giovedì 10 ottobre 2019

Autovelox


Apparati a fotocellula, apparecchi laser, apparecchi video, apparecchi radar, tutor ed altre diavolerie del genere tappezzano le nostre strade oltre anche agli apparecchi a bordo di auto ferme o in movimento; tutti dispositivi che si incaricano di “controllare” che le vetture in circolazione rispettino i limiti di velocità imposti (non si mai bene da chi e con quale criterio).

Per gli automobilisti è un grosso problema che impegna la maggior parte dell’attenzione che ciascuno usa durante la guida. 

Quando parlo di attenzione intendo l’impegno che ciascun automobilista utilizza quando è alla guida; deve stare attento a seguire la strada, deve evitare gli ostacoli, deve rallentare dietro un altro mezzo, deve fare i sorpassi quando c’è la visibilità sufficiente, deve guardare i segnali, deve rispettare le indicazioni stradali e riuscire a reagire in tempo ad ogni imprevisto. 

Tutto questo richiede un impegno che non è misurabile che è la somma di tutti gli impegni necessari per tutto quanto detto prima.

Ma da un pò di anni a tutti questi impegni se ne è aggiunto un altro ed è quello di porre molta attenzione alla presenza di quei dispositivi (che dovrebbero essere sempre segnalati in tempo, ma che spessissimo non lo sono) che ormai gli automobilisti considerano il pericolo maggiore da evitare.

Sono, come ho detto, così tanti questi dispositivi disseminati dovunque, che l’impegno da utilizzare per essere in grado di evitarli tutti, è LA MAGGIOR PARTE dell’impegno di chi guida.

Come ho detto l’impegno non è misurabile, ma è certamente un valore FINITO e dunque possiamo certamente concludere che tutto l’impegno che l’automobilista “consuma” per verificare la presenza di quegli aggeggi, viene certamente detratto da altri impegni sicuramente più importanti e possibili fonti di incidenti.

Dunque, ciò significa che la presenza di questi dispositivi, se riesce ad ottenere un notevole rispetto dei limiti di velocità, non si può negare che è anche una fonte di distrazione per chi guida che riduce l’attenzione che lo stesso deve porre ad altri eventi anche molto più seri.

Ogni regola ha un suo valore finché è applicata con criterio e non si può certo dire che il criterio con cui vengono installati i dispositivi per il controllo delle velocità sia corretto e serio.

Il fatto fondamentale è che si è data la possibilità a qualunque anche piccolo Comune di installare questi aggeggi nel proprio territorio e, cosa gravissima, è consentito agli stessi anche di incamerare i proventi delle multe relative. E’ ovvio, e anche NOTO A TUTTI, che i Comuni approfittano abbondantemente di questa possibilità per finanziarsi. 

Sono nate società (e anche questo è noto e tollerato) che si occupano di fare queste installazioni gratuitamente ai Comuni interessati e che in cambio ricevono un indennizzo proporzionale alle multe elevate.

Il meccanismo della generazione delle multe si è informatizzato per cui non appena viene rilevata una infrazione, in maniera completamente automatica, quindi senza l’intervento di nessuno:

  • viene rilevata la targa del mezzo e con una connessione ad un servizio online dell’ACI viene individuato il proprietario e il suo indirizzo
  • viene immediatamente generata la raccomandata da spedire al malcapitato

Ovviamente poi il processo continua con la catalogazione della multa elevata e il controllo che essa è stata pagata e con la contabilizzazione dell’introito ottenuto.

Si tratta per il Comune che organizza questa procedura in proprio, o che ne utilizza una realizzata da terzi, di un ottimo sistema per disporre di un introito continuo di danaro per il quale occorre soltanto un finanziamento una tantum per organizzare la procedura in proprio, oppure nessun investimento, ma soltanto un introito un pò ridotto, se il servizio è affidato a terzi.

L’interesse dunque dei Comuni è grande e la libera scelta che essi hanno su dove istallare questi dispositivi oltre che la libertà di piazzarne un numero qualunque, fa crescere a dismisura queste installazioni che ormai è NOTO A TUTTI servono molto di più a rimpinguare le casse comunali che non a migliorare la sicurezza delle strade.

E nessuno può dimostrare che un apparecchio è stato messo in opera per motivi di “cassa”, perché il Comune è certamente pronto a ribadire che una certa installazione è stata fatta per motivi di sicurezza!

Ma di chi è la colpa di questo sfacelo? Dello Stato naturalmente, e quindi dei nostri governanti che pur sfornando molte decine di leggi al giorno, non applica la LOGICA e regolamenta in maniera seria questo fenomeno.

Eppure la cosa sarebbe semplicissima da risolvere! Basta applicare la logica per scoprire che ci sarebbe un mezzo facile per ottenere che i Comuni installino gli autovelox SOLTANTO quando sentono veramente il bisogno di tenere sotto controllo le velocità in particolari punti del proprio territorio.

Basterebbe infatti, pur lasciando la possibilità ai Comuni di installare questi dispositivi a suo piacimento, fare in modo che il Comune, così come accade per qualunque altro servizio, debba spendere dei soldi per farlo; questo servizio è attualmente invece l’unico servizio che non costa niente ad essere attivato e anzi non solo non deve esser pagato, ma addirittura è un servizio che produce introiti!

Basterebbe quindi varare una legge che implica che i Comuni, quando generano le multe per eccesso di velocità inviino al colpevole un bollettino di conto corrente con un numero di conto dello Stato di modo che l’introito sarebbe dello Stato; e i Comuni, che oggi giurano di aver installato quegli aggeggi soltanto per motivi di sicurezza, si dovrebbero accontentare appunto di averla ottenuta.

Eventualmente, si potrebbe anche pensare che i Comuni ricevano dallo Stato una piccola cifra per ciascuna multa elevata a titolo di PARZIALE rimborso per le spese sostenute per la produzione e l’invio delle stesse.

In questo modo i Comuni non potrebbero lamentarsi in quanto avrebbero ancora la possibilità di proteggere le proprie strade con un costo oltre tutto molto ridotto; lo Stato (sempre affamato di soldi) avrebbe un’altra fonte di introiti finora inesistente, si eliminerebbe lo sconcio degli autovelox “a bizzeffe” installati per fare cassa e infine gli autovelox installati sarebbero veramente posti in luoghi in cui è necessario migliorare la sicurezza e non in luoghi dove è più facile che non vengano rispettati!.

Se lo Stato non regolamenta con serietà e logica l’installazione di questi dispositivi; se considera valida e utile qualunque installazione e ritiene giusto che il numero cresca indefinitamente sicuro che indipendentemente dall’arricchimento dei Comuni il risultato è positivo, allora potrebbe anche liberalizzare le installazioni completamente e dare anche ad un comune cittadino o a qualunque società privata la libertà di installarli e di appropriarsi degli introiti relativi.

In nome di una larga diffusione di essi, non vedo infatti la differenza dal consentire l’arricchimento  soltanto ai Comuni!


Franco Fellicò 

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