sabato 14 aprile 2012

Dobbiamo ridere o ...piangere?



Ebbene oggi dal telegiornale di Rai1 delle ore 13,00 ho finalmente avuta la risposta e, vista l’assurdità di ciò che è considerata una soluzione, capirete bene che non potevo certo immaginarla da solo, dato che non sono un pazzo.

In effetti la proposta di Alfano è stata accettata e l’IMU che comunque si doveva pagare già in due rate (a giugno e dicembre) ora invece ci viene richiesta in TRE rate, a giugno, settembre e dicembre.

Ho dunque potuto apprendere, per la prima volta nella mia vita, che rateizzare non significa pagare una parte del tutto più in là nel tempo, ma per i nostri governanti significa ANTICIPARE parte del dovuto, cosa per la quale ovviamente dobbiamo anche essere riconoscenti non solo ad Alfano che lo ha proposto, ma anche a Monti che l’ha accettato.

Ma vi rendete conto dell’assurdità di questo provvedimento? Io non so se ridere o piangere; ma nientemeno ci voleva un provvedimento del Governo per consentirci di ANTICIPARE parte dell’imposta? Non potevamo da soli mettere da parte la metà di quanto dovevamo versare a dicembre, tenendo oltre tutto con noi per altri tre mesi quella cifra ed evitando anche di andare in banca per un altro versamento che ci costerà solo tempo e fastidio?

Ho pensato che quello che ci hanno propinato come un bel regalo è esattamente come se dopo aver prenotato un’auto che ci dovrà essere consegnata fra sei mesi ed aver pagato il necessario anticipo, il concessionario ci avesse offerto a titolo di favore di pagarla a rate e SENZA INTERESSI; e pertanto potremo, invece di versare come da prassi il saldo alla consegna, pagare parte della cifra tre mesi prima di ricevere l'auto.


Qui devo fare una correzione: il primo telegiornale che annunciava la cosa aveva fatto capire proprio così (e cioè che la seconda rata veniva divisa in due), poi si è saputo che il tributo può essere versato in due o in tre rate per cui anche la prima rata a giugno sarebbe del 33% e a settembre e dicembre si pagherebbero le altre due rate.

Ma attenzione anche così hanno lavorato per loro facendo finta di farlo per noi; infatti se erano solo due rate lo Stato avrebbe ricevuto settembre ancora solo il 50% del tutto e avrebbe dovuto attendere dicembre per intascare il resto, invece con tre rate a settembre lo Stato avrà già racimolato il 66% del tutto!

Signori, avevo riposta un pò della mia fiducia nei tecnici oggi al Governo, ma vi assicuro che dopo quest’ultima PENSATA comincio veramente a ricredermi, e malgrado tutto l’amore che ho per il mio Paese non riesco ad accettare di essere non solo maltrattato, ma anche preso in giro.

E’ inutile sperare, siamo attorniati da ladri (i tesorieri dei vari partiti) e stupidi (o forse da persone che fanno volutamente gli stupidi); tutti vorrebbero farci credere di lavorare per noi, mentre invece altro non sanno fare che spremerci come limoni per poi mal utlizzare ciò che raccolgono.

E non riesco a capire il loro disegno, visto che ogni nuovo intervento non fa altro che peggiorare la situazione economica: le fabbriche chiudono, l’inflazione galoppa e la disoccupazione aumenta, e si vede chiaramente che tutto ciò è causato proprio dagli interventi per il risanamento; ma visto tutto quello che stanno provocando, possibile che nessuno pensa di invertire le scelte?

No, proprio nessuno, loro continuano imperterriti per la stessa strada, tanto è vero che come se non bastasse, hanno appena deciso di aggiungere altri 5 centesimi a litro di tassazione sui carburanti, e ciò  proprio mentre l’enorme aumento degli stessi negli ultimi mesi sta mettendo in ginocchio tutto e tutti.   

Franco Fellicò

sabato 31 marzo 2012

Eliminare l'articolo 18. Giusto o sbagliato?



Non capisco per esempio come la ferrea insistenza per l’abolizione dell’articolo 18 possa costituire un beneficio per la crescita visto che si sente dire che la sua abolizione dovrebbe consentire i licenziamenti SOLO per “motivi economici”.

Ma scusatemi, a me pare che al giorno d’oggi quando un’azienda è in difficoltà economiche, dichiara fallimento e quindi automaticamente licenzia tutti i suoi dipendenti.; se poi in qualche caso l’imprenditore lo ritiene possibile, egli riprende l’attività in maniera più ridotta e spesso riassume una parte dei vecchi dipendenti. Nel primo caso li ha licenziati tutti e nel secondo caso ne ha licenziato solo una parte.

Se non mi sbaglio quindi oggi, malgrado il vincolo dell’articolo 18, chi è in difficoltà economiche, in un modo o nell’altro può licenziare, anche perché altrimenti non avendo disponibilità economiche, potrebbe pagare i dipendenti soltanto “fabbricando moneta”. E allora a che serve introdurre questa abolizione che non fa cambiare niente per gli imprenditori e crea solo tanto scompiglio tra i lavoratori, i sindacati e l’opinione pubblica?

Ma quello che non capisco ancora, e che contrasta fortemente con il principio dell’EQUITA’, è che questa abolizione non riguarderebbe il settore pubblico. Eppure ricordo che più di una volta Monti ha affermato che non si può cedere alle "corporazioni".

Intanto io faccio questo ragionamento:

Se vogliamo perseguire la CRESCITA dobbiamo effettivamente mettere le aziende in condizione di produrre di più, meglio e con minori costi; le prime due esigenze si possono ottenere, ma potrebbero richiedere maggiori costi perché richiederebbero altra mano d’opera e altri cervelli; mentre la sola riduzione del personale rischierebbe invece di far diminuire la produzione.

Ci sono però alcune cose a cui sembra che nessuno pensi, e sono l’assenteismo e la fannullaggine. Sappiamo tutti che nelle aziende sono sempre presenti un buon numero di assenteisti e di fannulloni; costoro apportano benefici quasi nulli all’azienda stessa anzi qualche volta costituiscono addirittura un peso da cui non ci si riesce a difendere; in pratica questi individui sono per le aziende un carico economico che non produce profitto.

E allora mi domando come mai si vuole abolire l’articolo 18 per “motivi economici” e non si è pensato invece di abolirlo prima per “scarso rendimento”.

Oltre tutto se lo si abolisse per scarso rendimento si potrebbe anche ricorrere in maniera molto più blanda agli ammortizzatori sociali, visto che chi perde il lavoro è  in questo caso l’unico responsabile dell’accaduto. E quindi non potrebbe certo accampare diritti.

Naturalmente, almeno per motivo di equità, questa abolizione dovrebbe essere attuata per tutti, settore pubblico compreso dove gli assenteisti e i lavativi abbondano, e così si avrebbe la possibilità di mandare a casa un gran numero di esseri inutili alla società.

Ora, se soltanto la metà di questi lavoratori inutili venisse sostituita con giovani volenterosi che oggi appartengono alla categoria dei disoccupati, si otterrebbe contemporaneamente:
  1. Una riduzione dei costi sia per le imprese che per lo Stato dato che si licenzierebbero n individui e se ne assumerebbero n/2.
  2. Una maggiore produttività per le aziende considerando che i licenziati producevano ZERO mentre i nuovi assunti produrrebbero sicuramente qualcosa.
  3. Una maggiore qualità dei servizi dello Stato con conseguente riduzione dei tempi di servizio, cosa che costituirebbe danaro per tutti coloro che che li devono utilizzare.
  4. Una  riduzione delle spese dello Stato per gli ammortizzatori sociali visto che per questi licenziati gli ammortizzatori sociali sarebbero adottati in maniera meno protezionistica.
  5. Una riduzione della disoccupazione visto che una parte dei senza lavoro andrebbe a sostituire parte dei licenziati.
  6. Uno snellimento dell’amministrazione pubblica.
  7. Un forte incentivo al lavoro onesto per tutti, visto che il lavoro disonesto non sarebbe più protetto.
A mio avviso dei VERI SINDACATI questo dovrebbero pretendere ed invece assistiamo soltanto ad affermazioni del tipo “l’articolo 18 non si tocca” o “i lavoratori devono essere tutelati” senza che si faccia mai riferimento alle grandi differenze che esistono tra i lavoratori DISONESTI e quelli ONESTI, cosicchè le protezioni continuano ad avvantaggiare i primi in danno dei secondi.

Si fa tanta guerra all'evasione fiscale, si combattono i falsi invalidi, ma sembra che non ci si preoccupi affatto dei "falsi lavoratori"; eppure a me pare che la colpa di costoro è almeno pari a quella dei primi.

Un'ultima cosa voglio dire: essa mi è stata suggerita dall'atteggiamento dei miei figli (che per mia e loro fortuna appartengono tutti alla categoria dei lavoratori ONESTI); essi sono piuttosto preoccupati dalla possibile eliminazione dell’articolo 18 e quando ho chiesto loro come mai lo fossero e di cosa avevano paura, mi hanno risposto che nel nostro Paese dove tutto si fa per interessi personali, paventano che liberalizzando in qualche modo i licenziamenti, i primi ad essere espulsi non sarebbero i peggiori, ma i meno raccomandati.

Questo è verissimo, ma non mi sembra che per evitare ciò ci si debba assoggettare a mantenere dei lavativi.

Occorreranno quindi, come si sta dicendo per la verità, che si fissino regole precise affinchè chi ha ragione lo possa dimostrare e possa essere preservato dal pericolo del licenziamento in favore dei raccomandati.  

Franco Fellicò

venerdì 2 marzo 2012

Dichiarazione pubblica in TV di RAI 1


Ho ascoltato in televisione un politico, non vi dico il nome perché non me lo ricordo; era comunque quasi certamente una delle “tante belle facce” del PDL.

In una breve intervista lui ha detto

Il governo deve essere eletto dalla cittadinanza, ma ora siamo in un periodo di emergenza e quindi i partiti devono mettere da parte i loro interessi e devono pensare agli interessi dell’Italia”.

Dopo questa così chiara affermazione non ho potuto fare a meno di pensare:

Ma vuoi vedere che dobbiamo sperare di restare sempre in emergenza visto che i politici ci dicono chiaramente che solo per questo stanno lavorando per noi?

Ci stanno infatti già anticipando che non appena l’emergenza sarà finita, essi riprenderanno a pensare a loro stessi, trascurandoci nuovamente.

Mi sono così reso conto che proprio per questo “aleggia nell’aria” una gran paura del 2013 quando scadrà l’attuale legislatura e quando dovremo tornare alle urne e riportare il potere nelle mani di questa gente che, indipendentemente dall’essere di destra o di sinistra, saranno i soliti individui fortemente interessati a rimettersi al lavoro per badare soltanto A LORO STESSI.

Franco Fellicò

lunedì 12 dicembre 2011

ALTRE CONSIDERAZIONI SULLA SITUAZIONE ITALIANA


Il giorno 18 novembre ho scritto subito le mie “Considerazioni a caldo sul nuovo Governo” e con soddisfazione oggi, dopo poco meno di un mese ,posso affermare con orgoglio di aver “centrato” quello che sarebbe avvenuto.

Si, l’ICI sta tornando sotto altro nome e anche opportunamente rivalutata, ed è proprio in “sostituzione” della sospirata patrimoniale.
                                                                                                                                                            
Forse nei pochi giorni disponibili sarà anche possibile che le richieste della sinistra la faccia assomigliare ancora di più alla loro tanto desiderata creatura, mentre la spinta della destra nel cercare di renderla meno amara almeno ai meno abbienti, contribuirà anch’essa a far sì che in sostituzione siano colpiti maggiormente i patrimoni maggiori.

Dal canto suo il Governo Monti, che ha affermato di voler agire con “equità” non vedo perchè non  dovrebbe accettare qualche modifica in tal senso

Ma accanto a quello che comunque è da considerarsi specie nell’immediato, il gettito maggiore per coprire le necessità, altre azioni non meno pesanti stanno arrivando: l’aumento dei carburanti (questo al solito è stato “fulmineo”), quello dell’IVA (sia pure dal prossimo settembre); l’aumento dei prelievi consentiti agli enti locali e così via.

Ma i cittadini, consci della situazione, sono rimasti abbastanza disponibili ad accettare i sacrifici proposti, se non fosse per il “latrare” dei politici sia di destra che di sinistra, nonché dei vari sindacati.

Voglio allora il più oggettivamente possibile provare a valutare le varie reazioni a cui stiamo assistendo.


Lamento numero 1

Si è detto: “come sempre sono sempre i soliti a dover pagare” oppure “non c’era bisogno dei professori, perché simili provvedimenti li avrebbe potuto decidere anche un semplice ragioniere”; e altre frasi di questo tipo.

Ebbene, la situazione della nostra Nazione e i sacrifici richiestici sono stati effettivamente posti a carico di quelli che finora hanno rispettato le regole e pagato già abbondantemente tutti i balzelli necessari al funzionamento dello Stato e riconosco che questa è una profonda ingiustizia; ma osservo anche che secondo voi a chi dovremmo chiedere aiuto se non a chi è conosciuto?

A questo proposito mi è tornata alla mente quello che alcuni anni fa avvenne in un mio condominio afflitto dalla inadempienza di un proprietario di due appartamenti dello stabile che da una DECINA di anni non pagava alcuna quota condominale. Erano state adite le vie legali, i suoi appartamenti erano anche stati pignorati ed erano in attesa di essere venduti all’asta, ma durante tutto il tempo necessario per giungere ad aver ragione di chi continuava ad utilizzare gli appartamenti e anche tutte le strutture e servizi condominiali (portierato, pulizia, acqua, riscaldamento, ecc.) si dovettero “tassare”  tutti gli altri condomini onesti per sopperire alle mancate entrate del condomino moroso; quando proposi almeno di tagliare l’acqua e il riscaldamento ai due appartamenti incriminati, mi fu risposto che la legge, malgrado tutto, non ce lo consentiva.

E allora non vi sembra che il nostro “grande condominio” non ha altra scelta che fare in quel modo? Molti evasori sono conosciuti, molti altri sono riconoscibili, ma in un momento in cui gli introiti sono necessari SUBITO non si può implorare che vengano richiesti a costoro immediatamente; e come nel mio condominio a questi luridi cittadini non si possono neanche togliere i benefici che la socialità mette a disposizione.

Ovviamente, così come nel mio condominio le cose si aggiustarono quando i due appartenenti del moroso furono venuti, così si deve sperare che successivamente un Governo serio come quello che continuo a considerare tale, prima o poi riuscirà a stanare tutti gli evasori e i sacrifici che abbiamo fatto per causa loro saranno ricompensati.

Sarà veramente così, io lo spero ed invito anche chi mi leggi  a farlo.

Considero invece pazzia o quanto meno forte egoismo l’atteggiamento della Lega Nord che si mette all’opposizione, “pesta i piedi” e afferma soltanto che non vuole che i suoi adepti siano colpiti.

Considero anche pazzia l’atteggiamento dei sindacati, praticamente trascinati da Camusso, che organizzano scioperi, perché anch’essi altro non fanno che remare contro uno tsunami che li travolgerà comunque.

Tutti questi “bastian contrario” hanno anche la responsabilità di aizzare contro il Governo anche i cittadini, che come ho detto prima, si sono ben resi conto della situazione, e molto più intelligentemente di loro si sono dichiarati disposti a “soffrire”.

Sono però fiducioso che questi atteggiamenti così fuori luogo saranno valutati con obiettività sia dagli elettori dei partiti che dagli iscritti ai sindacati riottosi e che il loro appoggio alle rispettive organizzazioni si riduca proporzionatamente al danno che questi rappresentanti rischiano di creare a tutta la comunità.


Lamento numero 2

Si è detto: “le pensioni di anzianità non si toccano” oppure “è gravissimo chiedere a chi ha lavorato per quarant’anni di farlo per qualche anno ancora”.

Quando sento queste affermazioni penso a quei giovani che da anni sperano di trovare un lavoro, pronti certamente a farlo per tanti anni e immagino cosa debbano a loro volta pensare nel sentire che c’è chi invece si lamenta per dover prestare la propria opera ancora per un po’.

Ma possibile che pesi così tanto lavorare ancora per qualche anno? Io, se me lo chiedessero, sarei pronto a donare ancora oggi e anche a stipendio ridotto. qualche anni di lavoro e se fosse possibile, pur avendo abbondantemente superato la settantina, mi farei reintegrare volentieri .

Quindi, mentre accetto e capisco che ci sono delle situazioni economiche di pensionati che non riescono a raggiungere la fine del mese, non accetterò mai che non si possa essere in grado di contribuire alla salvezza della propria Nazione con qualche anno di lavoro in più regolarmente retribuito (ovviamente parlo di persone abili e non di chi è ammalato e bisognoso di cure, ma non mi pare che le rivendicazioni della Camusso siano per tali categorie di lavoratori).


Una ulteriore considerazione

Ma prima di chiudere vorrei fare un’ultima osservazione. Non riesco a trovare né illogica né ingiusta nessuna degli interventi della manovra. Ma ce n’è una che non riesco a mandar giù: l’addebito aggiuntivo dell’1,50% (ora si parla anche di elevarlo al 3,50%) a coloro che avevano già pagato il 5% per l’adesione al cosiddetto scudo fiscale.

Attenti, io NON sono uno di quelli, ma non posso considerare questa una mossa ONESTA anche se fatta nei confronti di disonesti, perché essi hanno ormai espiata la loro colpa in quanto lo STATO in carica (non importa se fosse di destra o di sinistra, non importa neanche se con un provvedimento giusto o ingiusto) aveva data loro LA SUA PAROLA che avrebbe “dimenticato”  il reato se VOLONTARIAMENTE i rei si fossero dichiarati tali e avessero aderito ad una precisa offerta pagando una determinata ammenda.

Ebbene a distanza di oltre un anno un altro Governo che però rappresenta LO STESSO STATO, si dimentica della parola data e chiede una  tassa supplementare a chi, anche se era stato un evasore, ha ormai espiato la sua colpa con le regole che proprio lo STATO aveva fissato.

Immaginate possibile che si possa mai decidere che un detenuto uscito dopo venti anni di galera e buona condotta possa essere costretto a rientrare in carcere perché un nuovo Governo ha deciso di elevare gli anni di pena per un reato che ormai è stato anche espiato?

Ebbene questo è proprio quello che sta accadendo e non capisco come mai l’attuale Governo, che continuo a considerare migliore di quelli che abbiamo avuto finora, sia caduto in questa vergognosa trappola, dimostrandosi SENZA PAROLA e rischiando di diventare non credibile  anche per quello che dovesse prometterci.


La conclusione.

Oggi ci sarà lo sciopero dei lavoratori che la Camusso ha organizzato; ma ogni scioperante apparirà a molti di noi come quel “ragazzino capriccioso” che avendo chiesto le caramelle al proprio genitore, dopo aver ascoltato una lunga spiegazione del padre che gli spiegava che non aveva soldi da utilizzare per accontentarlo a meno di non togliere il pane sia a lui che al resto della famiglia, per sua naturale reazione diceva “SI, MA IO VOGLIO LE CARAMELLE”.

Spero sproprio che la maggior parte di coloro chiamati a scioperare, siano più attenti di chi li fomenta.


venerdì 18 novembre 2011

CONSIDERAZIONI "A CALDO" SUL NUOVO GOVERNO

Ormai sono un po’ di giorni che continuo a seguire gli ultimi avvenimenti politici; e la cosa mi sta “appassionando” come non mai.

Non c’è che l’imbarazzo della scelta perché ogni evento viene seguito da vicino dai “media”; si finisce persino per ascoltare anche più di una volta le stesse frasi, specie se pronunciate dal nuovo Presidente del Consiglio.

Quello che mi affascina, e mi accorgo che non è solo una mia impressione, è lo “stile” con cui Il Prof. Monti si presenta e la forma pacata ma sicura con cui usa esporre le sue idee e i suoi programmi.

Quest’uomo, che la nostra Nazione ha l’onore di avere come cittadino, aveva già conquistato la fiducia e l’ammirazione di tanta gente dell’Europa e del mondo.

Ma ora che abbiamo il piacere di ascoltarlo così spesso, non possiamo non apprezzare quello che ormai è stato definito lo “stile lieve” con cui si presenta.

E’ subito riuscito a conquistarsi la simpatia di milioni di cittadini cosa che gli consentirà più facilmente di farci accettare i sacrifici di cui ha già abbondantemente parlato.
Ma c’è anche qualcuno, non molti per la verità, che asserisce che se questo non è un “ribaltone”, esso è almeno un “ribaltino” mentre qualcun altro dice che “la democrazia è morta” ed allora io mi domando:

Visto che come ha detto lo stesso Monti, mai egli si è candidato e quindi mai si sarebbe candidato a sostituire Berlusconi; e visto anche che tutti i dodici esperti che formano la sua compagine si sono candidati per far parte di un qualunque schieramento politico, quando mai avremmo potuto sperare di vedere al centro della nostra scena politica così tanti volti nuovi? E questo grande vantaggio non volete considerarlo? Per me è una cosa “grandiosa”!

Un rapido ricorso alle urne, avrebbe avuto due grandi svantaggi:

1. Nel tempo necessario per giungere ad un nuovo governo (almeno alcuni mesi), l’Italia sarebbe definitivamente affondata nel mare della crisi.

2. Ci saremmo ritrovati in ogni caso con un Governo costituito dalle “soliti facce: Berlusconi, Bersani, Calderoli, Casini, Di Pietro, Vendola e ciascuno di noi potrebbe scegliere quale sarebbe stato il male minore.

Dopo questa premessa ho provato ad immaginare come il Professore riuscirà a fare cassa facendo contemporaneamente quadrare il cerchio rappresentato dalle diverse idee dei partiti; e per questo ho pensato che probabilmente non proporrà una patrimoniale, ma la sostituirà con una congrua rimodulazione dell’ICI, reintroducendola anche sull’abitazione principale e rendendola diversa nelle percentuali in maniera che la sborsino TUTTI, sia pure in maniera proporzionale al valore degli immobili posseduti; questa “mossa” tranquillizzerebbe sia quelli della destra per non aver introdotto la “patrimoniale” che quelli della sinistra ai quali farebbe notare che una ICI così fatta altro non è che una patrimoniale (estesa oltre tutti a TUTTI i patrimoni immobiliari, anche quelli di piccola entità).

Noi cittadini, sia di destra che di sinistra, vista la fiducia che ormai riponiamo nel nuovo capo del governo, accetteremo senza battere ciglio la nuova imposizione, soddisfatti di doverlo fare né perché lo aveva deciso Berlusconi, né per averlo deciso Bersani.

Dunque, anche per questo motivo, dobbiamo riconoscere che questo cambio di Governo, unitamente all’atmosfera “idilliaca” che si sta instaurando tra i partiti, è utile e vantaggioso, e già si comincia a sperare che duri il più a lungo possibile.

venerdì 19 agosto 2011

MA SONO PROPRIO MATTI !!!


Non capisco, non capisco, non capisco.

Non capisco come si possa proporre di prelevare alcunché dai capitali esportati illegalmente e poi rientrati in Italia dietro versamento di una tassa del 5% fissata dallo STATO per condonare il reato.

Affermo che con una LEGGE DELLO STATO (giusta o ingiusta che sia) esso si è IMPEGNATO a condonare l’abuso previo pagamento di un certo ammontare. Non importa se la legge è stata promulgata da destra o da sinistra, ma è certo che si tratta di una legge dello STATO che impegna la PAROLA dello STATO a cui molti cittadini hanno creduto.

E mi domando quale credibilità potrebbe avere questo STATO se veramente, dopo aver condonato secondo le SUE leggi, decidesse successivamente di CAMBIARE IDEA e di colpire ulteriormente coloro che “stupidamente” hanno aderito alle sue proposte.

Oltre ad essere un’azione vergognosa, sarebbe vigliacca e spregiudicata.

E ormai il danno è comunque fatto. Il solo fatto di aver “ventilata” una simile ipotesi, ha sicuramente messo sull’avviso tutti quelli che, forse più giudiziosamente, non hanno abboccato all’offerta e che hanno mantenuto i loro capitali fuori della nazione. Certamente questi ultimi non si lasceranno più convincere a riportarli in Italia nell’ipotesi di una nuova offerta!


Ma non basta, sono matti anche quando qualcuno afferma che i “calciatori” devono essere tassati al doppio degli altri, perché non è certamente corretto pensare di tassare più fortemente un cittadino SOLTANTO perchè appartiene ad una determinata categoria.

Se il raddoppio della tassazione la decidono per i parlamentari, lo si può anche accettare visto che la regola la si può interpretare come un contributo ulteriore volontario deciso proprio da chi lo ha definito; è invece assolutamente irrazionale stabilirlo nei confronti di una qualunque categoria di persone.

Si verificherebbe che cittadini con redditi molto maggiori di quella dei più ricchi calciatori sarebbero esenti dalla regola, mente qualche giocatore di pallone che è appena sopra la soglia dei 90 milioni di reddito sarebbe costretto a pagare al doppio di un altro cittadino che guadagna la sua stessa cifra annuale, ma che ha la “fortuna” di farlo senza essere un CALCIATORE.

Non posso fare a meno quindi di ritornare a ricordare che: “Quando un politico decide qualcosa, provate a immaginare di realizzare l’esatto contrario e vedrete che l’obiettivo sarebbe realizzato meglio”.

Franco Fellicò

lunedì 25 luglio 2011

Eccidio in Norvegia

Nel momento i cui un vero MOSTRO ASSASSINO ha ucciso quasi un centinaio di persone innocenti e distrutto palazzi interi spinto soltanto dall’odio verso l’umanità, non posso non tornare sull’argomento delle pene che in tutto il mondo vengono comminate a chi delinque,

Oggi quel multi-assassino reo confesso, che oltre tutto continua a mostrarsi in TV con l’atteggiamento di chi ritiene di aver compiuto un gesto degno di ammirazione, non rischia altro che una ventina di anni di prigione visto che in Norvegia la massima pena comminabile è di 21 anni di reclusione.

In una prigione nordica, sicuramente dotata di tutti i confort che possono essere immaginati nella moderna e avanzata Norvegia, il giovane passerà una piccola parte della sua esistenza; infatti ritornerà ad essere un libero cittadino ad una età tale da poter vivere tranquillamente e allegramente una notevole parte della vita.

A nulla varrà il fatto che per sua mano circa 100 persone hanno perso per sempre la loro vita e con essa tutte le gioie di cui avrebbero potuto godere.

Ed è per questo che ancora una volta insisto sul fatto che una punizione esemplare per un simile soggetto non è certamente un soggiorno gratuito in una cella bella e pulita, dove la sua attività non sarebbe altro che oziare e passare il tempo magari davanti ad uno schermo televisivo.

Un individuo del genere, uno che non sopporto neanche di chiamare per nome e che non si può nemmeno paragonare a una bestia che certamente non arriverebbe mai ad eguagliare la sua ferocia, dovrebbe “pagare” veramente il male che ha fatto e questo richiede che per tutta la durata della sua reclusione (possibilmente per tutta la sua vita) debba essere costretto istante per istante a maledire il momento in cui aveva deciso di porre in atto il suo orrido disegno.

Come fare? Ma certo il rimedio c’è. Egli dovrebbe essere condannato a LAVORARE almeno per 12 ore al giorno, ovviamente a fare un lavoro manuale e sufficientemente pesante da consumare fino in fondo tutte le sue giovani forze e così per sempre, adeguando continuamente i compiti alla sue forze fisiche, ma sempre mantenendo l’impegno molto vicino alla sua intera disponibilità di energia.

D’altra parte non è scritto anche nella Bibbia (Genesi 3:19) che Dio disse ad Adamo e per lui a tutti gli uomini: “Tu lavorerai la terra; col sudore della tua fronte ti guadagnerai il pane?”

E non vi sembra illogico, assurdo e ingiusto che proprio chi ha deliberatamente e senza alcuna ragione tolto la vita a molte decine di innocenti, sia addirittura esentato da quest’obbligo e sia mantenuto in vita a carico di quella società che lui odia?

Io penso che fino a che il mondo intero continuerà a considerare la reclusione l’unico modo con il quale si può punire un qualunque malvivente, difficilmente i crimini diminuiranno e ancora più difficilmente chi è punito potrà capire esattamente quanto grave è stata la sua colpa.

Franco Fellicò