giovedì 12 marzo 2026

Guerra all'Iran

  

Sarà questa l’ultima bravata di Donald Trump? 

 

A me pare che le probabilità che Trump sia cacciato via dagli americani, compresi quelli che lo hanno eletto, vanno aumentando ogni giorno.

 

C’è un proverbio che dice: “Tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino”.

 

E il bullo americano sembra che faccia di tutto per farsi estromettere dalla guida del suo Paese.

 

Ad ogni sua decisione è seguita una diminuzione della sua popolarità e la decisione di attaccare l’Iran potrebbe essere quella che gli farà perdere definitivamente la credulità dei suoi cittadini.

 

E sono le sue continue contradizioni che lo rendono sempre più inviso; lui che aveva detto che voleva fermare le guerre del mondo è già la seconda volta che, senza chiedere consiglio a nessuno, ha deciso di utilizzare la forza dell’apparato militare degli USA per aggredire prima il Venezuela e ora l‘Iran.

 

E sappiamo tutti che prima ha detto che la guerra alll’Iran durerà 4 o 5 settimane poi, dopo solo una settimana, che potrebbe durare anche di più, e poi dopo 11 giorni, dire che la guerra sta già per finire.

 

I danni prodotti da tutte le sue decisioni avventate sono evidenti e colpiscono tutto il mondo rendendo l’America sempre più antipatica.

 

L’azione militare avviata contro l’Iran ha già provocato danni a tutto il medio Oriente e anche a tutte le Nazioni che importavano petrolio da quel Paese.

 

La chiusura dello stretto di Ormuz ormai si è già fatta sentire e si è verificato perfino che l’India ha deciso di riprendere ad importare il greggio dalla Russia e non è detto che questo non avverrà anche in tutti gli Stati che a causa dell’embargo avevano smesso di acquistare idrocarburi da quel Paese.

 

In pratica la Russia, amica dell’Iran, si è guardata bene dall’intervenire militarmente ma ha già avuto un primo beneficio da quella guerra ed infatti non solo sta vendendo il suo greggio nuovamente, ma lo vende anche a prezzi maggiorati.

 

La Russia inoltre che acquistava droni dall’Iran da impiegare contro l’Ucraina, le sta vendendo altre armi aumentando gli introiti da utilizzare per continuare la sua guerra all’Ucraina.

 

E in più la nuova grossa crisi sta distogliendo l’attenzione degli amici di Zelensky dal seguire i bombardamenti della Russia su tutta il Paese invaso da 4 anni.

 

Trump è sempre più considerato dunque l’unico responsabile di tutto quanto accade nel mondo; e nel suo Paese, che vorrebbe gestire solo seguendo le sue volontà e le sue idee, è sempre meno benvoluto.

 

Quanto tempo ancora ci vorrà perché quella rivoluzione che Trump vorrebbe vedere avvenire in Iran non avvenga invece negli USA per cui il cambio di regime che lui vorrebbe vedere in Iran avverrà in America?

 

Già i primi soldati americani sono tornati in Patria nelle bare e poichè purtroppo non saranno i soli, questo farà SI che la popolazione americana finirà per non perdonarlo più.

 

Quindi mentre l’Iran rischia di dover cambiare regime, Trump rischia di persona di essere cacciato dal posto che occupa.

 

C’è un’altra cosa da osservare ed è che Trump invidia il modo di governare di Putin e tende ad imitarlo. Non va dimenticata la sua frase: “La guerra all’Iran finirà quando tutti gli obiettivi saranno raggiunti”.

 

Questa frase è esattamente la stessa pronunziata da Putin a proposito della sua guerra all’Ucraina; ed è importante notare che Putin non ha mai dichiarato quali fossero esattamente i suoi obiettivi.

 

Si spiega quindi perché anche Trump si è guardato bene da dichiarare quale fosse la sua strategia e dimostra che il suo modo di agire assomiglia sempre più a quello del dittatore russo.

 

Non dichiarare gli obiettivi dovrebbe servire a giustificare un eventuale interruzione delle operazioni militari in qualunque momento, anche se costretti a farlo.

 

Ma la furbizia di Putin è di gran lunga maggiore di quella di Trump e l’avvicinamento che quest’ultimo ha voluto mettere in atto con quel dittatore si è tradotto in un grosso vantaggio per Putin.

 

Ora però è il caso di affrontare anche quello che accade nella nostra Italia.

 

Non è certo facendo la voce grossa con Trump che si potrebbe ottenere di fermare la guerra che non ci piace; in questo frangente occorre invece essere chiari e, contrariamente a Putin e a Trump, dichiarare ufficialmente la nostra posizione e la Melone lo ha più volte detto affermando che: “L’Italia non è in guerra e non vuole entrare a farne parte”.

 

Questa è una dichiarazione chiara e precisa che chiunque l’ha ascoltata (e l’hanno ascoltata tutti perchè più volte riportata dai media) non può essere sottovalutata; né possono essere sottovalutati gli incontri e gli accordi che la Presidente de Consiglio sta avendo con Francia, Germania e Regno Unito allo scopo di individuare una posizione comune che eviti il coinvolgimento in una guerra non desiderata.

 

Questi accordi stanno andando avanti anche se questa iniziativa sarebbe dovuta partire dall’Unione europea che come ormai tutti dicono sembra non esistere.

 

Ma l’opposizione continua a chiedere che la Presidente del Consiglio vada a riferire in parlamento sulla sua posizione.

 

La Meloni ha detto che lo farà (pare il giorno 11 marzo) ma sa bene che l’opposizione richiede questa precisazione direttamente a loro per avere la possibilità di insultarla indipendentemente da quello che lei dirà.

 

E mentre l’opposizione invoca che il Governo risolva o quanto meno attutisca i problemi dovuti all’alto costo dei carburanti alla pompa agendo sulle accise, la Meloni, accogliendo anche un suggerimento dell’opposizione, farà in modo che la tassazione sui carburanti sia temporaneamente alleggerita allo scopo di evitare costi insostenibili ai cittadini.

 

 

 

Ho iniziato questo scritto qualche giorno fa ma ho deciso di pubblicarlo dopo che il Presidente del Consiglio avrà soddisfatto l’opposizione esponendo direttamente a loro quale è la SUA POSIZIONRE.

 

E oggi posso concludere questo documento visto che la Premier del nostro Governo ha informato UFFICIALMENTE sia al Senato che alla Camera sulla sua posizione e lo ha fatto RIPETENDO ESATTAMENTE quello che già tutti sapevano e cioè che: “L’Italia non è in guerra e non vuole entrare a farne parte”.

 

Ha anche raccontato UFFICIALMENTE degli incontri che ha già fatto con Francia, Germania e Regno unito per assumere una posizione comune da tenere a fronte degli avvenimenti in atto.

 

Infine ha dichiarato che a tempo debito si occuperò del problema costi dei carburanti affermando però che gli aumenti immediati che ci sono stati alla pompa non sono originati dal costo maggiore del barile di petrolio dato che i carburanti distribuiti attualmente sono stati già acquistati da tempo a prezzi normali dalle compagnie petrolifere e che quest’ultime stanno approfittando della situazione per speculare e che per questo saranno perseguite.

 

Inoltre, considerando che i problemi da affrontare sono di grande importanza della Nazione ha proposto all’opposizione di farlo insieme nell’interesse dei cittadini.

 

Ma come c’era da aspettarselo, l’offerta non è stata apprezzata considerandola tardiva e secondo qualcuno della sinistra tesa piuttosto a trascinare tutta l’opposizione a partecipare ad un lavoro di difficile soluzione.

 

Quindi, a parte gli insulti che come prevedevo non sono mancati, le immancabili accuse di essere la serva di Trump, e la continua richiesta di condannare l’intervento del Presidente americano, l’opposizione ha deciso di rimanere a guardare dall’esterno per poter come al solito criticare ogni decisione evitando di farne parte.

 

Franco Fellicò

giovedì 19 febbraio 2026

Riduzione della bolletta elettrica

    

Non c’è telegiornale che non ci dica che il decreto appena varato consentirà una riduzione della bolletta elettrica per FAMIGLIE e IMPRESE.

 

Ma nessuno dice che la riduzione riguarda SOLO le famiglie a basso reddito e nemmeno nessuno dice che le coperture per queste riduzioni sono ottenute anche con un aumento dell’IRAP a carico delle imprese che estraggono idrocarburi e gas naturale oltre a quelle della distribuzione dell’energia elettrica e del gas.

 

Dunque è prevedibile che mentre SOLO le famiglie a basso reddito avranno un indennizzo “una tantum” per alleggerire le spese dell’energia, tutte le famiglie italiane finiranno per avere un aggravio di spesa a causa della maggiore tassazione operata sui distributori; questo aumento non sarà immediato ma certamente si verificherà nel tempo ed interesserà sia la bolletta elettrica che quella del gas.

 

La montagna ha quindi partorito un topolino che viene pubblicizzato come una riduzione (e si insiste sulle FAMIGLIE) ed invece finirà per essere per esse un aumento sia pure non immediato.

 

L’energia elettrica in Italia costa più degli altri Paesi europei ed è cosa risaputa da tutti; ma questo dipende dal fatto che il prezzo viene determinato in base ai costi per l’acquisto di GAS e questo è un assurdo visto che secondo TERNA nel 2025 il 41% dell’elettricità consumata è prodotta da fonti rinnovabili a costo quasi nullo.

 

E poiché l’incidenza della produzione da fonti rinnovabili cresce ogni giorno, sarebbe quindi doveroso calcolare i prezzi in maniera più corretta tenendo conto che buona parte dell’energia venduta ha costi bassissimi.

 

Come sempre quando i Governi offrono qualcosa ai cittadini, occorre valutare bene come stanno le cose e si scopre sempre che nulla viene dato per niente e che ogni manovra nasconde un nuovo gettito per l’erario.

 

Franco Fellicò

 

 

martedì 10 febbraio 2026

Il Bel Paese

  

Dante e Petrarca furono i primi a chiamare così la nostra Italia e si riferivano principalmente al bel clima e alle sue bellezze naturali.

 

Per molto tempo l’abbiamo tutti conosciuta e chiamata così per le sue bellezze naturali anche se spesso deturpate dall’uomo.

 

Ma un Paese non è fatto solo di natura e di arte ma anche dei suoi abitanti che con il passare degli anni sono continuamente peggiorati.

 

L’Italia è diventato il Paese delle manifestazioni; queste ultime sono sempre più frequenti e vengono considerate ormai non solo da chi manifesta, ma anche da chi è costretto a sopportarli, un segno di libertà.

 

Guai a ad osteggiare una manifestazione, chiunque lo facesse sarebbe considerato un retrogrado con la volontà di reprimere il diritto sacrosanto di esprimere il proprio dissenso.

 

Si susseguono così continui cortei in cui alcune o anche molte migliaia di persone marciano lentamente innalzando cartelli e trascinando striscioni per manifestare il proprio dissenso a qualcosa.

 

Qualche volta questa moltitudine di persone (che evidentemente invece di lavorare preferiscono manifestare per le strade delle città) sono anche capeggiate da un qualche leader sindacalista che li guida.

 

Ultimamente a Torino c’è stato un corteo (di 50.000 persone secondo gli organizzatori, ma più verosimilmente di 20.000) che si è proposto di bloccare la città per protestare contro il Governo in difesa del centro sociale ASKATASUNA sgomberato perché abusivamente occupato da tempo.

 

Come spessissimo accade questa manifestazione si è conclusa con un’ora e mezza di vera guerra tra circa 1.500 manifestanti incappucciati e la polizia; in essa i delinquenti hanno provocato incendi e hanno incendiato anche un

mezzo della polizia oltre a prendere a martellate un giovane poliziotto.  Ma non contenti se la sono presi anche con le vetrine dei negozi frantumandole e distruggendo quanto sono riusciti ad agguantare.

 

Questo è solo voglia di distruggere quello che appartiene ad altri e non ha alcuna giustificazione; eppure quando i delinquenti agiscono in BANDE organizzate, sembra che non debbano essere perseguiti.

 

Si manifesta per ogni cosa, per solidarietà con la Palestina, perché non si vuole la TAV, per criticare le decisioni del Governo e finanche contro le Olimpiadi di Milano-Cortina. Si verifica così che mentre 2 miliardi di persone da tutto il mondo assistono ad un evento così speciale, ci sono pochi stupidi (per giunta italiani) che dissentono affermando che una così importante avvenimento doveva essere evitato per usare le ingenti spese a favore di chi non riesce a giungere alla fine del mese.

 

Si tratta di idiozie uniche che sviliscono il nostro Paese così come quando emulando l’antico Don Chisciotte una flottiglia di italiani accompagnati perfino da alcuni parlamentati sono andati a sfidare l’esercito israeliano tentando non di abbattere i mulini a vento ma di forzare un blocco navale.

 

L’onorevole Benedetta Scuderi, che nessuno conosceva, si è così fatta un nome per le continue interviste rilasciate durante la traversata.

 

Ma non sono solo le manifestazioni che contraddicono l’appellativo di Bel Paese, ma anche il fatto che un giorno SI e un giorno NO un marito o un fidanzato uccide la propria donna o un figlio uccide il padre o la madre.

 

Poi ci sono le Baby-Gang che aggrediscono i propri compagni o accoltellano qualche passante.

 

E cii sono anche tanti stupri che avvengono di sera o anche in pieno giorno ad opera per lo più di qualche migrante che è in Italia abusivamente.

 

C’è la droga che impera dovunque e la malavita che ruba o che aggredisce gli abitanti delle ville di qualche facoltoso o presunto tale.

E ci sono anche casi di assalti alle Banche e ai portavalori fatti in grande stile e con l’uso di armi.

 

Ci sono ultimamente anche gli attentati alla circolazione ferroviaria ad opera di vere organizzazioni terroristiche.

 

Per finire ci sono i POLITICI: quelli che sono al Governo che pur facendo del loro meglio per porre fine ai mille problemi appena elencati, vengono continuamente messi alla berlina da un’opposizione che sa solo criticare e incapace di suggerire soluzioni migliori.

 

Insomma di bello c’è rimasto ben poco e se vogliamo essere onesti, ci rimane solo qualche sito archeologico e un po' di musei perché anche il clima non è più quello di una volta e le alluvioni si susseguono ogni giorno.

 

E’ triste ma è proprio così; anche se la maggior parte degli abitanti del nostro Paese è buona gente, siamo così attorniati da malviventi che non viviamo più bene come una volta.

 

Franco Fellicò

mercoledì 4 febbraio 2026

I delinquenti di Torino

  

Come è noto, nella manifestazione di qualche giorno fa a Torino si sono infiltrati dei malviventi che hanno messo a ferro e fuoco la città.

 

Ci si è soffermati molto sul pestaggio che una decina di delinquenti hanno effettuato nei confronti di un giovane poliziotto, ma poco si è detto sui danni che quegli scalmanati hanno inferto alla città.

 

Ho visto chiaramente in TV un blindato della Polizia in fiamme e si è saputo che quei delinquenti hanno distrutto vetrine e inferto gravi danni ai commercianti della zona.

 

Alla TV ho sentito di persona il proprietario di un bar che ha raccontato quello che è accaduto al suo esercizio e alla domanda dell’intervistatore su quanto poteva ammontare il danno subito egli ha dichiarato che si parlava di una cifra intorno ai 10.000 euro.

 

Ovviamente mi domando con chi deve prendersela quel povero imprenditore che, solo se è stato previdente forse potrebbe essere parzialmente rimborsato da una assicurazione su atti vandalici.

 

Ma contemporaneamente non accetto che possa capitare a un comune cittadino un simile danno senza che NESSUNO venga costretto a rimborsarlo.

 

Se noi viaggiamo in macchina e procuriamo un danno a qualcuno, e certamente non lo facciamo apposta ma accade per una distrazione, siamo costretti a rimborsarlo (in genere lo fa la nostra assicurazione obbligatoria a cui versiamo periodicamente i costi di una polizza); e se per essere più simili a quello che è accaduto al bar di cui sopra, con la nostra auto sbandiamo e sfondiamo la vetrina di un esercizio, dovremmo obbligatoriamente rimborsare il titolare del danno inferto.

 

Ed invece se un gruppo di malviventi sfonda una vetrina e distrugge tavoli e suppellettili di un bar, oltretutto non per una distrazione, ma per una precisa voglia di fare danno a qualcuno, NULLA secondo la nostra legge sembra dovere a colui che è stato preso di mira; ma alla peggio gli sarà attribuito probabilmente il reato di devastazione che prevede la reclusione da 8 a 15 anni.

 

Ora a questo proposito mi domando molte cose.

 

·    Cosa importa a chi è stato danneggiato che chi lo ha fatto andrà in prigione, mentre lui dovrà accollarsi i danni subiti?

·    Con la scarsità delle nostre carceri siamo certi che i giudici condanneranno effettivamente i colpevoli a scontare una pena dagli 8 ai 15 anni di reclusione?

·    Se la pena carceraria sarà inferta quanto costerà allo Stato (e quindi a noi stessi) mantenere questi delinquenti in carcere?

·   Quali motivi troveranno i colpevoli per evitare o ridurre al minimo la reclusione?

 

In questi giorni il Governo sembra impazzire alla ricerca di soluzioni per la sicurezza, ma NESSUNO (dico NESSUNO) ha pensato di imporre ai responsabili dei danni arrecati il rimborso degli stessi a chi li ha subiti.

 

Poiché non tutti i veri responsabili verranno individuati, ma solo una parte di essi, basterebbe definire per legge che i danni inferti dovranno essere rimborsati ai danneggiati da coloro che saranno stati individuati pur essendo certamente una parte della squadra che ha agito.

 

A questo punto tutti i delinquenti dovrebbero sapere per certo che dopo un assalto collettivo, una parte di essi saranno individuati, e sarà solo quella parte a dover rimborsare i danneggiati.

 

Questa regola potrebbe anche indurre quelli che sono stati individuati a fare i nomi degli altri distruttori allo scopo di ridurre il costo da sostenere.

 

In ogni modo qualora qualcuno degli individuati non è in grado di sborsare quanto dovuto per il rimborso dei danni ai danneggiati si potrebbe pignorargli la casa (se ce l’hanno) o un qualunque altro loro bene fino a colmare quanto dovuto ai danneggiati.

 

E se infine qualcuno di essi non fosse in grado di pagare comunque, allora dovrebbe essere costretto prestare il proprio tempo per lavori di pubblica utilità ricevendo un salario che in buona parte servirà a rimborsare i danneggiati; e quel lavoro terminerà soltanto quando il debito sarò stato estinto.

 

Vediamo ora i vantaggi che deriverebbero da una scelta simile:

 

·    Gli esercenti danneggiati potrebbero essere indennizzati e non dovrebbero più pensarci da soli.

·    Non sarebbe più necessario impegnare spazio per nuovi elementi nelle carceri che sono strapiene.

·     Non sarebbe necessario sostenere le spese per il mantenimento in carcere di nuovi elementi.

·    Ciascun appartenente alla banda dei distruttori saprebbe in anticipo che ove mai dovesse far parte di coloro che saranno individuati ed arrestati (e ce ne sono sempre), rischierebbe di dover pagare non solo i danni da lui stesso inferti, ma anche quelli inferti da quei suoi colleghi che non saranno stati presi. E questo potrebbe influire molto sulle azioni distruttive che quelle bande sono solito fare.

 

Inoltre è importane notare che il modo più efficace per ledere questi delinquenti è di colpirli nel portafoglio; oltre al fatto che finalmente si rispetterebbe anche per loro il detto che “chi rompe paga”.

 

Non è la prima volta che affermo che il modo per contrastare chi delinque è quello di ricorrere al pagamento del danno prodotto.

 

Potrete trovare fin dal 2008 le mie idee sull’argomento rileggendo l’articolo del 17/07/2008 dal titolo: “Possibili soluzioni per la giustizia” e poi anche quello del 28/06/2011 dal titolo: “E ora parliamo di carceri e carcerati”.

 

Franco Fellicò

giovedì 1 gennaio 2026

Contrasti

 

Ho appena finito di ascoltare il concerto di capodanno da Vienna. Il maestro Yannick Nézet-Séguin era in estasi e sembrava come se fosse lui stesso a suonare i vari strumenti a corda e a fiato.

 

Era completamente preso dalla musica che ha diretto sempre a memoria in una maniera superlativa.

 

Prima dell’esecuzione del classico “Il bel Danubio blu” ha rivolto la parola al pubblico auspicando la pace in tutte le nazioni del mondo ricordando a tutti che la GENTILEZZA è dovuta tra tutti noi che viviamo in questo pianeta.

 

Al termine del concerto il maestro è sceso tra il pubblico continuando a dirigere “la marcia di radetzky” rivolgendosi no solo ai componenti dell’orchestra ma a tutto il pubblico.

 

Al termine mi sono accorto che ero commosso nell’apprezzare quanta “gentilezza” e quanta amore c’era in quelle musiche così ben dirette.

 

E non ho potuto fare a meno però di pensare a quanti uomini carichi di odio invece di fratellanza pensano solo ad uccidere i propri fratelli.

 

Un generale di un’armata è come un direttore d‘orchestra, ma la differenza è grande perché il generale studia strategie che meglio possano colpire città, distruggere palazzi, uccidere adulti e bambini inermi e innocenti, mentre un direttore d’orchestra riesce ad entrare in contatto con il cuore dei propri fratelli che lo vedono e lo accettano come un angelo pieno di amore e “gentilezza”.

 

Come è possibile che degli uomini siano cortesi, amorevoli e gentili mentre ce ne sono tanti altri prepotenti, violenti e sfrontati pronti a mandare alla morte non solo quelli che considera nemici ma anche tanti soldati del proprio esercito e questo solo per impadronirsi di un territorio a cui tiene.

 

Si tratta di uomini perfidi, malvagi e perversi pronti ad innervosirsi e promettere tremende vendette solo perché i cosiddetti nemici si sono permessi di inviare qualche drone su una delle sue residenze, dimenticando che da anni fa bombardare dai suoi droni e missili tante città ucraine distruggendole interamente e procurando migliaia di morti innocenti.

 

Si tratta di contrasti che in un mondo di fratelli non dovrebbero esistere ed invece da anni assistiamo a simili grandi differenze.

 

Franco Fellicò

sabato 27 dicembre 2025

La febbre del COMPUTER

 

Io ne posso parlare senza problemi perchè, come molti sanno, lavoro e vivo con i COMPUTER da ben 65 anni.

 

Ci si aspetta che uno come me li difenda a spada tratta e ne suggerisca sempre più l’uso. Ed invece ho deciso di valutarne l’uso con la massima oggettività.

 

Voglio dire subito che l’informatica e i computer sono un bellissimo strumento in molti casi, ma che NON BISOGNA esagerare perché, come in tutte le cose IL TROPPO STORPIA.

 

A me pare che le Aziende, anche quelle piccolissime, prima ancora di organizzarsi per la vendita di un prodotto, pensano che sia il caso di preparare un’APP e di organizzare un sito dove ogni nuovo cliente deve:

 

·     Registrarsi fornendo molte notizie per lo più inutili

·     Creare un ACCOUNT

·     Indicare un nome utente

·   Definire una password che al solito richiede caratteristiche particolari (un minimo di caratteri, un minimo di numeri, almeno un carattere speciale, ecc.)

 

Qualcuno fa anche scadere la password dopo un certo tempo e richiede che venga cambiata (con controlli severi affinchè la nuova sia abbastanza diversa dalle ultime usate).

 

Questo può essere valido se viene richiesta da una banca, ma mi sembra stupido che ogni piccolo negozio si organizzi in questa maniera.

 

Ma ormai pare che se quando uno si avvicini ad usare un programma non possa farlo se non dopo essersi presentato.

 

Gli SmartPhone sono pieni di APP più o meno inutili, spesso fatte male, difficili da usare e solo scomode per chi è costretto ad usarle. Si perché spesso si è COSTRETTI.

 

Ecco alcuni esempi in cui i computer dovrebbero essere lasciati al loro posto ed invece sono “sempre tra i piedi”

 

·    Un gran numero di aziende ha deciso di FRAPPORRE tra gli utenti e il loro servizio di assistenza un OPERATORE VIRTUALE e cioè da un risponditore gestito da un programma di un computer. Secondo queste aziende ci sono molte domande molto comuni alle quali può rispondere anche un computer.

Questo è completamente sbagliato perché chi ha un problema tecnico o commerciale ha già sicuramente provato a risolverlo da solo andando sul sito dell’Azienda interessata. Se ha chiamato il call center si tratta di qualcosa non certo comune e quindi tale da poter essere risolto solo da un UMANO.

Si capisce allora che queste aziende utilizzano questi sistemi automatici semplicemente per ridurre il carico degli operatori e per STANCARE gli utenti che alla fine abbandonano la chiamata visto che l’operatore virtuale o NON CAPISCE oppure risponde FISCHI per FIASCHI.

·    Esistono in Italia tra i 20 e i 30 gestori diversi che distribuiscono con le loro colonnine l’energia elettrica per la ricarica delle auto elettriche e CIASCUNA DI ESSE ha una propria APP necessaria per potersi rifornire. Eppure esistono da anni Bancomat e Carte di credito che tutti hanno e che questi stupidi gestori hanno deciso di ignorare per affidarsi invece a delle APP il più delle volte fatte male e difficili da usare.

·   Perfino GOOGLE richiede di tanto in tanto una password a chi intende navigare con il suo browser CHROME, eppure è inspiegabile quale motivo ha spinto GOOGLE a far navigare con il suo browser solo coloro che si sono registrati con una email e una password; quasi che se al posto di uno il browser fosse usato da un altro ci fosse qualcosa che danneggi il primo.

·    Se si va al ristorante non c’è più l’omino che ti elenca e ti suggerisce i cibi disponibili e non c’è più neanche un menù su carta dove ciascuno può scegliere le portate gradite, ma si trova invece un QR CODE da scannerizzare con il proprio SmartPhone (sicuri che tutti lo hanno)

·   Si viaggia in auto sempre con il navigatore in funzione, anche quando si devono raggiungere destinazioni notissime e quindi alla mercè di uno strumento che dovrebbe essere usato solo in casi in cui si è veramente in difficoltà.

·    Devi prendere dei farmaci in determinati orari? Niente paura c’è un’APP che ti avvisa quando è il momento giusto per ingerirle.

·    Visitiamo un Museo ma non c’è più la guida che ti illustra i quadri e gli oggetti in mostra e se hai qualche domanda da fargli, devi desistere; al suo posto c’è un’APP che ti dice tutto quanto occorre, senza fermarsi mai e rendendoti difficile di ottenere le eventuali ripetizioni di cose non capite.

 

 

Potrei continuare all’infinito, e se ci si riflette ci sono molte applicazioni che non hanno nessun motivo di esserci e che esistono solo perché è UNA MODA che continuamente dilaga.

 

Tutte queste APP servono solo ad annichilirci e a farci diventare degli automi guidati da degli alieni sicuramente più stupidi di noi stessi.

 

Continuando così c’’è il rischio che il nostro cervello pian piano si atrofizzi e questo a mio avviso sta avvenendo già da tempo e prima ancora che l’intelligenza artificiale non gli dia il colpo di grazia.

 

Oggi che la comunicazione con le Aziende è semplicissima e senza costi data la rete Internet che consente di interrogare in modi diversi chiunque; ma molto spesso anche una nostra email riceve una risposta NON da un operatore addetto, ma da un computer che difficilmente capisce le nostre domande e che ci risponde con una email NOREPLAY con la quale tronca ogni ulteriore informazione che l’utente vorrebbe avere.

 

Come ho già accennato ho cominciato a programmare sui primi mainframe IBM in una grand Banca; gestire milioni di Conti Correnti e/o Depositi a Risparmio e anche tutte le operazioni bancarie è stato un grande passo avanti che ha influito moltissimo sulla qualità dei servizi e sulla sicurezza nella gestione di un’infinità di operazioni giornaliere; poi è arrivato il Teleprocessing che ho vissuto fin dall’inizio e che oggi consente ai clienti di eseguire operazioni da casa propria e con effetto IMMEDIATO.

 

Nessun umano avrebbe potuto realizzare dei servizi così perfetti e quindi in questi casi l’informatica è stata una manna risolutiva.

 

Ma quando i programmatori da qualche centinaio sono diventati migliaia e anzi milioni e contemporaneamente sono arrivati anche i computer personali, la corsa a programmare non si è più fermata e accanto a pochi prodotti veramente utili ne sono nati molti utili solo a rendere più stupidi gli umani.

 

Mi sento allora di dare qualche consiglio a tutti quelli che mi hanno letto fin qui:

·    Aprite il vostro SmartPhone e cancellate tutte quelle APP che non usate da almeno una settimana.

·   Non scaricate APP solo perché vengono pubblicizzate, ma cercate da soli quelle che potrebbero veramente servirvi.

·  Controllate sempre l’uso che fate delle APP e se potete farne a meno eliminatele subito.

·   Lasciate pure in vita il vostro account Facebook o di altri social network, ma se proprio vi piace visitatelo non più di due volte alla settimana.

·    E quando siete in auto lasciatevi insegnare dal navigatore un percorso, ma le volte successive seguite la strada a memoria che servirà a tenere sveglio e in funzione il vostro cervello

 

 

Dopo la “pulizia” che vi ho suggerito vi accorgerete che il vostro telefonino conterrà una decina di APP o poco più con il beneficio di farvele facilmente trovare e con un notevole risparmio di memoria.

 

Franco Fellicò

 

lunedì 15 dicembre 2025

La TELEFONIA oggi

 

Mentre attendo BEN 57 minuti che il 187 mi risponda (alla mia chiamata una voce automatica mi ha infatti annunziato questo tempo di attesa previsto) ho scritto tutto questo documento.

Basta questo per capire in che mondo viviamo e anche come funziona TIM.

 

Ma comunque tutti gli operatori telefonici fanno a gara a chi è più inefficiente.

 

Prima di iniziare questo articolo vorrei anche dire che mi sono ormai convinto che TUTTI questi “avvoltoi” hanno un proprio ufficio che chiamerei “l’ufficio dei FURBASTRI” dove pochi addetti hanno solo il compito di elaborare le nuove offerte inserendo in esse i migliori TRUCCHI sotto forma di clausole POCO CHIARE o possibilmente invisibili ai nuovi possibili clienti che avvantaggino la propria Azienda.

 

Il loro obiettivo preciso e quello di far apparire le offerte ai futuri clienti molto vantaggiose, ma di far vedere poco o per niente le clausole che avvantaggiano la propria Azienda. Certamente i più furbastri verranno anche premiati quando escogitano dei TRUCCHI ben fatti.

 

Spiegherò ora alcuni fatti tecnici che dimostrano chiaramente come è degradato oggi il servizio di telefonia (sia fissa che mobile) riferendomi a TUTTI gli operatori, nessuno escluso, ma citando alcune “ciliegine sulla torta utilizzate da TIM”.

 

Fin da oltre 50 anni, quando esisteva solo la SIP in monopolio alla quale io personalmente tornerei volentieri, essa aveva creata una rete telefonica che serviva esclusivamente a far viaggiare la voce in modo analogico: la rete dati doveva ancora venire.

 

Poi le cose sono ovviamente migliorate e con l’arrivo di Internet è nata una vera e propria rete (la rete IP) particolarmente adatta a far viaggiare dati sotto forma di BIT; si stava passando al TUTTO DIGITALE.

 

La voce però continuava a viaggiare sulle vecchie linee analogiche e gli operatori di solito offrivano servizi “voce e dati”. La voce utilizzava complesse centrali meccaniche che provvedevano ad indirizzare le telefonate tra il chiamante e il destinatario e ovviamente i costi delle attrezzature e della loro manutenzione erano molto alti.

 

I dati invece utilizzavano (e utilizzano tutt’oggi) un meraviglioso protocollo a pacchetti detto IP (Internet protocol). L’indirizzamento tra mittente e destinatario era automatico perché insito nel protocollo; ogni pacchetto di dati (i messaggi venivano divisi in pacchetti) aveva ed ha al suo interno sia l’indirizzo del mittente che quello del destinatario e viaggiava anche attraverso tratti di rete diversi, solo all’arrivo a destinazione tutti pacchetti venivano rimessi nel giusto ordine e l’intero messaggio veniva consegnato al destinatario.

 

In pratica i messaggi raggiungevano la loro meta DA SOLI attraverso la rete e i suoi nodi (erano e sono dei computer) che sapevano ricevere i pacchetti, individuarne il mittente e il destinatario e immetterli su un tratto di rete che lo avvicinasse alla destinazione. Ovviamente la rete Internet ebbe il suo costo, ma tutto ormai era elettronico; e per i dati non erano più necessarie le complesse centrali elettromeccaniche usate per la voce.

 

Ma quando la rete dati iniziò a diventare molto capace di trasferire i dati si pensò di trasformare la voce in bit e di farla trasportare dalla rete dati. Occorreva solo convertire la voce in dati alla partenza e poi affidarla per il trasporto alla rete dati; all’arrivo a destinazione bisognava solo riconoscere i pacchetti di dati usati per la voce e riconvertirli in voce analogica.

 

In questa maniera si riuscì a eliminare completamente la rete analogica per la voce visto che quest’ultima poteva essere fatta viaggiare tranquillamente usando i meccanismi dell’IP a costo gratuito; o meglio ad un bassissimo costo in quanto bastavano 64 kbit/sec per trasportarla e cioè una piccola parte della grande quantità di dati che la rete era capace di trasferire.

 

Questo grosso cambiamento trasformò completamente la forma con cui la voce veniva inviata e ricevuta e si cominciò a parlare di VoIP (Voice Over IP). Il grande vantaggio non fu però trasferito agli utenti telefonici, ma divenne appannaggio completo dei fornitori di telefonia.

 

Essi risparmiarono infatti tutte le complesse attrezzature per lo switching della telefonia analogica e addirittura utilizzarono parte della banda dati che ogni utente aveva a sua disposizione avendola PAGATA per trasferire anche le telefonate.

 

I fornitori di telefonia non solo riuscirono ad abbandonare le costose centrali elettromeccaniche, ma iniziarono ad utilizzare per trasferire la voce, non una fetta di propri dati, ma addirittura una parte dei dati che l’utente finale già aveva pagato per il servizio dati.

 

Ciò nonostante le società telefoniche continuarono a tassare i propri clienti come se il servizio telefonico voce fosse ancora svolto alla vecchia maniera e cioè cominciarono a far pagare agli utenti un servizio che a loro costava ZERO.

 

Non contenti di questo, alcuni fornitori di servizi telefonici si permettevano finanche di far pagare agli utenti la voce in funzione del tempo utilizzato. Quindi zero costi, e grandi guadagni certamente non da onesti.

 

Poi c’è il problema dell’attivazione che ovviamente ha acconsentito a TIM di trovare un altro modo per prendere soldi dagli utenti senza alcun costo per loro.

 

Ed ecco come ha fatto TIM almeno nel mio piano (TIM WIFI Casa Fibra). Ha dichiarato nell'offerta che l’attivazione era gratuita. È una dichiarazione stupida perché sappiamo tutti che quando uno migra da un operatore all’altro nulla viene cambiato tecnicamente; le linee che si usavano prima continuano ad essere usate dopo; è soltanto una questione commerciale perché le fatture anziché essere pagate al vecchio operatore verranno pagate al nuovo; quindi dopo una migrazione nessuna spesa deve fare il nuovo operatore per quanto riguarda la parte tecnica, si tratta solo di scambiare alcune informazioni commerciali con il vecchio operatore.

 

Ma TIM ha approfittato anche di questa cosa per chiedere altri soldi al nuovo utente. Si è fatta pagare l’attivazione con ben 120 € offendendo le capacità cognitive degli utenti; ma l’ha offeso 2 volte: la prima perché pur non sostenendo alcuna spesa per l’attivazione se l’è fatta pagare ad una cifra esorbitante, la seconda perché crede di prendere per il naso la gente affermando che l’attivazione è gratuita e poi invece aggiunge nelle prime 24 fatture un costo di “attivazione rateizzata” che in contrasto con l’affermazione della gratuità fanno pagare ai nuovi utenti 120 € sia pure rateizzati a 5 euro al mese.

Molte delle cose che ho detto vale per TUTTI gli attuali operatori telefonici, ma la ciliegina sulla torta di TIM non poteva mancare, infatti ho saputo che le telefonate sono illimitate nel mio piano, ma solo per i primi 12 mesi poi (strano ma vero) si rinnoveranno per altri 12 mesi, per poi costare successivamente 5 euro al mese che furbescamente andrebbero a sostituire le rate della “attivazione rateizzata” che mi è stata addebitata indebitamente.

 

In pratica i FURBASTRI DI TIM per continuare a prendere i 5 euro per sempre, hanno fatto coincidere la fine della “rateizzazione della attivazione” con l’inizio di un costo sempre di 5 euro necessario per mantenere le telefonate illimitate (e non dimentichiamo che esse sono fatte in VoIP, non costano niente TIM e vengono fatte utilizzando parte della banda che l’utente già paga).  

 

In questo momento il 187 mi ha risposto e ho potuto sapere due cose: la prima è che potrò lasciare TIM allo scadere dei due anni di permanenza con loro e anche a proposito delle telefonate illimitate che rimarranno illimitate per sempre; e quando ho chiesto allora cosa fosse quella notizia che parlava di 5 euro al mese dopo 24 mesi per mantenere le telefonate illimitate, l’operatore AB520 mi ha detto testualmente: “si è scritto ma non viene applicato”. Capite quanto grande è l’inefficienza di TIM?

 

Avevo anche saputo che si poteva anche rinunciare alle telefonate illimitate visto che si potrebbero continuare a farle gratuitamente ad esempio con WhatsApp, ma se vi si rinunzia il costo per ogni singola telefonata è semplicemente pazzesco.

 

Non voglio continuare perché di trucchi, che ho deciso di chiamare ACCORGIMENTI perché non intendo offendere nessuno, ce ne sono tanti e sono sicuro di non averli ancora scoperti tutti.

 

Sono però certo che quando migrerò da TIM verso un qualche altro operatore, sicuramente scoprirò qualche altro ACCORGIMENTO preparato in tempo per punire l’utente che abbandona TIM.

 

Ne sono certo, anche perché ho la prova che l’avvoltoio WIND3 lo ha già fatto a me che l’ho lasciata; sono in contestazione quindi anche con WINDTRE che ho appena abbandonata la quale aveva predisposto un ACCORGIMENTO a mezzo del quale vorrebbe farmi pagare il canone anche dopo la migrazione.

 

Un altro modo FURBESCO per prendere soldi dagli utenti è che molti operatori forniscono un MODEM che deve essere pagato a rate (in genere 5 euro al mese per 48 mesi); in questa maniera riescono a vendere dei modem che anche ad un privato costa intorno ai 60/70 euro ad un prezzo di 240 euro che riceveranno fino all’ultimo centesimo perché se si migra prima dei 48 mesi si dovrà comunque saldare la parte mancante ai 240 euro!

 

Ho scritto ad AGCOM ricordando loro una parte almeno di questi imbrogli che vengono continuamente utilizzati da TUTTI gli operatori telefonici, chiedendo di intervenire affinché tutte queste FURBERIE vengano bloccate per sempre.