Un
carro armato costa 13.000.000 dollari
Un
aereo Mig-31 costa 60.000.000 dollari
Un’ora
di volo di un aereo militare (F35A) costa 44.000 dollari
Un
missile anticarro Javelin costa 70.000 dollari
Un
missile terra-aria Stinger costa 38.000 dollari
Un
missile ipersonico Kinzhal , non lo so, ma costerà molti
milioni di dollari.
Per
farvi avere più chiara l’entità di quelle cifre pensate che un carro armato
costa come 325 automobili da 40.000 dollari, mentre un solo MIG-35 costa quanto
1.500 di quelle automobili.
Le
informazioni che avete letto possono essere trovate da chiunque in rete; le ho
riportate per dare una idea dell’enorme quantità di danaro che, in aggiunta
alle vite umane perse da ambo le parti e alle distruzioni che ormai tutti
conosciamo, si sta sperperando.
Avremmo
potuto utilizzare tutti quei soldi per sfamare mezzo mondo, o anche per vivere un
po’ meglio, ed invece ci stiamo impoverendo tutti utilizzandoli in un tragico
gioco.
Si. Perché
di gioco si tratta. E ve lo dimostro subito con le osservazioni che seguono.
In
una delle tante trasmissioni televisive che parlavano di Putin e delle sue
innumerevoli proprietà, ho visto anche un enorme palazzo e molte delle sue
sontuose sale e stanze; poi il giornalista che le commentava ha detto che tra
esse c’era anche una stanza dove lui poteva trastullarsi con le automobiline.
Forse
in quel palazzo ci sarà anche una stanza con i trenini elettrici, ma credo che
è abbastanza certo che non ci sia una stanza con i soldatini di piombo e i
modellini di mezzi militari.
Credo
che sia così perché quando si tratta di divertirsi con la guerra Putin
preferisce utilizzare il SUO esercito
vero, i SUOI generali, i SUOI carri armati veri, i SUOI veri aerei, veri
missili e anche eventualmente le SUE vere armi nucleari.
Ho
scritto SUO, SUOI, ecc. in maiuscolo perché la mia sensazione è che lui si
ritiene padrone dell’esercito e delle sue armi così come dei suoi sudditi e
dell’intero territorio russo.
Quell’uomo
è attorniato da pochi fedelissimi che credono di condividere con lui tutto
quello che lui possiede, ma è chiaro che questi ultimi sono al loro posto di
comando soltanto perché gli dimostrano una cieca obbedienza.
Pare
impossibile che milioni e milioni di persone credano a tutto quello che dice
quell’uomo e a tutto quanto lui ordina ai media e alla stampa interna di
divulgare; pare impossibile che nessuno si meravigli del blocco imposto ai
social media, pare impossibile che a nessuno sembra quanto meno strano che non
ha alcuna possibilità di manifestare un suo pensiero senza rischiare 15 anni di
detenzione!
Forse
c’è anche un piccola minoranza che le cose che ho menzionato le ha capite, ma
si rende conto che non conviene lamentarsi e la cosa migliore da fare è
zittire.
Ieri
(anniversario dell’annessione della Crimea) Putin è apparso in uno stadio a
Mosca e ha parlato alla folla; erano certamente più di 100.000 persone
(qualcuno dice più di 200.000) e lui ha spiegato che gli abitanti della Crimea
avevano fatto la scelta giusta scacciando i nazisti, mentre nel Donbass
continuava ad esserci il nazismo che era combattuto con le bombe cosa che non
esitato a chiamare genocidio; ma ovviamente non ha fatto alcun cenno alla
distruzione e al genocidio che in quello stesso momento il SUO esercito stava
facendo in tutta l’Ucraina.
Ha
perfino detto che gli eroici soldati russi stanno combattendo spalla a spalla e
qualche volta perdendo la vita per liberare gli ucraini! E naturalmente ha
evitato di dire che di quei soldati ne sono morti già 14.000 insieme anche a 5
generali; per lui ovviamente conta poco, visto che è come se, giocando a fare
la guerra, avesse perso una piccola parte dei suoi soldatini di piombo.
Intanto
noi, insieme a tutto il mondo, abbiamo visto l’Ucraina da vicino; abbiamo visto
che è una grande nazione, il doppio dell’Italia per estensione, con bellissime
città molto moderne, grattacieli e grandi strade, filobus e metropolitane; poi
abbiamo visto la distruzione di tutto, fatta solo per dimostrare la potenza di
un esercito mandato allo sbaraglio da un uomo cinico e maniaco.
C’è
voluta la notizia che i russi avevano distrutto una grande fabbrica di aerei (i
cargo Antonov) per sapere che in Ucraina c’era quella importante fabbrica; e
così quando hanno distrutto una acciaieria a Mariupol abbiamo saputo che quella
era una dei più grandi impianti d’Europa; quando i russi hanno preso la
centrale nucleare di Zaporizzia abbiamo saputo che è la più grande d’Europa e
la quinta nel mondo! Dunque si tratta d una Nazione abitata da gente capace e
avanzata, ma anche desiderosi di crescere nella libertà.
Ma
la loro libertà è stata attaccata da Putin che si propone di annetterli alla
maniera della Crimea e di sottometterli alla maniera dell’attuale popolo russo.
E
per riuscirci Putin ha fatto ricorso alla forza; per convincerli a cedere e a farsi annettere ha iniziato a distruggere
tutto e tutti; e le distruzioni non si sono fermate soltanto sulle città ma
anche sui suoi abitanti: militari, civili, donne e bambini sono morti e
continuano a morire per consentire a Putin di poter continuare a giocare con i
soldatini; un teatro a Mariupol ai cui lati era chiaramente scritto “bambini” è
stato bombardato e ci sono stati morti imprecisati; e pare che ancora oggi siano
rimasti intrappolati nei suoi sotterranei oltre 1.000 persone.
Tutto
questo ha scandalizzato il mondo intero a parte qualche piccola eccezione che
per motivi di interesse si è mantenuta, almeno fino ad ora, fuori.
Di
fronte a questa tragedia i Paesi dell’Unione Europea si sono uniti più di
quanto non lo fossero già e ad essa si sono aggiunti gli Stati Uniti e anche
Paesi molto indipendenti quali ad esempio la Svizzera e tutti insieme hanno
deciso di reagire con delle dure sanzioni che ovviamente stanno provocando
pesanti ripercussioni anche a loro stessi.
Quindi
al momento, sempre che le cose non peggiorino ancora, visto che non possiamo neanche escludere, malgrado tutta
l’attenzione dell’Occidente, che si sfoci in una guerra globale, tutto il mondo ha subito delle conseguenze
più o meno pesanti e tutto a causa di Putin che gioca a fare la guerra con i
suoi soldatini non di piombo.
Il
numero di vite umane finite è al momento non noto, ma ci saranno certamente
centinaia di migliaia di perdite di vite umane perdute.
Una
grande quantità delle città dell’Ucraina è stata quasi rasa al suolo; molti
milioni di ucraini hanno abbandonato, e altri dovranno farlo, la loro casa
distrutta o forse ancora in piedi, e sono finiti fuori dei confini della loro
patria accolti alla meglio da una grande gara di solidarietà; l’esercito russo
ha perso molti soldati anche giovanissimi e migliaia di carri armati e mezzi
militari sono andati in fiamme; sono stati sparati da ambo le parti in guerra
centinaia di missili e migliaia di razzi anticarro; sono stati distrutti
migliaia di droni suicidi; si sono persi
milioni di litri di carburanti a causa dei depositi colpiti dai russi e
anche per far muovere molte migliaia di mezzi militari.
Le
sanzioni intanto hanno prodotto solo povertà, il rublo si è svalutato del 50%,
i popoli occidentali che acquistavano dalla Russia non solo combustibili, ma anche grano, mais
e altri prodotti alimentari, non li ricevono più e quindi dovranno
riorganizzarsi per non finire in carestia; contemporaneamente la Russia non
introita più soldi da quei beni che ha difficoltà a vendere e se anche trova a
chi venderli deve utilizzare gli introiti per foraggiare un enorme esercito che
ha bisogno di armi in grande quantità.
Putin
prima di iniziare il suo gioco di guerra diceva che non avrebbe voluto che
l’Ucraina entrasse a far parte della NATO, poi subito dopo, invadendola, ho
detto che l’avrebbe voluta denazificare e poi demilitarizzare e poi voleva che
si dichiarasse neutrale, ma mentre diceva queste cose continuava a far
distruggere città e affermava che “il peggio deve ancora venire” oppure che la
“operazione militare speciale” si sarebbe conclusa solo quando “tutti gli
obiettivi saranno stati raggiunti”.
Ma
quali sono gli obiettivi? Questo non l’ha mai detto per cui, anche a volerlo
accontentare, nessuno sa quali sono i suoi desideri. C’è chi pensa che vuole
annettersi l’Ucraina, chi pensa che la voglia cancellare dalla carta geografica
e chi pensa ancora che si possa e si debba riuscire a fare un negoziato serio
che in cambio dell’arresto delle ostilità stabilisca cosa l’Ucraina e il mondo
libero gli deve concedere.
Ma pur
senza sapere cosa lui vuole, anche io stesso vedrei con favore un incontro tra
i massimi livelli dei due Paesi che tenti di trovare una soluzione di
compromesso a fronte della fine dell'invasione; mi rendo conto però che perché questo avvenga occorre un minimo di
interesse di entrambi le parti. Sappiamo che Zelensky sarebbe disposto, ma
Putin non parla e non dice né SI né NO.; lui ormai conosce solo la voce delle
armi e continua imperterrito per la sua strada.
E,
come aveva anticipato quando aveva detto che “il peggio deve ancora venire” due
giorni fa ha fatto lanciare il primo missile ipersonico Kinzhal distruggendo un
deposito sotterraneo di armi e munizioni e ieri un altro di questi terribili
missili distruggendo questa volta un deposito di carburanti.
Sarà
l’inizio della fine? Non lo si può sapere. Certo che questi missili, che a
quanto ne so sono appannaggio solo dei russi e dei cinesi, sono delle armi
assai difficili se non impossibili da neutralizzare; vengono lanciati da molto
lontano dal ventre di un caccia supersonico (MIG-31) che li rilascia in quota;
a partire da dove sono rilasciati possono giungere fino a 1.500 o 2.000 di
distanza; sono lunghi circa 9 metri e hanno un diametro di un metro, pesano
circa 4,5 tonnellate, possono avere testate varie tra cui quella nucleare, viaggiano
a velocità elevatissime (fino a 10 volte la velocità del suono) e diversamente
dai missili balistici sono manovrabili; giungono sull’obiettivo guidati attraverso
sistemi satellitari e arrivano in silenzio assoluto (visto che il loro suono
rimane indietro); la loro testata esplode con grande fragore e solo dopo si sente
arrivare il sibilo del loro arrivo.
Questi
missili avranno probabilmente subito molti test prima di essere impiegati e i
due che hanno colpito l’Ucraina sono serviti a Putin per consentigli di vederne
gli effetti dal vero nella guerra con la quale continua a trastullarsi.
Nessuno
aveva mai pensato che potesse utilizzarli contro l’Ucraina ed invece lo ha
fatto e forse continuerà a farlo anche per dimostrare la sua forza e le sue
intenzioni servendosene anche come avvertimento al mondo intero.
Io
so che gli USA stanno studiando come intercettare questi missili, ma per ora
non sono ancora in grado di farlo e questo è molto preoccupante perché Putin
potrebbe approfittare di questa attuale debolezza.
Come
vedete non si può pensare a Putin se non come ad un individuo pericolosissimo che,
fidando sulla sua forza militare, non avrebbe alcuna remora a tentare di
diventare il padrone del mondo. Lui sa bene che in caso di attacco diretto
avrebbe una immediata risposta, ma se dovesse convincersi che con un attacco improvviso
e massiccio operato con le sue terribili armi potrebbe anche distruggere completamente
le forze del contrattacco, ritengo che non esiterebbe a sferrarlo.
Ricordate
Pearl Harbor? I giapponesi allora ragionarono così, Ma allora i tempi e le armi
erano molto diversi e la reazione fu possibile e, anche se dopo vari anni, finì
tutto in bene.
Ma
ora voglio concludere cercando di capire quali vantaggi pensa di ottenere Putin
da tuto questo; come tutti sanno lui non ce lo ha mai spiegato, ma a me pare
che se si fosse “accontentato” della promessa degli ucraini di non entrare MAI
nella NATO e di rimanere neutrali, cosa che in un trattato sarebbe sicuramente
possibile ottenere, riuscirebbe non solo ad evitare di avere un Paese NATO confinante, ma avrebbe anche
una Nazione neutrale come cuscinetto tra il suo territorio e quello dei paesi
Nato. Lui invece continua nell’invasione il che ci fa pensare che l’intenzione
possa essere quella di allargare il territorio russo fino a comprendere
l’attuale Ucraina.
Questo
sarebbe una soluzione peggiore per due motivi; il primo è che l’occupazione
definitiva e continua dell’Ucraina sarà costosissima perché gli uomini
dell’occupazione sarebbero perennemente presi di mira dagli ucraini in una
guerriglia infinita e il secondo motivo è che i suoi nuovi confini finirebbero
per essere contigui ai Paesi Nato e quindi senza alcun cuscinetto.
Dunque
dopo queste ultime considerazioni cosa bisogna pensare? Che continua nel suo
gioco di guerra solo per dimostrare all’occidente quello che lui è capace di
fare? Che il suo interesse è di apparire come il più forte di tutti? Oppure l’unico
obiettivo è quello di aver riconosciuta la sua potenza che vuol contrapporre
alla paura del resto del mondo?
Vi
lascio con questi interrogativi.
Franco
Fellicò