mercoledì 5 gennaio 2011

ANCORA SULLE BUSTE DI PLASTICA

Me l’aspettavo, primo o poi qualcuno avrebbe capito che la stupida scelta fatta alcuni anni fa per contenere l’uso delle buste di plastica (tassazione) non aveva avuto alcun risultato, se non l’aggravio delle spese dei cittadini nonché L’AUMENTO della produzione dei dannati contenitori (vedi quanto scrissi su questo stesso blog al link):

http://ffellico.blogspot.com/2008/07/le-buste-di-plastica.html

Non appena ho ascoltato dai media che dal 1 gennaio 2011 sarebbe entrata in vigore una nuova regola che bandiva definitivamente l’uso delle famigerate buste, immediatamente ho pensato che anche questa volta la scelta avrebbe gravato sulle nostre tasche perché sicuramente NESSUNO avrebbe più ricordato (ovviamente faziosamente) che ormai sulle nuove buste biodegradabili o di carta non c’era più da pagare alcuna tassa; sicuramente nessun esercente avrebbe deciso di fornire le nuove buste GRATIS, ma avrebbe mantenuta la vecchia TASSA, incamerandola.

Ed infatti proprio così è stato, al momento ho potuto verificarlo di persona e sò già che la ESSELUNGA del nord Italia e LIDL faranno pagare anche le buste biodegradabili, e non solo; infatti hanno anche deciso di aumentarne il costo perché chiederanno 10 centesimi a busta invece che i 5 precedenti.

Dunque anche questa volta, come volevasi dimostrare, la nuova regola che poteva ben essere inventata prima, ha peggiorato la situazione mancando di stabilire che le nuove buste non essendo più tassate, DOVEVANO essere fornite gratuitamente perché si ritornava alla situazione antecedente alla prima stupida decisione.



PER MAGGIORE CHIAREZZA ECCO IL RIEPILOGO DI CIO’ CHE E’ ACCADUTO:

1.
Gli esercenti REGALAVANO le buste di plastica

2.
Per sconsigliarne l’uso lo Stato applicò una TASSA di 100 lire su ciascuna busta.

3.
Gli esercenti continuarono a REGALARE le buste limitandosi a richiedere soltanto il rimborso della tassa (100 lire poi passate a 5 centesimi di euro)

4.
Lo Stato successivamente cambia le regole e vieta completamente l’uso delle buste di plastica a partire dal 1 gennaio 2011 obbligando gli esercenti a fornire solo buste biodegradabili o di carta.

5.
Gli esercenti approfittano della nuova legge per NON REGALARE PIU' le buste e chiedono non 5, ma addirittura 10 centesimi per ogni busta biodegradabile o di carta, pur non dovendo più versare le vecchie 100 lire di tassa allo Stato.

Come sempre le decisioni di chi governa furono e continuano ad essere prive di ogni logica o quanto meno non tengono conti delle reazioni possibili di quelli che devono applicare le regole fissate.

E chi soffre di queste inettitudine è SEMPRE il povero consumatore.

Concludo con una lista più completa dei costi applicati dai vari esercenti:

ESSELUNGA 10 centesimi
LIDL 10 centesimi
CARREFOUR 10 centesimi
DECATHLON 5 centesimi (piccola), 15 centesimi (grande)
TODIS 10 centesimi
AUCHAN 10 centesimi

venerdì 17 dicembre 2010

Roma - Guerriglia urbana e mia proposta -

Roma 14 dicembre 2010.

L’abbiamo visto tutti perchè la televisione come sempre ce lo ha mostrato con tutti i dettagli.

Mentre Al Senato e alla Camera si votava la sfiducia al Governo (anzi non tanto al Governo quanto al signor Berlusconi) migliaia di studenti, terremotati, abitanti di Terzigno e altri che si consideravano “scontenti” erano nelle vie della capitale, spesso camuffati per non farsi riconoscere e armati di mortaretti, bastoni e altri oggetti contundenti “per manifestare”.

Eh sì, perchè per manifestare evidentemente occorrono tutti quegli aggeggi e non si può farlo a viso scoperto! E poi anche perchè quelli erano lì per mettere a ferro e fuoco la città, per combattere i poveri tutori dell’ordine, infrangere vetrine ed incendiare auto di cittadino come loro; e tutto ciò INDIPENDENTEMENTE dall’esito della votazione.

Noi benpensanti che come sempre non facciamo mai di tutta un erba un fascio, abbiamo subito pensato ad addossare le colpe a fasce di agitapopolo che avevano proprio l’obiettivo di gettare fango su tutti gli intervenuti; non avevamo mai creduto che la maggioranza dei presenti erano studenti che intendevano manifestare con dignità e senza violenza.

Ma io per prima e sicuramente tutti gli altri che hanno assistito alla trasmissione “Annozero” di giovedì 16 abbiamo dovuto cambiare convincimento; infatti il gruppo di onesti ragazzi invitati alla trasmissione, rappresentati prima da uno di essi e poi da altri due che hanno presa la parola, tutto hanno detto, ma neanche una parola hanno proferito che li mostrasse prendere le distanze da quegli avvenimenti criminali.

Sono stati pressati più volte sia dai rappresentanti della destra presenti sia da quelli della sinistra a dichiarare se la loro posizione era di disgusto per quello che era accaduto, ma non è stato possibile in alcun modo ascoltare da nessuno di loro una sola parola di rincrescimento per l’accaduto.

Dunque, lo ha dovuto ammettere e lo ha ripetuto chiaramente anche Michele Santoro, la loro era una piena sottoscrizione degli avvenimenti per i quali TUTTA la responsabilità era del Governo e quindi per loro quello che era accaduto ne era la giusta conseguenza.

Hanno continuato a ripetere che da anni chiedevano maggiori sovvenzioni per l’università e la ricerca, che le borse di studio con il nuovo disegno di legge venivano ridotte o abolite e disconoscendo che in Inghilterra invece hanno raddoppiato le tasse universitarie, pretendevano di suggerire priorità diverse nell’uso del danaro dello Stato mettendo al PRIMO POSTO le loro necessità.

Ebbene per far capire tutto questo, TUTTI LORO, e dico “tutti loro” perchè hanno insistito per tutta la trasmissione nel mostrare di condividere i funesti avvenimenti, hanno provocato danni morali e materiali all’Italia intera, colpendo oltre tutto persone e cose che nulla avevano a che vedere con le loro “cosiddette” ragioni.

ED ECCO LA MIA PROPOSTA

Pare chi i danni ammontino a 20 milioni di Euro e poichè in un momento di crisi quale è quella che viviamo, l’ultima delle spese penso debba essere quella necessaria a riparare i danni subiti da privati e dai beni pubblici, ritengo giusto valutare con precisione i danni, sommare ad essi una cifra che consenta di “indennizzare” tutti i poliziotti presenti a titolo di piccolo riconoscimento economico per ciò che hanno subito e stabilire che la cifra risultante venga prelevata dalle sovvenzioni attuali e future ancora destinate alle università.

In questo modo questi cari ragazzi potranno ricordare che buona parte delle sovvenzioni a loro destinate, mancano proprio perchè da loro stessi dilapidata con la loro ignominiosa quanto criminale agitazione.

Franco Fellicò


IL COMMENTO DI MIO FIGLIO (un giovane quasi della loro età)

Alla proposta darei una decorrenza futura (dal prossimo disordine, di qualsiasi entità, anche minore). In questo modo suonerebbe come una ennesima assoluzione e non una condanna per i fatti accaduti. Tuttavia una sorta di "condizionale" da applicare al prossimo evento violento che si dovesse "manifestare".
In questo modo, oltre a ricevere un nuovo perdono, sarebbe per loro ancor più CHIARO che eventuali nuovi disordini andrebbero a ledere (in maniera diretta) un diritto che loro stessi accampano.
Purtroppo però sono pessimista sia sull'accoglimento della proposta e anche sulla sua eventuale applicazione con successo.....


Si. Giusto. Quello che dici è saggio. E.dopo aver letto anche qualche commento, approfitto ancora per ribadire che a chi NON E' UN FACINOROSO, NE' UN CRIMINALE si richiede non solo di non partecipare ad atti vandalici, ma anche di IMPEDIRLI o quanto meno di non DAR SPAGO a chi agisce da criminale. ALLINEARSI INVECE CON CHI DELINQUE, equivale a partecipare all'azione.

Ed è proprio questo che non si possono tollerare certi atteggiamento ed è per questo che dovrebbe pagare anche chi ha solo condiviso verbalmente l'azione dimostrando in questa modo: CONNIVENZA!

giovedì 29 luglio 2010

LA STORIELLA DELL’UBRIACO SOTTO IL LAMPIONE E I NUOVI PROVVEDIMENTI PER IL CODICE DELLA STRADA.

L’ho già citata un’altra volta la storiella dell’ubriaco, ma questa volta la cito qui nuovamente per commentare gli ultimi provvedimenti del codice della strada e anche per poterla poi richiamare in occasione di tanti altri provvedimenti che verranno decisi da chi ci governa per dimostrare che quasi sempre quello è l’approccio.
Ed ecco la storiella:

UN UBRIACO DI NOTTE CERCAVA QUALCOSA SOTTO UN LAMPIONE E A UN PASSANTE CHE GLI CHIEDEVA COSA STESSE FACENDO, RISPOSE: CERCO LE CHIAVI CHE HO PERDUTO! E ALLA NUOVA DOMANDA: MA DOVE E QUANDO LE HAI PERDUTE? LUI RISPOSE: LE HO PERDUTE POCO FA AL DI LA’ DELLA STRADA; E PERCHE’ ALLORA LE CERCHI QUI? LE CERCO QUI PERCHE’ QUI C’ E’ LUCE!

Questa la storiella ed ora veniamo ai nuovi provvedimenti presi per contrastare l’alto numero di vittime della strada.

Si è deciso, di ridurre a ZERO il limite di alcool nel sangue per i giovani al volante, proprio come se si fosse scoperto e provato che la maggior parte degli incidenti gravi veniva provocato da giovani che avevano appunto appena superato il limite se pur oltremodo basso precedente; se così fosse, sarebbe giustissimo ridurre anche a zero detto limite; ma il fatto vero è che quegli incidenti che si vorrebbero evitare sono stati provocati da giovani al volante con un tasso alcolico DI MOLTO, MA DI MOLTO SUPERIORE al limite che si è voluto ridurre, dunque questa riduzione non serve proprio a nulla.

Insomma pur sapendo che gli incidenti gravi vengono procurati da chi ha nel sangue un tasso di alcool altissimo, si pensa che riducendo un limite già basso ed ininfluente si possano evitare quegli incidenti.

Già nel passato ho affermato che il risultato sarà che verranno soltanto colpiti i bravi giovani, quelli che così come hanno rispettato i limiti precedenti senza naturalmente mai fare incidenti, si assoggetteranno a rispettare anche quelli ancora più restrittivi imposti ora; viceversa, gli ubriaconi, quelli veri, quelli che erano abituati a superare ABBONDANTEMENTE i vecchi limiti tanto da procurare spesso gravi incidenti, continueranno a farlo alla stessa maniera e l’unica differenza è che si troveranno fuori regola per qualche unità in più.

Come al solito chi viene colpito non è chi effettivamente dovrebbe essere colpito, ma si preferisce colpire quelli che è più facile colpire, considerandosi paghi di aver fatto qualcosa, anche se ciò che si fa non serve assolutamente a niente se non a farci ricordare la storiella dell’ubriaco.

mercoledì 7 luglio 2010

Ritiro patente ad 80 anni

Ho sentito per televisione e ora leggo su internet:

Il presidente della commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci, propone un limite d’eta, che se raggiunto implica l‘impossibilità di guidare. La soglia è ancora da decidere, si pensa possa essere fra gli 80 e gli 85 anni. “Per questo motivo – spiega Valducci – si dovrebbe pensare a un’eta limite, una soglia oltre la quale non è più possibile guidare. Possono essere 80 o 85 anni, di questo si può discutere. Ma la questione va affrontata”.

Già in altra occasione ebbi modo di scrivere all’On/le Mario Valducci che proponeva un’ulteriore diminuzione della soglia alcolica per i guidatori.

Questa volta invece, sempre lo stesso, sta pensando addirittura di “tagliare le gambe” agli ottantenni. E’ una sorta di eutanasia con l’aggravante di perpetrarla nei confronti non di individui in cui la vita è permanentemente compromessa, ma con la mannaia nei confronti di tutti quelli che hanno raggiunta una certa età.

Si, perché negli anni 2000, decidere che un individuo non debba poter più guidare la propria auto soltanto perché ha una determinata età, è una pazzia che solo un parlamentare poteva immaginare.

Ormai ognuno di noi ha le ruote al posto delle gambe, ed è per questo che dico che vietargli di usarle, equivale a tagliargli gli organi dedicati alla deambulazione e come conseguenza ucciderlo.

Uno poi si domanda, ma perché questa proposta? E’ al solito per ridurre gli incidenti stradali?

E allora siamo alle solite. E ripenso a quell’ubriaco che cercava le chiavi sotto un lampione e ad un passante che gli chiedeva dove le aveva perse, rispondeva: più in là, ma le cerco qui perché qui c’e la luce.

I giovani provocano tanti incidenti? E allora si introduce un limite di età per non far guidare i vecchi.

Per Valducci sono gli anziani quelli da eliminare dalle strade e ne è convinto pur sapendo che le assicurazioni riservano a chi ha anni e anni di esperienza di guida, migliori trattamenti proprio perché sono i più accorti e i meno rischiosi.

Il motivo del divieto di superare un limite di alcoolicità è stato introdotto perché l’alcool nel sangue fa ridurre i riflessi. Analogamente si pensa che i riflessi di un anziano siano più lenti di altri e Valducci pensa che questo avviene immediatamente dopo il raggiungimento di una età da stabilire (80, 85 o non so quanti anni).

Eppure ci sono un’infinità di altri motivi per cui i riflessi peggiorano (un pranzo luculliano, una forte stanchezza, una forte tristezza o anche allegria) e forse ad uno ad uno Valducci li scoprirà e cercherà di introdurre nuove limitazioni a certe CATEGORIE di persone (quelli che escono dal ristorante, quelli che si svegliano troppo presto al mattino, quelli a cui è appena morto un congiunto o quelli che guidano nel giorno della laurea).

Si, perché si agisce alla buona colpendo determinate categorie di persone, non si pensa mai di valutare il vero motivo che può provocare un incidente ma si guarda alle situazioni che indirettamente possono in un certo numero di casi renderlo più probabile.

Ma non sarebbe più logico, indipendentemente dall’alcool, dall’età e da ogni altra situazione, verificare i riflessi di chi guida invece di guardare la sua età o misurargli il tasso alcolico con l’etilometro?

Non vi pare che, una volta fissato un tempo di riflesso regolare e accettabile, gli organi di controllo farebbero prima e meglio a controllare i riflessi dell’automobilista? Con un unico controllo, anche molto più semplice e meno costoso, si potrebbe sapere se un individuo, non importa se ubriaco, drogato o vecchio di cent’anni abbia o non i riflessi necessari per la guida. E punirlo soltanto se al momento del controllo non ha il vero requisito necessario. Viceversa si punisce chi ha un tasso alcolico non conforme alla regola anche se ha dei riflessi favolosi e si lascia andare in giro chi è astemio o non ha proprio bevuto anche se invece ha dei riflessi terribilmente lenti.

Si stabilisce che TUTTI quelli che hanno un tasso alcolico superiore ad un certo valore (che inoltre ogni tanto viene ulteriormente ridotto) hanno per conseguenza dei riflessi inadatti alla guida, senza considerare che le soglie sono soggettive per cui al minimo si è costretti a fissare una soglia sotto la quale quasi nessuno è influenzato, colpendo “i giusti per i peccatori” e comunque non avendo la certezza di aver risolto il problema.

Analoga cosa vale per gli anziani; ma è proprio sicuro Valducci di trovare una età al di sotto della quale TUTTI hanno i riflessi regolari e al di sopra della quale invece TUTTI non hanno più i riflessi adatti alla guida?

Più insulsa di così una regola non potrebbe essere. Io non so cosa succede negli altri Paesi, ma ho già detto che ove mai dovessi raggiungere un’età che mi vieti per la guida in Italia, mi trasferirò in qualunque altro paese del mondo, piuttosto che sottostare a questa nuova angheria.

Forse Valducci, memore di FERRI (quello dei 110 all’ora in autostrada), pensa di guadagnare voti, ma io invito chiunque fosse d’accordo con me a boicottarlo negando ogni consenso a lui e alla sua corrente politica.

Credo che Valducci sia di destra, come lo sono io, ma GIURO che voterò da qualche altra parte se malauguratamente questa legge dovesse entrare in vigore.

Franco Fellicò

mercoledì 10 marzo 2010

La giustizia non esiste (dimostrazione 4)

GIUSTIZIA CON FRANCHIGIA.

Sapete tutti che cosa è una FRANCHIGIA: è un espediente utilizzato dalle assicurazioni e rappresenta praticamente una cifra che, in caso di danno, l'assicurazione non pagherà e che rimarrà invece a carico dell’assicurato.

In cambio la compagnia assicuratrice consentirà al suo cliente di versare una cifra più bassa per la polizza. In caso di intervento dell'assicurazione, quest'ultima pagherà soltanto la cifra eccedente la franchigia. È proprio come se si assicurasse soltanto la parte che eccede la franchigia. Per le assicurazioni l’effetto è che i piccoli danni (intendendosi per piccoli quelli inferiori o uguali alla franchigia) non verranno neanche denunciati e saranno pagati direttamente dal cliente.

Questo va bene per le assicurazioni, sia perché la scelta è facoltativa e sia perché se si sceglie questa formula si riceve in cambio uno sconto sul premio assicurativo; ma che lo Stato applichi una franchigia alla giustizia è assolutamente scandaloso: perché la scelta non è facoltativa, perché nessuno sconto gli viene fatto in cambio sulle tasse e perché in questa maniera si favorisce l'illegalità delle Amministrazioni Comunali e Statali ad esclusivo danno dei cittadini stessi.

Mi riferisco all'ultima trovata dei nostri governanti per ridurre, a loro dire, l'enorme quantità di ricorsi ai Giudici di pace relativi alle innumerevoli contravvenzioni e multe propinate dai Comuni a danno dei cittadini. Per ogni ricorso infatti oggi occorre versare € 38,00 a fondo perduto (la FRANCHIGIA), per cui è ovvio che chiunque riceva una multa che sia all’incirca di quella entità, rinunci al ricorso visto che altrimenti rischierebbe di pagare sia pure ad altri ma in ogni caso, la cifra richiesta o addirittura più di essa.

E’ evidente che, come al solito, la scelta è stata fatta con estrema superficialità non considerando né gli aspetti etici, né le gravi conseguenze che non solo minano ulteriormente la già scarsa giustizia di questo sfortunato Paese, ma che anzi costituiscono un gradito incentivo alle amministrazioni comunali assetate di danaro che si sentiranno autorizzate sempre più ad infierire con multe ingiuste ed illegali essendo sufficiente che le stesse siano inferiori o anche poco superiori alla FRANCHIGIA fissata.

E’ vero che oggi il numero dei ricorsi ai Giudici di pace per le multe appioppate ai cittadini è altissimo, ma non si dimentichi che l’80% di essi vengono accolti, il che significa non solo che i Comuni ne fanno largo uso ma anche che spessissimo le stesse sono illecite. Ma ciò che accade non è stato interpretato come un problema derivante dalle angherie delle amministrazioni al quale si doveva giustamente mettere un riparo, ma l’unica cosa che si è notata è soltanto il fatto che i ricorsi erano diventati troppi per essere gestiti e si è cercato soltanto di farli diminuire scegliendo di farlo nel modo più assurdo possibile.

Non si è pensato neanche per un istante alla giustizia, non si è pensato che, mentre il cittadino se ha torto viene subito condannato a pagare, invece se il torto è del Comune esso come unica “punizione” viene invitato soltanto a non introitare quanto INGIUSTAMENTE aveva preteso; non si è capito che quelle amministrazioni fidando un po’ sul fatto che non tutti i cittadini fanno ricorso e un po’ sul fatto che nei ricorsi comunque un 20% delle ammende viene confermato, elevano verbali comunque, anche quando non sono proprio rispettosi della legalità, sicure che il bilancio dell’operazione sarà positivo.

Con lo scellerato provvedimento del Governo è vero che i ricorsi ed il conseguente lavoro per i Giudici di pace si ridurrà, ma il modo scelto è COME SEMPRE INGIUSTO e il meno adatto allo scopo perché come ho già detto produrrà più danni che vantaggi; i vantaggi saranno per lo Stato (che intascherà i 38 euro o ridurrà il suo lavoro) e per le Amministrazioni comunali (che potranno infliggere multe con maggiore tranquillità), mentre i danni saranno soltanto per i cittadini, cosa che a parere di chi legifera è trascurabile, così come è trascurabile il fatto che le ingiustizie e le illegalità, se inferiori alla FRANCHIGIA, rimangano impunite e vengano così considerate LECITE.

Come si sarebbe potuto fare allora per ridurre il numero dei ricorsi senza colpire al solito i cittadini e senza incentivare chi espleta azioni illegali?

Sarebbe stato molto semplice, così come da tempo io vado dicendo, ma forse l’intelletto di chi è al comando non è sufficientemente allenato per riuscire ad immaginare una soluzione più giusta ed altrettanto capace di avere il risultato desiderato.

Sarebbe bastato stabilire che per tutti i ricorsi vinti dai cittadini, il soccombente (di solito una Amministrazione comunale) fosse tenuto a pagare allo Stato la multa ingiustamente richiesta; in questo modo lo Stato avrebbe comunque ricevuto un indennizzo per il lavoro dei Giudici di pace ed il cittadino avrebbe ricevuto veramente giustizia senza dover sopportare la stupida FRANCHIGIA; inoltre le amministrazioni comunali, diversamente che con la FRANCHIGIA, sarebbero state incentivate ad EVITARE le multe ingiuste ed illegali visto che altrimenti ne avrebbero pagate le conseguenze e con ciò si sarebbe raggiunto anche l’obiettivo della riduzione dei ricorsi perché i Comuni si sarebbero limitati ad infliggere verbali soltanto in casi veramente GIUSTI per i quali i ricorsi difficilmente sarebbero stati inoltrati e per i quali sicuramente il Giudice li avrebbe assolti. Dunque maggiore giustizia per i cittadini, maggiori introiti per lo Stato, riduzione dei ricorsi ed incentivazione dei Comuni ad un comportamento più virtuoso.

Che ne dite? Io non riesco a trovare alcuna ingiustizia in quanto ho sempre proposto, ma forse proprio per questo i nostri aguzzini non hanno adottato questo provvedimento, visto che il loro obiettivo è soltanto quello di opprimerci.

martedì 12 maggio 2009

L’Anti-Berlusconismo (...continua)


Effetti del mio scritto

Ne ho parlato con tanti, sia con amici che con parenti, e indipendentemente dal loro orientamento politico.

Ovviamente ho avuto riscontri diversi, ma in particolare ho potuto vedere che in generale sono stato abbastanza frainteso; infatti il mio intento era soltanto quello di esaminare e sottolineare alcuni comportamenti che mi sembravano atipici o almeno sproporzionati.

Non volevo affatto convincere nessuno a parteggiare per il partito avverso, ma soltanto volevo capire da cosa era spinto quell’ODIO PROFONDO che ho descritto.

Invece ogni discussione, sia fatta per email che di persona mi ha portato a dover discutere sul perché certi interventi che io ho portato solo quale esempio di qualcosa che comunque a mio avviso doveva essere apprezzato, erano invece considerati sbagliati e non di poco, visto che erano tali da suscitare tutta quella avversione per il leader dell’attuale governo.

La maggior parte degli “odianti” hanno cercato di sminuire anche i risultati evidenti, dando forte accento a piccoli particolari che a loro dire non hanno reso PERFETTI gli interventi stessi, cosa che li autorizzava automaticamente a definirli completamente sbagliati.

Insomma nessuna comprensione per chi cerca di fare qualcosa, ma una sicurezza assoluta che chi è dell’altra parte sbaglia per definizione.

In qualche caso mi hanno detto, senza aver peraltro alcuna prova, ma solo per aver dato credito a voci che corrono nella loro corrente politica, che le cose sono diverse da quelle che ci raccontano e che molte delle cose che ci raccontano sono balle.

In sostanza, mai nessuna cosa è stata fatta né bene né all’incirca bene; sembra quasi che si desideri piuttosto il NON INTERVENTO.

Anche l’eliminazione dell’ICI è stata ovviamente criticata e tutti hanno voluto dimenticare che durante la campagna elettorale questa possibile azione veniva sbandierata anche dalla sinistra.

A questo proposito approfitto perciò per raccontare qui di seguito una storiella, che come tutte le storielle ha anche una sua “morale”.



Una storiella (leggere e meditare)

In una famiglia in cui da anni le cose andavano avanti bene, un bel giorno il capofamiglia, pressato dalle difficoltà economiche sempre maggiori a causa di una crisi mondiale che aveva fatto aumentare il costo della vita a dismisura, si vide costretto a ridimensionare le sue spese e tra le altre cose decise anche di ridurre le paghette che era solito corrispondere ai suoi due figli.

A sua volta il primo dei due figli, ragazzo molto assennato, per adeguarsi alla nuova situazione decise di ridurre il suo consumo di sigarette e di andare in discoteca una volta al mese piuttosto che una volta alla settimana; l’altro invece, sicuro che il problema del padre non lo riguardava affatto, e assolutamente intenzionato a non cambiare le sue abitudini, decise di trovare in qualche altro modo la differenza di danaro che gli era venuto a mancare, e trovò la soluzione cominciando a trafugare qualche oggetto nei supermercati che vendeva poi agli amici e ai compagni di scuola.

Si trovava così bene nell’arrotondare in quel modo la sua paghetta che cominciò anche a pensare che se avesse incrementato il suo “facile lavoro” sarebbe riuscito non solo a mantenere il suo “tenore di vita precedente”, ma avrebbe addirittura avuto la possibilità di procurarsi nuovi svaghi.

La cosa durò a lungo prima che fosse preso in fragrante e che fosse punito secondo legge; ma sapete perché passò tanto tempo prima che fosse scoperto? Perché quasi tutti gli amici di quella famiglia, pur essendosi accorti della cosa, non pensarono di avvisare il loro amico padre del ragazzo, ma addirittura parlando tra di loro, lo giustificavano dicendo che la colpa era appunto del padre, perché se avesse fatto a meno di ridurgli la paghetta il ragazzo non avrebbe certamente rubato.

Allora io mi domando, chi è il vero colpevole? Visto che il fratello più onesto si era adeguato, perché non poteva farlo anche l’altro? O la colpa era del padre che non aveva pensato di andare a rubare lui, per poter continuare a dare ai figli la solita cifra settimanale?

Lo Stato è il padre e può decidere di stringere la cinghia rinunciando a qualche introito per agevolare i cittadini; ma la conseguenza corretta deve essere che i suoi figli (i Comuni o gli enti a cui è stata tolta un po’ di paghetta) si adeguino riducendo a loro volta le proprio spese, e non andando a rubare nelle tasche dei cittadini quello che è a loro mancato.

Osservo inoltre che quando qualche Comune si comporta come quel figlio dissennato, è molto grave che i cittadini gli diano ragione dando la colpa allo Stato che gli ha ridotto gli introiti e non a loro che invece hanno voluto ad ogni costo mantenere tutte le loro spese!

Se poi è proprio questo che qualcuno pensa e non ha nessuna intenzione di colpevolizzare il Comune ma anzi lo giustifica, allora sarebbe addirittura logico che lo IMITASSE andando a rubare a sua volta per recuperare il danaro che ingiustamente gli è stato richiesto.

E non mi si venga a dire che tutte le spese dei Comuni sono indispensabili, perché sono pronto a citarvi decine di interventi che potrebbero riportare le spese a rientrare negli attuali introiti.

A solo titolo di esempio su possibili centri di spesa su cui intervenire penso alle ingenti spese delle feste patronali, all’abbondante illuminazione delle strade per non dire di tutte le luminarie in occasione del Natale e del fine anno; al gran numero di manifesti alle inutili e dannose cunette artificiali e anche se volete agli abbellimenti della città che non sono certo indispensabili, senza contare alla gran quantità di auto e mezzi di ogni genere utilizzati dall’amministrazione municipale.

E dopo esser intervenuti in tutti questi sprechi se ancora non bastasse, e SOLTANTO se si dovesse necessariamente cominciare ad agire anche su sanità, scuola o su altri servizi di pari importanza, SOLO ALLORA si potrebbe cominciare a pensare di prelevare qualche nuovo introito tassando i cittadini.

Ancora una volta prego chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui, di riesaminare oggettivamente il proprio pensiero e di non giustificarsi ad ogni costo, ma di meditare onestamente su quanto ho detto, ponendosi l’obiettivo di capire se è giusto giustificare i Comuni (di qualunque colore siano) e di colpevolizzare invece il Governo centrale (anch’esso di qualunque colore sia).

I Comuni non hanno diritto ad alcuna giustificazione, il Governo può essere anche criticato se volete, però non certamente per aver cancellata l'ICI, ma piuttosto per non aver effettuato attenti controlli sulll'operato dei Comuni.

lunedì 27 aprile 2009

L'Anti-Berlusconismo


Prima parte. Di che si tratta!

Si chiama così perché non è una normale avversione per una corrente politica e perché non è motivato dal fatto che si ha una diversa visione di come dovrebbero agire i politici o perché delle idee non sono condivise.

L’Anti-Berlusconismo non è dunque una naturale contrapposizione alle idee di un partito, ma è un ODIO profondo per il rappresentante e leader di un partito diverso da quello in cui si crede.

Capisco che si possa considerare poco valido un individuo, e che si possa avere un diverso grado di stima o di disprezzo per un politico; penso anche che sia giusto che ciascuno possa stimare o disprezzare quelli che militano nel partito avverso, così come spesso si ha un maggiore o minor grado di simpatia anche per i rappresentanti del proprio partito.

Ma quando si tratta del PDL, allora né idee né tantomeno le singole azioni vengono mai esaminate e in qualche caso criticate, ma si condannano tutte, senza tentare neanche di trovare qualche ragione che le giustifichi; e si abbaia contro il leader di quel partito verso il quale si nutre un ODIO SELVAGGIO.

Chi è avverso al PDL non è un italiano con delle idee diverse, ma è un individuo che ODIA IL SUO LEADER e vorrebbe vederlo ridotto alla povertà, schiacciato dalla magistratura, malato di cancro, torturato e impiccato.

E’ un fenomeno unico perché chi odia Berlusconi non ha mai odiato nessun altro così intensamente; quando soltanto si parla di lui si inalbera, alza la voce, impreca, e lo denigra in ogni modo possibile anche con osservazioni futili quali: “con tutti i soldi che ha, indossa sempre lo stesso maglione” oppure allineandosi con Franceschini: “in Abruzzo ha aperto una scuola e ha affermato che si sono riaperte tutte le scuole” (per la cronaca solo qualche giorno dopo la TV nazionale ha affermato che erano state riaperte 204 scuole su 294).

E’ inutile dire che quelle stesse persone che hanno fatto quelle affermazioni sarebbero state pronte a criticare il premier se lo avessero visto indossare un vestito al giorno o se non si fosse occupato affatto delle scuole abruzzesi.

Molto di questo ODIO è stato sollecitato dall’opposizione e dai suoi leader che giorno dopo giorno da Casini a Di Pietro e da Veltroni a Franceschini altro non fanno che criticare ogni suo intervento chiedendo azioni che spesso o sono state già fatte, oppure sono inattuabili a causa della precaria situazione economica; eppure immagino che anche PER SBAGLIO qualcosa di buono potrebbe pur essere capitato di fare.

Ma io credo che l’ODIO sia anche frutto dell’INVIDIA; sono molti, e non solo i suoi colleghi dell’altro schieramento, quelli che lo invidiano per la sua posizione economica, per le sue aziende, per il suo potere e per la sua popolarità; tutte queste cose le vorrebbero per se o per lo meno per i politici del proprio schieramento e allora di fronte allo smacco di non averle, ci si arrabatta a sbraitare contro di lui spesso anche senza avere alcun argomento valido; altrettanto fanno i suoi colleghi antagonisti e non si accorgono che così facendo si rendono sempre più antipatici, e non solo vanificano ogni possibilità di acquisire la fiducia di qualche indeciso, ma continuando a perdere credibilità e seguaci.

Quell’uomo che si osteggia è stato l’unico che finora ha visitato per ben 5 volte le zone del terremoto (e la popolazione lo ha gradito), ma chi lo odia dirà insieme a Franceschini che lo ha fatto per mettersi in mostra; eppure sanno bene tutti che Franceschini ha fatto solo FINTA di andare in Abruzzo in incognito, perchè poi ha lui stesso pubblicizzata la cosa nei vari telegiornali dicendo che diversamente da Berlusconi lui vi era andato in incognito! (e allora perché lo va dicendo?)

Sanno tutti che la promessa che le prime nuove case saranno pronte in sei/sette mesi, se non ci saranno altri gravi avvenimenti, si realizzerà, e che l’affermazione che si farà tutto senza imporre nuove tasse è una certezza; ma pur vivendo i risultati e avvantaggiandosi nel non dover versare nuovi balzelli, quelli che lo ODIANO non faranno mai un passo indietro, sicuri di trovare qualche argomento che consentirà loro di continuare a denigrarlo.

La prova è che questi italiani non cambieranno mai neanche di fronte a realtà di cose che sono state realizzate soltanto per la caparbietà di colui che continuano ad osteggiare:


  • l’ICI sulla prima casa non si paga più

  • tutti sanno che l’emergenza rifiuti di Napoli ha avuto una rapidissima soluzione; il termovalorizzatore che non si completava mai ha visto la luce e in questi giorni è partito l’ultimo treno che da anni portava a caro prezzo i rifiuti napoletani in Germania        

  • le prime tratte di Alta velocità delle Ferrovie dello Stato sono andate in funzione

  • l'appalto per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina è stato sottoscritto

  • la protezione civile in occasione della tragedia abruzzese ha funzionato in modo egregio

  • il piano casa è comunque un tentativo di rimettere in moto l’edilizia e di ridurre la disoccupazione

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Ebbene nessuno, pur risparmiando l’ICI gli è grato, nessuno gli riconosce la forte azione svolta per l’emergenza rifiuti, l’alta velocità è come se non esistesse, i soldi per il ponte sullo stretto dovevano essere spesi diversamente, arrivare dopo sole tre ore dal sisma è un’eternità (perché forse se c’era qualcun altro al governo sarebbero arrivati in 5 minuti) e per il piano casa meglio abolirlo e cadere nell’immobilismo (idolo di chi critica soltanto) piuttosto che chiedere e sperare in controlli serrati che evitino le scorrettezze.

Concludo questa parte con un’affettuosa richiesta diretto ai miei amici ai quali chiedo, dopo aver onestamente considerato i propri atteggiamenti “battaglieri”, di mitigare il proprio odio per Silvio, trasformandolo in una normale avversione per le idee della corrente politica diversa da quella per cui parteggiano e manifestando il proprio dissenso con pacate critiche costruttive sull’operato dell’attuale governo; tutto ciò perchè sarebbe bello conversare tra noi anche su argomenti per i quali le opinioni divergono, trovando invece assurdo che l’argomento politico debba essere considerato un tabù da evitare, per non correre il rischio di dover incrinare della belle amicizie.


Seconda parte. E allora? Due Italie?

Vi è mai capitato. dopo aver deciso di cambiare strada per aggirare un ingorgo stradale, di sentire affermare da vostra moglie che sarebbe stato meglio rimanere in coda e procedere lentamente perché secondo lei la decisione non farà guadagnare niente?

Purtroppo in questi casi non potete che sopportare la sua critica, perché non potete procedere contemporaneamente per i due itinerari e dimostrare a lei o anche a voi stessi quale è la scelta giusta.

Ebbene è così purtroppo anche con quei vostri amici che criticano l’operato del leader che odiano e nel quale invece voi credete; anche in questo caso infatti non avete nessuna possibilità di far vedere loro cosa sarebbe accaduto se le scelte le avessero fatte quelli che loro ritengono essere migliori.

E’ per questo che ho pensato ad una possibile soluzione, purtroppo IRREALIZZABILE, ma che farebbe finalmente capire a me o ai miei avversari politici, quale è il miglior premier o almeno quale è il meno peggiore.

Immaginate che l’Italia si dividesse in due, ma solo virtualmente, e che al governo di una parte ci fosse Berlusconi e dall’altra ci fosse Prodi (o altro personaggio della sinistra caro a quelli dell’altro versante). Immaginate anche che a mezzo di un apposito referendum ciascun cittadino possa decidere non di eleggere uno dei due contendenti, ma di appartenere all’uno o all’altro schieramento.

Tenendo conto della situazione politica italiana attuale, all’incirca la metà degli italiani sarebbero quindi per Berlusconi, mentre l’altra metà sceglierebbe Prodi.

Ma chi andrebbe al governo? Non, come avviene oggi, quello che ha avuto la maggioranza, ma sia l’uno che l’altro!

Sarebbero oltre tutto contenti tutti e due essendo entrambi affamati di “potere”; ma in più, cosa da non sottovalutare per niente, non litigherebbero più, perchè ciascuno di essi non avendo oppositori, potrebbe governare la sua parte di Italia senza intralci applicando le proprie idee che però sarebbero indirizzate soltanto ai propri seguaci.

Immaginate allora di dividere in parti proporzionali ai due insiemi, sia il debito pubblico che tutti i beni pubblici esistenti nel nostro Paese e di lasciare ai leader di ciascuna parte la libertà di legiferare imponendo le proprie regole e di fissare tasse ed obblighi a cui soltanto i propri adepti dovranno sottostare.

Ogni organizzazione pubblica avrebbe due sezioni in ciascuna delle quali lavorerebbe personale di una delle due parti che sarebbero destinati a servire solo i cittadini di quello schieramento; gli appartenenti all’organizzazione (ospedalieri, insegnanti, magistrati, poliziotti, ecc.) godrebbero del trattamento economico fissato dal proprio governo e sarebbero tenuti a rispettare le sue regole.

Ciascuno italiano quindi avrebbe il leader che desidera e sarebbe felice di rispettare solo quanto deciso dal suo beniamino, non si adirerebbe più per le scelte governative e al massimo continuerebbe a criticare l'operato di quello che odia, senza però doverlo subire; ciascun cittadino avrebbe i vantaggi e sopporterebbe gli svantaggi di appartenere ad una delle due coalizioni e parallelamente avrebbe la possibilità di vedere chiaramente se l’organizzazione che ha deciso di scegliere funziona veramente meglio o peggio di quella che ha deciso di rifiutare.

Alla distanza di qualche anno si potrebbe poi indire un nuovo referendum e con i nuovi risultati cambiare le appartenenze ai gruppi e naturalmente ridistribuire debiti e beni in maniera proporzionale alle nuove percentuali di appartenenza.

Sono certo che dopo qualche legislazione, la percentuale di uno dei due governi salirebbe a dismisura, ma non vi so dire quale né ho voglia di immaginarlo, anche perché mi basta sapere che in qualunque momento potrei iscrivermi alla coalizione a me più gradita.

Oggi, con le elezioni politiche periodiche e con la cosiddetta alternanza, dopo le elezioni quelli della minoranza sono costretti ad accettare le regole di quelli della maggioranza e il passaggio da uno schieramento ad un altro avviene soltanto sulla base di promesse che molto spesso non sono mantenute.

Purtroppo ogni nuovo governo non può essere giudicato e raffrontato bene con l’altro in quanto i problemi che deve affrontare sono sempre diversi da quelli che ha affrontato il governo precedente e ciò consente a chi si candida di poter abbindolare solo con chiacchiere e senza dover dare a nessuno alcuna vera prova tangibile di efficienza.

Viceversa con la doppia gestione si potrebbe vedere con estrema chiarezza quali sono i risultati che le due diverse coalizioni hanno saputo raggiungere, in quanto ciascuno di essi ha potuto applicare le proprie teorie alla soluzione dello STESSO problema.

Infine con la doppia amministrazione, nessuno potrebbe più lamentarsi di dover sopportare imposizioni da un governo che non ha votato e in più potrebbe dopo un certo tempo anche cambiare idea e passare dall’altra parte acquisendo immediatamente il diritto a vivere come quelli che ha potuto vedere veramente stare meglio.

Lo so bene che questa è un’utopia e che nessuno sarebbe disposto a realizzare una così difficile organizzazione, ma ho anche il sentore che la maggiore opposizione verrebbe proprio da TUTTI i nostri politici che avrebbero una gran PAURA di dover dimostrare questa volta con i fatti le proprie capacità.

Ma, ora che ci penso, non è questo una specie di federalismo che pur qualcuno sta proponendo da tempo, con la notevole variante di non dividere le amministrazioni per zone geografiche, ma molto meglio per desiderio di appartenenza espresso da ogni singolo italiano?