mercoledì 20 maggio 2020

Io l’avevo immaginato.


Come ho scritto nel mio documento precedente, quello che avevo immaginato si sta già verificando, infatti già ieri ho sentito alla TV che alla riapertura i bar hanno fatto aumenti dell’ordine del 50% e i parrucchieri del 25%,

Nessuno del Governo ha pensato che questo sarebbe accaduto e quindi nessuno ha provveduto a stabilire oltre alle le regole che i commercianti dovevano rispettare, anche ad imporre che alla riapertura i prezzi dovevano rimanere inalterati.

Allora visto che chi poteva imporre questa regola non l’ha fatto e visto che ai commercianti è stata lasciata completa libertà circa i prezzi da praticare, gli unici che possono contrastare questo, sono i consumatori stessi.

Voglio premettere che i commercianti appartengono a diverse categorie; ci sono quelli che vivono fornendo prodotti NON INDISPENSABILI (e tra questi ci sono i baristi e ristoratori) o poco necessari (ad esempio barbieri e parrucchieri) e poi ci sono quelli che invece vendono prodotti alimentari che sono indispensabili.

Io avevo sempre pensato che quei commercianti dei quali tutti possono fare facilmente a meno, sono i più sfortunati, perché ovviamente la loro clientela non li avrebbe più visitati non soltanto perché erano chiusi, ma il motivo sarebbe stato duplice: la chiusura obbligatoria di quegli esercizi, ma anche paura di entrare in luogo dove il contagio sarebbe stato più probabile.

Avevo perciò anche immaginato che molta clientela sarebbe rimasta lontano da quegli esercizi anche quando avrebbero potuto riaprire, perché in molti avrebbero pensato di poter fare a meno di loro; per questo motivo ho trovato strano che ci fossero tante pressioni dei ristoratori e dei baristi per l’apertura dei loro esercizi; infatti essi avrebbero dovuto capire che oltre alla libertà di aprire occorreva anche la disponibilità di clienti decisi a servirsi di loro senza paura.

Io per esempio avevo inizialmente stabilito che anche quando quelli avessero riaperto, non vi sarei andato per un bel po’ di tempo ancora; poi però, considerandolo quasi un dovere, per consentire anche a loro di ricominciare a guadagnare qualcosa, successivamente avevo pensato che mi “sarei fatto forza” e una qualche cenetta o un qualche aperitivo sarei andato a farlo, ma più per fare del bene a loro, che per una mia necessità.

Considero questo comportamento indispensabile e quindi mi sento anche di raccomandarlo ai miei amici, perché tutti, quando possiamo, dobbiamo fare qualcosa per risollevare l’economia del nostro Paese.

Ma se i commercianti intendono ottenere dai pochi clienti che andranno da loro (magari con la buona intenzione di aiutarli a sopravvivere) quello che guadagnavano prima quando i clienti erano molti di più, allora la mia posizione cambia totalmente e smetto di sentirmi in dovere di andare a trovarli, non ci vado proprio e approfitto anche per stare più al sicuro a casa mia.

Così come io stesso poco prima ho consigliato di non abbandonare i ristoratori e i baristi, nel caso questi dovessero aumentare i prezzi (cosa che stanno già facendo), mi sento invece in dovere di consigliare a tutti di evitare proprio di andarvi, lasciandoli aperti e in attesa di clienti.

Così come non ho fiducia nei nostri politici, ho anche poca fiducia nella disponibilità dei cittadini di adottare dei comportamenti comuni atti a regolarizzare il mercato; ma se c’è qualcuno più fiducioso di me, gli suggerisco di provare a far circolare su WhatsApp un invito a comportarsi in un modo che contrasti gli aumenti.

Non organizzo io stesso questa azione perché, come ho detto e anche per fatti realmente accadutimi, sono quasi certo che la risposta dei cittadini sarebbe scarsissima!

In teoria però se una larga parte di chi letto l’invito, lo mettesse in atto, si riuscirebbe certamente a bloccare gli aumenti; se invece la cosa non dovesse prendere piede, allora come in altre occasioni, avremo avuto ancora una volta la prova che la forza che i consumatori potrebbero avere, non viene utilizzata, e si preferisce rimanere dipendenti da quello che decidono i fornitori.

Il sistema sarebbe semplice; prima di entrare in un bar e ordinare anche un semplice caffè, basterebbe chiederne il prezzo e se dovesse essere diverso da quello ante crisi, bisognerebbe rinunziarvi e passare al massimo ad un altro bar che invece ha mantenuto i vecchi prezzi, mentre se tutti si fossero allineati (come pare abbia detto la TV) il caffè lo si dovrebbe prendere a casa.

Analogamente per i ristoranti; si dovrebbe chiedere il menù chiarendo anche che si vuol verificare se i prezzi sono rimasti i soliti e se si dovessero trovare aumenti, si dovrebbe passare ad altro ristorante finché non se ne troverà uno che ha mantenuto i prezzi; e se non se ne trovasse nessuno, si dovrebbe fare a meno di cenare fuori, rimanendo a cena a casa propria.

E non si dovrebbero fare eccezioni, né si dovrebbero considerare giustificati gli aumenti; infatti TUTTI dovrebbero rimetterci qualcosa con la crisi, e anche i commercianti (specie quelli che offrono prodotti non necessari); così come ci rimetteranno i clienti perché, per consentire a quegli esercenti di sopravvivere, accetterebbero un po’ di rischio che potrebbero certamente evitare standosene a casa propria.

Concludo dicendo che il comportamento degli esercenti che fanno gli aumenti è assolutamente illogico; le leggi del mercato, quando le richieste diminuiscono, provocano di solito una diminuzione dei prezzi (sotto gli occhi di tutti ci sono i carburanti che per la scarsa domanda mondiale sono diminuiti moltissimo, e questo malgrado la materia prima rappresenta solo una piccolo parte del costo); questi esercenti invece, a fronte di una domanda scarsa, pretendono di aumentare i prezzi; ovviamente in questo modo non fanno altro che scoraggiare ulteriormente quelli che rappresentano la domanda, che finirà ridursi ancora di più.

Franco Fellicò

giovedì 14 maggio 2020

Naturalmente non hanno capito la lezione


Questa volta voglio provare ad anticipare quello che probabilmente avverrà e che, chi si sta occupando della fase 2 avrebbe dovuto capire certamente prima di me.

Chi ha un po’ di intelletto quando sbaglia dovrebbe accorgersene e dovrebbe almeno cercare di non ripetere ancora una volta gli stessi errori.

Come ho detto nel mio scritto di qualche giorno fa, il calmiere sulle mascherine introdotto all’improvviso quando il fenomeno della speculazione era ormai in atto, non solo non ha avuto l’effetto voluto, ma ha creato anche altri problemi; si è trattato quindi di un errore.

Allora ci si aspetterebbe quanto meno che quel tipo di errore non venisse più ripetuto, ed io invece mi aspetto che ancora una volta o non si provvederà in tempo, oppure peggio ancora, si inventerà qualcosa quando sarà tardi, peggiorando ancora una volta quello che sarà accaduto.

Ma ora provo a spiegarmi meglio, illustrando quello che penso avverrà nel prossimi giorni.

Come è noto c’è una forte spinta da parte degli imprenditori e ancor più dai commercianti per la ripresa delle attività; con molta prudenza il Governo sembra sia stato costretto anche ad anticipare dei passi rispetto a quanto previsto, e l’unico mezzo che ha per cercare di non far crescere i contagi, pur riattivando le attività, è quello di imporre una particolare attenzione che TUTTI dovranno avere nello svolgere la propria attività.

I ristoratori, i bar, i parrucchieri e quelli della balneazione avranno quindi l’obbligo di rispettare delle regole che sostanzialmente sono quelle del distanziamento. Per questo si sono fissate delle distanze precise tra i tavoli dei ristoranti, tra le postazioni dei parrucchieri, tra gli ombrelloni sulle spiagge, ecc. ecc.

Ovviamente questo comporterà un minor numero di coperti disponibili per ciascun ristoratore, un minor numero di ombrelloni su una stessa superficie di spiaggia e così via.

Non bisogna essere allora degli scienziati per capire che accadrà che ognuno di questi attori provvederà ad innalzare i prezzi che aveva praticato fino ad ieri; e, come accade sempre quando un motivo qualunque richiede un aumento dei prezzi, l’entità dell’aumento sarà anche superiore a quello necessario, perché i commercianti approfitteranno della situazione non solo per ripianare ma anche per migliorare i propri guadagni.

Dunque è certo che tutti questi servizi subiranno degli aumenti notevoli che tutti cercheranno di giustificare con il minore sfruttamento dello spazio disponibile.

E’ anche probabile comunque, e questo sembra che i commercianti non lo capiscano, che per il timore della pandemia non ci sia tanta voglia di andare a pranzo o a cena ad un ristorante e anche ad andare a passare una giornata al mare e che quindi saranno in molti a decidere di rinunziare almeno per un anno alla vacanza al mare e a rimandare la ripresa dell’abitudine di una pranzo o una cena fuori casa.

Questo aggraverà la situazione perché potrebbe accadere anche che i pochi posti disponibili sia al mare che ai ristoranti non vengano neanche utilizzati completamente e questo potrebbe provocare quindi un ulteriore “necessità” di alzare i prezzi.

Mi sono riferito principalmente ai ristoratori e agli addetti alla balneazione, ma il discorso vale per tutti i commercianti che alzando i prezzi anche solo per il minor afflusso previsto, non faranno altro che scoraggiare ulteriormente i consumatori .

Vista questa situazione il Governo dovrebbe per tempo cercare di bloccare questi aumenti, anche se in parte comprensibili e quindi dovrebbe imporre PER TEMPO non soltanto le distanze, ma anche il mantenimento dei prezzi praticati nell’anno precedente.

Ma così i commercianti guadagneranno di meno? Si certamente, ma meglio questo che chiudere definitivamente. Il Governo potrebbe, piuttosto che promettere 500 euro di “bonus vacanze” alle famiglie, ridurre il danno dei commercianti diminuendo o meglio azzerando le tasse per questi imprenditori, visto che guadagneranno molto di meno.

Un intervento di questo tipo o comunque un qualunque intervento che cerchi di non far innalzare i prezzi, sarebbe utilissimo e non solo per i cittadini, ma anche per gli stessi commercianti; infatti solo mantenendo i prezzi, essi potranno avere più probabilità di presenze; se i prezzi saliranno ci saranno due motivi per i cittadini di evitare sia il mare che i ristoranti: la paura della pandemia e il costo alto da sostenere. Viceversa se i prezzi saranno gli stessi degli anni passati ci saranno due motivi per non rinunziare: il costo inalterato e lo spazio maggiore disponibile rispetto agli enormi affollamenti del passato.

Non mi risulta che ci sia qualche politico che abbia pensato a queste cose semplicissime e quindi mi aspetto che niente di quello che dovrebbe essere messo in atto SUBITO, sarà fatto; forse si tenterà di fare qualcosa quando sarà troppo tardi, ripetendo l’errore fatto con le mascherine.

Franco Fellicò

sabato 9 maggio 2020

La privacy


Ho deciso di scrivere queste mie idee dopo aver ricevuto via WhatsApp un messaggio di quelli che si invita a far circolare; in esso è riportata una protesta contro la possibile attivazione di applicazioni per smartphone che potrebbe avvisarci di essere nei pressi di una persona che potrebbe contagiarci.

Si dice che la geo-localizzazione è una pratica da evitare, perché lede la nostra privacy.

Probabilmente ci sono quindi delle persone che non desiderano che qualcun altro possa venire a sapere dove ciascuno si trova durante la giornata. Ma allora io mi domando, ma cosa fanno di illecito questi signori visto che desiderano spostarsi a proprio piacimento senza essere visti? E come mai quando escono non si muniscono di barba e baffi finti per non essere riconosciuti?

Io penso che chi va a fare la spesa in un supermercato o va al cinema o va a divertirsi, non debba preoccuparsi se quello che fa venga reso noto anche ad altri; non fosse altro perché in tutti questi casi, di norma, nessuno cerca di fare queste cose di nascosto, ma ciascuno sa bene che chiunque lo vede in giro possa godere di questa conoscenza.

Ci sono casi in cui invece degli spostamenti vorrebbero essere fatti di nascosto e questo è quasi sempre perché si tratta di azioni illecite o anche solo di azioni non troppo corrette che si vorrebbe evitare di far conoscere a tutti.

La privacy è quella materia che sembra si debba occupare di evitare che le azioni compiute dalle persone siano note a tutti, ma rimangano riservate, aiutando gli individui a nasconderle.

Ora, se le azioni di chi vive in società sono perfettamente lecite, non vedo che necessità ci sia di nasconderle, se sono invece illecite allora la privacy potrebbe essere di una certa utilità; ma utilità per chi le compie, non invece per chi le subisce, anzi questa copertura diventa perfino dannosa per questi ultimi.

Ma vediamo a dei casi pratici e ai risultati ottenuti con il GDPR. La conoscenza ad esempio dell’indirizzo email di una persona normalmente non viene resa pubblica dal legittimo proprietario semplicemente perché non ne vede l’utilità, non tanto perché ritiene che chi non è stato espressamente autorizzato possa farne un uso illecito o dannoso.

Allora che ci sia una legge che protegga i cittadini dall’uso indiscriminato di questi indirizzi mi sembra corretto. Ma che per ottenere questo si sia dovuto inventare il GDPR mi sembra pazzesco. Si sono stabilite regole complicatissime che ciascuna azienda o anche singolo individuo deve rispettare soltanto se per qualche motivo si trova a possedere informazioni sulle persone.

Si è regolamentato ogni possibile uso di questi dati senza rendersi conto che gli usi definiti illeciti sono un numero ALTO NUMERO DI CASI, ma che gli usi illeciti possibili sono INFINITI. Si è cercato di regolare l’invio delle email non sollecitate stabilendo che per poterlo fare chi le vuole inviare deve munirsi dell’autorizzazione di chi deve riceverle; poi si è vietato l’invio di email pubblicitarie personalizzate (cioè basate sul tipo di navigazione su internet di ciascuno), ma lo si è consentito solo per coloro che hanno fatto una richiesta scritta per accettarlo.  

Il risultato di tutto questo è stato che tutte le aziende che imperversano in rete e che vogliono pubblicizzare i propri prodotti hanno scritto a coloro di cui avevano gli indirizzi e li hanno messi di fronte ad una scelta: decidere se accettare le pubblicità personalizzate, nel qual caso gli arriveranno solo quelle basate sul proprio comportamento di navigazione in rete, oppure negarle nel qual caso gli arriveranno TUTTE le pubblicità senza distinzione alcuna. E’ inutile dire che non esiste mai la possibilità di richiedere la cancellazione totale di tutte le email pubblicitarie, personalizzate e non. La richiesta delle aziende sembra quasi una minaccia, perché è come se si dicesse: se accetti quelle personalizzate ti potranno arrivare un tot di email, viceversa se non le accetti te ne arriveranno molte di più!

Anche se dovuto per legge, non tutti coloro che inviano email pubblicitarie hanno in calce all’email una possibilità di chiedere la cancellazione del proprio indirizzo dagli archivi del mittente e quando questa possibilità esiste, il più delle volte o si viene catapultati in un sito da visitare ,oppure si finisce in una pagina inesistente o ci si imbatte in un errore del sistema (naturalmente creato ad arte per evitare di dover accettare la richiesta).

Un’altra possibilità è di trovare una scritta in coda alla email in cui viene detto: “Ricevi questa email perché sei iscritto al sito ……….." indicando il nome di un sito sconosciuto che spesso non esiste proprio, o comunque nel quale non si è mai capitati di entrare. Questa nuova tecnica nasce dal fatto che ormai sono nate aziende che vivono esclusivamente di questo mestiere; fanno pubblicità ovviamente a pagamento per altri utilizzando un archivio di indirizzi che si sono procurati in modo diversi; per cui se anche si riesce a chiedere la cancellazione, essa viene eseguita soltanto per UNA DELLE MILLE aziende che quella che agisce rappresenta, ed è quasi impossibile riuscire a far cancellare il proprio indirizzo dagli archivi di quella che opera, in maniera da eliminare TUTTE le pubblicità delle aziende da lei rappresentate.

Io non credo che ci sia qualcuno che gradisce queste email e che non sia infastidito dal loro arrivo, per cui mi domando se non sarebbe stato meglio PROIBIRLE TOTALMENTE, punendo quindi chiunque invia email non sollecitate, indipendentemente dal fatto che siano o non gradite. In questa maniera qualunque invio di pubblicità per email sarebbe fuori legge e punibile; l’unico modo di pubblicizzare un prodotto sarebbe o quello di illustrarlo sul sito dell’azienda o di raccoglierlo insieme a tanti altri prodotti da pubblicizzare in appositi siti aperti a tutti e quindi raggiungibili da chiunque PER PROPRIA SCELTA vi volesse andare.

Tanti anni fa alla TV c’era dopo il TG una mezz’ora di pubblicità raccolte in un apposito programma (Carosello) nel quale venivano messi in onda i vari spot pubblicitari. Oggi invece, la modernità ci costringe a vedere gli spot in improvvise interruzioni dei programmi più disparati, interruzioni fatte ad arte immediatamente prima di un avvenimento interessante per far si che nessuno lasci il canale durante la pubblicità visto che potrebbe perdere delle scene importanti che stanno per venire.

Pensiamo di andare avanti ed invece indietreggiamo ogni giorno; ho più volte osservato che le regole non esistono per niente per certi organismi pubblici, perfino quando i servizi sono a pagamento OBBLIGATORIO.

Anche in questo caso sarebbe utile che tutti questi spot che rappresentano ormai una buona parte della programmazione del nostro servizio televisivo pubblico, venissero nuovamente raggruppati in un apposito programma “Carosello” trasmesso ad un’ora ben precisa in maniera da consentirne la visione a chi è interessato e non obbligatoriamente a tutti i telespettatori.

Ma la privacy di questo sembra non preoccuparsi.

Tornando all’argomento iniziale e cioè alla protesta per evitare la geo-localizzazione, vorrei ricordare che la maggior parte dei delitti e dei reati vengono risolti proprio con l’uso di questo mezzo e con le registrazioni delle telecamere di sicurezza (altro dispositivo che spesso è considerato non gradito); ripeto ancora che chi non ha niente da nascondere non ha motivo per preoccuparsi dell’uso di queste apparecchiature e  possibilità, specie quando, come nel caso della mappatura dei contagi da Covid-19 essa possa servire a vincere la battaglia che i questi giorni si sta combattendo e a ridurre anche solo di poco le vittime.

Per finire voglio ricordare invece che una larga parte della popolazione, appoggiata anche dai cosiddetti tutori della privacy, si è dichiarata contraria alla creazione di un’applicazione per smartphone atta a aiutare tutti noi riducendo la possibilità di contagio da corona-virus; la maledetta “spada di Damocle” della protezione della privacy ha colpito ancora, tanto che si è dovuto escludere l’uso dei server che potevano facilmente conoscere la posizione di ogni possibile “untore”; si è così passato ad utilizzare solo ed esclusivamente il bluetooth che come è noto consente la comunicazione fino ad una decina di metri e non centralizza le informazioni; si sono dovuti inventare complicati algoritmi che generano codici sempre diversi che due telefonini vicini possono scambiarsi e alla fine, l’ultima che ho letto sul Sole 24 Ore di qualche giorno fa è che l’applicazione “immune” che si pensa di mettere in circolazione verso la fine di maggio, avvertirà il possessore di un telefonino sempre che l’altro corrispondente VOLONTARIAMENTE ha installata l’applicazione e solo se chi pensa di essere protetto si è trattenuto PER PIU’ DI 15 MINUTI AD UNA DISTANZA MINORE DI DUE METRI da un soggetto pericoloso!

Capirete bene che questa è una grande stupidata (per non dirla in maniera più colorita) e non può servire assolutamente a niente se non ad avvisare “a posteriori” che, se la persona vicino alla quale si è stata così a lungo è eventualmente infetta, data la grande facilità di contagio del nostro virus, la persona “protetta” può essere sicura di essere stata infettata.

Ma probabilmente, anche con un simile pessimo risultato, quelli così attenti alla propria privacy, staranno ancora imprecando contro l’eventuale diffusione di quell’applicazione.

Franco Fellicò

giovedì 7 maggio 2020

La chimera (nel 2020)


Se non lo ricordate, la CHIMERA è un mostro fantastico della mitologia orientale che aveva tre teste: una di leone, una di serpente e una di capra; e tutte e tre emettevano fiamme.

Questo mostro che per le sue caratteristiche è al di fuori di ogni immaginazione, ha fatto sì che venissero soprannominate “chimere” tutte quegli oggetti o situazioni assolutamente difficili se non impossibili da incontrare; insomma CHIMERA è diventato anche un sinonimo di UTOPIA.

La vera chimera dei nostri giorni, quindi quella del 2020, è certamente la mascherina di protezione per il Covid-19; infatti se anche ormai si vedono moltissimi cittadini che la indossano, le mascherine veramente “chimere”, sono quelle da 50 centesimi e senza IVA annunciate da Arcuri.

Se ne parla continuamente, ma nessuno sa dove si trovano e da chi possono essere acquistate; le farmacie continuano a disporre delle mascherine ad un costo intorno ai 10 euro, mentre quelle UFFICIALI che dovrebbero essere le uniche disponibili e anche le uniche autorizzate ad essere poste in vendita, sono rimaste una illusione; eppure il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri in persona ci aveva chiarito che ce ne sarebbero state in abbondanza e ad un costo calmierato non superiore ai 50 centesimi e non gravate da IVA.

Ogni giorno la TV ci parla, anche da prima dell’annuncio di Arcuri, di milioni e milioni di mascherine arrivate in Italia da Paesi più diversi, ma poi esse sembrano volatilizzarsi immediatamente, perché la disponibilità presso le farmacie è scarsa e i costi sono elevati.

Insieme a queste notizie vediamo anche, sempre alla TV, che in Francia ad esempio, distribuiscono gratuitamente mascherine a tutti i passanti che ne sono sprovvisti.

La maggior parte dei grossisti dispongono oggi di mascherine, ma non certo ai prezzi fissati da Arcuri, e quei grossisti che invece hanno quelle ufficiali, non si sa perché non le forniscono ancora alle farmacie, le quali peraltro hanno ancora un po’ di quelle a costi alti che quando saremo (forse un giorno) inondati da quelle da 50 centesimi, diventeranno invendibili.

Quindi direi che è anche probabile, che le farmacie non vedano di buon occhio l’arrivo delle mascherine di Arcuri, visto che le ultime disponibilità di quelle molto più care, rimarrebbero a loro, certamente invendute.

A dire il vero quelle care, già non potrebbero essere più vendute, visto che il calmiere introdotto ne vieterebbe la vendita al vecchio prezzo; ma questo si tradurrebbe in una perdita netta per le farmacie che giocoforza le avevano acquistate a loro volta a prezzi certamente maggiori di 50 centesimi l’una.

Insomma, come al solito, le regole arrivano con ritardo e questo non solo è dannoso per i cittadini, ma causa anche disagi e danni a chi per servirli era stato costretto a trovare delle soluzioni per proprio conto.

Nessuno ha pensato a questi problemi indotti e quindi: o si danneggeranno le farmacie o si dovrà tollerare anche la vendita di mascherine a prezzi maggiori del calmiere.

Ci sono cose che si dovrebbero capire prima ancora che accadano e i responsabili dovrebbero avere questa consapevolezza; ovviamente quando il ritardo è avvenuto, e si prende una decisione in ritardo, si dovrebbe almeno tener conto delle situazioni in atto ed evitare di danneggiare chi si era organizzato per rimediare; non preoccuparsi di quest’aspetto genera difficoltà nell’entrata in vigore delle nuove regole e danneggia chi aveva cercato in qualche modo di risolvere i problemi quando non le regole non c’erano ancora.

Franco Fellicò

martedì 28 aprile 2020

La fase 2


Ormai è sulla bocca di tutti e quindi si può considerare che sia l’argomento del giorno.

E naturalmente anche io ho fatto le mie valutazioni. E’ inutile dire che tutti, me compreso, stavamo aspettando questo momento, ma ho l’impressione che NON TUTTI abbiano ben chiaro quanto grande sia il rischio che dobbiamo NECESSARIAMENTE accettare.

La maggior parte delle critiche alle scelte del Governo non potevano che essere quelle dell’opposizione, ma non sono mancate comunque anche quelle provenienti dall’interno della stessa maggioranza.

Io, che per le mie convinzioni politiche dovrei far parte dell’opposizione, voglio fare le mie valutazioni sulle scelte del Governo che entreranno in vigore in parte il 4 maggio prossimo e saranno seguite da altre dopo due settimane.

Come è mia abitudine però non mi schiererò dalla parte di nessuno; mi baserò pacatamente sulle scelte fatte cercando di capire anche i motivi che le hanno determinate per poi immaginare i possibili risultati sia positivi che negativi e stabilire anche se si poteva fare di più o se invece sarebbe stato meglio essere meno coraggiosi.

Lo farò come ho detto pacatamente e senza farmi influenzare dal colore politico di chi le ha decise; ma farò anche un’altra cosa: valuterò anche le critiche mosse sia dall’opposizione che da alcuni elementi più vicini alla maggioranza cercando di stabilire se effettivamente si tratta di critiche da giustificare o addirittura da sorreggere perché sacrosante.

Io credo fermamente che ogni tipo di apertura, che sia molto ridotta o che sia anche totale, porterà con se un aumento del rischio contagi rispetto a quello che abbiamo ora. E’ un rischio che DOVEROSAMENTE dobbiamo accettare perché non possiamo continuare all’infinito a rimanere con le mani in mano ed attendere così che il rischio contagi si sia completamente azzerato.

Data questa necessità che NESSUNO può disconoscere, il Governo doveva necessariamente allentare la morsa in cui tutti noi siamo stati stretti per ormai quasi due mesi; il problema però, sapendo che questo allentamento porterà con se CERTAMENTE un aumento dei contagi, è che bisognava stabilire con estrema precisione quanto allargare le maglie della rete che ci teneva imbrigliati per ottenere da un lato un minimo di ripresa delle attività lavorative con conseguente miglioramento della situazione economica, e dall’altro lato una crescita dei contagi il più bassa possibile.

Si tratta di trovare un equilibrio tra le attività di lavoro non più differibili e un aumento sia dei contagi sia dei decessi “accettabile”.

Io credo che chiunque di noi fosse costretto a scegliere un valore da attribuire a questa apertura che ovviamente comporta anche dei valori di contagi e di morti in più, potrebbe facilmente indicare valori discordi; e questo non solo perché ci sono gli ottimisti e i pessimisti, ma anche perché non esiste una formula che ci possa indicare quanti contagi e quanti morti in più ogni singola apertura può determinare. I valori degli incrementi di contagi e di morti (che ci saranno indiscutibilmente, e tutti lo sanno bene) vengono determinati dalle aperture (e questo lo sappiamo ed è sicuro); quello che non sappiamo affatto è in quale misura saranno prodotti.

Dunque, la prima cosa che mi viene in mente è che non vorrei essere nei panni di chi deve prendere queste decisioni; ma l’altra cosa che penso è: meno male che c’è qualcuno che si è presa questa bella “gatta da pelare”.

Se poi mi metto nei panni chi vuole criticare mi accorgo che, data l’imponderabilità di quello che può accadere, è facilissimo farlo; se chi ha deve decidere apre con valore 10, è facilissimo dire che bisognava aprire con calore 50 e se chi decide apre a 50 e facile dire che si doveva aprire a 100; e non solo si può dire questo ma si può anche giustificarlo facendo riferimento all’economia che è allo sbando.

Ma attenzione, chi è dalla parte della critica può anche criticare in un altro modo e cioè andando al ribasso; se il Governo apre a 100 potrebbe essere facile dire che doveva aprire a 50 e se il Governo apre a 50 è possibile dire che era meglio aprire a 30; e anche in questo caso chi critica potrebbe giustificare la propria critica riferendosi all’alta quantità di contagi e morti che una apertura troppo ampia può generare.

Insomma chi vuole criticare è in una “botte di ferro”; può dire tutto quello che vuole perché non essendoci dati certi li può inventare a proprio piacimento; e anche senza rischiare nulla perché tanto nessuno potrà mai verificare se quanto avrebbe fatto chi critica venisse attuato veramente.

Ma ora ragioniamo un po’ seriamente; si può mai dire che bisogna allargare maggiormente un’apertura perché altrimenti è certo che l’economia naufragherà? Con quali astrusi calcoli lo si potrebbe dimostrare? E viceversa se la critica viene fatta affermando che si è aperto troppo poco, con quali altri calcoli astrusi si può dimostrare che la crescita dei contagi e dei morti sarebbe ancora accettabile?

Non sappiamo niente di tutto questo; non lo sa chi decide e non lo sa chi critica e forse l’unico modo per averne un’idea è quella di SPERIMENTARE; purtroppo si dovrebbe però sperimentare “rimettendoci” un po’ di contagi e anche un po’ di morti.

Dunque aprire un po’ alla volta ci può consentire proprio questo; se dopo un congruo tempo di aperture minime si scopre che l’aumento dei contagi e dei morti è “accettabile”, si può anche decidere di aprire ancora di più, viceversa sarà necessario rivalutare anche l’apertura minima e quanto meno ridurla ancora.

Veniamo ora alle scelte degli attuali politici al Governo; a me pare che le loro scelte sono corrette e non penso assolutamente che ci possano essere delle critiche degne di essere segnalate; se dopo la sperimentazione (e non dimentichiamo mai che si tratta di sperimentare “a suon di morti”) se i risultati saranno incoraggianti a seguito dei quali i governanti consentissero l’apertura anche di altre attività, allora direi che avrebbero fatto proprio centro. Viceversa, se malauguratamente i contagi e i morti dovessero crescere troppo, allora sarebbe anche corretto ridurre nuovamente le prime aperture.

Come avete visto ho dovuto adoperare non numeri ma solo aggettivi del tipo “molto” e “poco” e quindi chi critica avrà sempre la possibilità di giudicare che una variazione sia un “molto” o un “poco” e dunque continuerà a criticare comunque.

Ho parlato di chi critica genericamente, ma posso essere anche più chiaro; l’atteggiamento dell’opposizione (e badate che per le mie idee politiche vi ho già detto che io dovrei far parte di quella gente) non mi piace affatto; sta facendo esattamente quello che non dovrebbe fare e, visto che per tutti i politici al primo posto c’è sempre la conservazione o meglio l’aumento dei consensi, essi stanno facendo proprio in modo di perderne parecchi.

Ma tra quelli che criticano c’è anche chi è più vicino alla maggioranza, vedi Renzi, e anche lui non fa altro che allontanare da se chi ancora stava credendo nelle sue capacità; ma ormai Renzi è noto a tutti e sanno tutti che ogni suo intervento ha un unico obiettivo: “magnificare se stesso e le sue infinite capacità”.

Un’ultima cosa voglio dire che potrebbe veramente risolvere tutto; ce la potranno regalare gli scienziati che sono al lavoro in tutto il mondo; una cura rapida e un vaccino ci darebbero veramente partita vinta e allora SI che si potrebbe aprire subito tutto. Dopo vaccinati contro il COVID-19 potremmo fare uno sberleffo al maligno, riprendere a lavorare come nel passato senza più mascherine e anche con la possibilità di riabbracciarci tutti senza più paura di niente

Questa è l’unica vera soluzione e ci può venire solo dai ricercatori che sicuramente riusciranno nell’intento e che ancora una volta salveranno così tutto il mondo.

Mi sono sfogato abbastanza ora, ho detto tutto quello che penso, in poche parole ho lodato ancora una volta chi non ho votato ma che per caso si trova a rappresentare e ad occuparsi del nostro Paese; ma come ho detto e come ormai sapete, io non faccio come i politici, ma mi baso sulla logica delle cose e quindi ad alta voce mi sento di considerare logiche queste ultime decisioni.

Franco Fellicò

domenica 15 marzo 2020

Effetto Covid-19


Questo virus, noto anche con il nome coronavirus, sta avendo non solo un effetto sulla mortalità delle persone, ma ci sono anche altri effetti negativi, tuttavia ci sono anche degli effetti positivi e utili all’intera umanità.

Mi spiego meglio cercando di analizzare da vari punti di vista, quello che sta accadendo.

Non c’è ormai alcun dubbio che siamo in una guerra che potrebbe essere considerata la vera terza guerra mondiale; in questa guerra sono necessariamente impegnate tutte le nazioni del mondo e tra esse è nata, anche se non immediatamente, la volontà di allearsi per combattere chi ci ha attaccato, visto che tutti siamo stati attaccati da uno stesso nemico.

Questo nemico è INVISIBILE ed è per giunta dotato di armi a noi sconosciute che sono molto  efficaci nell’offesa di tutti gli esseri umani. Si tratta di armi simili a quelle chimiche che hanno l’obiettivo di annientare le vite umane senza bisogno di distruggere DIRETTAMENTE e CONTEMPORANEAMENTE niente dell’ambiente in cui viviamo..

Ho detto “direttamente e contemporaneamente” perché dimostrerò dopo, che la sua azione sulle vite umane potrebbe mirare a far si che la distruzione delle cose venga fatta dagli umani stessi in un secondo momento.

Nelle guerre tradizionali si colpiscono le cose degli umani distruggendole, e questo per costringere alla fine gli umani, privati di ogni bene, di cedere ed arrendersi. In questa guerra invece il nemico colpisce gli umani lasciandogli i beni che hanno, ma costringendoli a bloccare le loro produzioni fino a che non rimarranno spogliati anche di quello di cui hanno bisogno.

Ma per ora torniamo al nemico che abbiamo e ripetiamoci che si tratta di un nemico invisibile le cui armi sono a noi sconosciute.

Come si può combattere un simile nemico anche se tutto il mondo si è alleato per farlo? 

L’unico modo è prima di tutto di utilizzare le intelligenze di cui disponiamo per studiare le sue azioni e scoprire le sue armi. Quando questo sarà chiarito, allora bisognerà studiare e creare una nostra arma atta a colpirlo e distruggerlo e solo allora potremo sferrare un attacco globale che lo potrà costringere alla resa.

Ma nel frattempo, dovendo concedere agli scienziati il tempo necessario per questi studi, cosa dobbiamo fare? L’unico cosa che possiamo fare è “nasconderci” o ritirarci in un rifugio che ci protegga dalle azioni nemiche.

E’ per questo, che primi in Europa, il nostro Governo ha preso delle decisioni molto gravi ma logiche, per le quali non può che essere elogiato; ci sono stati chiesti infatti dei sacrifici abbastanza inusuali e questa volta i sacrifici, diversamente da tutte le altre volte, sono stati chiesti NELLA STESSA MISURA e PROPRIO A TUTTI i cittadini, non solo a quelli di una certa categoria come si è sempre fatto nel passato, oppure in maniera diversa a seconda del reddito!

Questo è il secondo motivo per cui mi sento in dovere di ringraziare chi ci Governa, e questo indipendentemente da se il Governo che abbiamo è quello che avrei voluto o non.

Ma voi tutti sapete che ci sono delle eccezioni; c’è chi PUO’ NON  RISPETTARE anzi è invitato a non rispettare questa regola ferrea e sono prima di tutti i medici e gli infermieri, i farmacisti, le forze dell’ordine, e poi gli addetti ai supermercati e poi le industrie con i loro capi e tutti gli operai, perché la loro opera è indispensabile e consente ad una gran parte di altri cittadini di sopravvivere anche confinati in casa.

Il risultato dovrebbe essere la riduzione dei possibili contagi, così come è già avvenuto in Cina.

Sarà un risultato, a cui avremo contribuito PROPRIO TUTTI, e che ci serve in attesa che gli scienziati trovino e costruiscano l’arma per difenderci capace di distruggere il nemico invisibile.

Anche le eccezioni quindi sono una giusta scelta fatta dai nostri governanti.

Ora, a valle di queste considerazioni, osservo che in pochissimi giorni, a causa di un evento che nessuno avrebbe potuto immaginare, il mio giudizio sull’operato del Governo è cambiato radicalmente, tanto che l’ho elogiato per ben tre volte di seguito, cosa che non avrei potuto mai creduto possibile.

La verità è che questa volta i nostri governanti, di fronte ad un pericolo grave, hanno finalmente dimenticato tutte le loro stupide discussioni e hanno capito che ora dovevano lavorare veramente sul serio e dovevano agire rapidamente, secondo logica e con forza.

Come potete vedere, allora il nuovo modo di agire del Governo si può considerare un effetto positivo tra quelli indotti dalla presenza del virus.

Ci sono immensi problemi economici che si addensano sul mondo intero e la nostra Nazione non sarà risparmiata e quindi occorre che tutti decidano di agire con determinazione in maniera da ridurre al minimo l’impatto che interesserà tutti.

Vedo con piacere che anche se siamo più distanti fisicamente, ci sentiamo tutti più vicini e tutti desiderosi di cooperare per la causa comune. Questo è un altro effetto positivo inaspettato che non dovremmo lasciarci sfuggire e che ci consentirà di vincere questa guerra.

Ma se come penso, questo atteggiamento della nostra comunità rimarrà vivo nel tempo, sarà anche un ulteriore contributo al miglioramento della nostra società.

L’esistenza di questa guerra ci ha  costretti ad un periodo, speriamo breve, in cui abbiamo TUTTI dovuto rinunziare al modo di vivere a cui ci eravamo abituati; esso si era tradotto, senza volerlo, in tante esagerazioni: traffico sempre più impossibile da affrontare e da gestire, divertimenti eccessivi; stadi super gettonati, impegni di ore e ore alla TV per assistere a  continue partite di calcio o ad altre manifestazioni sportive, spiagge affollatissime, tempo sempre più ridotto dedicato ai rapporti interpersonali, ecc. ecc.

Tutte queste cose sono state ridimensionate drasticamente; niente più traffico anche nelle grandi città, niente più smog, nessuno stadio aperto da utilizzare, nessun cinema, nessuna discoteca e forse, se saremo ancora in questa condizione in estate (speriamo proprio di no), neanche più bagni di mare, né gran quantità di vacanze; stiamo vivendo ora in maniera più ordinata eliminando totalmente gli eccessi a cui eravamo ormai avvezzi.

Tutto questo è un effetto positivo sotto un certo aspetto e negativo se si pensa a quanti sono i fornitori di questi servizi che potrebbero veder naufragare il proprio businness.

Cosa dobbiamo allora augurarci? Che si torni alle esagerazioni di prima? Io penso che forse, quando ci sarà la ripresa, dovremmo approfittare per non farla più arrivare neanche a sfiorare le esagerazioni a cui eravamo giunti, visto che i sacrifici che ora stiamo facendo dovrebbero averci dimostrato che si può vivere ugualmente in una maniera meno esuberante.

“In medio stat virtus” dice una antica locuzione latina; una vita meno sfrenata di quella a cui eravamo arrivati, farà bene a tutti e consentirà anche di mantenere in vita tutte le organizzazioni nate per fornire divertimenti.

Come vedete non è detto che tutti gli effetti dell’arrivo del virus siano negativi, ma vi sono anche degli effetti positivi che vale la pena di considerare.

Dipende però da noi  che dovremo approfittare del momento per migliorarci.

Franco Fellicò


martedì 25 febbraio 2020

La conclusione della: "Fatturazione a 28 giorni"



Il giorno  1 febbraio 2020 ho scritto a questo proposito, ma questa volta voglio essere più preciso e ho rifatto i conti utilizzando al meglio i dati presenti sul documento AGCOM con il quale è stata stabilita la sanzione che ciascun operatore telefonico deve versare.

Dalle tabelle presenti nel documento dell’AGCOM al link:


Si evince che per Wind la multa finale impostole è di circa  39 milioni di euro. (€ 38.973.750)

Nella tabella 13 di pagina 114 è mostrato che la sanzione prevista, prima di applicare una serie di attenuanti, (15% della cifra incassata in 5 mesi di vendite) è per Wind di € 136.750.000,00 e dunque da questo si può dedurre che le vendite di Wind per i 5 mesi presi in esame sono state di € 911.666.667 e cioè  di € 132.333.333 al mese.

Sempre dalle tabelle del documento si può anche vedere (tabella 15 a pagina 116) che la sanzione finale (quindi dopo l’applicazione delle attenuanti) applicata a Wind è stata di € 38.973.750 che sui 911.666.667 incassati rappresentano il 4,27% delle vendite da sanzionare.

Orbene Wind, ha immediatamente iniziata una guerra legale (che ovviamente durerà vari anni) facendo ricorso contro la sanzione; ma contemporaneamente, per essere al sicuro e per approfittare della situazione allo scopo di aumentare i propri guadagni, ha provveduto con una semplicissima “variazione contrattuale unilaterale” ad applicare un opportuno aumento ai suoi clienti.

Questo aumento è stato di 2 euro IVA compresa per ciascun contratto (cioè di € 1,64 senza IVA) e considerando che il costo medio mensile di un contratto è di 23 euro (cioè di € 18,90 senza IVA) , l’aumento rappresenta  un incremento del 8,68% mensile.

Ho utilizzato il prezzo medio di 23 euro IVA compresa, perché come tutti sanno si può dire che i contratti sono quasi tutti diversi, ma comunque variano tra i 22 e i 25 euro mensili.

E allora, come si può vedere chiaramente, RITORNA quell’aumento dell’8,6% che è stato già oggetto di una lunga guerra che secondo alcuni è stata vinta dai consumatori e che invece si è tradotta con una schiacciante vittoria degli operatori telefonici; vi ricordo intanto che sto parlando di WIND, ma tutti gli altri operatori di telefonia hanno agito analogamente, curando anche di essere diversi NELLA FORMA per non essere accusati di “fare cartello”.

La SOSTANZA è che l’aumento organizzato da tutti questi furboni, che era iniziato con la fatturazione a 28 giorni, è avvenuta ugualmente; la multa, anche se dovesse essere pagata (cosa che comunque avverrebbe fra qualche anno per via della nostra giustizia lentissima), sarà già stata abbondantemente prepagata da noi clienti; ricordo infatti che la sanzione era del 4,27% da applicare solo su 5 mesi, è allora chiaro che all’incirca dopo 2 mesi e mezzo Wind avrà coperto con i soli aumenti tutta la cifra; IN PIU,’ continuerà ad incassare una maggiorazione dell’8,67% (in barba a tutta la magistratura) per SEMPRE, senza aver sostenuto alcuno sforzo tecnologico migliorativo del servizio.

Non so quanti di voi mi avranno seguito in tutti i calcoli che ho cercato di fare; probabilmente molti si saranno stancati ed avranno lasciato perdere, ma quello che è certo è che tutti avranno dovuto soccombere ed accettare, anche non volendo, gli aumenti impostici da questi masnadieri.

Come “ciliegina sula torta” Wind ha provveduto ad applicare l’aumento semplicemente modificando l’importo della fattura che contiene il canone (anticipato) del mese di gennaio 2020, fattura che è stata inviata per email il giorno 21/01/2020; non ha avvisato in anticipo nessuno (contravvenendo a quanto prevede la legge) e solo quando quei pochi che si sono accorti della variazione hanno reclamato, si è limitata a dire che si tratta di una “variazione contrattuale unilaterale” e che, come prevede la legge, in questi casi i clienti possono anche decidere di migrare ad altro operatore senza dover corrispondere loro alcuna penale!

Particolare da sapere però è che, secondo un operatore del 155, la data ultima  entro la quale si poteva migrare utilizzando quella possibilità era il 31/12/2019; quindi 20 giorni PRIMA di quando i clienti sono venuti a conoscenza della modifica! 

Intanto al mio reclamo inviato ormai più di un mese fa (obbligatoriamente per raccomandata o PEC) è stata data una risposta oggi per email semplice; eccola:

Gentile cliente, 
in riferimento alla sua segnalazione del 11/02/2020, identificata con numero 1234487388 e relativa al numero 1234487388 le comunichiamo di aver effettuato le opportune verifiche dalle quali è emerso che non è presente alcuna anomalia inerente il servizio oggetto della contestazione. 
Pertanto non è possibile accogliere la sua richiesta.  Per ogni altra informazione può consultare il nostro sito internet www.wind.it o contattare il nostro Servizio Clienti, sempre a sua disposizione, al numero 155. 
Cordiali saluti.

Io penso che l’unica cosa che mi rimarrebbe da fare è di inviare un nuovo reclamo appellandomi al fatto che la modifica contrattuale unilaterale non mi è stata mai notificata; può darsi anche che riuscirei ad ottenere una migrazione senza penali; ma ovviamente perderei solo altro tempo e forse anche danaro perché passerei da una “padella” magari ad una “brace” visto che tutti gli altri operatori si sono allineati nell’aumento in qualche modo.

Come si può vedere quindi, il monopolio esiste sempre, neanche la legge Bersani è stata utile, perché i costi di disattivazione, ormai consentiti anche da AGCOM, sono delle vere penali che vengono utilizzate per scoraggiare le migrazione; e poi c'è il modem fornito OBBLIGATORIAMENTE (contro legge) da continuare a pagare comunque a 2 euro al mese per 48 rate!

Non era meglio quando c’era solo la SIP?

Concludo dicendo che in un Paese in cui “la giustizia non esiste” e dove eè sempre più forte chi è più furbo, le associazioni dei consumatori forse farebbero bene ad evitare ogni altra azione contro questi intoccabili, perché è ormai dimostrato che nel caso di questa gente:

“ad ogni azione corrisponde una reazione MAGGIORE e contraria”


Franco Fellicò