a tutti i cittadini di quelle Nazioni tanto che in Finlandia se prima dell’aggressione all’Ucraina era favorevole all’entrata nella Nato il 25% della popolazione, dopo l’invasione del 24 febbraio i favorevoli sono diventati il 75% e quindi, così come avviene nei Paesi civili i Governi hanno deciso subito di richiedere l’ingresso nell’alleanza.

 

Questo è un avvenimento storico motivato esclusivamente dalla SCELLERATA OPERAZIONE di Putin che, affrettandosi ad invadere l’Ucraina perché non difesa da nessuno, ha chiaramente dimostrato a questi Stati il rischio che stavano correndo.

 

Putin non ha naturalmente gradito la scelta dei due Paesi baltici e anche la Turchia (membro Nato) sembra si voglia opporre all’entrata dei due Paesi nell’alleanza; ho sentito però una bella spiegazione di questo atteggiamento della Turchia: “Erdogan si interessa solo di Erdogan” ed infatti sembra già chiaro che questa opposizione sia un modo per farsi pregare dall’organizzazione per poi cedere ottenendo in cambio qualcosa; si parla già di un indennizzo sotto forma di fornitura di armi!

 

In Italia c’è poi il solito Salvini, che con fare da filosofo, afferma che bisogna opporsi all’entrata dei due nuovi Paesi nell’alleanza perché questo potrebbe allontanare la pace; come sempre Salvini, interessato solo agli italiani, non si preoccupa affatto se la Finlandia possa venire attaccata alla maniera dell’Ucraina e, pur di evitare un ulteriore fastidio a Putin, sceglie la strada comoda per lui. Ma di lui non c’è da preoccuparsi, sia perché non lo ascolterà nessuno, ma anche perché prima o poi gli capiterà di affermare la cosa contraria.

 

Sarebbe il caso che chi pensa che l’alleanza atlantica è inutile o pericolosa, tenga ben presente le decisioni di Finlandia e Svezia che invece hanno ritenuto utile appartenere ad una organizzazione difensiva di alto livello che esiste esclusivamente per difendere tutti insieme ogni possibile aggressione di un qualunque membro.

 

Dopo una dimostrazione così chiara di Putin del modo violento di utilizzare i suoi armamenti in maniera offensiva è estremamente importante che ci sia un grande blocco difensivo che lo scoraggi nel decidere eventuali nuove imprese.

 

Ovviamente Putin, quando la Nato si allarga continuerà a credere di essere minacciato, ma questo dipende dal fatto che lui è abituato ad usare le sue armi per offendere (come sta dimostrando)  e quindi di conseguenza pensa che chiunque altro si armi è un possibile suo nemico pronto a colpirlo!

 

Noi dell’alleanza invece dovremmo plaudire a questo ingresso di due nuovi Paesi che VOLONTARIAMENTE stanno chiedendo di unirsi al blocco difensivo, perché solo così potremo scongiurare l’inizio di nuove invasioni da parte di chi si arma per offendere.

 

 

I risultati finora

Proviamo ora a metterci nei panni di Putin e della Russia e a verificare quali vantaggi e svantaggi sono derivati dalla questa sciagurata impresa.

 

1.

Non c’è alcun dubbio che l’importanza del grande leader della Russia è scaduta a livello mondiale.  C’è qualcuno che lo segue ancora e qualcun altro che ha preferito mantenersi equidistante da lui e da chi lo ha abbandonato.

 

2.

La Russia è tornata ad essere un Paese manipolato da un dittatore destinato a vivere con il minimo indispensabile, isolato dal mondo ed informato solo dalla propaganda interna.

 

3.

Se Putin voleva evitare che l’Ucraina entrasse a far parte della Nato, il suo intervento gli ha procurato che non UNA, ma DUE altre Nazioni, una delle quali molto confinante con la Russia, lo stiano facendo; e si tratta anche di Nazioni che hanno una grande influenza sul mar baltico!  

 

4.

Un gran numero di grandi aziende mondiali hanno abbandonato la Russia creando certamente disoccupazione e peggiorando la qualità della vita. Ho appena sentito che anche McDonald’s e Renault hanno abbandonato la Russia.

 

5.

L’economia della Russia ma anche quella di tutti i Paesi occidentali è in grosse difficoltà per il contraccolpo derivante dalle sanzioni che ovviamente hanno colpito sia la Russia che tutti coloro che le hanno indette.

 

6.

L’inflazione è in forte crescita dovunque e ovviamente anche la disoccupazione è in aumento; e questo in tutto il mondo.

 

7.

Il blocco dei cereali nei silos dell’Ucraina sta per affamare interi continenti e a breve non consentirà neanche di utilizzare i nuovi raccolti a causa della mancanza di spazio dove accogliere la nuova produzione.

 

8.

Una gran parte delle città e dei villaggi dell’Ucraina è stata distrutta e ci sono state migliaia e migliaia di morti sia tra i Russi che tra gli Ucraini.

 

9.

Milioni di persone appartenenti a famiglia distrutte sono dovute fuggire dall’Ucraina.

 

10.

Si sono spese miliardi e miliardi di dollari da entrambi le parti sprecandoli in armamenti; e sono state rase al suolo intere città ucraine.

 

11.

La Russia, con tutte le sue ricchezze in materie prime ed energia, non avrà più mercato per lo meno verso l’occidente perché tutti gli attuali clienti abbandoneranno le forniture appena possibile e nessun altro avrà la fiducia sufficiente per contrarre nuove forniture.

 

12.

Gli oleodotti e i gasdotti realizzati per rifornire l’Europa finiranno per essere abbandonati e non serviranno più mentre ne dovranno essere realizzati di nuovi per spostare il mercato verso la Cina.

 

13.

La Cina, ma ci vorrà tempo, si sostituirà all’Europa ed acquisterà i prodotti energetici russi, ma lo farà certamente a prezzi molto più bassi e così come l’Europa è stata dipendente dalla Russia, sarà la Russia ad essere dipendente dalla Cina.

 

14.

Putin, che ha perduto ogni sua influenza sul mondo intero,  forse si approprierà di un pezzo di Ucraina; quel pezzo sarà comunque un territorio completamente distrutto e tutto da ricostruire e in più i suoi uomini dovranno sopportare una opposizioni o forse guerriglia che gli  abitanti di quelle terre potrebbero far durare anni.

 

15.

Anche la parte di Ucraina che rimarrà in essere dovrà essere tutta ricostruita e saranno ancora tanti i milioni di dollari necessari per farlo.

 

 

Conclusione

Ho iniziato a parlare di questo argomento nel mio BLOG il giorno dopo dell’invasione con uno scritto il cui titolo era “UN UOMO SOLO”; sono andato a rileggerlo e ho potuto notare che fin da subito mi era chiaro buona parte di quello che sta accadendo.

 

Non posso che concludere ancora una volta che tutto quello che sta accadendo deriva dall’esistenza di un UOMO SOLO che ha l’autorità sufficiente per muovere un intero esercito di una Nazione che lui considera suo patrimonio personale e che si diletta a fare la guerra con dei soldatini che non sono di piombo ma in carne ed ossa.

 

Franco Fellicò

 

venerdì 22 aprile 2022

Storie diverse, ma simili

In una coppia che vive da anni insieme, si verifica che la moglie trascura sempre di più il marito, la moglie poi si lascia consigliare da alcuni amici per i quali ha simpatia i quali sono interessati a che la signora abbandoni il marito.

 

La signora desiderosa di libertà si lascia abbindolare dagli amici ed inizia ad odiare il marito, non lo cura proprio più, gli fa continui dispetti, lo tradisce perfino e poi decide di separarsi da lui.

 

Il marito sempre più infuriato non accetta l’affronto finale e dopo aver cercato in ogni modo di riprendersi la moglie, decide di sopprimerla ed improvvisamente l’affronta e la uccide barbaramente.

 

Immediatamente però l’uomo assassino viene incriminato, arrestato, processato e incarcerato a vita; e a nulla gli vale il racconto dei soprusi ricevuti dalla consorte, specie considerando che con la morte della moglie il marito violento probabilmente mira anche ad intascare un premio assicurativo di cui è il beneficiario.

 

Non  è la prima volta che questo accade e chiunque sente di questi fatti non ha dubbi che la giustizia abbia fatto bene a colpire l’assassino; nessuno riesce a giustificare l’atto estremo dell’uomo pur sapendo bene tutto quanto la moglie fedifraga  gli ha fatto.

 

Dico questo perché ho notato che ci sono persone, per la verità non molte, che non condannano l’operato di Putin e difendono la loro posizione elencando una serie di motivi che “giustificherebbero” l’azione militare contro l’Ucraina. La parola che ho messo tra virgolette, non viene artatamente mai pronunziata dai suoi difensori, ma le insinuazioni sembra che vorrebbero quanto meno attenuare l’azione spregiudicata a cui stiamo assistendo.

 

Si tratta quindi, secondo questi difensori improvvisati di Putin, effettivamente di un’azione militare speciale che intende liberare il popolo amico ucraino dai nazisti; ed è normalissimo per loro che per farlo Putin distrugga completamente intere città ucraine, provochi milioni di profughi ed uccida migliaia di ucraini senza ovviamente poter distinguere se si tratti di quelli che lui chiama nazisti o proprio di uomini simpatizzanti della Russia.

 

Non mi pare infatti che esistano bombe e missili capaci di colpire solo nazisti senza fare alcun male a quelli che i nazisti combattono; e la distruzioni di palazzi civili fino a radere completamente al suolo intere città non può essere dovuto a qualche piccolo errore di puntamento dei sofisticatissimi missili utilizzati.

 

A quei signori contestatori sembra anche normale che dopo l’invasione e dopo aver finalmente “liberato” il popolo ucraino dai nazisti, Putin pretenda di appropriarsi se non dell’intera Ucraina almeno del Donbass e di una fascia di territorio che gli offra l’accesso al mar Nero.

 

Tutti quei signori che fanno l’elenco delle manovre USA e dell’occidente che avrebbero spinto gli ucraini ad odiare i russi, vorrebbero in fondo giustificare Putin e colpevolizzare gli USA e l’Occidente; nessuno è disposto a pensare che erano gli ucraini, sia pure consigliati da qualcuno, a voler evitare di far parte di un regime autoritario e a preferire di essere più liberi e democratici.

 

Francesco Borgonovo è uno di questi signori e ho avuto modo anche di visionare un lungo video “declamato” da Massimo Mazzucco che come è sua abitudine (visto che è tra quelli che si è occupato di mettere in dubbio altri fatti evidentissimi quali l’attentato dell’11 settembre, l’uccisione di John Kennedy e lo sbarco sulla Luna) ha pensato di spiegare come mai Putin è stato costretto al suo intervento.

 

Di questi esperti non ne abbiamo bisogno visto che quello che importa veramente non sono i motivi scatenanti, ammessi che ci siano, ma è che un uomo malvagio ha deciso di appropriarsi di un territorio che non gli appartiene e per farlo non ha utilizzato la diplomazia o la persuasione, ma ha preferito adoperare la forza e la guerra aggredendo un Paese non interessato a farsi “liberare”, cosa chiaramente dimostrata dalla forte resistenza che sta ricevendo.

 

Ed ora mi piace fare un altro ragionamento:

 

Ammettiamo che Putin, profondamente dispiaciuto per le angherie di alcune frange effettivamente naziste, abbia deciso di intervenire militarmente contro queste minoranze convinto di far piacere agli ucraini. Dunque l’avrebbe fatto a fin di bene anche se ovviamente non può essere giustificata una distruzione totale di una intera Nazione, volendo eliminare solo un po’ di nazisti.

 

E allora quando il  mondo occidentale ha visto la grandissima distruzione, gli attacchi a tutto e a tutti con le armi più disparate, dai carri armati, alle navi e ai missili ipersonici, se avesse voluto agire alla stessa maniera di Putin, avrebbe dovuto immediatamente intervenire militarmente per liberare i malcapitati, e lo avrebbe potuto fare molto più correttamente anche perché questa volta l’aiuto era stato apertamente richiesto dal popolo invaso.

 

Ed invece l’Occidente ha mantenuto i nervi saldi e ha reagito con le sanzioni, ma si è guardata bene dall’intervenire militarmente e direttamente.

 

Quando Zelesky ha chiesto di istituire una Flight Zone sull'Ucraina, l’intero occidente si è garbatamente rifiutata e ha solo accettato di fornire agli ucraini i mezzi per difendersi.

 

E qualunque arma atta a contrastare un invasore è un’arma difensiva visto che si combatte FUORI del territorio russo e che solo una sola volta c’è stato da parte degli ucraini un’azione su un deposito di carburanti in territorio russo.

 

Basterebbe che le truppe russe lasciassero l’ucraina che nessuno li inseguirebbe fin all’interno della Russia; e se così non fosse allora SI che si potrebbe dare un po’ di colpa (ma solo un po’) agli ucraini.

 

Non fornire neanche le armi agli ucraini che le hanno chiesto con forza, sarebbe stato come voltarsi dall’altra parte e equivarrebbe, tornando all’esempio con cui ho cominciato questo scritto, ad assistere alle coltellate di quel marito mentre assassinava la moglie, senza far nulla.

 

C’è infine un’ultima cosa che voglio dire a quelli che continuano a dire che vogliono la pace e che non vorrebbero che si inviassero armi agli ucraini; costoro alla domanda di come ottenerla dicono che bisogna insistere con la diplomazia.

 

Premesso che tutti vogliamo la pace, io non riesco a sopportare quelli che insistono tanto in quella maniera; ma si rendono conto questi cosiddetti pacifisti che al momento la diplomazia è assolutamente IMPOTENTE? Come si può ottenere di portare Putin a sedersi ad un tavolo e a “contrattare” la pace, visto che tutte le volte che ci si è provato o l’incontro è stato rimandato con la frase: “non è ancora il tempo di trattare” oppure l’incontro è stato accettato ma i rappresentanti russi inviati agli incontri erano di basso livello e non avevano alcuna autorità per trattare.

 

Tutte le volte che si è cercato di farlo Putin ha trovato il modo o di non farlo o di far finta di farlo e nel frattempo non un solo carro armato si è mai fermato per dar modo alla diplomazia di sostituirsi alla guerra.

 

Franco Fellicò

giovedì 7 aprile 2022

Le sanzioni alla Russia

Come è noto è stata questa la risposta dell’occidente alla Russia nel tentativo di dissuadere Putin dal continuare la sua invasione dell’Ucraina.

 

Vi hanno aderito molti Paesi membri della Nato e non. La decisione è stata rapidissima e quasi unanime; sono rimasti fuori comunque dei Paesi che hanno preferito rimanere “equidistanti” e hanno lasciato Putin libero di fare i suoi interessi anche a danno di una Nazione sovrana e senza un motivo se non quello di espandere il proprio territorio con la forza.

 

Si è detto che si tratta di sanzioni durissime fin dal primo momento, ma probabilmente durissime non erano visto che si sono succeduti nel tempo vari “pacchetti” che hanno sempre più rinforzata l’azione; e in questi giorni siamo al QUINTO pacchetto.

 

In questo quinto pacchetto ho sentito che è stata bloccata l’importazione del carbone, sono stati bloccati i TIR , sono stati chiusi i porti alle navi russe e vietate le transazioni con quattro altre banche russe.

 

Si tratta comunque di un altro piccolo intervento che si aggiunge a quelli dei pacchetti precedenti; ma dico piccolo perché ho anche letto che l’importazione del carbone vale solo 4 miliardi di euro all’anno.

 

La cosa grave a mio avviso è però che la cosa veramente importante che potrebbe avere un peso notevole, forse pari se non maggiore di quello di tutti e cinque i pacchetti, è il fatto che continuiamo però a comprare dalla Russia sia Petrolio che Gas.

 

Vorrei chiarire che, sempre utilizzando le informazioni che leggo, i Paesi che hanno scelto di sanzionarlo Putin, gli versano OGNI GIORNO UN MILIARDO DI EURO per il Gas che continuano ad importare; capirete quindi che c‘è una bella differenza rispetto ai 4 miliardi all’ANNO del carbone.

 

Per darvi una idea più precisa di cosa questo significa voglio ricordarvi che un carro armato, come ho scritto nel mio articolo del 10 marzo, costa 13 milioni di dollari; e allora poiché un miliardo di euro equivale approssimativamente ad 1,1 miliardi di dollari possiamo concludere che è come se noi ogni giorno regalassimo a Putin circa 85 carri armati (e sono certamente molto di più di quelli che ogni giorno gli ucraini riescono a distruggere).

 

Questo significa che mentre sosteniamo gli Ucraini inviando loro perfino un po’ di armi, contemporaneamente  aiutiamo ben più vigorosamente Putin.

 

C’è a questo punto da meravigliarsi che ci sono tanti cittadini contrari a  fornire armi a chi è stato invaso, mentre ben pochi si preoccupano invece del fatto che provvediamo ad armare abbondantemente anche gli invasori.

 

Cosa voglio dire? Una cosa molto semplice: non si può volere la pace  a chiacchiere, ma la pace bisogna comprarla e per farlo bisogna pagare; e quando i soldi non ci sono bisogna fare qualche sacrificio e procurarseli.

 

Nel nostro caso quindi dovremmo fare tutti un sacrificio e decidere una volta per tutte di accettare di ricorrere all’embargo del petrolio e del gas. Io credo che se l’avessimo fatto dal primo giorno probabilmente avremmo avuto già qualche effetto, ed invece penso anche che alla fine si farà, ma lo faremo con ritardo e forse anche troppo tardi.

 

E’ inutile dire che si potrebbe dire a Putin che non acquisteremo più gas dalla Russia finché la guerra rimarrà in essere, promettendo di riprendere l’importazione non appena le armi si saranno fermate; questa decisione, oltre a privare Putin di un forte sostentamento, sarebbe anche una risposta alla sua pretesa di voler essere pagato in rubli; dunque oltre alla mancanza di danaro da utilizzare per foraggiare la guerra, il rublo potrebbe tornare a perder tutto il suo valore.

 

Addirittura si potrebbe anche non dire niente e smettere di pagare il gas né in rubli né in euro, cosa che costringerà Putin stesso a chiudere i rubinetti e a privarsi da solo dell’introito.

 

Ovviamente dovremo comunque continuare a fare in modo da non essere più dipendenti da un paese così poco affidabile.

 

Vorrei chiarire che, sempre fidandomi di quello che leggo, l’embargo significherebbe per noi e anche per gli altri Stati come noi, di dover rinunziare all’incirca al 45% del gas che si usa normalmente e poiché noi, e credo anche gli altri, un piccolo incremento dagli altri fornitori lo abbiamo ottenuto, probabilmente ci mancherà il 40% del gas che usiamo attualmente.

 

Per le famiglie il gas potrebbe essere allora fornito a giorni alterni, mentre le aziende potrebbero essere colpite un po’ meno e dovrebbero per un certo tempo riadeguare i propri consumi.

 

Questo sarebbe il sacrificio che tutti dovremmo accettare di fare per cercare di giungere alla pace senza aspettare che arrivi da sola..

 

Si è detto che per liberarci dal gas russo ci vorranno anni (ho letto che lo si potrà fare entro il 2030), ma a me sembra una esagerazione. Capisco che occorrerebbe realizzare nuovi gasdotti verso altri paesi, ma anche in questo caso mi sembra troppo.

 

Dovremmo invece pensare che l’energia non deriva solo dal gas e se avessimo maggiore disponibilità di elettricità potremmo certamente fare anche a meno di molto gas. E qui qualcuno si affretterà a dire che per produrre l’elettricità occorre il gas, mentre invece pochi pensano che, specie in Italia, abbiamo una gran quantità di sole e luce e quindi il fotovoltaico sarebbe la tecnologia che potrebbe e dovremmo utilizzare al massimo per sfruttarlo appieno..

 

E non mi stancherò mai di ripetere che abbiamo anche molti milioni di tetti stupidamente coperti da tegole che potrebbero invece essere coperti da pannelli solari. Ma per spingere la popolazione a impiegare i propri capitali privati a dotarsene bisognerebbe azzerare TUTTI gli aggravi fiscali che sono connessi con questi impianti.

 

Immaginate che si decida a livello europeo di azzerare l’IVA sui materiali e sui lavori di installazione di questi impianti e che in qualche modo si riuscisse ad azzerare anche le tassazioni sui guadagni che si ottengono realizzando impianti e vendendo i materiali per il fotovoltaico; si tratterebbe allora di interventi che non produrrebbero alcun introito al fisco, ma questo consentirebbe di poter realizzare impianti a costi molto convenienti.

 

Io penso che un grandissima parte dei cittadini li farebbero realizzare con soldi propri e quindi senza alcuna spesa per lo Stato; lo Stato non ci guadagnerebbe nulla ma il bisogno energetico si potrebbe ridurre fortemente e facilmente.

 

E a chi dovessi obiettare che lo Stato non può fare a meno di intascare tasse, io rispondo che effettivamente con quelle agevolazioni non intascherebbe nulla, ma osservo anche che se invece quelle agevolazioni non le decide, non intascherebbe nulla ugualmente, perché tutti quelli che con l’agevolazione avrebbero fatto l’impianto, invece decideranno di lasciar perdere.

 

Senza spendere niente quindi e anche molto più rapidamente (perché in parallelo molti cittadini si incaricherebbero di far realizzare i propri impianti) che non cercando un altro fornitore di gas, si potrebbe se non risolvere quanto meno alleggerire fortemente il problema.

 

Franco Fellicò

domenica 3 aprile 2022

Sfacciataggini

1. Un capo mafia intima ad un piccolo commerciante di pagare il pizzo, ma subito dopo, solo perché immagina che la sua richiesta non sarà rispettata, ordina immediatamente ad un piccolo gruppo dei suoi “collaboratori” di punire opportunamente il malcapitato.

 

2. Durante una delle notti successive gli aguzzini sfondano la porta dell’abitazione del povero commerciante e vi entrano, dopo di che cominciano a distruggergli mobili, suppellettili e tutto quanto trovano nell’abitazione; la povera vittima cerca di difendere la sua casa ma viene malmenato ferocemente.

 

3. Durante la colluttazione il poverino strappa un orologio dal polso di uno degli aggressori e lo lancia lontano; l’orologio finisce nel water di casa; intanto gli aggressori continuano a riempirlo di calci e pugni e poi vanno via lasciandolo tramortito.

 

4. Il mattino seguente il povero commerciante si reca mezzo morto dai carabinieri per denunciare l’accaduto e scopre che qualcuno aveva già sporto denuncia verso di lui per avergli preso l’orologio.

 

Avrete sicuramente notato in questa storiella la SFACCIATAGGINE dell’aguzzino che dopo aver provocato lui stesso la reazione della vittima si permette addirittura di denunciarlo per avergli fatto perdere l’orologio.

 

Siete allora pronti per sostituire al capo mafia: PUTIN, al commerciante: l’Ucraina, al gruppo dei manigoldi: l’esercito russo, all’orologio: il deposito di carburante russo di Belgorod; e allora potete leggere la storiella simile che segue.

 

1. PUTIN intima all’Ucraina di non entrare nella NATO, ma subito dopo, solo perché immagina che la sua richiesta non sarà rispettata, ordina immediatamente  al suo esercito di invaderla.

 

2. Subito l’esercito interviene e in molti giorni di guerra sanguinosa distrugge tante postazioni militari, tanti depositi di carburanti, tantissimi edifici di città fino a raderle al suolo e uccide anche chiunque tenta di opporsi.

 

3. Due elicotteri UCRAINI MI-24 entrano nello spazio aereo russo e colpiscono il deposito di carburante di Belgorod mandandolo in fiamme.

 

4. Il mattino seguente, quando si riprendono gli incontri tra le delegazioni russe e ucraine, la Russia dichiara che l’attacco al deposito di Belgorod  PESERA’ nel trattato di pace.

 

Capite quindi che mentre mezza Ucraina è stata già distrutta e continua ad essere sotto i bombardamenti russi, si vorrebbe far pesare l’attacco al deposito russo che a confronto è come una puntura di spillo; io al posto degli ucraini avrei subito preso “la palla al balzo” e avrei risposto: “Si avete ragione, ma allora mettiamo sul piatto della bilancia anche tutte le città che ci avete distrutto e tutti i civili innocenti che ci avete ucciso!”

 

Ma non ho ancora finito perché c’è anche un’altra ipotesi che non è proprio da scartare e riguarda i punti 3 e 4.

 

Vi ripropongo quindi i punti 3 e 4 modificati sia nella prima che nella seconda storiella.

Prima storia:

3. Durante la colluttazione uno degli aggressori si toglie l’orologio dal polso e lo getta nel water.

4. Il mattino seguente il povero commerciante si reca mezzo morto dai carabinieri per denunciare l’accaduto e scopre che l’aggressore che da solo aveva gettato il suo orologio nel water, lo aveva denunciato come se fosse stato lui a prenderlo.

 

Seconda storia:

3. Due elicotteri RUSSI MI-24 colpiscono volutamente il proprio deposito di carburante di Belgorod mandandolo in fiamme.

4. Il mattino seguente, quando si riprendono gli incontri tra le delegazioni russe e ucraine, la Russia dichiara che l’attacco “ucraino” al deposito di Belgorod  PESERA’ nel trattato di pace.

 

Ho fatto questa seconda ipotesi che è plausibile per due motivi: perché gli elicotteri MI-24 sono usati sia dai russi che dagli ucraini e anche perché trucchetti del genere non sono rari quando di mezzo ci sono i russi.

 

 

 

Ma ora voglio citarvi un’altra sfacciataggine che riguarda un giornalista italiano; mi riferisco a Francesco Borgonovo (vice-direttore de La Verità); non so se vi è capitato di sentirlo in una delle tante trasmissioni TV in cui vengono invitati personaggi diversi; ma basta cercare un po’ in rete per sentire quello che pensa.

 

In pratica lui non fa altro che elencare i motivi che giustificherebbero (anche se lui dice solo che vanno valutati)  la reazione di Putin.

 

Si tratta di pura sfacciataggine anche in quel caso perché non si può mai accettare che una guerra oltre tutto feroce come quella a cui stiamo assistendo possa essere scatenata solo da atteggiamenti o parole ostili sia pure ripetute nel tempo.

 

Franco Fellicò

 

venerdì 1 aprile 2022

Putin, il gas, le armi

Continuando a ragionare su questi tre argomenti mi accorgo che o non riesco proprio a dare risposte ai miei interrogativi oppure quando ho la mia risposta la trovo diversa da quella di molti altri.

 

Ma andiamo per ordine:

 

PUTIN

Mi sono sempre domandato quali sono i suoi obiettivi; ha sempre dichiarato di averli e di volerli raggiungere, senza però mai dirci quali sono esattamente.

 

Da certe sue affermazioni, fatte qualche volta, modificate qualche altra volta e dimenticate qualche altra volta ancora, non si può capire cosa vuole. Potrebbe essere che  non ha ben chiaro dove vuol andare a parare, oppure che si è avviato in una impresa con una idea e poi in funzione degli avvenimenti vuol essere sicuro di poter cambiare strategia senza farlo capire.

 

Una cosa però è certa ed è che è un uomo dotato di una notevole intelligenza, che però non è utilizzata purtroppo per il bene dell’umanità, ma solo per soddisfare i propri egoismi. Che non sia pazzo è certo, anche perché voglio ricordare che una delegazione israeliana in un incontro con lui ha portato con se, camuffato da interprete, uno psicologo che ho confermato di essere stato di fronte ad un uomo molto razionale,.

 

Putin dispone di un gran potere sia militare che politico, il suo regime gli consente di non dare conto a nessuno di quello che fa e decide, ed è in grado di far credere al suo popolo tutto quello che dice anche se non ha nulla a che fare con la realtà. E’ stato capace anche di avere dalla sua parte il potere religioso visto che il Patriarca ortodosso russo considera il conflitto in atto, addirittura  un’operazione difensiva.

 

A me pare allora che forse da tempo era alla ricerca di un pretesto per scatenare una guerra, e questo un po’ per dimostrare la sua autorità a tutto il mondo, un po’ per provare sul campo le capacità del suo  esercito e delle sue armi e un po’ per procurarsi un nuovo svago.

 

La scelta di aggredire l’Ucraina è stata abbastanza comoda visto che era confinante con il suo territorio e poteva anche contare sull’appoggio dei separatisti del Donbass .

 

Aveva anche vari pretesti per giustificare le ostilità: non voleva che anche l’Ucraina entrasse a far parte della Nato e ha così deciso di avviare un’invasione con ben 200.000 soldati dichiarando che voleva denazificare  e demilitarizzare il Paese.

 

Le sue mire naturalmente sono altre e il suo obiettivo almeno iniziale era forse di occupare tutto il Paese se non per annetterlo, quanto meno per dotarlo di un governo filorusso da gestire attraverso una qualche sua persona di fiducia.

 

Forse perché mal informato dai suoi fedelissimi che per evitare discussioni e rischiare di essere eliminati, adottando la sua stessa tecnica, gli hanno sempre raccontato quello che a lui faceva piacere sapere e non la realtà delle cose, ha deciso allora di attaccare l’Ucraina sicuro di imporre rapidamente il suo volere.

 

Il suo esercito, costituito per lo più da giovani coscritti si è trovato di fronte ad una ferrea resistenza e ha subito fortissime perdite in materiali e in uomini; ovviamente la maggior parte delle notizie su questi insuccessi non gli sono neanche arrivate perché i generali sapevano bene quali sarebbero state le sue reazioni nei loro confronti e quindi lui ha continuato a far insistere l’esercito nel colpire sempre più duramente il Paese invaso.

 

Ma lui aveva certamente altri fini ed era convinto che con la sua impresa avrebbe ottenuto anche delle reazioni del mondo occidentale che sarebbero state diverse tra i vari paesi e che quindi avrebbe ottenuto anche di creare divisioni e scompiglio  in Europa e nella Nato.

 

Tutto questo però non è avvenuto e oltre al primo smacco di non aver chiuso la sua invasione in qualche giorno soltanto, c’è stato quello di aver procurato un forte compattamento dei paesi europei; il risultato delle dure e immediate sanzioni che gli sono state imposte, ha reso difficile la vita del suo popolo e il rublo si è svalutato moltissimo.

 

In un Paese democratico questo avrebbe prodotto un gran malumore interno e subito la caduta del Governo; nel suo caso invece questi danni alla popolazione gli hanno consentito di giustificare un maggior uso delle armi dimostrando a tutti il perché fosse necessario usarle non solo nei confronti dell’Ucraina, ma anche eventualmente nei confronti dell’intero occidente malvagio.

 

Quasi dall’inizio della guerra però la diplomazia ha cercato di intervenire per porre fine in qualche modo alle ostilità, e allora abbiamo assistito alla FARSA degli incontri che non hanno prodotto altro che l’apertura di qualche piccolo corridoio umanitario volto a far allontanare gli ucraini dalle loro città tentando anche di farli migrare verso la Russia.

 

Ancora oggi ci sono incontri, anche a più alto livello sia in presenza che in video, ma si vede benissimo che l’ordine di Putin è di temporeggiare e far finta di trattare, mentre contemporaneamente centinaia di bombardamenti al giorno continuano a distruggere le principali città ucraine.

 

Da che mondo e mondo, quando si decide di incontrarsi per fare degli accordi tra due Paesi in guerra, lo si fa sospendendo le azioni belliche; in questo caso invece sembra che siano due cose completamente indipendenti.

 

Molto tempo fa l’unico a dichiarare  apertamente che aveva capito che Putin NON VUOLE TRATTARE ma vuole decidere con la forza cosa dovrà accadere, è stato il  nostro Mario Draghi; tutti gli altri continuano a dire che occorre far fermare questa guerra e che bisogna ottenerlo con la diplomazia; ma nessuno sembra voler accorgersi che da una parte c’è questa  volontà mentre dall’altra parte c’è un muro o se volete un uomo che a fronte di qualunque richiesta di colloquio non fa altro che rispondere che la guerra finirà solo quando saranno stati raggiunti tutti gli obiettivi; questo mostra chiaramente non solo la precisa volontà di non voler fare trattati, ma anche la volontà di poter continuare la guerra anche all’infinito visto che gli obiettivi  da raggiungere non sono mai stati indicati.

 

La conclusione è che di Putin non ci si può fidare; non ci si può fidare delle sue parole perché o non ci sono proprio, oppure quando ci sono, sono volutamente non chiare. L’unica cosa su cui ci si può basare è sui fatti e quelli parlano chiaro, ma parlano chiaro solo a noi dell’occidente perché l’intero popolo russo riceve ben altre informazioni!

 

E come sappiamo tutti, i fatti sono che la guerra continua sempre più feroce mentre gli incontri che faticosamente si sono organizzati non producono alcun risultato.

 

Poiché l’unico a decidere dal lato della Russia è solo Putin, è ovvio che non ci sarà mai nessun passo avanti nelle trattative se non con un incontro tra Lui e Zelensky; questo incontro viene continuamente promesso, ma non credo che avverrà mai, se non quando il dittatore potrà dettare tutte le condizioni; e questo richiederà prima una massiccia occupazione del territorio ucraino.

 

 

 

 

IL  GAS

Come sappiamo ormai tutti, Italia e Germania in particolare, dipendono moltissimo dal gas russo tanto che quando si sono decise le sanzioni economiche si è tenuto fuori solo il gas che continua ad essere fornito dalla Russia e pagato dai paesi europei.

 

Ma vista la forte svalutazione del rublo Putin ha allora deciso di richiedere ai propri acquirenti che il gas che continua a fornici venga pagato in rubli e non più in dollari o euro come è stato finora e come previsto dai contratti.  E’ bastata questa sua richiesta perché il rublo riprendesse quasi totalmente il suo valore, ma gli acquirenti (noi compresi) hanno deciso di non ottemperare alla richiesta e di continuare a rispettare i termini dei contratti.

 

Da oggi (1 aprile) dovrebbe quindi cambiare la valuta con cui si paga il gas alla Russia; ci sono stati voci diverse come quella che diceva che c’era stata una proroga del pagamento in dollari fino al 31 maggio; ieri Draghi ha avuto un incontro telefonico con Putin e ha raccontato che avremmo potuto continuare a pagare secondo quanto previsto dai contratti; poi sembra che Putin abbia chiesto (ed ottenuto?), che l’Italia, e quindi anche gli altri acquirenti, apra in Russia un conto in rubli oltre che uno in euro; potrà versare quindi euro che verranno convertiti in rubli a cura di una banca russa. Non so a che serve questo, ma se il risultato è che il rublo si rivaluti, la decisione di Putin avrebbe risolto un suo problema pur evitando all’occidente di comprare rubli.

 

Questa ultima decisione  del dittatore gli eviterà di dover smettere di fornire gas all’occidente cosa che aveva minacciato di fare e che si ritorcerebbe fortemente su lui stesso visto che gli verrebbe a mancare uno dei pochi grossi introiti con i quali finanzia la guerra.

 

 

 

 

LE ARMI

Con questo terzo argomento voglio affrontare il problema dell’aumento delle spese militari che, come spesso accade da noi, ha suscitato molte discordie all’interno delle forze politiche e di conseguenza anche tra i cittadini.

 

Premesso che al giorno d’oggi è impossibile essere completamente disarmati visto che esistono Paesi avvezzi ad usare la forza che sono invece armati fino ai denti, la questione è se è giusto o non aumentare le spese militari portandole ad essere il 2% del PIL.

 

Voglio precisare comunque, dai dati che sento in TV, che l’aumento sarebbe dello 0,49% visto che l’attuale spesa è del 1,51%; quindi se come ho sentito il 2% nel nostro caso vale 38 miliardi, vuol dire che l’aumento sarebbe di 9.3 miliardi; va detto anche che questo aumento dovrebbe essere graduale e si concluderebbe solo nel 2028.

 

Io penso che ovviamente si può essere sia favorevoli che non favorevoli, ma penso anche che pretendere, come dice Giuseppe Conte, di non rispettare questa decisione della Nato, a me sembra una richiesta fuori luogo.

 

A me sembra che questa scelta non sia una idea del Governo che quindi potrebbe essere ridimensionata a piacere. L’Italia fa parte della Nato e beneficia dell’articolo 5 e cioè di quella clausola che dice che se un solo paese appartenente all’alleanza dovesse essere attaccato militarmente, tutti i Paesi Nato dovranno  accorrere in sua difesa e reagire anch’essi con le armi.

 

Ovviamente questo significa che ogni Paese NATO debba avere una disponibilità di armi quanto meno proporzionale alla sua dimensione e alla sua disponibilità economica.

 

Ora a me pare che IN SEDE NATO si è deciso di far sì che ogni Paese dell’alleanza sia dotato di armi in una certa misura, e quindi chi fa parte dell’alleanza è tenuto a rispettare questa decisione.

 

Se Giuseppe Conte avesse preteso di cercare di convincere l’intera alleanza a non  arrivare ad una così alta percentuale di spesa o se avesse chiesto di rinunziare all’alleanza visto che secondo lui noi non possiamo permettercela, avrei accettata la sua posizione; ma chiedere al Governo di non rispettare una regola fissata di comune accordo dall’alleanza, continuando a farne parte e ad usufruire della sicurezza che ne deriva, mi sembra stupido; ma possibile che Conte pensi che mentre tutti gli altri alleati si adeguano alla decisione collegiale, l’Italia possa invece allegramente fare a modo suo?

 

Quello che lui va dicendo è quindi privo di fondamento e bene ha fatto il Governo a porre la questione di fiducia. Le esternazioni di Conte, tese forse solo a guadagnare consensi elettorali, sono solo servite a farci deridere dagli altri Paesi.

 

Non voglio dimenticare di ricordare che anche il Papa ha detto di vergognarsi nel sentire che si vogliono accrescere le spese per le armi; ma quando parla il Papa lui si rivolge al mondo intero e giustamente chiede a tutti di evitare di armarsi.

 

Se tutti i paesi del mondo lo facessero, sarebbe un bene per tutti, ma come si può pretendere che accanto a paesi super armati ce ne siano altri invece completamente disarmati?

 

Si può pretendere che un gregge inerme possa rimanere alla portata dei lupi senza che il pastore non lo affianchi con un congruo numero di grossi cani che abbiano il compito di dissuadere i lupi dall’attacco?

 

 

Franco Fellicò