giovedì 24 marzo 2022

Storia di una fontanina

L’altro ieri, 22 marzo, è stata la giornata mondiale dell’acqua e allora ho pensato di raccontarvi questa storia.

 

Ho sempre considerato l’acqua un bene essenziale da non sprecare e sono uno di quelli che dopo aver bagnato lo spazzolino, chiude il rubinetto durante le poche decine di secondi in cui si lava i denti.

 

Mi rendo conto che ci sono luoghi della terra in cui questo bene prezioso manca, mentre noi siamo fortunati visto che abbiamo la possibilità di disporne senza problemi.

 



Vi presento quindi qui sopra una fontanina che dista non più di 100 metri dalla mia abitazione. Come vedete da essa sgorga acqua che va perduta per 24 ore al giorno, e 7 giorni alla settimana, cosa che non riesco a sopportare.

 

Ci sono anche altre fontanine di questo tipo nella nostra zona che però sono  fortunatamente chiuse.

 

Quella specie di ”cappello” che si vede sulla colonna della fontana è anche non bloccata e quindi è possibile toglierla e accedere alle tubazioni che sono all’interno.

 

Visto che era possibile, tempo fa la sollevai e vidi la tubazione presente e anche una levetta che spostata di 90 gradi consentiva di bloccare la fuoriuscita dell’acqua.

 

Chiusi allora l’afflusso dell’acqua e lasciai la copertura un po’ sollevata volutamente; e vidi anche che per qualche giorno l’acqua era rimasta chiusa. Qualche giorno successivo vidi anche qualcuno che per far abbeverare il proprio cane sollevava la copertura e apriva il rubinetto; ma subito dopo che il cane aveva finito di bere provvedeva a richiudere il getto.

 

Molto soddisfatto di quello che stava avvenendo e anche lieto di aver visto che non ero solo a voler evitare la perdita di quel liquido così importante, continuai a tenere sotto controllo la fontanina finché un certo giorno non scoprii che l’acqua defluiva nuovamente.

 

Qualcuno probabilmente aveva aperto il rubinetto e poi, dopo aver prelevato l’acqua che gli serviva, aveva dimenticato di chiuderlo.

 

Pazientemente lo feci io per lui per cui l’acqua si fermò nuovamente. Da quel momento però iniziò una piccola guerra tra me e un qualcun altro che non ho mai individuato che evidentemente lasciava VOLUTAMENTE il rubinetto aperto quasi per dimostrarmi di esser più forte di me.

 

Ma io non volevo convincermi di questo e preferivo ancora pensare che chi lo lasciava aperto lo faceva per sbadataggine e non per voler sprecare acqua scientemente.

 

Questo apri e chiudi continuò così per parecchio tempo; per un po’ di giorni l’acqua rimaneva chiusa e per altri invece era aperta e si sprecava.

 

Io continuavo ad insistere fino a che un giorno in cui mi accingevo a richiudere per l’ennesima volta il rubinetto mi capitò di vedere quello che vi mostro  nella figura che segue:

 


La foto qui sopra mostra l’interno della fontana e che quella persona che voleva ad ogni costo far rimanere aperta la fontana, aveva deciso di asportare la levetta che consentiva di chiuderla.

 

Si capisce bene che per fare questo vi era appositamente andato munito di opportuni attrezzi (pinza e/o giravite)  e dopo aver aperto l’acqua aveva anche tentato di provare ad evitare che io la richiudessi.

 

Non mi sono mai perso d’animo e ancora oggi quando esco di casa porto con me una pinza e provvedo a chiudere comunque il getto d’acqua.

 

Vorrei proprio conoscere questo signore (si fa per dire) che certamente non lascia aperto i rubinetti di casa sua, non perché è preziosa, ma solo perché non desidera pagare il consumo che gli verrebbe addebitato

 

Come spesso accade si tratta di persona che spreca l’acqua (ma solo quando non è quella dei suoi rubinetti) e che non ha sufficiente intelletto per capire che si tratta di un bene prezioso da preservare. Ed è anche uno di quelli che pensa che quando una cosa è pubblica non gli appartiene e dunque può essere consumata anche inutilmente.

 

Ora prima di salutarvi vi mostro un’ultima foto in cui si vede la fontanina che non ha il getto attivo; sono un paio di giorni che è così, ma solo perché quel “signore” non se n’è ancora accorto!

 


Franco Fellicò


 

domenica 20 marzo 2022

Riflessioni sulla guerra all’Ucraina

Un carro armato costa 13.000.000 dollari

 

Un aereo Mig-31 costa 60.000.000 dollari

 

Un’ora di volo di un aereo militare (F35A) costa 44.000 dollari

 

Un missile anticarro Javelin costa 70.000 dollari

 

Un missile terra-aria Stinger costa 38.000 dollari

 

Un missile ipersonico Kinzhal , non lo so, ma costerà molti milioni di dollari.

 

Per farvi avere più chiara l’entità di quelle cifre pensate che un carro armato costa come 325 automobili da 40.000 dollari, mentre un solo MIG-35 costa quanto 1.500 di quelle automobili.

 

Le informazioni che avete letto possono essere trovate da chiunque in rete; le ho riportate per dare una idea dell’enorme quantità di danaro che, in aggiunta alle vite umane perse da ambo le parti e alle distruzioni che ormai tutti conosciamo, si sta sperperando.

 

Avremmo potuto utilizzare tutti quei soldi per sfamare mezzo mondo, o anche per vivere un po’ meglio, ed invece ci stiamo impoverendo tutti utilizzandoli in un tragico gioco.

 

Si. Perché di gioco si tratta. E ve lo dimostro subito con le osservazioni che seguono.

 

In una delle tante trasmissioni televisive che parlavano di Putin e delle sue innumerevoli proprietà, ho visto anche un enorme palazzo e molte delle sue sontuose sale e stanze; poi il giornalista che le commentava ha detto che tra esse c’era anche una stanza dove lui poteva trastullarsi con le automobiline.

 

Forse in quel palazzo ci sarà anche una stanza con i trenini elettrici, ma credo che è abbastanza certo che non ci sia una stanza con i soldatini di piombo e i modellini di mezzi militari.

 

Credo che sia così perché quando si tratta di divertirsi con la guerra Putin preferisce utilizzare il SUO esercito  vero, i SUOI generali, i SUOI carri armati veri, i SUOI veri aerei, veri missili e anche eventualmente le SUE vere armi nucleari.

 

Ho scritto SUO, SUOI, ecc. in maiuscolo perché la mia sensazione è che lui si ritiene padrone dell’esercito e delle sue armi così come dei suoi sudditi e dell’intero territorio russo.

 

Quell’uomo è attorniato da pochi fedelissimi che credono di condividere con lui tutto quello che lui possiede, ma è chiaro che questi ultimi sono al loro posto di comando soltanto perché gli dimostrano una cieca obbedienza.

 

Pare impossibile che milioni e milioni di persone credano a tutto quello che dice quell’uomo e a tutto quanto lui ordina ai media e alla stampa interna di divulgare; pare impossibile che nessuno si meravigli del blocco imposto ai social media, pare impossibile che a nessuno sembra quanto meno strano che non ha alcuna possibilità di manifestare un suo pensiero senza rischiare 15 anni di detenzione!

 

Forse c’è anche un piccola minoranza che le cose che ho menzionato le ha capite, ma si rende conto che non conviene lamentarsi e la cosa migliore da fare è zittire.

 

Ieri (anniversario dell’annessione della Crimea) Putin è apparso in uno stadio a Mosca e ha parlato alla folla; erano certamente più di 100.000 persone (qualcuno dice più di 200.000) e lui ha spiegato che gli abitanti della Crimea avevano fatto la scelta giusta scacciando i nazisti, mentre nel Donbass continuava ad esserci il nazismo che era combattuto con le bombe cosa che non esitato a chiamare genocidio; ma ovviamente non ha fatto alcun cenno alla distruzione e al genocidio che in quello stesso momento il SUO esercito stava facendo in tutta l’Ucraina.

 

Ha perfino detto che gli eroici soldati russi stanno combattendo spalla a spalla e qualche volta perdendo la vita per liberare gli ucraini! E naturalmente ha evitato di dire che di quei soldati ne sono morti già 14.000 insieme anche a 5 generali; per lui ovviamente conta poco, visto che è come se, giocando a fare la guerra, avesse perso una piccola parte dei suoi soldatini di piombo.

 

Intanto noi, insieme a tutto il mondo, abbiamo visto l’Ucraina da vicino; abbiamo visto che è una grande nazione, il doppio dell’Italia per estensione, con bellissime città molto moderne, grattacieli e grandi strade, filobus e metropolitane; poi abbiamo visto la distruzione di tutto, fatta solo per dimostrare la potenza di un esercito mandato allo sbaraglio da un uomo cinico e maniaco.

 

C’è voluta la notizia che i russi avevano distrutto una grande fabbrica di aerei (i cargo Antonov) per sapere che in Ucraina c’era quella importante fabbrica; e così quando hanno distrutto una acciaieria a Mariupol abbiamo saputo che quella era una dei più grandi impianti d’Europa; quando i russi hanno preso la centrale nucleare di Zaporizzia abbiamo saputo che è la più grande d’Europa e la quinta nel mondo! Dunque si tratta d una Nazione abitata da gente capace e avanzata, ma anche desiderosi di crescere nella libertà.

 

Ma la loro libertà è stata attaccata da Putin che si propone di annetterli alla maniera della Crimea e di sottometterli alla maniera dell’attuale popolo russo.

 

E per riuscirci Putin ha fatto ricorso alla forza; per convincerli a cedere  e a farsi annettere ha iniziato a distruggere tutto e tutti; e le distruzioni non si sono fermate soltanto sulle città ma anche sui suoi abitanti: militari, civili, donne e bambini sono morti e continuano a morire per consentire a Putin di poter continuare a giocare con i soldatini; un teatro a Mariupol ai cui lati era chiaramente scritto “bambini” è stato bombardato e ci sono stati morti imprecisati; e pare che ancora oggi siano rimasti intrappolati nei suoi sotterranei oltre 1.000 persone.

 

Tutto questo ha scandalizzato il mondo intero a parte qualche piccola eccezione che per motivi di interesse si è mantenuta, almeno fino ad ora,  fuori.

 

Di fronte a questa tragedia i Paesi dell’Unione Europea si sono uniti più di quanto non lo fossero già e ad essa si sono aggiunti gli Stati Uniti e anche Paesi molto indipendenti quali ad esempio la Svizzera e tutti insieme hanno deciso di reagire con delle dure sanzioni che ovviamente stanno provocando pesanti ripercussioni anche a loro stessi.

 

Quindi al momento, sempre che le cose non peggiorino ancora, visto che non  possiamo neanche escludere, malgrado tutta l’attenzione dell’Occidente, che si sfoci in una guerra globale,  tutto il mondo ha subito delle conseguenze più o meno pesanti e tutto a causa di Putin che gioca a fare la guerra con i suoi soldatini non di piombo.

 

Il numero di vite umane finite è al momento non noto, ma ci saranno certamente centinaia di migliaia di perdite di vite umane perdute.

 

Una grande quantità delle città dell’Ucraina è stata quasi rasa al suolo; molti milioni di ucraini hanno abbandonato, e altri dovranno farlo, la loro casa distrutta o forse ancora in piedi, e sono finiti fuori dei confini della loro patria accolti alla meglio da una grande gara di solidarietà; l’esercito russo ha perso molti soldati anche giovanissimi e migliaia di carri armati e mezzi militari sono andati in fiamme; sono stati sparati da ambo le parti in guerra centinaia di missili e migliaia di razzi anticarro; sono stati distrutti migliaia di droni suicidi; si sono persi  milioni di litri di carburanti a causa dei depositi colpiti dai russi e anche per far muovere molte migliaia di mezzi militari.

 

Le sanzioni intanto hanno prodotto solo povertà, il rublo si è svalutato del 50%, i popoli occidentali che acquistavano dalla Russia non solo combustibili, ma anche grano, mais e altri prodotti alimentari, non li ricevono più e quindi dovranno riorganizzarsi per non finire in carestia; contemporaneamente la Russia non introita più soldi da quei beni che ha difficoltà a vendere e se anche trova a chi venderli deve utilizzare gli introiti per foraggiare un enorme esercito che ha bisogno di armi in grande quantità.

 

Putin prima di iniziare il suo gioco di guerra diceva che non avrebbe voluto che l’Ucraina entrasse a far parte della NATO, poi subito dopo, invadendola, ho detto che l’avrebbe voluta denazificare e poi demilitarizzare e poi voleva che si dichiarasse neutrale, ma mentre diceva queste cose continuava a far distruggere città e affermava che “il peggio deve ancora venire” oppure che la “operazione militare speciale” si sarebbe conclusa solo quando “tutti gli obiettivi saranno stati raggiunti”.

 

Ma quali sono gli obiettivi? Questo non l’ha mai detto per cui, anche a volerlo accontentare, nessuno sa quali sono i suoi desideri. C’è chi pensa che vuole annettersi l’Ucraina, chi pensa che la voglia cancellare dalla carta geografica e chi pensa ancora che si possa e si debba riuscire a fare un negoziato serio che in cambio dell’arresto delle ostilità stabilisca cosa l’Ucraina e il mondo libero gli deve concedere.

 

Ma pur senza sapere cosa lui vuole, anche io stesso vedrei con favore un incontro tra i massimi livelli dei due Paesi che tenti di trovare una soluzione di compromesso a fronte della fine dell'invasione; mi rendo conto però che perché questo avvenga occorre un minimo di interesse di entrambi le parti. Sappiamo che Zelensky sarebbe disposto, ma Putin non parla e non dice né SI né NO.; lui ormai conosce solo la voce delle armi e continua imperterrito per la sua strada.

 

E, come aveva anticipato quando aveva detto che “il peggio deve ancora venire” due giorni fa ha fatto lanciare il primo missile ipersonico Kinzhal distruggendo un deposito sotterraneo di armi e munizioni e ieri un altro di questi terribili missili distruggendo questa volta un deposito di carburanti.

 

Sarà l’inizio della fine? Non lo si può sapere. Certo che questi missili, che a quanto ne so sono appannaggio solo dei russi e dei cinesi, sono delle armi assai difficili se non impossibili da neutralizzare; vengono lanciati da molto lontano dal ventre di un caccia supersonico (MIG-31) che li rilascia in quota; a partire da dove sono rilasciati possono giungere fino a 1.500 o 2.000 di distanza; sono lunghi circa 9 metri e hanno un diametro di un metro, pesano circa 4,5 tonnellate, possono avere testate varie tra cui quella nucleare, viaggiano a velocità elevatissime (fino a 10 volte la velocità del suono) e diversamente dai missili balistici sono manovrabili; giungono sull’obiettivo guidati attraverso sistemi satellitari e arrivano in silenzio assoluto (visto che il loro suono rimane indietro); la loro testata esplode con grande fragore e solo dopo si sente arrivare il sibilo del loro arrivo.

 

Questi missili avranno probabilmente subito molti test prima di essere impiegati e i due che hanno colpito l’Ucraina sono serviti a Putin per consentigli di vederne gli effetti dal vero nella guerra con la quale continua a trastullarsi.

 

Nessuno aveva mai pensato che potesse utilizzarli contro l’Ucraina ed invece lo ha fatto e forse continuerà a farlo anche per dimostrare la sua forza e le sue intenzioni servendosene anche come avvertimento al mondo intero.

 

Io so che gli USA stanno studiando come intercettare questi missili, ma per ora non sono ancora in grado di farlo e questo è molto preoccupante perché Putin potrebbe approfittare di questa attuale debolezza.

 

Come vedete non si può pensare a Putin se non come ad un individuo pericolosissimo che, fidando sulla sua forza militare, non avrebbe alcuna remora a tentare di diventare il padrone del mondo. Lui sa bene che in caso di attacco diretto avrebbe una immediata risposta, ma se dovesse convincersi che con un attacco improvviso e massiccio operato con le sue terribili armi potrebbe anche distruggere completamente le forze del contrattacco, ritengo che non esiterebbe a sferrarlo.

 

Ricordate Pearl Harbor? I giapponesi allora ragionarono così, Ma allora i tempi e le armi erano molto diversi e la reazione fu possibile e, anche se dopo vari anni, finì tutto in bene.

 

Ma ora voglio concludere cercando di capire quali vantaggi pensa di ottenere Putin da tuto questo; come tutti sanno lui non ce lo ha mai spiegato, ma a me pare che se si fosse “accontentato” della promessa degli ucraini di non entrare MAI nella NATO e di rimanere neutrali, cosa che in un trattato sarebbe sicuramente possibile ottenere, riuscirebbe non solo ad evitare di avere un  Paese NATO confinante, ma avrebbe anche una Nazione neutrale come cuscinetto tra il suo territorio e quello dei paesi Nato. Lui invece continua nell’invasione il che ci fa pensare che l’intenzione possa essere quella di allargare il territorio russo fino a comprendere l’attuale Ucraina.

 

Questo sarebbe una soluzione peggiore per due motivi; il primo è che l’occupazione definitiva e continua dell’Ucraina sarà costosissima perché gli uomini dell’occupazione sarebbero perennemente presi di mira dagli ucraini in una guerriglia infinita e il secondo motivo è che i suoi nuovi confini finirebbero per essere contigui ai Paesi Nato e quindi senza alcun cuscinetto.

 

Dunque dopo queste ultime considerazioni cosa bisogna pensare? Che continua nel suo gioco di guerra solo per dimostrare all’occidente quello che lui è capace di fare? Che il suo interesse è di apparire come il più forte di tutti? Oppure l’unico obiettivo è quello di aver riconosciuta la sua potenza che vuol contrapporre alla paura del resto del mondo?

 

Vi lascio con questi interrogativi.

 

Franco Fellicò

 

 

 

 

 

 

 

mercoledì 16 marzo 2022

L'aumento dei carburanti

Come tutti sanno in queste ultime settimane i carburanti sono schizzati verso l’alto. E si possono vedere prezzi che vanno dai 2,15 ai 2,60 euro al litro.

 

Ho sentito io stesso il Ministro Cingolani qualche giorno fa che parlava di questi aumenti dichiarando che si trattava di speculazioni o meglio di vera TRUFFA ai danni dei consumatori.

 

Si tratta di dichiarazioni che mi sarei aspettato da una associazione consumatori e non da un Ministro.

 

A mio avviso un Ministro avrebbe potuto parlarci di quella truffa mentre ci faceva conoscere le azioni che il Governo aveva fatto o stava per fare per contrastarla, non sbandierandocele alla maniera di chi si stupisce e le subisce.

 

Ovviamente la speculazione c’è ed è lampante per vari motivi che provo a elencare qui di seguito:

 

·    Il prezzo del petrolio ha subito un’impennata a causa della guerra all’Ucraina ed in pochi giorni ha superato i 140 dollari al barile; ma è molto strano che le tutte le compagnie petrolifere hanno aumentato in perfetta sincronia il prezzo alla pompa pur continuando a distribuire carburanti acquistati certamente ai prezzi precedenti.

·   Il prezzo altissimo a cui il barile era giunto è rimasto tale solo per pochi giorni, dopo di che è ridisceso moltissimo fino anche ad essere appena sotto i 100 dollari al barile; ma come tutti sappiamo il costo alla pompa non è più ridisceso né immediatamente, ne ridiscenderà più.

·   Si è data la colpa all’IVA che con l’aumentare del prezzo cresce anch’essa di conseguenza, ma anche tenendo conto di questo, gli aumenti non sono giustificati.

·    D’altra parte in altri tempi in cui il prezzo al barile è stato attorno ai 100 euro, quello alla pompa è sempre stato molto ma molto più basso dell’attuale.

·   C’è anche da sottolineare che tra i distributori meno disonesti e quelli più disonesti si trovano differenza vicine ai 50 centesimi al litro; e allora appare chiaro che i ricarichi  già abbondanti dei primi diventano enormi nei secondi.

·   Infine è da notare che l’aumento del gasolio è stato percentualmente molto maggiore di quello della benzina tanto che ormai TUTTI i distributori vendono gasolio e benzina allo stesso prezzo (e qualche volta il gasolio a prezzo superiore anche di 3 centesimi); questa è un’altra dimostrazione della truffa perché non ci sono differenze nei costi di produzione di gasolio e benzina; il gasolio è sempre costato meno esclusivamente per via delle accise meno pesanti e poiché nessuno ha modificato le accise, vendere il gasolio allo stesso prezzo della benzina significa appropriarsi della differenza delle imposte tra i due prodotti.

 

Non ci sono quindi dubbi, come sempre, e ancor più che non nel passato, le compagnie petrolifere ci stanno truffando e si stanno arricchendo ingiustamente.

 

Ma ora finalmente, con la velocità da lumaca che contraddistingue ogni Governo, si sta cercando di risolvere il problema e si parla già di interventi che dovrebbero far scendere  di 10 o 15 centesimi il prezzo al litro.

 

Si pensa di ridurre un po’ le accise (probabilmente temporaneamente) ma si tratta di un contentino che finirà solo per attutire leggermente i guadagni illeciti dei petrolieri che ci stanno truffando con aumenti ingiustificati ben maggiori.

 

Da quello che ho sentito dai media c’è poi chi pensa di approfittare della situazione per aumentare gli introiti dell’erario; infatti qualcuno pensa di colpire i petrolieri (mai nella misura che meritano) costringendoli a versare allo Stato parte dei maggiori guadagni che si sono procurati indebitamente; insomma se avvenisse questo dovremmo dire che la truffa è stata mantenuta, e i petrolieri sarebbero stati puniti con l’obbligo di versare parte della truffa al fisco; come dire che saremmo stati truffati non più dai soli petrolieri, ma da petrolieri e Stato insieme!

 

Quindi capite cosa c’è in prospettiva?

 

Ricordo che prima della guerra dei russi all’Ucraina il prezzo del gasolio nei distributori meno disonesti era intorno a 1,40 euro al litro; ora essi lo vendono intorno a 2,20; se anche l’intervento dello Stato lo farà scendere di 20 centesimi, lo pagheremo quindi 2,00 euro e quindi subiremo comunque un aumento di 60 centesimi al litro.

 

Ora seguitemi in questo semplice esercizio: quando il prezzo era 1,40, il vero prezzo del litro venduto era di 63 centesimi (togliendo le imposte che sono il 55% del tutto); se dopo gli interventi dello Stato il prezzo dovesse essere anche solo di 2,00 euro per litro, togliendo un 50% per le imposte significherebbe che le compagnie petrolifere venderebbero il carburante a 1,00 euro al litro passando quindi da 0,63 a 1,00; quindi aumenterebbero il prezzo per litro di 37 centesimi il che significa un incremento del 59%.

 

E chiaro allora che la speculazione ci sarà ancora e sarà anche fortissima perché per essere giustificato un simile aumento occorrerebbe che il prezzo del barile fosse aumento del 59%.

 

Guardate ora la pagina WEB a questo link:

 

 https://www.google.com/search?q=prezzo+petrolio+gennaio+2022&rlz=1C5CHFA_enIT525IT525&ei=GSUyYvfhI8b1sAfqhqXACA&ved=0ahUKEwi30ua0msv2AhXGOuwKHWpDCYgQ4dUDCA4&uact=5&oq=prezzo+petrolio+gennaio+2022&gs_lcp=Cgdnd3Mtd2l6EAMyBQgAEIAEOgcIABBHELADOgYIABAHEB46BQgAEKIEOgQIABANSgQIQRgASgQIRhgAUKwLWNoVYMMYaAJwAXgAgAFTiAHIBJIBATiYAQCgAQHIAQjAAQE&sclient=gws-wiz

 

Nella pagina che si aprirà vedrete le quotazioni del greggio deli primi tre mesi del 2011 e del 2022 e vedrete anche che da febbraio a marzo 2022 il prezzo del barile è aumentato di 22,49 dollari e cioè solo del 19% (e non del 59%); si tratta credo di valori medi e non di valori massimi e se anche vogliamo considerare che solo per qualche giorno il prezzo in marzo è stato di 143 dollari al barile, anche in questo caso l’aumento sarebbe stato del 32% (e non del 59%); facendo un altro calcolo invece, se a febbraio il prezzo del barile era di 97,13 e oggi (dopo l’ultima discesa) è di 100 euro, la percentuale di aumento è solo del 3% (E NON DEL 59%).

 

Dunque facendo le dovute proporzioni il litro di gasolio dovrebbe costare 0,65 invece di 0,63, e poiché a quella cifra occorre aggiungere le imposte il risultato sarebbe che alla pompa dovrebbe costare 1,30 euro al litro!

 

Voglio precisare che ho considerato che le imposte sono il 50% del costo totale, (invece del 55% come è stato finora) perché ho considerato anche la riduzione delle accise promesso dal Governo.

 

Quindi il prezzo giusto sarebbe, compreso le imposte, di 1,30 euro per litro.

 

Questi ragionamenti semplici e certi non saranno mai fatti dai nostri governanti che AL MASSIMO faranno finta di risolvere il problema con un contentino insignificante, aiutando i petrolieri nella loro truffa!

 

Franco Fellicò

 

domenica 6 marzo 2022

Armi SI o armi NO?

Ho già accennato in un documento precedente a questa diversa visione delle persone e però oggi voglio dedicare un apposito scritto a questo interrogativo.

 

A seguito dell’invasione dell’Ucraina ordinata da Putin, l’Occidente a cui si è aggiunta buona parte del mondo, ha reagito con determinazione e SENZA ricorrere alle armi.

 

Sarà stato perché la maggior parte del mondo desidera la pace o sarà stato perché è preoccupato che un intervento militare avrebbe dato il via ad una guerra mondiale, ma certo è che si è deciso di reagire ma senza usare le armi.

 

Si è deciso di applicare alla Russia delle dure sanzioni per colpire la sua economia e si sono messe in atto misure di tipo finanziario.

 

Si intendeva comunque punire Putin per la sua azione cruenta senza però rischiare di dare inizio alla terza guerra mondiale che sarebbe stata nefanda per tutti.

 

Tra le altre azioni però l’Europa, insieme a tutti quelli che stanno dalla parte degli ucraini perché li considerano delle vittime attaccate ingiustamente da un colosso mondiale, ha anche deciso di fornire armi alle vittime.

 

Non l’hanno fatto di iniziativa, ma solo perché quegli uomini innocenti hanno deciso di non cedere all’invasore malgrado sia molto più armato di loro e di non arrendersi e consegnargli la propria Patria, ma di difenderla fino all’inverosimile; e per farlo hanno chiesto al mondo di essere aiutati con una fornitura di armi.

 

Di fronte questa richiesta ci sono state delle discussioni e c’è chi insiste che fornendo le armi agli ucraini non facciamo altro che alimentare la guerra. Questa cosa è vera in assoluto, ma prima di prendere posizione sarebbe bene ragionarci un po’ su.

 

A Roma oggi c’è stata una manifestazione di un movimento per la pace alla quale ha partecipato anche Maurizio Landini.

 

Io ho sempre stimato Landini (e vi prego di credere che non so neanche di che partito è)  perché mi piace sentire le sue argomentazioni e spesso condivido le sue idee. Ma oggi quello che lui ha detto in TV mi è sembrato assurdo e stupido. Infatti mi è capitato di sentire che diceva con rabbia: “noi abbiamo ora un problema che è la guerra e quindi la dobbiamo fermare”. Poi ho sentito che diceva che l’ONU deve intervenire perché non è possibile che al giorno d’oggi si risolvano i problemi tra Stati con la guerra.

 

A questo punto non so se sorridere o piangere.  Ma è possibile che ci debba essere Landini a spiegarci che dobbiamo fermare la guerra o anche che l’ONU devo fermare la guerra? Queste sue affermazioni sono offensive per tutti perché non c’è nessuno che non sia d’accordo che la guerra debba essere fermata, ma poiché è difficile fermarla occorre che chi manifesta, invece di ricordarci cose che sappiamo già e condividiamo, dovrebbe suggerirci COME si può riuscire a ottenere quello che tutti desideriamo.

 

E’ il solito modo di parlare dei politici che sanno sempre farci l’elenco delle cose da fare, ma che MAI ci illustrano come le cose da fare, che peraltro noi conosciamo già benissimo, si debbano fare .

 

Io l’ho detto più volte e lo ripeto ancora: a noi non serve il COSA, a noi serve il COME.

 

A questo punto diventano stupidi anche quelli che manifestano perché se si limitano a gridare “vogliamo la pace” sfondano una porta aperta perché difficilmente tra noi c’è qualcuno che invece vuole la guerra.

 

Poi chi afferma che per avere la pace non dobbiamo fornire armi alle vittime della guerra, pensa evidentemente che con esse la guerra possa durare di più e quindi pensano anche che non fornendole, le vittime capitoleranno prima e la guerra di conseguenza finirà prima.

 

Ma allora perché questi manifestanti non chiedono all’ONU di suggerire agli ucraini di arrendersi subito? Se lo facessero infatti, certamente i tanti morti che viceversa ci saranno continuando a combattere si eviterebbero, e anche la guerra si fermerebbe con una rapida vittoria di Putin.

 

Fatto sta che i manifestanti non sono i diretti interessati e quindi a loro importa solo che la guerra finisca subito, ma non credo che ragionerebbero alla stessa maniera se per far finire la guerra dovessero cedere loro la propria terra.

 

Non fornire le armi difensive agli ucraini significa quindi farli arrangiare con quelle poche che hanno o con le bottiglie molotov che abbiamo visto anche i ragazzi confezionano, perché quel popolo è ormai chiaro che non si arrenderà e continuerà a difendersi pur di non consentire a Putin di appropriarsi del loro Paese.

 

Sappiamo che le forze russe in termini di armamenti sono molto maggiori di quelle ucraine e quindi negare a questi ultimi gli strumenti necessari per supplire almeno in parte a questa inferiorità a me sembra doveroso. Ovviamente questo se pensiamo che i giusti sono gli ucraini e gli ingiusti sia l’esercito di Putin.

 

Non fornirglieli forse farebbe finire la guerra prima (desiderio dei pacifisti) ma solo perché essendo ancora più deboli, gli ucraini capitolerebbero prima.

 

Bisogna riconoscere che anche la seconda guerra mondiale non finì per l’intervento di un organismo tipo ONU che ebbe la capacità di fermare le parti e stabilire diplomaticamente chi doveva avere che cosa; la guerra finì solo perché una delle due parti dovette arrendersi (sia pure a seguito di un paio di bombe atomiche) e la parte vincente definì quali sarebbero state le condizioni (ricorderete che la Germania perdente fu divisa tra i vari vincitori).

 

La diplomazia di oggi è più forte è ha maggior possibilità di agire e può riuscire anche ad evitare una guerra, ma quando l’inizio di questo maledetto evento si è verificato e la guerra è in atto, si può essere certi che finirà solo quando uno dei belligeranti avrà ceduto.

 

Le trattative in atto da molti giorni dimostrano che non c’è alcuna speranza di un accordo se non quello nel quale tutte le richieste di Putin vengono accettate. In un simile scenario è ovvio che gli ucraini che ormai hanno dimostrato chiaramente quanto sono attaccati alla loro terra, la venderanno cara.

 

L’aiuto dato agli ucraini anche fornendo loro armi li renderà più forti, suppliranno la superiorità dei mezzi con la superiorità degli uomini e la guerra quanto meno durerà più a lungo; ma se questo accadrà per via delle armi ricevuta dai paesi terzi, potrebbe essere utile a che nel frattempo Putin perda la sua autorità sia per le sanzioni sia per il dissenso interno e sia anche (perché no?) di un intervento dell’ONU o di qualche nazione potente.

 

Non dobbiamo dimenticare infatti che il tempo gioca a favore degli ucraini.

 

I pacifisti vogliono la fine della guerra anche a scapito degli ucraini? Se è così neghiamogli le armi; ritengono più giusto che l’Ucraina non sia fagocitata da Putin? E allora occorre aiutare gli ucraini a difendersi.

 

Franco Fellicò

 

sabato 5 marzo 2022

Un riepilogo sulla guerra (dopo 10 giorni)

Oggi ho provato a fare un riepilogo di quello che in dieci giorni soltanto ha rivoluzionato il mondo intero.

 

Tutto è iniziato il 24 febbraio quando Putin, quello che ho già definito UN SOLO UOMO ha deciso di dare il via alle ostilità e ha ordinato al suo esercito (e sottolineo SUO e non della Russia) di invadere l’Ucraina.

 

Quell’uomo è senz’altro l’unico responsabile di tutto quello che è accaduto, accade e continuerà ad accadere; è attorniato da pochi altri che lo aiutano a mettere in pratica le sue decisioni, ma che non hanno alcuna possibilità di contraddirlo; è probabile che molti di questi suoi stretti collaboratori siano convinti anch’essi delle sue scelte, ma è certo che se anche non lo fossero o avessero avuta anche solo qualche perplessità, sarebbero stati già eliminati dalla scena e messi da parte in qualche modo anche cruento.

 

C’è poi la DUMA di Stato che legifera, ma che in effetti non fa altro che rendere ufficiali le decisioni del grande capo.

 

Infine ci sono i sudditi rappresentati dall’intera popolazione russa alla quale è concesso soltanto quello che Putin decide essere accettabile dal suo punto di vista.

 

Negli ultimi anni la popolazione è stata anche lasciata un po’ più libera, ma soltanto perché il capo non aveva nessuna necessità di imporre delle sue volontà

 

La prova è che quando in questi ultimi giorni qualcuno ha cominciato a manifestare il suo dissenso, è subito intervenuto il servizio d’ordine che ha immediatamente arrestato i manifestanti.

 

La stampa era stata anch’essa lasciata più libera e c’erano anche delle testate indipendenti, ma in questi ultimi giorni sono state tutte chiuse, mentre rimangono in essere solo quelle governative che naturalmente sono tenute a diffondere solo le notizie vere o anche inventate che il capo vuole.

 

Gli insegnanti delle scuole dell’infanzia sono obbligati ad insegnare ai piccoli che bisogna odiare l’occidente e tutti abbiamo visto anche il cartone animato con il quale si spiegano ai bambini le "malefatte" dell'America e della Nato.

 

Ma oggi c’è anche internet che consente di comunicare liberamente e ci sono i social media e allora, come è noto, in questi ultimi giorni anche Facebook e Twitter sono stati chiusi.

 

E poi, visto che il capo non tollera il dissenso, ha fatto approvare alla Duma in una rapida seduta una legge che consente di incriminare chi pubblica “fake news” consentendo così alla polizia di arrestare chiunque anche se diffonde notizie verissime, perché sarà facile dire che si tratta di falsità. E le pene per questi dissidenti possono arrivare fino a 15 anni di carcere.

 

D’altra parte è stato chiarito già che qualcuno dovesse chiamare “guerra” e non “operazione speciale” l’invasione in atto, è subito passibile di essere incriminato  per diffusione di “fake news”.

 

Questo è lo stato di polizia in cui vivono oggi molti milioni di russi.

 

Intanto mentre nessuno si può permettere di diffondere notizie anche se vere, visto che vengono considerate false tutte quelle che possono ledere l’operato del capo, Putin in persona si permette di dire apertamente che la Russia sta liberando l’Ucraina dai nazisti, che la Russia non sta bombardando l’Ucraina e che gli Ucraini usano i civili come scudi umani!

 

Come porre fine alle nefaste azioni e alle menzogne di un simile individuo? Come fare per proteggere il povero popolo ucraino il cui unico peccato è di voler essere un Paese libero e magari far parte sia dell’Europa che della Nato  pur confinando con la Russia?

 

Ma poi mi domando: perché Europa e Nato dovrebbero trovare il modo di  risolvere questo rebus e riuscire a salvare il destino degli ucraini curando anche ovviamente di non scatenare un conflitto mondiale? E poi mi rispondo: perché in entrambe queste entità ci sono popoli liberi che si considerano fratelli sia del popolo ucraino che di quello russo e che non riescono a sopportare che nel 2022 ci debba essere un pazzo che pur di imporre il suo volere a calpestare ogni diritto umano di un popolo sovrano e a soffocare con ogni mezzo anche ogni reazione contraria del suo stesso popolo.

 

La soluzione a questo problema era molto difficile e ci sono voluti molti incontri tra i popoli liberi e nella Nato per trovarla. La cosa fondamentale è che tutte le decisioni sono state unanime, cosa che dimostra come nei momenti difficili TUTTO il mondo occidentale è stato unito.

 

Poiché lo Stato invaso non è una nazione della Nato si è escluso subito ogni intervento militare e si è deciso di agire invece con azioni sull'economia e sulla finanza.  Quello che si è deciso è stato non solo unanime tra i rappresentanti dei vari Paesi ma è stato anche accettato bene dall’opinione pubblica di tutti i Paesi; solo sull’invio di armi ci sono stati manifestazioni di alcuni contrari a questa decisione; essi avrebbero preferito lasciar morire inermi gli ucraini, piuttosto che aiutarli a difendersi con un qualche strumento di difesa (certamente meno efficace di quelli degli assalitori).

 

Ci sono poi i cosiddetti pacifisti che continuano a dire che la guerra deve essere sostituita dal dialogo e dalla diplomazia; ma quando sento queste affermazioni che si continuano a fare pur quando la controparte ha dichiarato che la guerra (anzi l’operazione speciale militare) si fermerà SOLO quando tutti gli obiettivi saranno stati raggiunti, non posso che concludere che certi posizioni sono assolutamente assurde. Si è trattato già per molti giorni e la conclusione è stato l’inizio del conflitto; ciò nonostante Macron  ha continuato a contattare Putin ma la dichiarazione della controparte è stata sempre la stessa: “finirà tutto solo quando tutti gli obiettivi saranno stati raggiunti”.

 

E per continuare su questo argomento vorrei dire ai pacifisti che i colloqui sono continuamente in essere perché una delegazione ucraina ed una russa si sono incontrate già varie volte e continuano a farlo, ma con che risultato? Nessuno, perché i delegati russi  sono disposti solo ad ottenere che vengano accettati TUTTI i desideri di Putin. Ed è poi ridicolo che questi incontri non vengano fatti sospendendo temporaneamente le ostilità, ma mentre l’invasore continua a distruggere città e ad uccidere civili e bambini; e poi, quando una piccola concessione sembrava essere stata fatta e si era definito di istituire due corridoi umanitari per consentire in sicurezza a chi voleva andarsene di allontanarsi dall’ucraina, non se ne è potuto andare nessuno perché l’esercito di Putin ha continuato nelle sue operazioni di guerra anche durante le ore fissate per l’esodo e nei luoghi interessati.

 

Con le sanzioni tutti i popoli hanno accettato di subire ovviamente delle conseguenze, ma ciò nonostante esse suno state durissime. Questo purtroppo non colpisce direttamente Putin come persona, mentre colpisce fortemente il suo popolo; il valore del rublo è diminuito subito e fortemente, e si aggiunge agli aumenti del costo di molti prodotti.

 

Putin è stato messo in un angolo e nessuno crede più in lui; la sua credibilità, nel caso di affermazioni che sembrano buone, è nulla, mentre sono considerate possibili o certe solo le dichiarazioni che parlano dei suoi progetti di violenza.

 

Insomma a giudicare da lontano si vede chiaro che questo intervento militare improvviso di cui solo Putin (non la Russia) è responsabile totalmente, lo ha fortemente indebolito in quanto a popolarità, ha consentito al mondo occidentale di prepararsi meglio ad un suo eventuale attacco diretto, ha costituito una forte spinta a che l’occidente si compattasse al massimo, ha mostrato ai cittadini russi la vera faccia del capo e la sua volontà di ottenere anche a costo di molti morti sia stranieri che russi, un risultato che nessuno crede sia così importante per il Paese.

 

Putin ha anche detto: “Distruggeremo l’antirussia creata dall’occidente” senza accorgersi che se fino a qualche giorno fa la Russia era rispettata e considerata una nazione con cui interagire, il suo stupido intervento ha fatto sì che buona parte del mondo sia diventata proprio antirussia!

 

Le sanzioni avranno il loro effetto alla distanza purtroppo, e quindi lui intanto sarà in grado di far distruggere il Paese che ha preso di mira e a decimare i suoi cittadini.

 

La  no-fly zone invocata dagli ucraini NON E’ STATA MESSA IN ATTO; è una cosa dolorosa ma necessaria perché decretarla sarebbe una maniera per affrontare direttamente la Russia e quindi  inaccettabile.

 

Ovviamente che a Putin nei prossimi giorni o settimane possa venire la voglia di provocare il conflitto mondiale, non è un evento impossibile; e se dovesse avvenire ovviamente sarebbe avviato con una qualche astuzia del dittatore; certamente dovrebbe essere lui a lanciare la prima pietra, e quindi la responsabilità sarebbe tutta sua, ma lui cercherà di dimostrare o di far credere al mondo intero di non essere stato il primo ad iniziare e dirà certamente che la sua è stata una ovvia reazione ad una qualche azione aggressiva dell’occidente che inventerà.

 

Quello che ci potrebbe preoccupare è che qualche pretesto l’ha cominciato già a sbandierare visto che ha già detto che “le sanzioni dell’occidente equivalgono ad una dichiarazione di guerra”; ma forse potremmo anche non preoccuparci visto che di dichiarazioni tendenti solo a impressionare, ne abbiamo sentite già tante da lui.

 

Comunque se ci sarà la terza guerra mondiale, solo lui la potrà far iniziare perchè la Nato è un organismo di difisa e così rimarrà sempre, ma con un simile epilogo avrà solo accelerato ulteriormente la sua fine magari anche fisica, perché ad una guerra nucleare è difficile che possa sopravvivere qualcuno.

 

Poiché abbiamo tutto il diritto, visto tutto quello che sta accadendo, di pensare che anche le doti intellettuali di quell'uomo siano sempre meno normali, che lui decida: “muoia Sansone con tutti Filistei” non è una cosa da escludere completamente.

 

Franco Fellicò