Era il 2 giugno del 1946 quando gli uomini e le donne italiane decisero che il nostro Paese dovesse diventare una Repubblica. Io avevi solo 11 anni!
L’altro ieri (2 giugno 2026) l’età della Repubblica Italiana ha compiuto i suoi ottanta anni.
Nella giornata, al mattino il Presidente Sergio Mattarella salendo sulla grande scalinata dell’Altare della Patria ha deposta una corona di alloro dedicata al milite ignoto e portata da due Corazzieri.
Poi c’è stata una lunga parata militare dove sono sfilati tanti uomini e donne del nostro esercito insieme a Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, ma anche tanti sindaci deli comuni italiani, Crocerossine, Vigili del Fuoco e anche uomini della Protezione civile.
Erano tanti, e tutti fieri del proprio ruolo; in me hanno destato ammirazione e tanta voglia di ringraziarli per la loro opera continua in favore della popolazione.
Non li ho visti come delle persone armate dedite alla guerra, ma come protettori della pace; infatti non c’è stata alcuna esposizione di armi letali come di solito avviene nelle parate di quei popoli che basano la propria economia sulla guerra.
Eppure, come sempre accade nella nostra Italia, ci sono state polemiche da parte di chi ha voluto ritenere quella sfilata una dimostrazione di forza e quindi come sempre ci sono stati anche i NO2GIUGNO che non avrebbero voluta quella manifestazione.
Ma penso che la maggioranza degli italiani abbiano visto con piacere la sfilata ed abbia apprezzato il fatto che anche noi abbiamo tanti uomini e donne militari visto che sono tutti dediti alla pace o a fare in modo che le leggi vengano rispettate.
Va anche sottolineato che gli 80 anni di repubblica sono stati anche 80 anni di PACE, cosa che moltiplica il valore di quel lungo periodo; le nuove generazioni non hanno MAI vissuto una guerra e solo in questi ultimi tempi stanno assistendo a milioni di morti e a distruzioni totali delle città Ucraine e di quelle provocate da Israele nel medio oriente.
Anche se i media ci mostrano ogni giorno il martirio di quei popoli, nessuno è in grado di capire veramente cosa significa guerra e quando sente parlare di morti non pensa alle singole persone perite a causo di attacchi missilistici o di droni; rimane solo inebetito ma non nella misura in cui dovrebbe.
La maggior parte del popolo vive queste guerre che sono vicine a noi come dei videogiochi e non riesce, anche volendo, a dar loro il giusto peso.
Tornando alla giornata di ieri, essa si è conclusa la sera con l’invito fatto a tutta la popolazione dal Presidente Mattarella ad uno spettacolo serale che si è tenuto nei pressi del Quirinale organizzato dalla RAI nel quale si sono ripercorsi gli 80 anni ricordando molti avvenimenti lieti, ma anche molti tristi.
Lo spettacolo in alcuni momenti ha destato la mia commozione anche perché molti degli avvenimenti sia lieti che tristi li ho vissuti; e non ero il solo a commuovermi perché ho visto molti uomini e donne tra gli spettatori che aveva le lacrime agli occhi.
Lo spettacolo si è concluso con la speranza che la nostra Repubblica continui ad esistere per molti anni mentre io aggiungo che occorrerebbe sperare anche che la litigiosità dei partiti cessi del tutto o quanto meno sia più propositiva e meno dedita alle critiche.
Franco Fellicò
