Io
capisco l’attaccamento alla tradizione e anche la resistenza al cambiamento di
molti, ma mi sembra che per salvare i motori endotermici ad ogni costo si stia
ricorrendo a soluzioni che sfiorano l’assurdo.
Dopo
l’opposizione principalmente italiana e tedesca non ho ben capito ancora quale
è stata la decisione definitiva Europea; sembra che sarà consentita ancora la
produzione di veicoli termici purché alimentati con combustibile e-fuel
(e-benzina, e-diesel, e-metano, ecc.).
Sembra
anche che non saranno ammessi i biocarburanti (quelli ottenuti dai trattamento
dei rifiuti) perché il loro uso ridurrebbe dell’88% le emissioni di CO2 e non
del 100%.
Siamo
di fronte quindi ad una modifica rispetto alla prima decisione che consentirà
la produzione e la vendita di auto con motore endotermico anche dopo il 2035.
Salvini
sarà soddisfatto e forse anche Giorgia Meloni, ma a mio avviso questa decisione
ha dell’assurdo per lo meno per quelli che insisteranno a produrre auto con
motore termico e quindi ALTERNATIVO e non ROTATIVO.
Immaginate
per un momento di tornare a quando si cominciarono ad elettrificare i treni e
le locomotive (a vapore) diventarono locomotori (elettrici); le caldaie che
producevano vapore bruciando carbone furono abolite e sostituite da linee
elettriche che alimentavano motori elettrici.
Immaginate
che invece di passare dal motore a vapore a quello elettrico si fosse deciso di
eliminare il carbone soltanto e di usare l’energia elettrica per riscaldare la
caldaia che avrebbe continuato a produrre vapore per far muovere il mezzo con i
suoi cilindri e stantuffi e con le sue bielle-manovelle; anche le persone
completamente prive di cognizioni tecniche capiranno quanto stupida sarebbe stata
una simile soluzione.
La
locomotiva così alimentata sarebbe sopravvissuta mantenendo le sue
caratteristiche e la sua scarsissima efficienza, e forse sarebbe in vita ancora
oggi.
Ho
fatto questo esempio perché chi acquisterà una vettura termica dopo il 2035
utilizzerà l’elettricità esattamente in quella stessa maniera.
Infatti
quello che occorre sapere è che il combustibile e-fuel che la farà andare sarà
stato prodotto utilizzando un enorme quantità di energia ELETTRICA.
L’e-fuel
viene prodotto infatti estraendo l’anidride carbonica (CO2) dall’aria e
utilizzando acqua per estrarvi idrogeno, ma il costo energetico necessario per
produrre un litro di e-benzina è altissimo.
Ho
letto che per produrre un litro di e-benzina occorrono fino a 27KWh.
Naturalmente quelli che insistono sull’e-fuel immaginano che la produzione si
avvarrà di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, ma ciò non toglie
che l’utilizzo che se ne fa è pessimo.
Mi
piace far notare che oggi una vettura elettrica a batteria di medie dimensioni
con quei 27 KWh necessari per produrre un litro di e-benzina potrebbe percorrere
oltre 150 chilometri, mentre la termica con quel litro di e-benzina
difficilmente arriverà a percorrerne 20.
E
tutto questo è ben noto, ma sono molti quelli che pur di evitare il
riadattamento dei lavoratori alle nuove tecnologie, preferiscono sprecare
energia ma rimanere ancorati a motori che ormai hanno fatto il loro tempo.
Da
quello che ho capito l’e-fuel si produce come ho detto estraendo CO2
dall’atmosfera e i motori che la utilizzano non sono ad emissioni zero, ma ne
immettono una quantità che rimpiazza quella utilizzata per produrre il
carburante che bruciano.
Se
si fosse mantenuto il divieto di produrre auto termiche dal 2035, l’e-fuel, sia
pure con tutti i suoi sprechi, si sarebbe potuto usare magari per alimentare le
vetture in essere oltre a quelle che comunque, anche se vendute solo fino al
2035, esisteranno almeno fino al 2050.
Franco
Fellicò