venerdì 27 dicembre 2024

La guerra all'auto elettrica

 

Un amico mi ha inviato un articolo letto su LIBERO scritto da una certa BENEDETTA VITETTA (una giovanetta laureata all’Università di Milano che a me pare non abbia affatto le idee chiare).

Riporto qui di seguito tutto l’articolo, titolo compreso, e inserisco i miei commenti (in rosso) all’interno dello stesso.

Auto, effetto-Cuba in Italia: a cosa ci stanno condannando le follie della Ue

Benedetta Vitetta

La sciagurata decisione presa dalla Ue nel 2019 ha imposto la transizione verso l’elettrico del sistema automotive e il divieto di vendita di vetture endotermiche nuove a partire dal 2035 è stata» davvero mortifera «per l’intero settore dell’auto sia in Italia sia negli altri Stati Ue». Si noti che la decisione “sciagurata” è stata presa da ben 5 anni fa durante i quali solo le case costruttrici si sono dati da fare per produrre le nuove auto mentre i media e i politici, italiani specialmente,  non hanno fatto altro che frenare in tutti i modi possibili la loro vendita ed è ovvio che è inutile produrre quello che non viene comprato. E non è quindi un caso che con i dati di dicembre, il comparto dell’auto di casa nostra quest’anno vedrà poco meno di 1,6 milioni di immatricolazioni. «Si tratta di numeri che, ancora una volta, confermano l’implosione del mercato» ha spiegato ieri Confcommercio Mobilità con Federmotorizzazione in una nota, «un calo causato soprattutto dalle scelte decise dai piani alti della Ue. Qui la “Benedetta” vorrebbe stupidamente attribuire la riduzione delle vendite alla “sciagurata” decisione SENZA CAPIRE che invece la riduzione delle vendite delle auto (elettriche e non) è dipesa esclusivamente dai prezzi sempre più elevati delle auto.

 

Ossia bando termico, solo elettrico, multe alle Case troppo inquinanti. Immatricolazioni delle vetture elettriche pure (Bev): 65.000 (il 4% del mercato), in lieve calo rispetto al 2023, nonostante gli incentivi alla domanda; anche negli altri Paesi Ue la penetrazione delle vetture a batteria è lontana dagli obiettivi». «Le decisioni approvate dalla Ue» ha sottolineato Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confcommercio Mobilità e Federmotorizzazione, «hanno portato a un collasso della produzione automobilistica europea. Visto che le vetture elettriche costano almeno il 30% in più rispetto a quelle tradizionali. Qui va osservato che è vero le auto elettriche non si vendono perché costano troppo (anche che già oggi ci sono molte elettriche disponibile a prezzo quasi analogo alle termiche), ma come mai non si vendono più neanche le auto termiche? Ovviamente il motivo è il costo alto anche delle termiche e quindi questo non c’entra niente con la presenza delle BEV.

 

In più con questa transizione l’Ue ha scavato un solco tra i cittadini ricchi e quelli meno abbienti, lasciando inoltre un enorme vantaggio competitivo alla Cina nel segmento delle vetture endotermiche economiche. Questa è una “solfa” sempre presente tra i NOBEV infatti tutti sostengono che il “nemico” Cina va tenuto lontano da noi, andando contro la globalizzazione, e NESSUNO pensa invece che dovremmo imparare proprio da loro a produrre auto a basso prezzo. La sostenibilità non può essere solamente ambientale, ma, contemporaneamente deve essere sociale ed anche economica». Se guardiamo i dati Acea tra il novembre 2023 e il novembre di quest’anno si vede quali sono le case automobilistiche che hanno ridotto le immatricolazioni in Ue: il colosso francoitaliano Stellantis ha perso il 10,1%, segno meno anche davanti a Bmw (-6,5%), poco sotto lo zero Mercedes Benz (-0,6%), mentre Volkswagen e Renault sono cresciute sul fronte immatricolazioni rispettivamente del 4,1 e dell’8,3%. Segni opposti per le asiatiche con da un lato Toyota (+17,3%) mentre Hunday ha lasciato sul terreno il 13,4%. Pollice verso, infine, anche per Tesla che negli ultimi 12 mesi ha perso il 40 per cento. Qui “la  Benedetta” fa un elenco della riduzione delle vendite mettendo insieme sia quella delle termiche che quella delle elettriche e continua ad attribuire, sia pure indirettamente, questa riduzione alla “sciagurata decisione UE”, mentre si sa bene che le auto di qualunque tipo non si comprano più perché sono TUTTE troppo care.

 

A questo punto «serve invertire la rotta, confidiamo nell’Alleanza delle 36 regioni Ue dell’Automotive- la Lombardia ne assume con il nuovo anno la presidenza- perché si avvii un percorso di dialogo comune e di revisione delle decisioni Ue» ha aggiunto Buongiardino precisando che «Confcommercio Mobilità con Federmotorizzazione è stata da subito l’unica voce fortemente critica: la decarbonizzazione, infatti, deve essere raggiunta con un mix di soluzioni, in funzione delle modalità di utilizzo dell’auto, a cominciare dai biocarburanti, e, grazie allo sviluppo tecnologico, dall’idrogeno. Non sconfessando l’obiettivo, ma interpretandolo sotto il concetto di neutralità tecnologica, ovvero con la ricerca di ogni possibile modalità di trazione e di carburante, che ottenga lo scopo». E nessuno di questi che invocano la “neutralità tecnologica” non si rende conto che la neutralità implica ovviamente che tra le soluzioni ci sia anche quella offerta dalle BEV e che essa è la più completa e sicura di tutte, quella più efficiente di tutte e ben presto anche quella MENO COSTOSA di tutte.

 

Se non si procederà su questa strada, il rischio sarà «di assistere al declino finale dell’economia automotive europea dando vita al cosiddetto “effetto Cuba”» ha affermato il presidente di Confcommercio Mobilità e Federmotorizzazione. Un effetto che provocare tre rischi tremendi per un Paese già oggi pieno di auto particolarmente vecchie. Il primo è aver meno sicurezza stradale; il secondo è che i prezzi dell’Rc auto saranno più cari per via di un maggior numeri di incidenti. Infine il terzo rischio riguarda produrre maggior inquinamento dovuto all’invecchiamento del parco auto circolante.

Dunque, se vogliamo concludere, per evitare questi rischi occorrerebbe che venissero acquistate tante auto nuove e potrebbero essere sia termiche che elettriche; nel primo caso si avrebbe una ripresa del mercato e nel secondo non solo la ripresa del mercato ma anche un grande vantaggio ecologico. Ma la “Benedetta” non ha pensato a come questo potrebbe accadere (lei infatti si è occupata solo di criticare e non di suggerire) e allora visto che come abbiamo capito tutti (tranne la Benedetta) che le auto di qualunque tipo non si vendono perché costano troppo, bisognerebbe solo che diminuissero di prezzo e tornassero almeno ad essere quello di una volta.

 

Vediamo allora quali sono i TREND dei costi sia delle termiche che delle BEV: le termiche costeranno sempre di più non tanto per le stupide multe previste per chi vende poche auto elettriche (dico stupide perché le vendite non si possono imporre se non ci sono i compratori) ma perché l’euro 7 e poi certamente l’8, il 9, ecc. si tradurranno certamente in altri aumenti impossibili da evitare. Il  prezzo delle elettriche invece sarà in continua discesa per il costo sempre più basso delle batterie che sono ancora oggi il motivo principale dei maggiori costi delle BEV.

 

Il risultato sarà allora che fra qualche anno, e certamente PRIMA del 2035, lo scenario sarà ben diverso dall’attuale e le BEV costeranno molto meno delle termiche per cui la ripresa delle vendite sarà possibile proprio perché saranno disponibili auto (le BEV) ad un prezzo alla portata di tutti.

 

Ora voglio aggiungere anche che se il futuro è certamente l’elettrico, e proprio per motivi dei costi si venderanno tante auto elettriche, quello che TUTTI dovrebbero fare, ciascuno secondo le proprie possibilità, è di spingere i lavoratori di oggi e ancor più quelli di domani ad essere dei bravi tecnici capaci di interagire con la tecnologia emergente.

 

Quindi i politici dovrebbero creare situazioni che favoriscano al più presto la conversione dei meccanici in elettrotecnici e i giornalisti dovrebbero pungolare sempre più spesso e con forza l’opinione pubblica nella stessa direzione.

 

Ma la “Benedetta” insieme a Salvini e a qualche altro contestatore, ritiene che bandire l’elettrico possa essere una soluzione. Meno male che quando negli anni 80 non c’erano ancora né la Benedetta né Salvini; altrimenti oggi con la scusa di salvare l’Olivetti avremmo forse ancora in essere una fabbrica di macchine calcolatrici meccaniche che nessuno comprerebbe più perché in tutto il resto del mondo si usano solo i calcolatori elettronici.

 

Franco Fellicò



domenica 22 dicembre 2024

Immaginazione

 

Pensate all’universo e alla sua immensità e immaginate di essere un alieno che vive in un corpo celeste dal quale il pianeta terra appare grande come un pallone da calcio e la luna, che è una ottantina di volte più piccola, sembra una sferetta di qualche millimetro.

 

Se fossimo quell’alieno, potremmo vedere la luna girare attorno alla terra mentre la terra gira su se stessa e percorre una orbita ellittica attorno al sole.

 

La terra ci apparirebbe di un colore blu chiaro perché il 70% della sua superficie è costituita da una distesa di acqua; ma vedremmo anche alcune parti più scure (i continenti) con forme diverse che ci apparirebbero come galleggianti sulle acque.

 

Ma per vedere meglio i dettagli non basterà la nostra vista naturale ma occorrerà qualche strumento; potremmo usare inizialmente un binocolo  e con esso potremmo vedere molto meglio i contorni dei continenti; ci sembrerà di vedere un specie di carta geografica e potremmo individuare delle parti montuose, dei grossi laghi, delle foreste e dei deserti; quello che invece non si vedrà affatto sono i confini delle varie Nazioni perché essi sono frutto di decisioni e accordi che gli umani hanno deciso nel tempo.

 

Sempre con l’aiuto del binocolo potremmo vedere degli agglomerati di costruzioni (le CITTA’) realizzate da dei piccoli esseri (gli umani) e sembrerà anche che attorno a queste costruzioni si muova qualcosa che però non riusciremmo ad identificare.

 

Ma a quel punto se invece del binocolo cominciassimo ad usare un potente telescopio allora vedremmo ancora altri dettagli; vedremmo subito che quelle parti in movimento tra le costruzioni e tra le città sono degli strani oggetti che hanno 2 o 4 ruote e che vengono utilizzati dagli umani per spostarsi più velocemente; vedremmo anche meglio quegli esseri minuscoli e noteremmo che sono dotati di 4 arti due dei quali sono usati per spostarsi e gli altri due per scopi diversi.

 

Questi esserini ci sembreranno come delle formiche in un formicaio impegnate in tanti lavori; alcuni potrebbero essere intenti a realizzare altre costruzioni e noteremmo che per farlo non utilizzano solo i loro arti superiori ma si fanno aiutare anche da degli strumenti che altri esseri hanno creato; usano ad esempio dei CAMION per far arrivare i materiali necessari alla costruzione e delle GRU per portarli in alto in maniera più comoda (CAMION e GRU sono proprio i nomi che quegli esseri hanno dato ai loro strumenti).

 

Tra le città vedremmo anche i cosiddetti TRENI che ci sembreranno dei lunghi vermetti pieni di umani che corrono seguendo una coppia di linee nere che essi chiamano ROTAIE.

 

Ma mentre in certe zone si vedono gli esserini che insieme si impegnano nel creare nuove costruzioni (che loro chiamano ABITAZIONI) ci sono delle zone in cui un buon numero di quelle formichine sono impegnati al contrario in azioni atte a distruggere sia le costruzioni che le formiche che vi abitano.

 

I questi casi si vedono partire da certe zone del pianeta degli oggetti distruttivi chiamati MISSILI o anche degli altri oggetti più piccoli chiamati AEREI da combattimento e DRONI che sorvolano il suolo a pochi centimetri e poi cadono sopra altre zone e al momento dell’impatto fanno una grossa scintilla distruggendo una o più costruzioni e uccidendo chi vi abita.

 

Queste azioni si chiamano GUERRE e vengono organizzate per lo più da pochi umani che per dei motivi non troppo chiari impongono a molti altri di operare in maniera da distruggere intere città; in questi combattenti però quelli che ubbidiscono possono anche essere uccisi da coloro che attaccano.

 

Noteremmo quindi che molti esseri umani muoiono o perché attaccati da altri, oppure a causa della reazione di quelli che vengono attaccati.

 

Non riusciremo a capire come mai questo accade e l’unica spiegazione che riusciremo a darci è che c’è qualcuno che gode nell’imporre la propria volontà ad altri, oppure desidera appropriarsi di terre di altri e che però per raggiungere il proprio obiettivo si serve di altri esseri come lui che stupidamente gli ubbidiscono anche rischiando la propria vita.

 

Ma quello che colpisce è che tutti questi, quelli che comandano e quelli che ubbidiscono, sono degli esseri assai piccoli sia nelle dimensioni che nell’intelletto; ma essi si sentono grandi e forti e credono di poter usare la propria forza per cambiare quello che invece rimane un pianeta appena scalfito da quelle armi che essi pensano essere potentissime. L’unico effetto che riescono ad ottenere è una notevole diminuzione della loro stessa specie falcidiata dalle loro armi diaboliche e un peggioramento del clima offeso dalla sporcizia dei loro mezzi di distruzione.

 

Insomma la terra vista dall’esterno è proprio strana e specie per per le carneficine messe in atto dagli esserini che l’abitano, potremmo definirla per niente logica e anzi abbastanza ridicola.

 

Ed è pure strano che certe lotte durano anche anni senza concludersi mai. 

 

Subito dopo che delle parti vengono distrutte c’è chi le ricostruisce, mentre gli esseri che perdono la vita dall’una e dell’altra parte purtroppo escono definitivamente dalla scena. L’unico o gli unici che invece certamente sopravvivono sono quelli che comandano perché vivono sicuri mantenendosi lontano dai combattimenti.

 

Guardando queste azioni stupide ci verrebbe voglia di intervenire utilizzando la nostra superiorità tecnologica per mettere un po' di ordine in quel mondo; potremmo infatti eliminane in un colpo solo sia il mandante o i mandanti che gli stupidi sudditi lasciando sopravvivere soltanto gli umani meno agguerriti e più intelligenti.

 

Franco Fellicò

 

 

 

 

sabato 14 dicembre 2024

La crisi dell'automobile

 

Ogni volta che se ne parla mi innervosisco perché a mio parere NESSUNO fa mai un ragionamento serio sull’argomento. Ultimamente ci sono stati i licenziamenti connessi alla situazione STELLANTIS che sono rientrati per un anno per l’intervento del Governo; ora infatti i media dicono che la produzione delle auto riprenderà in tutti gli stabilimenti italiani.

 

Ma non credo che basti riprendere la produzione se poi le auto non si vendono, perché produrle per metterle in un piazzale in attesa che qualcuno le compri NON E’ UNA SOLUZIONE.

 

A me piace usare la logica che invece sembra che nessuno pensi di seguire. La logica si individua con un RAGIONAMENTO che proverò a fare da solo visto che nessuno di quelli che devono trovare le soluzioni ha pensato di fare.

 

 

Ed eccolo il ragionamento:

 

Che ci sia una crisi dell’automobile è noto a tutti e se si vuole contrastarla occorre prima di tutto capire cosa l’ha provocata; infatti solo dopo che si è capito questo, si potrà cercare di individuare una soluzione.

 

Basta un RAGIONAMENTO semplicissimo per capire che la crisi è nata a causa di una forte riduzione delle vendite delle auto prodotte, cosa che ha costretto le case costruttrici a produrre meno e spesso a licenziare parte del personale.

 

Ma allora occorre prima di tutto capire come mai le vendite sono diminuite così tanto, e anche in questo caso basta avere un minimo di intelligenza per scoprire che i motivi sono certamente almeno DUE.

 

Il primo motivo è che, come è noto, il mercato è saturo visto che ciascuno di noi ha una o due vetture e non ha la necessità impellente di acquistarne un’altra; inoltre i giovani delle nuove generazioni non sono più tanto interessati come nel passato al possesso di un’auto e comunque non riescono da soli ad acquistare la gran quantità delle auto prodotte.

 

Il secondo motivo è che mentre nel passato gli automobilisti usavano cambiare la propria auto sostituendola con una nuova mediamente ogni due anni, oggi ritengono più corretto mantenere molto più a lungo l’auto vecchia visto che i costi delle auto nuove sono diventati ormai proibitivi.

 

Io ricordo benissimo che negli anni 80 sia pure una piccola 500 Fiat costava appena 475.000 lire e cioè meno di 250 euro di oggi il che mi consentiva di acquistarla con circa una metà del mio stipendio mensile di allora; tutti sanno invece che una 500 Fiat di oggi ha un prezzo tale da impegnare almeno 4 o 5 interi stipendi mensili.

 

Abbiamo alloora chiaro i motivi per cui il settore dell’auto è in crisi; il motivo è il prezzo che è diventato TROPPO ALTO. E quindi possiamo anche dedurre che l’unica cosa che potrà far rientrare la crisi è la RIDUZIONE DEI PREZZI.

 

Infatti solo se le auto scenderanno notevolmente di prezzo è possibile che le vendite riprendano ad essere quelle di una volta visto che il rinnovo della auto più vecchie potrebbe tornare ad essere preso in considerazione.

 

Quindi, lo ripeto ancora, la produzione delle fabbriche potrà ritornare ad avere il ritmo di una volta senza che le auto prodotte rimangano invendute, soltanto in presenza di una forte richiesta da parte degli acquirenti e però questa richiesta si avrebbe solo in presenza di una congrua riduzione dei prezzi.

 

E’ allora inutile riprendere le produzioni se non si fa prima in modo di offrire le nuove auto ad un prezzo accettabile o meglio ancora interessante.

 

Ora, anche se penso che i margini attuali potrebbero essere ridotti, sono anche abbastanza certo che a causa dei costi dei materiali e delle spese di produzione (in particolare dell’energia) essi non potranno mai ridursi così tanto da poter tornare a quello che ho menzionato a proposito della 500 Fiat degli anni 80.

 

Dunque occorre qualcosa di completamente nuovo a prezzi concorrenziali che possa invogliare gli automobilisti a sostituire il proprio vecchio mezzo.

 

Nel campo automobilistico per fortuna esiste una nuova tecnologia che a breve consentirebbe di poter offrire delle auto a buon mercato e che potrebbe invogliare gli acquirenti all’acquisto non solo per il basso costo di acquisto, ma anche per il possibile basso costo di utilizzo oltre che per la maggiore qualità dell’insieme.

 

Questa nuova tecnologia è quella dell’auto a motore elettrico che, come ho detto, a breve sarà quella che potrà essere venduta a più basso prezzo per via della semplicità di tutta la parte dedicata al moto.

 

Come ormai è noto le BEV (Battery Electric Vehicle) sono oggi più costose per i costi alti delle batterie ad alto voltaggio; ma questi costi stanno diminuendo ogni giorno e prestissimo la componente BATTERIA non sarà più quella che determinerà il costo complessivo delle auto; mentre il motore elettrico e l’inverter che sono gli altri due unici elementi importanti in una BEV costano certamente molto meno di un motore termico completo di frizione, cambio automatico, impianto di lubrificazione, impianto di raffreddamento, impianto di scarico e altri ammennicoli non necessari nelle BEV.

 

Dunque se le fabbriche vogliono riprendere a produrre a pieno ritmo, altro non dovrebbero fare che aumentare fortemente la loro offerta dell’elettrico dimostrando che non solo una BEV è più silenziosa, confortevole e efficiente di un’auto termica ma è anche meno costosa.

 

Ovviamente occorrerebbe anche che gli automobilisti più riottosi e cioè quelli che non concepiscono altro che le auto con motore a scoppio o diesel si convertano alla nuova tecnologia, rinunciando ad ascoltare le innumerevoli notizie false che circolano a proposito delle BEV.

 

Ne avrebbero tutto da guadagnare in quanto a comodità, pulizia, silenziosità, scatto ed efficienza e cadrebbe il principale motivo frenante e cioè il costo, perché esso diventerà molto più basso delle auto a motore termico.

 

Accanto alle nuove auto elettriche economiche potrebbero rimanere come produzione di nicchia anche le termiche che necessariamente costeranno molto di più e che saranno destinate ad aumentare ancora ogni anno a causa degli obblighi da rispettare sempre più pesanti per le richieste continue di riduzione delle emissioni nocive.

 

Quindi mentre si vorrebbe attribuire la crisi dell’auto all’arrivo delle elettriche, sto affermando che invece potrebbero essere proprio loro a SALVARE le fabbriche in difficoltà.

 

Naturalmente occorre anche che il Governo (Salvini in particolare) la smetta di osteggiare una tecnologia che invece andrebbe sostenuta sia per il bene del pianeta sia proprio per salvare le fabbriche delle auto; in più il Governo dovrebbe anche mettere un po' di ordine nella distribuzione dei kWh da parte dei gestori delle colonnine pubbliche di ricarica rendendole semplici nell’utilizzo almeno come glia attuali distributori di carburante (quindi abolizione degli abbonamenti e delle innumerevoli APP esistenti) e facendo in modo che i prezzi del kWh sia onesto, di poco superiore a quello della ricarica domestica e abbastanza unificato su tutto il territorio nazionale.

 

Quindi sto affermando che il Governo ha molto da fare, ma per sostenere e incentivare l’elettrico e non per provare in tutti i modi a rimandarlo; solo così non solo si salveranno le fabbriche e quindi tutti i lavoratori della filiera, ma si accelererà la transizione ecologica cosa doverosa per un Governo di oggi.

 

E se quello che ho appena detta sarà fatto, in aggiunta ai risultati che ho indicato si farà anche in modo che la mano d’opera di chi lavora nel campo dell’auto si converta alle nuove tecnologie per tempo evitando di diventare obsoleto quando, INDIPENDENTEMENTE dal disegno di Salvini, i motori termici nel 2035, o anche qualche anno dopo ammesso che l’Europa accetti le sue stupide richieste, scompariranno.

 

Franco Fellicò

 

martedì 3 dicembre 2024

100 milioni

 

Parlo di Carlos Tavares, l’amministratore delegato di Stellantis che, dopo aver messo in ginocchio un’azienda portandola quasi al fallimento, ha deciso di dimettersi portandosi a casa 100 milioni di euro.

 

Quell’uomo il cui stipendio mensile base era di 10 milioni di euro, pare che nel 2022 ne abbia presi 23,5 mentre nel 2023 ben altri 36,5 di milioni.

 

Ma se fosse stato un MARCHIONNE forse poteva anche passare, mentre invece il suo apporto è stato praticamente nullo e durante la sua gestione le vendite si sono ridotte di circa il 50%.

 

La crisi dell’auto è certamente evidente e nota a tutti ma non posso credere che i risultati dell’Azienda gestita da Tavares dovessero essere quelli peggiori di tutti gli altri solo perché il caso aveva deciso che la crisi dovesse colpire Stellantis più degli altri.

 

Ho letto un confronto tra le buonuscite ricevute dagli altri suoi colleghi, certamente più validi di lui: essi hanno ricevuto buonuscite assai meno pesanti: Oliver Blume di Volkswagen 10 milioni, Ola Kallenius di Mercedes 12 milioni; Oliver Zipse di BMW 9 milioni e Luca De Meo di Renault “appena” 5 milioni.

 

Insomma sembra quasi che la buonuscita per Tavares sia stata calcolata con una formula che è INVERSAMENTE proporzionale ai risultati ottenuti.

 

Leggo che sono in tanti a gridare allo SCANDALO e si spera che il Consiglio di Amministrazione possa intervenire quanto meno per minimizzarlo.

 

L’Azienda ha bisogno di essere rimessa in piedi da qualcuno che abbia le capacità di Marchionne e potrebbe molto meglio utilizzare 100 milioni di euro per quello scopo.

 

Ma per ora le cose stanno così e nel prossimo futuro vedremo come andrà a finire.

 

Franco Fellicò

sabato 23 novembre 2024

Repubblica

 

C’è un modo di dire, riferendosi ad una organizzazione : “…è una repubblica” che ,come si può leggere anche indagando in rete, vuol significare: “Luogo dove tutti comandano e nessuno ubbidisce; disordine, confusione”.

 

Ebbene ogni giorno non posso non constatare quanto è applicabile la parola REPUBBLICA vista nel senso appena detto anche alla Repubblica Italiana.

 

Come sappiamo da noi attualmente esiste una maggioranza (di centro destra) e una opposizione (di centro sinistra); l’opposizione, nella quale il partito democratico ha il maggior peso, è costituita da più partiti ciascuno dei quali va per la sua strada; tutti però criticano il Governo in OGNI SUA DECISIONE che sia giusta o sbagliata; e le criticano sempre anche se ognuno a suo modo.

 

Anche la maggioranza è costituita da più partiti (per la precisione Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi moderati) in cui Fratelli d’Italia ha il maggior peso e anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ci sono poi DUE Vice presidenti: uno è Tajani di Forza Italia e l’altro è Salvini della Lega.

 

Ora, anche se spesso si sente dire che a differenza dell’opposizione la maggioranza è molto unita a me pare invece che ciascuna forza costituente l’alleanza è perfettamente in linea con la parola REPUBBLICA vista come disordine e confusione.

 

Infatti Salvini non fa altro che combattere la transizione ecologica con la scusa di voler proteggere i lavoratori mentre magari la Meloni la pensa diversamente; Pichetto di Forza Italia è invaghito del nucleare a fissione e conta di installare il prima possibile molte centrali SMR mentre Rampelli di Fratelli d’Italia è contrario e parla soltanto di FUSIONE sia pure per il lontano futuro (vedi: https://energiaoltre.it/rampelli-prende-posizione-sul-nucleare-non-ce-spazio-per-la-fissione-in-italia-ma-gli-industriali-non-mollano/) e anche la Meloni lo ha affermato ufficialmente alla COP29.

 

Ultimamente poi, dopo la sentenza della Corte Penale Internazionale nei riguardi di Netanyahu, mentre Crosetto di Forza Italia dice che la sentenza è sbagliata ma il mandato va eseguito, Salvini dice che il capo israeliano sarebbe il benvenuto in Italia e inoltre mentre Tajani dice che bisogna decidere insieme agli alleati la Meloni ancora non si esprime.

 

Urso di Fratelli d’Italia combatte l’auto elettrica e inventa “La neutralità tecnologica” puntando all’e-fuel e ai bio-carburanti, e contemporaneamente chiede insieme a Salvini e al Presidente degli industriali alla Commissione europea di spostare in aventi la data del 2035.

 

Insomma ognuno decide per suo conto e non c’è mai una posizione chiara affermata dal Governo in carica anche se promossa da qualcuno dei Ministri.

 

Quindi non possiamo fare altro che dire a gran voce: ”Evviva la REPUBBLICA”.

 

Franco Fellicò

lunedì 18 novembre 2024

I dazi

 

A me i dazi non sono mai piaciuti, ma è un mezzo che le Nazioni utilizzano da tempo per “proteggere” i propri prodotti quando quelli di altri Paesi sono troppo concorrenziali.

 

Se ci pensate è un artificio che consente alle fabbriche nazionali di vendere i propri prodotti anche se in qualche altra nazione quegli stessi prodotti costano meno.

 

Nel passato questo artificio si è usato moltissimo ed aveva l’obiettivo di fare in modo che ogni Stato consumasse i propri prodotti anche se peggiori o più costosi.

 

Poi pian piamo questi metodi sembravano voler scomparire e si passò alla globalizzazione che al contrario cominciò ad aprire le frontiere; gli scambi commerciali tra Stati divennero sempre più frequenti e anche la circolazione delle persone tra le diverse Nazione divenne più facile.

 

Ci furono vantaggi per tutti perché chi non era forte in un tipo di lavoro utilizzava i prodotti realizzati da chi invece aveva maggiori capacità a produrli; ma poiché l’apertura delle frontiere era reciproca anche i Paesi importatori di certi prodotti avevano la possibilità di esportare i propri ed il risultato era un vantaggio per tutti.

 

Ricordo che negli anni della mia gioventù le automobili cinesi non potevano essere proprio vendute in Italia e forse anche in Europa e però poi con la globalizzazione questi divieti scomparvero e prima solo le auto Europee e poi anche quelle di tutto il mondo cominciarono ad essere vendute anche da noi.

 

Il fiorire delle vendite di un qualunque prodotto cominciò a dipendere soltanto dalla sua qualità e dal suo prezzo, indipendentemente da dove fosse stato prodotto.

 

Le fabbriche che in un Paese non erano in grado di affrontare quella concorrenza finirono per chiudere; ma in compenso ci furono anche molte fabbriche nazionali che essendo leader nella produzione della propria materia per qualità, e potendola offrire a prezzi concorrenziali al resto del mondo, aumentarono enormemente la loro produzione con esportazioni in tutti gli altri Paesi.

 

I vantaggi furono non solo delle fabbriche ma anche degli utilizzatori perché mentre le prime avevano maggiore possibilità di smercio i secondi potevano godere di ogni tipo di bene sia che fosse prodotto in Patria sia che provenisse dall’Estero.

 

E anche i prezzi di tutti i prodotti sia importati che esportati diventarono più accessibili vista la maggiore quantità che veniva venduta non solo in Patria ma in tutto il mondo.

 

E così il mondo del commercio si è evoluto ed è diventato internazionale consentendo una vita migliore a tutti e anche mantenendo viva una concorrenza che era ormai diventata mondiale.

 

Ma ultimamente la Cina, Paese molto produttivo e leader mondiale in molti campi tecnologici, ha cominciato a spaventare i paesi dell’Occidente specialmente per la sua produzione di automobili e in particolare per quelle elettriche; la sua capacità produttiva è diventata tanto elevata da preoccupare l’occidente al punto che l’Europa ha deciso di rimettere dei DAZI sulle loro auto.

 

Anche Trump, nuovo Presidente degli Stati Uniti, pensa che per “proteggere” le aziende USA occorrerà imporre dazi su tutti i prodotti provenienti dalla Cina e anche dal resto del mondo.

 

Queste azioni sono molto pericolose, specie ora che tutti abbiamo assaporato i benefici della globalizzazione; il rischio è infatti che queste decisioni finiranno per provocare analoghi dazi imposti dai Paesi colpiti per cui ci sarà un rallentamento complessivo di tutte le importazioni ed esportazioni.

 

Forse qualche azienda nazionale poco produttiva riuscirà a salvarsi perché protetta dai dazi, ma naturalmente i prezzi dei prodotti soggetti a quell’artificio aumenteranno perché se acquistati dall’estero saranno gravati dai dazi e se comprati in patria saranno più costosi perché prodotti da fabbriche meno efficienti.

 

Aumenterà allora l’inflazione e anche la vita degli individui diventerà più scomoda perché non tutti potranno beneficiare delle tecnologie moderne se non a costi molto più elevati di oggi.

 

Ultimamente ho notato che il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una sua visita in Cina ha più volte sottolineato quanto importante sia la cooperazione commerciale tra il nostro Paese e il loro e mi sono sempre domandato se il suo dire non fosse in contrasto con quello che ha fatto l’Europa nonché con una parte della maggioranza dell’attuale Governo (Salvini tanto per fare un nome) che invece sono fautori dei nuovi dazi.

 

Per fortuna pare che l’Europa stia riesaminando la sua decisione specie dopo che la Cina ha denunciato le nuove misure alla “Organizzazione Mondiale del Commercio”, mentre la casa automobilistica SAIC colpita da dazi per il 35,3% pare abbia fatto ricorso alla “Corte di giustizia europea”. Infatti sembra che tra l’Europa e la Cina si stia per fare un accordo diverso e stabilire un “impegno sui prezzi” che sostituirebbe i dazi appena definiti.

 

Nel caso dei dazi sulle auto cinesi che sono una punta di diamante in riferimento alla transizione ecologica, i dazi sarebbero anche un vero freno alle azioni necessarie a contrastare i cambiamenti climatici.

 

Per concludere il mio commento non può che tornare a ricordare ancora una volta il proverbio (neanche a farlo apposta Cinese) che dice: “Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri e altri mulini a vento”.

 

Cosa voglio dire con questo? Semplicemente che se i Cinesi sono più bravi di noi nel produrre automobili elettriche, piuttosto che “creare muri” (i dazi lo sarebbero) è certamente più saggio battersi per migliorare la propria produttività al limite copiandoli; e finché non ci saremo riusciti sarà meglio accettare le loro auto che sono migliori e meno costose delle nostre e nel frattempo rifarci vendendo a loro i nostri prodotti di qualità per i quali siamo noi ad essere leader.

 

Franco Fellicò

 

sabato 16 novembre 2024

Il nucleare

 

Nel novembre del 1987 oltre il 65% degli italiani si recarono alle urne per il referendum con il quale si chiedeva al Governo di rinunziare alle centrali nucleari; oltre il 70% dei votanti votò Si; e allora non solo non si costruì più alcuna centrale, ma le centrali già funzionanti: Latina, Garigliano (CE) e Trino (VC) furono anche tutte disattivate entro il 1982.

 

Gli italiani lo avevano chiesto ed ottenuto. Oggi però il Ministro Pichetto, appoggiato da Urso sta decidendo DA SOLO di far installare delle centrali nucleari per la produzione di energia elettrica in contrasto con quanto deciso da tempo.

 

Come ho già detto in un mio precedente articolo, si tratterebbe di centrali ovviamente più moderne dette SMR (Small Modular Reactors) di più piccola dimensione che dicono essere più sicure delle precedenti ma che pure producono scorie e pare anche in misura maggiore delle precedenti.

 

Il Ministro nello scorso settembre ha dato vita alla prima riunione ministeriale denominata PNNS (Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile) volta a incentivare l’efficienza energetica promuovendo la diversificazione delle fonti.

 

Tra le varie possibili fonti sostenibili secondo il Ministro cè anche il NUCLEARE realizzato con i micro-reattori di nuova generazione. E sembra che Pichetto faccia proprio sul serio visto che sono stati già individuati ben 51 siti per lo stoccaggio delle scorie.

 

Mi domando allora che fine abbia fatto una chiara decisione popolare nella quale si è richiesto ed ottenuto dal Governo di NON RICORRERE più alle centrali nucleari; e lo dico non solo perché non è dimostrato che gli italiani hanno cambiato idea, ma anche perché oggi si è sviluppato moltissimo il fotovoltaico che è una fonte veramente pulita e certamente più sicura.

 

Qualcuno dice che lo svantaggio del fotovoltaico è che non produce energia durante la notte, ma si sa che oggi è possibile stoccare l’energia elettrica in batterie da ricaricare durante il giorno per utilizzarla di notte; ed è stato anche dimostrato che a parità di megawatt prodotti il costo di un impianto fotovoltaico con le opportune batterie di stoccaggio è INFERIORE al costo di un impianto nucleare; e mentre il primo è pulito al 100%, il secondo e sicuramente più nocivo in caso di eventuali incidenti e produce pericolose scorie da trattare.

 

Ma Pichetto evidentemente ha le sue ragioni che gli consentono non solo di proporre soluzioni NON VOLUTE dalla popolazione, ma anche di mettere a maggior rischio gli italiani e spendere anche di più dei sistemi veramente sostenibili.

 

Ricordo che le centrali SMR anche se più piccole e più sicure di quelle di qualche decina di anni fa sono comunque delle centrali a FISSIONE; esse richiedono un controllo del processo che se dovesse venir meno a causa di un terremoto, una inondazione o magari un attacco di guerra, finirebbe per far reagire gli elementi in maniera sempre maggiore fino alla esplosione dell’impianto con ovviamente enorme produzione di radiazioni terribili che non differirebbero per nulla da quelle dell’incidente di Chernobyl o di Fukushima che tutti noi ricordiamo.

 

Il nucleare pulito, l’ho già detto nel passato, potrebbe essere solo quello ottenuto con la FUSIONE in cui l’idrogeno si trasforma in elio ma dove se viene a mancare l’idrogeno (a causa di un qualunque evento non previsto) il processo si ferma e senza produrre radiazioni.

 

Quindi a mio avviso solo quando sarà possibile realizzare delle centrali a FUSIONE sarebbe accettabile che un Ministro ne proponga la realizzazione; infatti in quel caso il verdetto del referendum non sarebbe applicabile visto che si tratterebbe di una tecnologia senza rischi.

 

Ma quei sistemi, che attualmente sono allo studio, potrebbero essere disponibili solo fra molte decine di anni e quindi non possono essere presi in considerazione dall’attuale Governo.

 

Concludo dicendo che Pichetto non ha alcun diritto di decidere al nostro posto proponendo soluzioni in contrasto con quanto noi abbiamo chiaramente detto da tempo. Al massimo avrebbe dovuto proporre un nuovo referendum per verificare prima se la Nazione ritiene COME LUI che i nuovi impianti siano sicuri tanto da cambiare una opinioneespressa nel passato.

 

Franco Fellicò

 

 

giovedì 14 novembre 2024

L'Albania

 

Francamente non ho capito gran che a proposito di questa ingarbugliata vicenda e non ho neanche voglia di capirla; ma certamente tutto quanto sta accadendo in occasione della decisione dell’attuale Governo è assolutamente sconcertante.

 

Il balletto suscitato tra Governo e Magistratura in questa occasione ci rende ridicoli non solo al nostro interno ma anche al resto del mondo.

 

Mentre una grande nave della Marina Militare si sposta avanti ed indietro trasportando verso l’Albania e poi verso l’Italia solo un piccolissimo numero di migranti, vediamo intanto piccole barche che ne trasportano centinaia e approdano tranquillamente sulle nostre coste.

 

Io credo che gli stessi migranti che hanno viaggiato prima verso l’Albania e poi verso l’Italia a bordo della nave militare LIBRA, sebbene tristi per aver lasciato il proprio Paese, si siano sbellicati dalle risate nel costatare la stupidità del Paese che intendevano raggiungere.

 

Ed intanto né il Governo, né i giudici intervenuti la smettono di combattersi.

 

Sembra che le regole che ciascuna delle due parti invoca siano in corto circuito; entrambi le parti risultano vittime di leggi poco chiare e artatamente modificate ogni giorno sia da chi ne ha diritto che da chi non ne ha; oltre al fatto che ci si è ingarbugliati nello stabilire chi ha certe competenze e quindi ci sui dibatte all’infinito sul chi ha il diritto di decidere.

 

Insomma si è diventati prigionieri di un insieme di leggi e competenze tra loro contrastanti il cui unico merito è quello di rendere impossibile le azioni di contrasto all’immigrazione clandestina che è poi quella che si vorrebbe combattere.

 

Quello che è intanto assurdo è che ci sono un gran numero di possibili decisori che si occupano di pochissimi elementi, mente quasi nessuno si occupa dei moltissimi migranti criminali che sono certamente più pericolosi.

 

Sappiamo tutti infatti che nostro Paese vivono e delinquono innumerevoli migranti che in tutte le città italiane invadono le stazioni ferroviarie i treni e tutte le città; essi pretendono di vivere gratis nel nostro Paese e di utilizzare gratuitamente i mezzi di trasporto e i nostri beni, calpestano la proprietà privata e creano il terrore nelle vie delle nostre metropoli.

 

Insomma credo che ormai siamo giunti ad un limite che non possiamo più tollerare e mi viene quasi voglia di congratularmi con l’idea della deportazione che TRUMP intende attuare in America.

 

Occorre fare assolutamente pulizia e espellere dal nostro Paese coloro che ogni giorno delinquono, ma anche quelli che non ci sono utili e che pretendono, spesso anche con la forza, solo di essere mantenuti.

 

Non possiamo più tollerare che ci siano degli stranieri tra noi che non solo non rispettano le nostre leggi, ma che pretendono di essere rispettati da noi quasi che fossero loro i padroni della nostra terra.

 

Ogni giorno assistiamo ad accoltellamenti o quanto meno a maltrattamenti dei controllori dei treni da clandestini che pretendono di viaggiare gratis; dobbiamo tollerare che occupino le nostre case e dobbiamo concedere loro di vivere a sbafo ed imbrattare le nostre città.

 

I cittadini italiani vivono nella paura e non escono più di casa di sera perché sicuri di essere attaccati o anche solo importunati da soggetti venuti da lontano ad occupare la nostra Nazione.

 

Tra i migranti ci sono certamente delle brave persone, ma sono una minoranza e dunque dovremmo assolutamente fare le distinzioni del caso e espellere immediatamente tutti coloro che con il loro comportamento si dimostrano un pericolo per la nostra sopravvivenza.

 

Il non farlo è assolutamente ingiustificato e costituisce il principale motivo di mancanza di fiducia nelle istituzioni; ma occorre però che TUTTI si diano una regolata, occorre che al primo posto ci debba essere da parte degli stranieri l’accettazione e il rispetto delle nostre regole e poi che la Magistratura si impegni a colpire immediatamente chi delinque e a proporne l’espulsione.

 

Franco Fellicò

 

 

venerdì 8 novembre 2024

Ha vinto TRUMP


Fino all’ultimo minuto i sondaggi ci avevano lasciati incerti sul risultato; dicevano che Kamala Harris e Donald Trump erano proprio alla pari ed invece Trump ha vinto e anche con un buon margine di voti rispetto alla sua concorrente.

 

Ovviamente subito dopo i media si sono sbizzarriti nel prevedere quello che accadrà con Trump Presidente e se ne sono sentite di tutti i colori; c’è chi dice che la nuova amministrazione sarà un bene e chi invece afferma il contrario; c’è chi paventa grandi cambiamenti mondiali e chi invece è più cauto, ma forse occorrerà aspettare e toccare con mano quello che avverrà sia negli USA che nel mondo.

 

Io nel mio piccolo osservo che una gran parte degli americani ha scelto Trump perché desiderosa di un Presidente autoritario anche se meno democratico; la democrazia è passata così in secondo piano e si è preferito affidarsi ad un uomo apparentemente energico con principi più da dittatore spregiudicato che da politico giudizioso.

 

E lui così si è mostrato. Si è presentato come uno del popolo e si è fatto vedere mentre friggeva le patatine in un Mc Donald e si è anche vestito da netturbino e fatto fotografare in un camion adibito alla pulizia della città.

 

Queste immagini mi hanno fatto ricordare il nostro Mussolini quando si mostrava a torso nudo mentre aiutava nella trebbiatura i contadini dell’agro Pontino. E durante i suoi innumerevoli comizi, anche il suo aspetto truce e volitivo non è stato molto dissimile da quello del nostro Duce degli anni 30.

 

Nella sua campagna elettorale ha fatto tante promesse basate in gran parte sull’economia, promettendo riduzioni di tasse e miglioramento dello stato economico delle famiglie e anche blocco dell’immigrazione clandestina; non ha invece mai parlato di diritti civili né di democrazia, mentre ha affermato che fermerà le guerre in atto.

 

Queste sue promesse sono state prese per certe dal popolo dei buontemponi americani che non hanno dato alcun peso ai metodi che il nuovo Presidente avrebbe adottato.

 

Io credo che Trump rispetterà buona parte delle sue promesse e per quanto riguarda la guerra all’Ucraina penso che la farà finire veramente; credo che presto si accorderà con Putin (da dittatore a dittatore) e gli garantirà in qualche modo un bella vittoria; costringerà Zelensky ad accettare condizioni non giuste obbligandolo a cedere i territori graditi alla Russia; e Zelensky dovrà accettare le condizioni che Trump avrà concordato con Putin sapendo che altrimenti non riceverà più alcun aiuto né militare né economico dagli USA.

 

La spregiudicatezza che contraddistingue Trump gli consentirà di operare senza tener in alcun conto il bene del popolo ucraino; tratterà la cosa infatti solo in maniera da dimostrare al popolo americano e al mondo intero che, così come aveva promesso, sarà riuscito a fermare quella guerra.

 

Conquisterà così anche il beneplacito di Putin con il quale finirà per condividere le sue ragioni; non gli importerà nulla di perdere la stima degli ucraini ritenendo più importante essere un amico di Putin che non di Zelenzky.

 

Per il Medio Oriente penso che inizialmente manterrà i buoni rapporti con Netanyahu ma lo costringerà in qualche modo a ridimensionare le sue azioni.

 

L’altra promessa che probabilmente manterrà sarà quella di aumentare l’autonomia del suo Paese riducendo le importazioni con opportuni dazi e incrementando le produzioni in patria dei beni oggi importati; e la sua vicinanza ad Elon Musk dimostra chiaramente che l’intenzione è di dipendere il meno possibile dal resto del mondo.

 

Non è detto che i suoi metodi non saranno graditi agli americani specie se premiati da un miglioramento economico. Ma l’immagine di un’America che abbiamo oggi sarà destinata a cambiare; non più un Paese che cerca di occuparsi del mondo intero, ma un Paese più simile alla Russia che pensa solo ai propri interessi e che per rincorrerli non si cura degli eventuali danni inflitti agli altri.

 

Franco Fellicò

 

lunedì 28 ottobre 2024

Autovelox

 

Non è certo la prima volta che ne parlo, ma questa volta lo faccio dopo aver visto una intervista. Fatta Paolo del Debbio in Dritto e Rovescio del 24 ottobre 2024.

 

Nella trasmissione c’era, in veste di tartassatore,  il Sindaco di Como che si sbellicava dalle risate man mano i tartassati gli mostravano ii ventagli di multe ricevute; egli cercava di apparire come il giustiziere che a mezzo delle sue terribili macchine fotografiche più o meno nascoste riusciva a mettere ordine tra un innumerevole numero di automobilisti scorretti.

 

Ho seguito tutta la trasmissione con interesse, sperando che prima o poi qualcuno suggerisse un qualche modo per porre fine a delle azioni coercitivi sicuramente poco corrette che da anni tutti noi cittadini siamo costretti a sopportare, ma nulla è accaduto.

 

C’era chi aveva raggiunto le 17.000 euro di multe, e c’era anche un lavoratore che ne beccava moltissime e che cercava di difendersi dichiarando che lui si alzava al mattino presto per andare a lavorare e non potevo essere così tanto perseguitato.

 

Il Sindaco bellicoso continuava a ridere indegnamente alle proteste dei multati e ripeteva loro che sarebbe bastato rispettare le indicazioni dei cartelli e nessuna multa sarebbe arrivata; ma si capiva benissimo che sapeva bene che il suo suggerimento non sarebbe stati ascoltati e che gli introiti del suo Comune sarebbero continuati, ed anche ingigantiti nei tempi successivi.

 

E così come ogni azienda, quando si rende conto che i propri prodotti sono apprezzati e che le vendite crescono ogni giorno, provvede ad aprire nuovi filiali per aumentare ancora di più i guadagni, l’ineffabile Sindaco illustrava con fierezza che presto avrebbe fatto installare altri 10 autovelox nella sua città.

 

Ovviamente la grande disponibilità di danaro riveniente dalle innumerevoli multe gli avrebbero consentito di far crescere facilmente la sua “azienda”. E sarebbe stato anche facile perché molto probabilmente gli sarebbe bastato contattare uno dei tanti produttori di quegli aggeggi generatori di multe per creare una nuova rete di acchiappasoldi.

 

Ma purtroppo nella trasmissione, che ho seguito fino alla fine, nessuno ha mai cercato di far nascere una discussione sul come mai ci fossero così tante infrazioni; nessuno si è mai domandato se per caso il motivo non fosse tanto il menefreghismo degli automobilisti ma piuttosto i cartelli che indicavano limiti tanto più bassi del necessario.

 

L’unica cosa che è stata detta a favore degli automobilisti è stata che quelle apparecchiature malefiche già installate e funzionanti non sarebbero lecite perché non basta che siano autorizzate, ma dovevano essere anche omologate.

 

Poi ovviamente c’è stata una discussione tra i multati e il Sindaco nella quale i primi asserivano che quelle apparecchiature erano state installate solo per fare CASSA, tanto è vero che c’era pure quella killer che era sufficientemente nascosta per meglio colpire i malcapitati, mentre il Sindaco lo negava.

 

Naturalmente il bellicoso Sindaco di Como continuava a ripetere che lui perseguiva la sicurezza e non certamente gli introiti che però continuava ad incassare sicuramente compiaciuto.

E allora c’è una soluzione a questo andazzo che certamente non riguarda solo quel Sindaco che ha avuto anche la sfacciataggine di partecipare alla trasmissione, ma che è comunissima in tutto il Paese?

 

Secondo me la soluzione c’è, ed è pure semplicissima da mettere in atto regolarizzando in un baleno un modo di fare che è indegno della nostra società.

 

Ho aspettato inutilmente che qualcuno facesse il suggerimento che qui di seguito proverò a dare io stesso visto che NESSUNO né dei tartassati né il bravo intervistatore ha deciso di dare.

 

 

Il mio suggerimento

 

Come sempre non mi piace esporre una mia idea se non dopo aver dimostrato come vi sono giunto; e poiché ogni idea dovrebbe essere frutto di un ragionamento, preferisco convincere i miei lettori esponendo proprio il ragionamento da cui nascerà la soluzione al problema.

 

I Comuni si occupano normalmente di gestire la propria città da tutti i punti di vista: l’illuminazione delle strade, la pulizia delle stesse, la potatura degli alberi, la tenuta dei giardini e tanti altri servizi e per farlo spende dei soldi che riceve dai cittadini stessi che versano tutte le tasse il cui gettito è di pertinenza comunale.

 

Tra i servizi svolti dai Comuni ci sono anche quelli relativi alla sicurezza stradale che spesso si cerca di tenere alta a mezzo degli gli autovelox; ovviamente, così come per tutti i servizi il Comune dovrebbe spendere dei soldi per poterlo erogare; ma in questo particolare caso si verifica che non solo i costi del servizio sono nulli, ma addirittura questo servizio finisce per produrre anche dei notevoli utili; in pratica mentre per tutti i servizi il Comune deve spendere dei soldi, per quello della sicurezza stradale ogni Comune è sempre in attivo; le spese sono nulle perché coperte dagli introiti delle multe ed in più ogni giorno le casse si rimpinguano di soldi che sono tanto maggiori quanto più bassi sono i limiti di velocità imposti con i cartelli.

 

E’ ovvio che in una simile situazione questo tipo di servizio, che oltre a risolvere il problema della sicurezza è anche un generatore di danaro, debba far gola ai vari sindaci non ultimo quello di Como.

 

E allora c’è subito da domandarsi se tutti gli autovelox che vengono installati non siano dovuto proprio alla ricerca di un introito aggiuntivo che è quello delle multe.

 

Come fare allora per far sì che i Sindaci installino gli autovelox SOLO perché li ritengono importanti per la sicurezza e non per gli introiti dell’incasso delle multe?

 

Semplice, anzi semplicissimo. Basterebbe che lo Stato decretasse che a partire da una certa data tutti i proventi delle multe proveniente dalle rilevazioni degli autovelox, da chiunque installati, debbano essere versate interamente allo Stato; volendo lo Stato potrebbe anche riconoscere ai Comuni un 10% della cifra ottenuta a titolo di un parziale rimborso delle spese sostenute, ma non di più.

 

Sarei stato molto curioso di sentire cosa ne avrebbe pensato il beffardo Sindaco comasco se un qualcuno gli avesse domandato: “Lei che dice di installare quegli apparecchi a solo scopo della sicurezza, lo farebbe ugualmente se i proventi delle multe non entrassero più nelle casse del suo Comune”.

 

Probabilmente egli avrebbe dovuto necessariamente rispondere che avrebbe continuato alla stessa maniera, e allora perché non farlo davvero e verificare?

 

Franco Fellicò