martedì 15 febbraio 2011
U' PAPPECE E A' NOCE
(Disse il verme alla noce, dammi il tempo che ti buco -cioè arriverò dove dico io-)
Questo il proverbio Napoletano che non è mai stato così attuale come oggi; mi riferisco naturalmente al clima di odio politico che sempre più avvelena la nostra vita di cittadini italiani.
Io sono un uomo di destra e fino a poco tempo fa ero perfino disposto a perdonare qualche “marachella” al premier in cambio di azioni utili al nostro Paese, azioni che specie nei primi tempi della legislatura c’erano state come non mai in confronto al passato.
Faceva delle cose per se indubbiamente, ma aveva fatto e si accingeva a fare anche tante altre cose per l’Italia e allora l’opposizione ha trovato un modo per costringerlo ad occuparsi di più ancora di se stesso e ovviamente meno dell’Italia, obbligandolo a pensare a come difendersi dalle loro accuse, vere o false che siano, per poter subito dopo meglio dire che: il suo tempo lo utilizza per se.
Oggi ad esempio, dopo l’annuncio che sarebbe stato processato nel prossimo aprile egli che si era preso con Maroni l’impegno di fronteggiare anche con un intervento di persona il problema dell’immigrazione, HA DOVUTO lasciare di farlo per correre a Roma a risolvere i SUOI nuovi problemi privati creatigli da chi intende distruggerlo ad ogni costo.
A questo punto allora vi confesso che, diversamente dalla “NOCE Silvio”, che imperterrito resiste ancora, mi accorgo di essere stato già “spurtusato” e quindi sono ormai disposto a cambiare; non per essermi convinto che il Cavaliere pensa soltanto a se e non all’Italia, ma perché tutti coloro che sono fuori dell’attuale Governo e che altro non anelano che ad acquisire il potere con l’unico scopo di potersi prendere loro quelle libertà che oggi negano al Berlusca, mi hanno ormai stancato con il loro comportamento ossessivo, per cui ho deciso di accettare le loro critiche.
Ma questo soltanto per poter dimostrare a tutti gli adepti della sinistra che anche se l’opposizione attuale dovesse ottenere il suffragio degli elettori, niente accadrà di nuovo in questo sventurato Paese; si perderà soltanto del tempo prezioso per tornare a soffrire degli stessi mali attuali.
Probabilmente il comportamento distruttivo passerà di mano e, anche se i personaggi di destra mi sembrano meno propensi a quel modo di agire, i ruoli di “pappece” e “noce” si scambieranno e si ricomincerà da capo.
In compenso, ammesso che la cosa avvenga veramente, la prossima legislatura sarà di destra o di sinistra ma comunque senza “la NOCE Berlusconi” cosa che appagherà comunque quelli che come illustrato in un mio precedente scritto, ODIANO quella persona molto più che il suo Governo.
Allora ora che anche io ho deciso, e sono in attesa di “elezioni”, vi domando: chi mi suggerite di votare?
Posso mai votare Bersani che proprio oggi, non sapendo più come fare per raggiungere il SUO obiettivo, ha addirittura proposto alla Lega un’ “alleanza popolare per il federalismo” ?
E voi, voterete Bersani senza dare alcun peso al fatto che si è arrivati all’assurdo che prima hanno boicottato una legge, riuscendoci, e subito dopo propongono di attuarla con il loro appoggio, ma in un contesto in cui non c’è Berlusconi?
Certo se voi, come Bersani odiate a morte il personaggio, sarete senz’altro d’accordo che le leggi si facciano o non si facciano a seconda del “lustro” che eventualmente possono portare al capo degli avversari politici; anche voi infatti, mica volete lavorare per l’Italia!
Ma forse potremmo votare tutti per “Futuro e libertà” anche se ancora non sappiamo chi sarà il “capo” visto che, già sul nascere di questo nuovo partito, iniziano le prime rivalità tra Fini e Bocchino!
O, perché no, per Di Pietro, sperando che quando i “Magistrati politicizzati di destra, questa volta” ordineranno per lui le ovvie intercettazioni telefoniche, non venga fuori qualche magagna che consenta di incriminare anche lui.
A proposito, mi viene di domandarmi, ma come mai i Magistrati di Milano, avevano iniziato a origliare alla porta di Berlusconi e non lo hanno fatto anche per altri personaggi altrettanto in vista? E se invece lo hanno fatto anche per altri, come mai non ci hanno mai fatto ascoltare in qualche modo le innocenti conversazioni degli altri, per dimostrarci che il “cattivo” era uno soltanto?
Beh, questa risposta la lascio a voi, specialmente a quelli di voi che si riterranno soddisfatti quando al Governo ci sarà un’altra faccia, diversa per fisionomia, ma sicuramente non molto diversa per furbizia; anzi forse diversa anche per furbizia, perché sarà capace di ingannare con maggiore capacità che non il beffardo, ma anche abbastanza “ingenuo” Cavaliere.
Ci meritiamo proprio un bel “volpone” e allora saremo tutti contenti e soddisfatti!
Uno che aveva voluto credere nella capacità di fare di Berlusconi, senza tener conto che per fare occorre anche che ci sia chi “lascia fare”.
Franco Fellicò
mercoledì 5 gennaio 2011
ANCORA SULLE BUSTE DI PLASTICA
http://ffellico.blogspot.com/2008/07/le-buste-di-plastica.html
Non appena ho ascoltato dai media che dal 1 gennaio 2011 sarebbe entrata in vigore una nuova regola che bandiva definitivamente l’uso delle famigerate buste, immediatamente ho pensato che anche questa volta la scelta avrebbe gravato sulle nostre tasche perché sicuramente NESSUNO avrebbe più ricordato (ovviamente faziosamente) che ormai sulle nuove buste biodegradabili o di carta non c’era più da pagare alcuna tassa; sicuramente nessun esercente avrebbe deciso di fornire le nuove buste GRATIS, ma avrebbe mantenuta la vecchia TASSA, incamerandola.
Ed infatti proprio così è stato, al momento ho potuto verificarlo di persona e sò già che la ESSELUNGA del nord Italia e LIDL faranno pagare anche le buste biodegradabili, e non solo; infatti hanno anche deciso di aumentarne il costo perché chiederanno 10 centesimi a busta invece che i 5 precedenti.
Dunque anche questa volta, come volevasi dimostrare, la nuova regola che poteva ben essere inventata prima, ha peggiorato la situazione mancando di stabilire che le nuove buste non essendo più tassate, DOVEVANO essere fornite gratuitamente perché si ritornava alla situazione antecedente alla prima stupida decisione.
PER MAGGIORE CHIAREZZA ECCO IL RIEPILOGO DI CIO’ CHE E’ ACCADUTO:
1.
Gli esercenti REGALAVANO le buste di plastica
2.
Per sconsigliarne l’uso lo Stato applicò una TASSA di 100 lire su ciascuna busta.
3.
Gli esercenti continuarono a REGALARE le buste limitandosi a richiedere soltanto il rimborso della tassa (100 lire poi passate a 5 centesimi di euro)
4.
Lo Stato successivamente cambia le regole e vieta completamente l’uso delle buste di plastica a partire dal 1 gennaio 2011 obbligando gli esercenti a fornire solo buste biodegradabili o di carta.
5.
Gli esercenti approfittano della nuova legge per NON REGALARE PIU' le buste e chiedono non 5, ma addirittura 10 centesimi per ogni busta biodegradabile o di carta, pur non dovendo più versare le vecchie 100 lire di tassa allo Stato.
Come sempre le decisioni di chi governa furono e continuano ad essere prive di ogni logica o quanto meno non tengono conti delle reazioni possibili di quelli che devono applicare le regole fissate.
E chi soffre di queste inettitudine è SEMPRE il povero consumatore.
Concludo con una lista più completa dei costi applicati dai vari esercenti:
ESSELUNGA 10 centesimi
LIDL 10 centesimi
CARREFOUR 10 centesimi
DECATHLON 5 centesimi (piccola), 15 centesimi (grande)
TODIS 10 centesimi
AUCHAN 10 centesimi
venerdì 17 dicembre 2010
Roma - Guerriglia urbana e mia proposta -
L’abbiamo visto tutti perchè la televisione come sempre ce lo ha mostrato con tutti i dettagli.
Mentre Al Senato e alla Camera si votava la sfiducia al Governo (anzi non tanto al Governo quanto al signor Berlusconi) migliaia di studenti, terremotati, abitanti di Terzigno e altri che si consideravano “scontenti” erano nelle vie della capitale, spesso camuffati per non farsi riconoscere e armati di mortaretti, bastoni e altri oggetti contundenti “per manifestare”.
Eh sì, perchè per manifestare evidentemente occorrono tutti quegli aggeggi e non si può farlo a viso scoperto! E poi anche perchè quelli erano lì per mettere a ferro e fuoco la città, per combattere i poveri tutori dell’ordine, infrangere vetrine ed incendiare auto di cittadino come loro; e tutto ciò INDIPENDENTEMENTE dall’esito della votazione.
Noi benpensanti che come sempre non facciamo mai di tutta un erba un fascio, abbiamo subito pensato ad addossare le colpe a fasce di agitapopolo che avevano proprio l’obiettivo di gettare fango su tutti gli intervenuti; non avevamo mai creduto che la maggioranza dei presenti erano studenti che intendevano manifestare con dignità e senza violenza.
Ma io per prima e sicuramente tutti gli altri che hanno assistito alla trasmissione “Annozero” di giovedì 16 abbiamo dovuto cambiare convincimento; infatti il gruppo di onesti ragazzi invitati alla trasmissione, rappresentati prima da uno di essi e poi da altri due che hanno presa la parola, tutto hanno detto, ma neanche una parola hanno proferito che li mostrasse prendere le distanze da quegli avvenimenti criminali.
Sono stati pressati più volte sia dai rappresentanti della destra presenti sia da quelli della sinistra a dichiarare se la loro posizione era di disgusto per quello che era accaduto, ma non è stato possibile in alcun modo ascoltare da nessuno di loro una sola parola di rincrescimento per l’accaduto.
Dunque, lo ha dovuto ammettere e lo ha ripetuto chiaramente anche Michele Santoro, la loro era una piena sottoscrizione degli avvenimenti per i quali TUTTA la responsabilità era del Governo e quindi per loro quello che era accaduto ne era la giusta conseguenza.
Hanno continuato a ripetere che da anni chiedevano maggiori sovvenzioni per l’università e la ricerca, che le borse di studio con il nuovo disegno di legge venivano ridotte o abolite e disconoscendo che in Inghilterra invece hanno raddoppiato le tasse universitarie, pretendevano di suggerire priorità diverse nell’uso del danaro dello Stato mettendo al PRIMO POSTO le loro necessità.
Ebbene per far capire tutto questo, TUTTI LORO, e dico “tutti loro” perchè hanno insistito per tutta la trasmissione nel mostrare di condividere i funesti avvenimenti, hanno provocato danni morali e materiali all’Italia intera, colpendo oltre tutto persone e cose che nulla avevano a che vedere con le loro “cosiddette” ragioni.
ED ECCO LA MIA PROPOSTA
Pare chi i danni ammontino a 20 milioni di Euro e poichè in un momento di crisi quale è quella che viviamo, l’ultima delle spese penso debba essere quella necessaria a riparare i danni subiti da privati e dai beni pubblici, ritengo giusto valutare con precisione i danni, sommare ad essi una cifra che consenta di “indennizzare” tutti i poliziotti presenti a titolo di piccolo riconoscimento economico per ciò che hanno subito e stabilire che la cifra risultante venga prelevata dalle sovvenzioni attuali e future ancora destinate alle università.
In questo modo questi cari ragazzi potranno ricordare che buona parte delle sovvenzioni a loro destinate, mancano proprio perchè da loro stessi dilapidata con la loro ignominiosa quanto criminale agitazione.
Franco Fellicò
IL COMMENTO DI MIO FIGLIO (un giovane quasi della loro età)
Alla proposta darei una decorrenza futura (dal prossimo disordine, di qualsiasi entità, anche minore). In questo modo suonerebbe come una ennesima assoluzione e non una condanna per i fatti accaduti. Tuttavia una sorta di "condizionale" da applicare al prossimo evento violento che si dovesse "manifestare".
In questo modo, oltre a ricevere un nuovo perdono, sarebbe per loro ancor più CHIARO che eventuali nuovi disordini andrebbero a ledere (in maniera diretta) un diritto che loro stessi accampano.
Purtroppo però sono pessimista sia sull'accoglimento della proposta e anche sulla sua eventuale applicazione con successo.....
Si. Giusto. Quello che dici è saggio. E.dopo aver letto anche qualche commento, approfitto ancora per ribadire che a chi NON E' UN FACINOROSO, NE' UN CRIMINALE si richiede non solo di non partecipare ad atti vandalici, ma anche di IMPEDIRLI o quanto meno di non DAR SPAGO a chi agisce da criminale. ALLINEARSI INVECE CON CHI DELINQUE, equivale a partecipare all'azione.
Ed è proprio questo che non si possono tollerare certi atteggiamento ed è per questo che dovrebbe pagare anche chi ha solo condiviso verbalmente l'azione dimostrando in questa modo: CONNIVENZA!
giovedì 29 luglio 2010
LA STORIELLA DELL’UBRIACO SOTTO IL LAMPIONE E I NUOVI PROVVEDIMENTI PER IL CODICE DELLA STRADA.
Ed ecco la storiella:
UN UBRIACO DI NOTTE CERCAVA QUALCOSA SOTTO UN LAMPIONE E A UN PASSANTE CHE GLI CHIEDEVA COSA STESSE FACENDO, RISPOSE: CERCO LE CHIAVI CHE HO PERDUTO! E ALLA NUOVA DOMANDA: MA DOVE E QUANDO LE HAI PERDUTE? LUI RISPOSE: LE HO PERDUTE POCO FA AL DI LA’ DELLA STRADA; E PERCHE’ ALLORA LE CERCHI QUI? LE CERCO QUI PERCHE’ QUI C’ E’ LUCE!
Questa la storiella ed ora veniamo ai nuovi provvedimenti presi per contrastare l’alto numero di vittime della strada.
Si è deciso, di ridurre a ZERO il limite di alcool nel sangue per i giovani al volante, proprio come se si fosse scoperto e provato che la maggior parte degli incidenti gravi veniva provocato da giovani che avevano appunto appena superato il limite se pur oltremodo basso precedente; se così fosse, sarebbe giustissimo ridurre anche a zero detto limite; ma il fatto vero è che quegli incidenti che si vorrebbero evitare sono stati provocati da giovani al volante con un tasso alcolico DI MOLTO, MA DI MOLTO SUPERIORE al limite che si è voluto ridurre, dunque questa riduzione non serve proprio a nulla.
Insomma pur sapendo che gli incidenti gravi vengono procurati da chi ha nel sangue un tasso di alcool altissimo, si pensa che riducendo un limite già basso ed ininfluente si possano evitare quegli incidenti.
Già nel passato ho affermato che il risultato sarà che verranno soltanto colpiti i bravi giovani, quelli che così come hanno rispettato i limiti precedenti senza naturalmente mai fare incidenti, si assoggetteranno a rispettare anche quelli ancora più restrittivi imposti ora; viceversa, gli ubriaconi, quelli veri, quelli che erano abituati a superare ABBONDANTEMENTE i vecchi limiti tanto da procurare spesso gravi incidenti, continueranno a farlo alla stessa maniera e l’unica differenza è che si troveranno fuori regola per qualche unità in più.
Come al solito chi viene colpito non è chi effettivamente dovrebbe essere colpito, ma si preferisce colpire quelli che è più facile colpire, considerandosi paghi di aver fatto qualcosa, anche se ciò che si fa non serve assolutamente a niente se non a farci ricordare la storiella dell’ubriaco.
mercoledì 7 luglio 2010
Ritiro patente ad 80 anni
Il presidente della commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci, propone un limite d’eta, che se raggiunto implica l‘impossibilità di guidare. La soglia è ancora da decidere, si pensa possa essere fra gli 80 e gli 85 anni. “Per questo motivo – spiega Valducci – si dovrebbe pensare a un’eta limite, una soglia oltre la quale non è più possibile guidare. Possono essere 80 o 85 anni, di questo si può discutere. Ma la questione va affrontata”.
Già in altra occasione ebbi modo di scrivere all’On/le Mario Valducci che proponeva un’ulteriore diminuzione della soglia alcolica per i guidatori.
Questa volta invece, sempre lo stesso, sta pensando addirittura di “tagliare le gambe” agli ottantenni. E’ una sorta di eutanasia con l’aggravante di perpetrarla nei confronti non di individui in cui la vita è permanentemente compromessa, ma con la mannaia nei confronti di tutti quelli che hanno raggiunta una certa età.
Si, perché negli anni 2000, decidere che un individuo non debba poter più guidare la propria auto soltanto perché ha una determinata età, è una pazzia che solo un parlamentare poteva immaginare.
Ormai ognuno di noi ha le ruote al posto delle gambe, ed è per questo che dico che vietargli di usarle, equivale a tagliargli gli organi dedicati alla deambulazione e come conseguenza ucciderlo.
Uno poi si domanda, ma perché questa proposta? E’ al solito per ridurre gli incidenti stradali?
E allora siamo alle solite. E ripenso a quell’ubriaco che cercava le chiavi sotto un lampione e ad un passante che gli chiedeva dove le aveva perse, rispondeva: più in là, ma le cerco qui perché qui c’e la luce.
I giovani provocano tanti incidenti? E allora si introduce un limite di età per non far guidare i vecchi.
Per Valducci sono gli anziani quelli da eliminare dalle strade e ne è convinto pur sapendo che le assicurazioni riservano a chi ha anni e anni di esperienza di guida, migliori trattamenti proprio perché sono i più accorti e i meno rischiosi.
Il motivo del divieto di superare un limite di alcoolicità è stato introdotto perché l’alcool nel sangue fa ridurre i riflessi. Analogamente si pensa che i riflessi di un anziano siano più lenti di altri e Valducci pensa che questo avviene immediatamente dopo il raggiungimento di una età da stabilire (80, 85 o non so quanti anni).
Eppure ci sono un’infinità di altri motivi per cui i riflessi peggiorano (un pranzo luculliano, una forte stanchezza, una forte tristezza o anche allegria) e forse ad uno ad uno Valducci li scoprirà e cercherà di introdurre nuove limitazioni a certe CATEGORIE di persone (quelli che escono dal ristorante, quelli che si svegliano troppo presto al mattino, quelli a cui è appena morto un congiunto o quelli che guidano nel giorno della laurea).
Si, perché si agisce alla buona colpendo determinate categorie di persone, non si pensa mai di valutare il vero motivo che può provocare un incidente ma si guarda alle situazioni che indirettamente possono in un certo numero di casi renderlo più probabile.
Ma non sarebbe più logico, indipendentemente dall’alcool, dall’età e da ogni altra situazione, verificare i riflessi di chi guida invece di guardare la sua età o misurargli il tasso alcolico con l’etilometro?
Non vi pare che, una volta fissato un tempo di riflesso regolare e accettabile, gli organi di controllo farebbero prima e meglio a controllare i riflessi dell’automobilista? Con un unico controllo, anche molto più semplice e meno costoso, si potrebbe sapere se un individuo, non importa se ubriaco, drogato o vecchio di cent’anni abbia o non i riflessi necessari per la guida. E punirlo soltanto se al momento del controllo non ha il vero requisito necessario. Viceversa si punisce chi ha un tasso alcolico non conforme alla regola anche se ha dei riflessi favolosi e si lascia andare in giro chi è astemio o non ha proprio bevuto anche se invece ha dei riflessi terribilmente lenti.
Si stabilisce che TUTTI quelli che hanno un tasso alcolico superiore ad un certo valore (che inoltre ogni tanto viene ulteriormente ridotto) hanno per conseguenza dei riflessi inadatti alla guida, senza considerare che le soglie sono soggettive per cui al minimo si è costretti a fissare una soglia sotto la quale quasi nessuno è influenzato, colpendo “i giusti per i peccatori” e comunque non avendo la certezza di aver risolto il problema.
Analoga cosa vale per gli anziani; ma è proprio sicuro Valducci di trovare una età al di sotto della quale TUTTI hanno i riflessi regolari e al di sopra della quale invece TUTTI non hanno più i riflessi adatti alla guida?
Più insulsa di così una regola non potrebbe essere. Io non so cosa succede negli altri Paesi, ma ho già detto che ove mai dovessi raggiungere un’età che mi vieti per la guida in Italia, mi trasferirò in qualunque altro paese del mondo, piuttosto che sottostare a questa nuova angheria.
Forse Valducci, memore di FERRI (quello dei 110 all’ora in autostrada), pensa di guadagnare voti, ma io invito chiunque fosse d’accordo con me a boicottarlo negando ogni consenso a lui e alla sua corrente politica.
Credo che Valducci sia di destra, come lo sono io, ma GIURO che voterò da qualche altra parte se malauguratamente questa legge dovesse entrare in vigore.
Franco Fellicò
mercoledì 10 marzo 2010
La giustizia non esiste (dimostrazione 4)
Sapete tutti che cosa è una FRANCHIGIA: è un espediente utilizzato dalle assicurazioni e rappresenta praticamente una cifra che, in caso di danno, l'assicurazione non pagherà e che rimarrà invece a carico dell’assicurato.
In cambio la compagnia assicuratrice consentirà al suo cliente di versare una cifra più bassa per la polizza. In caso di intervento dell'assicurazione, quest'ultima pagherà soltanto la cifra eccedente la franchigia. È proprio come se si assicurasse soltanto la parte che eccede la franchigia. Per le assicurazioni l’effetto è che i piccoli danni (intendendosi per piccoli quelli inferiori o uguali alla franchigia) non verranno neanche denunciati e saranno pagati direttamente dal cliente.
Questo va bene per le assicurazioni, sia perché la scelta è facoltativa e sia perché se si sceglie questa formula si riceve in cambio uno sconto sul premio assicurativo; ma che lo Stato applichi una franchigia alla giustizia è assolutamente scandaloso: perché la scelta non è facoltativa, perché nessuno sconto gli viene fatto in cambio sulle tasse e perché in questa maniera si favorisce l'illegalità delle Amministrazioni Comunali e Statali ad esclusivo danno dei cittadini stessi.
Mi riferisco all'ultima trovata dei nostri governanti per ridurre, a loro dire, l'enorme quantità di ricorsi ai Giudici di pace relativi alle innumerevoli contravvenzioni e multe propinate dai Comuni a danno dei cittadini. Per ogni ricorso infatti oggi occorre versare € 38,00 a fondo perduto (la FRANCHIGIA), per cui è ovvio che chiunque riceva una multa che sia all’incirca di quella entità, rinunci al ricorso visto che altrimenti rischierebbe di pagare sia pure ad altri ma in ogni caso, la cifra richiesta o addirittura più di essa.
E’ evidente che, come al solito, la scelta è stata fatta con estrema superficialità non considerando né gli aspetti etici, né le gravi conseguenze che non solo minano ulteriormente la già scarsa giustizia di questo sfortunato Paese, ma che anzi costituiscono un gradito incentivo alle amministrazioni comunali assetate di danaro che si sentiranno autorizzate sempre più ad infierire con multe ingiuste ed illegali essendo sufficiente che le stesse siano inferiori o anche poco superiori alla FRANCHIGIA fissata.
E’ vero che oggi il numero dei ricorsi ai Giudici di pace per le multe appioppate ai cittadini è altissimo, ma non si dimentichi che l’80% di essi vengono accolti, il che significa non solo che i Comuni ne fanno largo uso ma anche che spessissimo le stesse sono illecite. Ma ciò che accade non è stato interpretato come un problema derivante dalle angherie delle amministrazioni al quale si doveva giustamente mettere un riparo, ma l’unica cosa che si è notata è soltanto il fatto che i ricorsi erano diventati troppi per essere gestiti e si è cercato soltanto di farli diminuire scegliendo di farlo nel modo più assurdo possibile.
Non si è pensato neanche per un istante alla giustizia, non si è pensato che, mentre il cittadino se ha torto viene subito condannato a pagare, invece se il torto è del Comune esso come unica “punizione” viene invitato soltanto a non introitare quanto INGIUSTAMENTE aveva preteso; non si è capito che quelle amministrazioni fidando un po’ sul fatto che non tutti i cittadini fanno ricorso e un po’ sul fatto che nei ricorsi comunque un 20% delle ammende viene confermato, elevano verbali comunque, anche quando non sono proprio rispettosi della legalità, sicure che il bilancio dell’operazione sarà positivo.
Con lo scellerato provvedimento del Governo è vero che i ricorsi ed il conseguente lavoro per i Giudici di pace si ridurrà, ma il modo scelto è COME SEMPRE INGIUSTO e il meno adatto allo scopo perché come ho già detto produrrà più danni che vantaggi; i vantaggi saranno per lo Stato (che intascherà i 38 euro o ridurrà il suo lavoro) e per le Amministrazioni comunali (che potranno infliggere multe con maggiore tranquillità), mentre i danni saranno soltanto per i cittadini, cosa che a parere di chi legifera è trascurabile, così come è trascurabile il fatto che le ingiustizie e le illegalità, se inferiori alla FRANCHIGIA, rimangano impunite e vengano così considerate LECITE.
Come si sarebbe potuto fare allora per ridurre il numero dei ricorsi senza colpire al solito i cittadini e senza incentivare chi espleta azioni illegali?
Sarebbe stato molto semplice, così come da tempo io vado dicendo, ma forse l’intelletto di chi è al comando non è sufficientemente allenato per riuscire ad immaginare una soluzione più giusta ed altrettanto capace di avere il risultato desiderato.
Sarebbe bastato stabilire che per tutti i ricorsi vinti dai cittadini, il soccombente (di solito una Amministrazione comunale) fosse tenuto a pagare allo Stato la multa ingiustamente richiesta; in questo modo lo Stato avrebbe comunque ricevuto un indennizzo per il lavoro dei Giudici di pace ed il cittadino avrebbe ricevuto veramente giustizia senza dover sopportare la stupida FRANCHIGIA; inoltre le amministrazioni comunali, diversamente che con la FRANCHIGIA, sarebbero state incentivate ad EVITARE le multe ingiuste ed illegali visto che altrimenti ne avrebbero pagate le conseguenze e con ciò si sarebbe raggiunto anche l’obiettivo della riduzione dei ricorsi perché i Comuni si sarebbero limitati ad infliggere verbali soltanto in casi veramente GIUSTI per i quali i ricorsi difficilmente sarebbero stati inoltrati e per i quali sicuramente il Giudice li avrebbe assolti. Dunque maggiore giustizia per i cittadini, maggiori introiti per lo Stato, riduzione dei ricorsi ed incentivazione dei Comuni ad un comportamento più virtuoso.
Che ne dite? Io non riesco a trovare alcuna ingiustizia in quanto ho sempre proposto, ma forse proprio per questo i nostri aguzzini non hanno adottato questo provvedimento, visto che il loro obiettivo è soltanto quello di opprimerci.
martedì 12 maggio 2009
L’Anti-Berlusconismo (...continua)
Effetti del mio scritto
Ne ho parlato con tanti, sia con amici che con parenti, e indipendentemente dal loro orientamento politico.
Ovviamente ho avuto riscontri diversi, ma in particolare ho potuto vedere che in generale sono stato abbastanza frainteso; infatti il mio intento era soltanto quello di esaminare e sottolineare alcuni comportamenti che mi sembravano atipici o almeno sproporzionati.
Non volevo affatto convincere nessuno a parteggiare per il partito avverso, ma soltanto volevo capire da cosa era spinto quell’ODIO PROFONDO che ho descritto.
Invece ogni discussione, sia fatta per email che di persona mi ha portato a dover discutere sul perché certi interventi che io ho portato solo quale esempio di qualcosa che comunque a mio avviso doveva essere apprezzato, erano invece considerati sbagliati e non di poco, visto che erano tali da suscitare tutta quella avversione per il leader dell’attuale governo.
La maggior parte degli “odianti” hanno cercato di sminuire anche i risultati evidenti, dando forte accento a piccoli particolari che a loro dire non hanno reso PERFETTI gli interventi stessi, cosa che li autorizzava automaticamente a definirli completamente sbagliati.
Insomma nessuna comprensione per chi cerca di fare qualcosa, ma una sicurezza assoluta che chi è dell’altra parte sbaglia per definizione.
In qualche caso mi hanno detto, senza aver peraltro alcuna prova, ma solo per aver dato credito a voci che corrono nella loro corrente politica, che le cose sono diverse da quelle che ci raccontano e che molte delle cose che ci raccontano sono balle.
In sostanza, mai nessuna cosa è stata fatta né bene né all’incirca bene; sembra quasi che si desideri piuttosto il NON INTERVENTO.
Anche l’eliminazione dell’ICI è stata ovviamente criticata e tutti hanno voluto dimenticare che durante la campagna elettorale questa possibile azione veniva sbandierata anche dalla sinistra.
A questo proposito approfitto perciò per raccontare qui di seguito una storiella, che come tutte le storielle ha anche una sua “morale”.
Una storiella (leggere e meditare)
In una famiglia in cui da anni le cose andavano avanti bene, un bel giorno il capofamiglia, pressato dalle difficoltà economiche sempre maggiori a causa di una crisi mondiale che aveva fatto aumentare il costo della vita a dismisura, si vide costretto a ridimensionare le sue spese e tra le altre cose decise anche di ridurre le paghette che era solito corrispondere ai suoi due figli.
A sua volta il primo dei due figli, ragazzo molto assennato, per adeguarsi alla nuova situazione decise di ridurre il suo consumo di sigarette e di andare in discoteca una volta al mese piuttosto che una volta alla settimana; l’altro invece, sicuro che il problema del padre non lo riguardava affatto, e assolutamente intenzionato a non cambiare le sue abitudini, decise di trovare in qualche altro modo la differenza di danaro che gli era venuto a mancare, e trovò la soluzione cominciando a trafugare qualche oggetto nei supermercati che vendeva poi agli amici e ai compagni di scuola.
Si trovava così bene nell’arrotondare in quel modo la sua paghetta che cominciò anche a pensare che se avesse incrementato il suo “facile lavoro” sarebbe riuscito non solo a mantenere il suo “tenore di vita precedente”, ma avrebbe addirittura avuto la possibilità di procurarsi nuovi svaghi.
La cosa durò a lungo prima che fosse preso in fragrante e che fosse punito secondo legge; ma sapete perché passò tanto tempo prima che fosse scoperto? Perché quasi tutti gli amici di quella famiglia, pur essendosi accorti della cosa, non pensarono di avvisare il loro amico padre del ragazzo, ma addirittura parlando tra di loro, lo giustificavano dicendo che la colpa era appunto del padre, perché se avesse fatto a meno di ridurgli la paghetta il ragazzo non avrebbe certamente rubato.
Allora io mi domando, chi è il vero colpevole? Visto che il fratello più onesto si era adeguato, perché non poteva farlo anche l’altro? O la colpa era del padre che non aveva pensato di andare a rubare lui, per poter continuare a dare ai figli la solita cifra settimanale?
Lo Stato è il padre e può decidere di stringere la cinghia rinunciando a qualche introito per agevolare i cittadini; ma la conseguenza corretta deve essere che i suoi figli (i Comuni o gli enti a cui è stata tolta un po’ di paghetta) si adeguino riducendo a loro volta le proprio spese, e non andando a rubare nelle tasche dei cittadini quello che è a loro mancato.
Osservo inoltre che quando qualche Comune si comporta come quel figlio dissennato, è molto grave che i cittadini gli diano ragione dando la colpa allo Stato che gli ha ridotto gli introiti e non a loro che invece hanno voluto ad ogni costo mantenere tutte le loro spese!
Se poi è proprio questo che qualcuno pensa e non ha nessuna intenzione di colpevolizzare il Comune ma anzi lo giustifica, allora sarebbe addirittura logico che lo IMITASSE andando a rubare a sua volta per recuperare il danaro che ingiustamente gli è stato richiesto.
E non mi si venga a dire che tutte le spese dei Comuni sono indispensabili, perché sono pronto a citarvi decine di interventi che potrebbero riportare le spese a rientrare negli attuali introiti.
A solo titolo di esempio su possibili centri di spesa su cui intervenire penso alle ingenti spese delle feste patronali, all’abbondante illuminazione delle strade per non dire di tutte le luminarie in occasione del Natale e del fine anno; al gran numero di manifesti alle inutili e dannose cunette artificiali e anche se volete agli abbellimenti della città che non sono certo indispensabili, senza contare alla gran quantità di auto e mezzi di ogni genere utilizzati dall’amministrazione municipale.
E dopo esser intervenuti in tutti questi sprechi se ancora non bastasse, e SOLTANTO se si dovesse necessariamente cominciare ad agire anche su sanità, scuola o su altri servizi di pari importanza, SOLO ALLORA si potrebbe cominciare a pensare di prelevare qualche nuovo introito tassando i cittadini.
Ancora una volta prego chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui, di riesaminare oggettivamente il proprio pensiero e di non giustificarsi ad ogni costo, ma di meditare onestamente su quanto ho detto, ponendosi l’obiettivo di capire se è giusto giustificare i Comuni (di qualunque colore siano) e di colpevolizzare invece il Governo centrale (anch’esso di qualunque colore sia).
I Comuni non hanno diritto ad alcuna giustificazione, il Governo può essere anche criticato se volete, però non certamente per aver cancellata l'ICI, ma piuttosto per non aver effettuato attenti controlli sulll'operato dei Comuni.
