sabato 29 marzo 2025

Ancora su autovelox

 

Ritorno ancora una volta a parlare di autovelox e proverò a ripetere ancora una volta una mia proposta; chiedo allora a chi ricorda qualche mio precedente scritto, di perdonarmi.

 

Il motivo che mi ha nuovamente spinto ad affrontare questo argomento è che ho assistito ad una delle tante discussioni fatte in TV; mi riferisco ad “Aria che tira” di due giorni fa (27 marzo 2025) nella quale ho disperatamente aspettato che qualcuno pensasse di proporre la mia idea, ma senza alcun risultato.

 

In questi ultimi tempi, e penso che sia noto a molti, c’è stata una decisione legislativa che stabilisce che TUTTI gli autovelox per essere in regola debbano essere OMOLOGATI per cui, dato che non lo è nessuno (compreso i Tutor sulle autostrade), essi dovrebbero essere disattivati fino  quando non saranno stati omologati.

 

Naturalmente questa regola ha indispettito in particolari i Sindaci delle città che, come è noto, “vivono” con gli introiti di questi strumenti; la richiesta di molti di essi era che invece di richiedere la OMOLOGAZIONE ci si accontentasse di una AUTORIZZAZIONE (che molti dicono anche di avere già).

 

E’ però inutile dire che il discorso si è spostato come sempre sul fatto che i Comuni utilizzano questi strumenti al solo scopo di “fare cassa” tanto è vero che le apparecchiature vengono installate più in posti facile al tranello che in posti dove si richiede una maggiore sicurezza.

 

E come ho detto tutti i partecipanti alla discussione hanno insistito su quest’aspetto senza che NESSUNO pensasse a proporre una soluzione semplicissima che risolverebbe PER SEMPRE questa annosa questione.

 

La soluzione è quella che ho più volte proposto: basterebbe che lo Stato deliberasse che i proventi delle multe generate dagli autovelox da CHIUNQUE INSTALLATI, vengano riscosse dallo Stato il quale al massimo potrebbe riconoscere una piccola parte di essa al solo scopo di ripianare IN PARTE le spese sostenute dai Comuni.

 

Dico IN PARTE perché se un Comune installa un autovelox per VERI MOTIVI DI SICUREZZA dovrebbe ovviamente spendere dei soldi, così come fa per ogni servizio utile, ed avere in cambio una maggiore sicurezza delle sue strade. Non deve accadere invece che i proventi delle multe non solo ripagano i Comuni delle spese sostenute per le installazioni ma in più diventano anche un notevole interessante introito gratuito.

 

Se venisse attuata la mia idea allora certamente TUTTI gli autovelox fatti installare dai Comuni sarebbero effettivamente quelli necessari a rendere  più sicure le strade pericolose: infatti poiché i proventi delle multe non andrebbero al Comune, nessun Sindaco farebbe installare una di quelle apparecchiature per motivi diversi dalla necessità di sicurezza.

 

Non riesco a convincermi che una cosa così semplice non venga pensata da nessuno e l’unica spiegazione potrebbe essere che lo Stato è in combutta con i Sindaci e consente loro di colpire i tanti automobilisti anche se ingiustamente.

 

Franco Fellicò

giovedì 27 marzo 2025

Trump e l'Europa

L’Europa è nata per FREGARE GLI USA e ancora: gli europei SONO DEI PARASSITI.

 

Sappiamo quanto sia “cafone” Trump, ma non per questo dobbiamo accettare queste sue accuse senza reagire continuando a sorridergli.

 

Questo individuo, che stupidamente il popolo americano a riportato alla Casa Bianca, si ritiene libero di offendere chiunque forte della sua autorità.

 

Lui ritiene anche di poter decidere delle sorti dell’Ucraina facendo finta di far finire la guerra che da oltre tre anni la sta dilaniando; ma per portare avanti il suo disegno ha deciso di farlo in combutta con Putin decidendo a nome di Zelensky le regole e, quando necessario, impegnando anche l’Europa (la parassita) in azioni non concordate e decise in autonomia.

 

Il furbo Putin, che molti ritengono che ha Trump nel taschino, oltre ad essere stato completamente riabilitato malgrado la sua invasione, sta facendo i propri interessi facendoli apparire come concessioni e quindi sembra aver accettato la sospensione delle azioni militari nel mar Nero in maniera che le proprie navi non siano più attaccate dagli Ucraini e promette di fare altrettanto, ma SOLO se l’Europa allenterà alcune sanzioni in essere.

 

Il signor Trump si va pavoneggiando per aver raggiunto questo accordo “capestro” nel quale ha da una parte alleviato i pericoli della flotta russa e dall’altra impegnato l’Europa (senza averla neanche consultata) in delle azioni che potrebbero esserle non gradite.

 

A questo punto se l’Europa dovesse rifiutare di provvedere all’alleggerimento delle sanzioni, Putin si sentirebbe libero di non rispettare l’accordo, e naturalmente Trump direbbe che lui aveva ottenuto una piccola tregua che però non è stata rispettata per colpa dell’Europa. In tutto questo l’Ucraina continua ad essere bombardata, anche nelle sue strutture energetiche che pur dovrebbero essere lasciate libere dalle bombe secondo gli accordi.

 

Come possiamo pensare che l’azione di Trump porterà la pace tra Russia e l’Ucraina? Con queste premesse si capisce bene che se pace ci sarà essa assomiglierà molto più ad una resa che ad una pace; molta parte dei territori Ucraini andranno a Putin, mentre Trump si prenderà le terre rare e magari anche la centrale nucleare di Zaporizzia.

 

E tutto ciò avverrà con l’aiuto dell’Europa per cui credo che allora si dovrebbe meglio capire chi delle due parti è quella PARASSITA.

 

Cosa dovrebbe fare allora l’Europa? Continuare a piatire un rimando o una riduzione dei dazi in arrivo? Per motivi di orgoglio non penso che l’Europa possa ancora pensare di ricucire uno strappo che dopo tanti anni è avvenuto così bruscamente.

 

E allora? Certo che non si potrebbero accettare senza reagire i dazi preannunziati e quindi sicuramente bisognerebbe rispondere con analoghi dazi sui prodotti che importiamo dagli USA; ma credo che dovremmo reagire anche con delle azioni poco gradite al bullo americano.

 

E se lui si è alleato con Putin e si muove nella speranza di allontanare la Cina da lui allora non sarebbe una buona mossa che l’Europa cerchi di avvicinarsi proprio alla Cina?

 

Facciamo una considerazione: quando Putin invase l’Ucraina, quasi tutto il resto del mondo si alleò ed iniziò a sostenere economicamente e militarmente la Nazione sotto attacco e contemporaneamente reagì con sanzioni sempre più estese verso la Russia; quello che avvenne fu un tentativo di isolare la Russia dal resto del mondo; si cercò di non comprare più niente da lei e di rifornirsi del necessario da altri mercati.

 

La guerra commerciale iniziata da Trump non è molto diversa dalla “operazione militare speciale” iniziata tre anni fa da Putin.

 

E’ come se gli USA per decisione di Trump avessero deciso di isolarsi dal resto del mondo bloccando le importazioni o rendendole costosissime.

 

E allora alla stessa maniera occorrerebbe reagire anche a questa nuova guerra; converrebbe agevolare il desiderio di isolazionismo di Trump riducendo al più possibile i rapporti commerciali con l’America e, analogamente a come facemmo con Putin, spostare i rapporti commerciali che avevamo con gli USA verso altri Paesi.

 

E poiché sono molti i Paesi verso cui Trump ha applicato la guerra dei dazi, sarà utile intraprendere rapporti commerciali proprio con quelli che come noi sono stati messi in difficoltà.

 

L’interesse di quei Paesi sarà simile al nostro e dunque sarà anche più semplice accordarsi con loro visto che anche loro avranno bisogno di spostare degli scambi commerciali verso chi non intende frenarli con dei dazi.

 

In pratica se si farà questo, così come Putin è stato allontanato dal resto del mondo a causa della tua “operazione speciale”, anche Trump e il suo Paese si isoleranno da soli a causa dei dazi di Trump.

 

Poichè uno dei più importanti Paesi colpiti dai dazi di Trump è la Cina, potrebbe essere utile cercare di sostituire almeno una parte dei rapporti commerciali che l’Europa aveva con gli USA con dei rapporti più stretti appunto con la Cina.

 

E poi esiste il Giappone, il Canada, il Messico e alcuni Paesi dell’America del sud che pure sono come noi in difficoltà a causa della guerra di Trump.

 

Finora la Cina l’abbiamo tenuta lontana e abbiamo anche cercato di frenare il commercio con essa perché abbiamo avuto paura della loro forza in particolare nell’automotive.

 

E se invece allentassimo un po' quei freni consentendo loro di vendere le loro auto in Europa a patto di instaurare una congrua attività di esportazione verso di loro dei prodotti europei?

 

Il risultato sarebbe utile ad entrambi e contemporaneamente Trump e i suoi dazi farebbero solo il male agli americani e non più a noi.

 

Sono convinto di non dire delle idiozie e ricordo che quando tutto l’occidente decretò tante sanzioni alla Russia, Putin si è salvato proprio spostando i suoi rapporti commerciali verso la Cina.

 

Analogamente, a fronte dei dazi, che creano a noi dei problemi molto simili alle sanzioni, potremmo reagire spostando buona parte del nostro commercio estero proprio verso la Cina.

 

Franco Fellicò

 

 

 

 

 

 


domenica 16 marzo 2025

I dazi

 

Erano anni che i dazi avevano perso molto del loro valore in un mondo sempre più globalizzato, ma ultimamente il Presidente bullo Americano ce li ha fatti ricordare.

 

Ormai sappiamo che quando Trump fa una affermazione non è detto che rimanga quella, ma per il momento sappiamo che i dazi che sono stati fissati per alcuni prodotti che gli USA importano da noi sembra che siano del 25%.

 

A fronte di questa decisione l’Europa ha deciso di porre a sua volta dei dazi su alcuni prodotti americani e se i dazi americani colpiscono l’Europa per 28 miliardi di Dollari, noi europei abbiamo fissato dazi su alcuni prodotti che importiamo degli USA colpendo loro a nostra volta per 26 milioni di Euro (quindi in una misura perfettamente corrispondente).

 

Tra le tante affermazioni che ogni giorno arrivano da Trump ricordo che più di una volta lui ha detto che intende stabilire una reciprocità con i vari Paesi per cui se un Paese impone dei dazi in una certa misura anche gli Stati Uniti applicheranno sui prodotti di quel Paese dei dazi simili sui loro prodotti.

 

Dunque, anche se l’iniziativa di porre dei dazi su alcuni prodotti europei è partita da lui, secondo la sua teoria è correttissimo che “per rispettare la reciprocità” l’Europa abbia risposto con dei dazi in ugual misura su alcuni prodotti americani.

 

Ma all’amico Trump questa reazione, che rispetta la reciprocità che lui stesso aveva invocata, non è andata bene e ha chiesto all’Europa di cancellare i nostri dazi perché altrimenti lui metterà dei dazi SUI VINI EUROPEI del 200%.

 

La mia prima osservazione è che ormai sappiamo che quello che afferma Trump non viene sempre seguito da un’applicazione effettiva di quello che ha detto; infatti ultimamente sappiamo tutti che aveva promesso l’INFERNO ai terroristi di Hamas se non fossero stati immediatamente liberati tutti gli ostaggi israeliani; Hamas non ha liberato gli ostaggi e l’INFERNO non l’abbiamo visto.

 

La mia seconda osservazione è che il modo di fare di Trump è esattamente lo stesso di Putin; infatti Putin dopo aver deciso di invadere l’Ucraina, si lamenta se gli ucraini si permettono di inviare dei droni a colpire Mosca; in effetti lui dimentica di aver incominciato a bombardare l’Ucraina per primo;

ed analogamente Trump impone i dazi per prima e poi si lamenta se chi è colpito reagisce alla stessa maniera dimenticando di aver cominciato lui.

 

Ma vediamo ora come si può reagire a delle affermazioni tanto assurde di un individuo come Trump.

 

Mi sono ricordato allora di un mio caro amico, che ora purtroppo non è più in vita, con il quale studiavo quando ero giovane; lui era un ingegnere e quando ebbe il primo figlio mi raccontò che quando a poco più di un anno di vita il suo marmocchio piangeva rabbiosamente, lui gli aveva messo delle cuffie sulle orecchie collegate ad un microfono seguito da un amplificatore spiegandomi che in quella maniera più il bambino strillava e più le sue strilla gli entravano amplificate nelle orecchie.

 

E ora che mi domanderete cosa c’entra il periodo qui sopra con i dazi di Trump? Ed ecco che allora ve lo spiego subito.

Secondo me gli europei, dopo aver saputo quali sono i nostri prodotti colpiti da dei dazi di Trump, dovrebbero SOLO definire quali sono i prodotti che importiamo dall’America a cui applicare a nostra volta dei dazi e per essi fissare PER LEGGE che i dazi su quei prodotti saranno della stessa misura di quelli che gli USA hanno fissato per i nostri.

 

Trump dovrebbe quindi sapere, che se applica un dazio del 200% su un prodotto ha deciso automaticamente che ci sarà immediatamente lo stesso 200% di dazio su un suo prodotto. Non ci dovrà essere nessuna necessità per gli europei di prendere nuove decisioni perché saranno le stesse decisioni di Trump quelle che faranno definire i nostri dazi.

 

Questa reciprocità automatica sarà valida sempre, anche nell’ipotesi in cui i dazi americani dovessero essere ridotti o annullati; infatti sia una eventuale riduzione che un annullamento di essi sarebbe immediatamente eseguita automaticamente e nella stessa data anche per i nostri dazi.

 

Insomma così come il mio amico era convinto che il suo bambino avrebbe capito che per evitare di essere assordato doveva solo smettere di strillare, si può pensare che anche Trump dovrà convincersi che ogni sua decisione sui dazi inflitti all’Europa significa anche aver deciso di subire gli analoghi dazi europei; e quindi si potrà regolare di conseguenza.

 

In linea di massima le idee bellicose di Trump, e non mi riferisco qui solo ai dazi, dovranno essere proprio quelle che finiranno per colpire la sua Nazione e, cosa che lo innervosirà molto di più, anche lui stesso in qualità di Presidente.

 

Franco Fellicò

lunedì 10 marzo 2025

Il riarmo

 

Dicono che non bisogna chiamarlo RIARMO, ma non è certo questo il problema.

 

Comunque visto che Trump ha deciso che gli USA si debbano disinteressare della sicurezza dell’Europa, credo proprio che non è certo il caso di far finta di nulla.

 

La Von Der Leyen ha fatto la sua proposta che richiede una spesa di 800 miliardi; la proposta è stata anche discussa in una riunione europea ed è stata approvata all’unanimità dai 27 Paesi dell’Unione.

 

Ciò non toglie che non mancano politici che dissentono dalla decisione non solo in Italia e non solo tra le opposizioni del nostro Governo.

 

La discussione è molto viva e basta seguire un qualunque talk show per sentirne parlare. Si dibatte la questione e i contrari si affannano a sottolineare che certe spese così ingenti dovrebbero essere piuttosto utilizzate per la Sanità, per la Scuola o per un qualunque altro servizio pubblico utile.

 

In molti sostengono invece che senza sicurezza non si può sopravvivere e che non si può parlare di sociale se non si è prima di tutto sicuri di poter resistere a possibili attacchi.

 

Come ho detto il dibattito è continuo e si sente di tutto, ma c’è una cosa che trovo veramente poco logica: far acquistare nuove armi a ciascun Paese con una spesa enorme complessiva non migliorerebbe la difesa dell’Unione, ma tenderebbe soltanto a rendere più forti i singoli eserciti.

 

Non si tratterebbe infatti di un esercito unico europeo, ma di 27 eserciti più forti di quelli attuali.

 

A me allora è sembrata più logica di tutte le proposte alternative, una osservazione che solo in pochissimi hanno fatto.

 

Uno di quei pochi è stato Marco Travaglio il quale ha affermato che Cottarelli (quindi non uno qualunque) ha calcolato che sommando le ATTUALI spese militari dei 27 Paesi dell’Unione si ottiene una cifra che è il 38% maggiore di quella che spende la Russia per il suo esercito (e sappiamo che quello russo è uno degli eserciti più potente del mondo).

 

E allora possibile che NESSUNO pensa che la soluzione più semplice, più economica e anche più corretta dovrebbe essere quella di UNIFICARE veramente gli eserciti creandone uno solo e acquistando le armi e i mezzi necessari con una specie di “gruppo di acquisto” e possibilmente da fabbriche tutte Europee?

 

Si tratta in questo caso di organizzarsi e di stabilire quali sono gli aerei più performanti, quali i carri armati migliori e così via per ogni mezzo o apparecchiatura necessaria; e poi decidere, unendo le spese attuali di ogni Paese dell’’Unione, di adottare quei mezzi tutti uguali tali anche da essere utilizzabili da qualunque soldato di qualunque nazione dell’Unione.

 

L’altra decisone da prendere dovrebbe essere non certo di acquistare i prodotti necessari dagli USA, ma scimmiottando lo stesso Trump, di comprarli solo da fabbriche europee; questo oltre ad evitare di “ingrassare” chi ci ha abbandonato, incrementerebbe anche la produzione di armi e mezzi al nostro interno ottenendo anche dei benefici di maggiore occupazione.

Non servirebbero per niente gli 800 miliardi di cui si è parlato e si otterrebbe, senza alcuna maggiore spesa, un vero esercito unico capace di operare utilizzando tutti gli stessi mezzi ed armi (le migliori attualmente esistenti tra tutti gli attuali eserciti).

 

Anche se la valutazione fatta da Cottarelli non fosse precisissima, certamente la disponibilità di fondi sarebbe sufficiente a realizzare un vero esercito europeo, forte almeno quanto quello della Russia e senza alcuna spesa maggiore di quella che già gli europei sostengono.

 

Il lavoro da fare sarebbe quindi solo organizzativo e i costi aggiuntivi rispetto a quelli attuali sarebbero quasi NULLI.

 

Ovviamente infatti qualche aggiustamento in alcune Nazioni andrebbe fatto perché oggi non tutti spendono nella stessa maniera, e forse noi italiani dovremmo comunque incrementare un po' le nostre spese militari visto che oggi siamo tra quelli che spendono meno degli altri, ma si tratterebbe di piccoli aggiustamenti ben lontani dalla spesa proposta dalla Von Der Leyen.

 

I tempi per seguire questa strada sarebbero probabilmente più lunghi che non quelli di far crescere le forze militari dei singoli Paesi, ma si otterrebbero dei risultati eccellenti perché si creerebbe veramente un esercito UNICO con una spesa aggiuntiva limitata; e questo riuscirebbe probabilmente a tacitare anche Salvini e tanti altri oppositori.

 

Franco Fellicò

martedì 4 marzo 2025

Il nucleare pulito

 

Non sapendo come imporre alla cittadinanza il ritorno al nucleare ora i nostri governanti non parlano più di nucleare di ultima generazione, ma di NUCLEARE PULITO o anche NUCLEARE SICURO.

 

Ci meravigliamo che in Russia il Governo gestisce a suo modo le informazioni pubblicando solo ciò che è gradito al capo supremo, ma non ci accorgiamo che in maniera forse anche più subdola i nostri politici ci trattano alla stessa maniera.

 

Come tutti ricordiamo nel 1987 (appena dopo il disastro di Chernobyl) ci fu un referendum tra i cittadini e l’80% dei votanti disse NO AL NUCLEARE.

 

Ci ha ritentato poi il Governo Berlusconi e ci fu un nuovo referendum nel 2011 (appena dopo il disastro di Fukushima) nel quale il NO degli italiani fu del 94%.

 

Ed ora Pighetto e qualcun altro del Governo Meloni ritorna a proporlo e sembra voler andare avanti senza alcun nuovo referendum. Ovviamente questo avviene perché evidentemente si sa bene che se si indicesse un terzo referendum la risposta della cittadinanza sarebbe ancora un NO.

 

Ma quelli che insistono sulla ripresa di un programma nucleare credono di poter convincere la cittadinanza affermando che le centrali nuove sono SICURE e PULITE.

 

Queste sono affermazioni che probabilmente vengono recepite da quella parte di popolazione che SI FIDA di quello che dicono i Governanti e che difficilmente analizzano e si convincono che le nuove centrali (le chiamano SMR e cioè Small Modular Reactor) siano qualcosa di diverso dalle centrali del passato.

 

Proverò allora a chiarire bene cosa sono queste benedette centrali SMR. Lo farò alla buona ma quello che dirò è la verità perché l’ho accertata.

 

Queste nuove centrali non hanno assolutamente nulla di diverso dalle vecchie se non per la DIMENSIONE (esse sono Small infatti) e quindi hanno bisogno di una minor quantità di refrigerazione.

 

Ma l’energia che viene prodotta si ottiene COME SEMPRE con la FISSIONE che detta molto alla buona non è altro che un processo che spacca un nucleo di atomo pesante (di Uranio o Plutonio) producendo una gran quantità di calore e molti neutroni che colpiscono altri nuclei spaccandoli con una REAZIONE A CATENA.

 

Questa reazione deve essere controllata per evitare che raggiunga livelli così alti da diventare esplosione o troppo bassi da spegnersi; per farlo si utilizzano delle barre di controllo costituite da materiali particolari (cadmio, boro o argento) che assorbono i neutroni in una misura atta a mantenere in essere la reazione ma ad un livello accettabile.

 

Se qualcuno pensa che le centrali SMR siano realizzate con una tecnologia diversa da questa SI SBAGLIA perché anche le SMR, che sono sempre delle centrali nucleari a fissione, funzionano in questa maniera; esse sono solo più piccole di quelle del passato.

Che l’energia prodotta sia pulita è una verità, ma che sia pulito e sicuro il processo delle SMR è una grossa bugia. Il rischio di esplosione è alto perché se dovesse venire a mancare il raffreddamento necessario o se le barre di controllo per qualche motivo non dovessero muoversi correttamente per “frenare” l’aumento dei neutroni, l’esplosione sarebbe immediata.

 

Certamente gli ingegneri hanno realizzato opportuni sistemi di controllo e di sicurezza, magari duplicando molte parti importanti; ci sono anche sistemi automatici che in emergenza fanno inserire le barre di controllo completamente nel reattore fino a far spegnere la reazione; ma resta però il rischio che un terremoto (che in Italia non è affatto improbabile) o anche una bomba appositamente fatta arrivare da una potenza straniera sull’impianto o anche attivata da un gruppo terroristico non possa distruggere gli automatismi  per cui si potrebbe verificare l’esplosione.

 

E questa esplosione se si dovesse verificare, sappiamo tutti che non è fine a se stessa ma produrrebbe anche delle radiazioni terribili e pericolose per l’uomo che durerebbero per centinaia o anche migliaia di anni rendendo invivibili ampie zone di terreno così come è ancora oggi a Chernobyl e a Fukushima.

 

L’altra cosa per niente pulita (in antitesi con la pulizia dell’energia prodotta) sono i prodotti della fissione che sono radioattivi con durate di centinaia di anni o gli ATTINIDI che hanno una radioattività della durata di centinaia di migliaia di anni.

 

Queste scorie vanno quindi smaltite in qualche modo; esse devono prima essere messe in piscine di raffreddamento per diversi anni, poi poste in speciali contenitori che dovrebbero essere sepolti in specie di bunker a centinaia di metri sotto terra e in rocce stabili.

 

Tutto quanto ho detto fin qui vale ANCHE per le centrali SMR che quindi, a mio avviso, in quanto a rischi non sono per niente diverse da quelle precedenti.

 

Il nucleare allora non avrà mai un futuro? La risposta che inizialmente dovrebbe essere SI invece è NO perché c’è un altro modo per sfruttare l’atomo per produrre energia e questo modo è la FUSIONE.

 

Diversamente dalla fissione, la fusione utilizza due isotopi dell’idrogeno (il Deuterio e il Trizio) che devono essere portati a temperature enormi (150 o 200 milioni di gradi); a quelle temperature i nuclei di quegli atomi si fondono producendo Elio e un neutrone, ma anche tantissima energia.

 

Un grammo di combustibile da fusione può produrre l’energia di 11 tonnellate di carbone.

 

Si tratta di energia quindi infinita (la reazione è quella che avviene nel Sole); non vi è alcun pericolo di esplosione perché se l’idrogeno viene a mancare il reattore si spegne e non c’è produzione né di scorie nè di radiazioni.

 

Però questa tecnologia sarà disponibile nel futuro data la grande difficoltà di far raggiungere al sistema le temperature necessarie e anche la difficoltà di mantenere un plasma così rovente in un qualunque recipiente (la strada è tenerlo sospeso nel vuoto con sistemi magnetici).

 

Quindi con la FUSIONE, quando non ci saranno radiazioni nocive, quando le scorie non saranno più prodotte, quando la reazione si spegnerà da sola in caso di qualunque problema anche non preventivato, allora certamente si potrà parlare nuovamente di nucleare facendo conoscere bene la verità ai cittadini.

 

La cosa che mi rattrista è invece che si pensa alla Fissione nuovamente in un momento in cui le VERE FONTI RINNOVABILI E PULITE (fotovoltaico ed eolico) non sono state ancora sfruttate a pieno.

 

Se non avessimo più dove installare pannelli o pale eoliche potrei anche capire chi ci sia qualcuno che pensa al nucleare, ma poiché abbiamo ancora molti chilometri quadrati da sfruttare (tutti i tetti delle abitazione del Paese sono ancora completamente inutilizzati) e le pale eoliche possono essere installate anche sul mare; e sapendo anche che i costi di questi sistemi sono quanto meno la metà di quelli delle centrali SMR e si possono anche realizzare in un numero di anni notevolmente minore, allora devo pensare che Pighetto e gli altri hanno ben altri motivi per imboccare una strada che a differenza di quella del fotovoltaico ed eolico è certamente anche molto pericolosa.

 

Qualcuno potrebbe obiettare che il fotovoltaico produce solo di giorno e le pale eoliche producono solo quando c’è vento, ma non bisogna dimenticare che oggi la disponibilità di sistemi di accumulo è sempre più alta e che si può benissimo utilizzarla per coprire le ore in cui la produzione non c’è o si riduce.

 

Ma tanto per citare una soluzione so che si è pensato di utilizzare l’energia in eccesso prodotto dal fotovoltaico per pompare acqua in alto e ottenere energia idroelettrica di notte svuotando i bacini riempiti di giorno.

 

Voglio infine far notare che quando si parla di centrali nucleari si afferma che per le necessità della Nazione saranno necessarie qualche decina di esse; e si tratta di CENTRALI e cioè di luoghi in cui è concentrata tutta la produzione (qualche centinaio di megavatt per ciascuna di esse); quell’energia prodotta in pochi punti geografici dovrà essere poi distribuita per giungere in tutti i punti in cui deve essere utilizzata e questo significa che le linee ad alta tensione necessarie dovranno essere aumentate ed adeguate; inoltre in caso di attacco di guerra basterebbero una decina di attacchi per mettere fuori uso tutte le centrali. Sappiamo bene che la Russia ha colpito spesso le centrali di produzione elettriche Ucraine fermando facilmente la produzione elettrica.

 

Diverso è il caso invece di tutti i tetti oggi non utilizzati se essi fossero ricoperti PER LEGGE di pannelli solari: in questo caso la maggior parte delle utenze domestiche sarebbero alimentate dai propri pannelli, non occorrerebbe adeguare le linee ad alta tensione e anzi ci sarebbe una diminuzione del carico delle attuali linee ed in più in caso di attacco di guerra, l’aggressore non avrebbe mai la possibilità di  bloccare la produzione di elettricità perché per poterlo fare dovrebbe radere al suolo TUTTE le abitazioni esistenti.

 

Franco Fellicò

 

 

 

 

sabato 1 marzo 2025

Incontro Trump-Zelensky

 

L’incontro tra Trump e Zelensky è stato subito commentato da tutto il mondo, e anche io nel mio piccolo sento il bisogno di dire la mia.

 

Proverò ad analizzare l’incontro da diversi punti di vista e quindi su ciascuno di essi farò le mie osservazioni.

 

 

Dal punto di vista della forma

 

Indubbiamente la forma di quell’incontro si può classificare come IL PIU’ BUIO E VERGOGNOSO mai visto tra due capi di Stato.

 

Trump ha superato se stesso dimostrandosi un vero cafone trappano; ha aggredito Zelensky con le parole, ma con un astio che è risultato anche maggiore del livello di quello con cui Putin ha aggredito militarmente l’Ucraina.

 

La posizione di Trump, da bullo quale ormai tutti conosciamo, intendeva solo offenderlo e non nel segreto dello Studio Ovale, ma alla presenza di numerosissimi giornalisti e in una diretta televisiva in “mondovisione”.

 

Si è visto benissimo lo stupore di Zelensky che, anche se certamente non si aspettava di essere trattato con i guanti gialli, si è accorto che peggio di così non poteva andare.

 

Se fosse stato Putin al posto di Trump a parlare con Zelensky, sicuramente la conversazione sarebbe stata più elegante e seria.

 

Trump si è comportato come il maggior alleato dell’invasore, pretendendo di addossare tutte le responsabilità della guerra all’Ucraina e al suo Presidente.

 

 

Dal punto di vista dell’ordine del giorno

 

L’incontro doveva essere orientato a giungere ad un accordo nel quale Zelensky avrebbe firmato un documento con il quale impegnava la sua Nazione a fornire le terre rare agli USA in cambio (pensava Zelensky) di un appoggio dell’America che assicurasse la sicurezza dell’Ucraina.

 

Ma ovviamente quella firma è saltata ed è il minimo che poteva accadere visto il modo con cui il Presidente americano aveva deciso di trattare il suo ospite.

 

 

Dal punto di vista della pace

 

Come si può pensare che un personaggio che afferma di voler far finire la scellerata guerra in atto tra Russi e Ucraina possa essere Trump, visto che egli dimostra chiaramente di parteggiare per la parte più forte dei contendenti?

 

Un arbitro dovrebbe essere imparziale e dunque, anche se Trump rappresenta una parte importantissima del mondo, risulta essere il peggior personaggio adatto a far tacere le armi.

 

 

Dal punto di vista degli interessi

 

Si vede chiaramente che Trump ha imboccata la strada della pacificazione delle parti in guerra al solo scopo di acquisire la simpatia di Putin; quello gli interessa, e dunque con quell’obiettivo si spiega anche il suo modo di agire; ci sarebbero certamente dei modi più furbi per ingraziarsi la Russia ma il bullo americano evidentemente non ha sufficiente intelletto per capirlo e allora lo ha fatto colpendo l’Ucraina che ovviamente è un bersaglio facile da insultare; in aggiunta ha pensato anche di impadronirsi delle terre rare di cui è ricca l’Ucraina e si sta adoperando anche per questo.

 

 

Dal punto di vista del carattere

 

Trump si basa sulla forza della sua Nazione; sa bene di essere il capo di uno degli eserciti più potenti del mondo e quindi è sicuro di poter minacciare chiunque; e lo fa alla stessa facilità con cui Putin decide di mandare a morire milioni di uomini pur di raggiungere un obiettivo che si è posto.

 

Ho già detto nel passato che Trump e Putin sono molto simili per carattere; sono degli uomini che in modo diverso sono giunti al potere, ma entrambi sono consci della loro potenza e ne fanno sfoggio in ogni momento.

 

 

 

Ora che ho fatto un po' di considerazioni su Trump e la sua posizione voglio provare anche commentare quello che sta accadendo nel mondo proprio a causa del nuovo individuo che è arrivato improvvisamente a decidere sulle nostre sorti già poco allegre.

 

Sembrerebbe che tutti i Paesi europei (eccetto l’Ungheria di Orban) siano dell’avviso di dare ancora fiducia all’Ucraina in quanto Paese sovrano aggredito; non dico l’Unione Europea perché come ormai molti di noi sanno, essa si muove con la solita lentezza che la contraddistingue e che quindi difficilmente potrebbe decidere ora, che è troppo tardi, di sostituirsi all’arbitro Trump.

 

Ma anche se separatamente, le Nazioni che fanno parte dell’Unione hanno tutte le idee abbastanza chiare e dunque sono esse, tutte insieme che dovrebbero far sentire la loro voce COME UNA SOLA ed intervenire in questo processo di pace, convincendo anche Zelensky a cedere dei territori a Putin, ma consentendo al resto dell’Ucraina di sopravvivere, assicurandole assistenza e sicurezza.

 

Parlando dell’Italia però non riesco più a sopportare la Schlein che non fa altro che chiedere a Meloni di farle sapere DA CHE PARTE STA perché Giorgia ha certamente le idee chiare sul da farsi e non si è schierata ancora da nessuna parte perché intelligentemente ritiene che dichiararsi dalla parte dell’Europa e contro Trump solo per fargli capire come la pensa è da stupidi.

 

In questa situazione non è questo il momento di togliersi il sassolino dalla scarpa ed è meglio tenerselo ancora per un po' prima di decidere di ROMPERE definitivamente con gli Stati Uniti.

 

A che servirebbe isolarsi e provare a mettersi non solo contro Putin ma anche contro Trump? Non sarebbe meglio cercare, con l’astuzia e non con il bullismo, di far ragionare Trump? La Meloni, coadiuvata anche da tanti altri capi di Stato europei potrebbe tentare questa strada, cosa che andrebbe fatta PRIMA di arrivare ad una rottura definitiva con gli USA.

 

Ed infatti, mentre Schlein e Conte sbraitano chiedendo alla nostra brava Presidente del Consiglio di esprimersi (cosa stupida ed inutile), Giorgia ha già detto che occorre organizzare subito un incontro USA-UE per discutere della questione; e possiamo essere abbastanza fiduciosi che la furbizia dei nostri rappresentanti europei potrebbero avere la meglio sulla rozzezza di Trump.

 

Certo che ora, dopo le sparate di Trump, il compito di riuscire a raggiungere una pace GIUSTA sarà più difficile, ma nessuno ha potuto far chiudere la bocca in tempo a quell’individuo sicuramente poco accorto e per niente furbo.

 

La pace tra Russia e Ucraina non può essere una resa e lo smembramento del Paese aggredito, né può esserci un nuovo leader in sostituzione di Zelensky che sia gradito a Putin.

 

L’Ucraina dovrebbe diventare parte dell’Unione Europea al più presto e godere della sicurezza che tutti i Paesi dell’Unione hanno perché difesi da un esercito forte e comune che purtroppo è necessario creare quanto prima. Sarà anche un modo per non dipendere più tanto dagli USA che si stanno allontanando da noi ogni giorno di più.

 

A me dispiace perché ho sempre amato l’America e i suoi abitanti anche da giovane quando essendo radioamatore comunicavo con tutti loro con grande piacere; ma noto che la maggior parte di essi si sono fatti convincere da Trump che con lui sarebbero diventati tutti ricchi e si sono affidati ad un personaggio che per seguire lo slogan “American first” pensa che sia lecito calpestare anche tutto il resto del mondo se necessario pur di raggiungere lo scopo.

 

Non saranno certamente i dazi che faranno bene ai comuni cittadini americani perché serviranno ad impoverirli maggiormente; non sarà il ritiro da tutte le organizzazioni mondiali a fare l’America più grande; né sarà il ripristino della corsa all’estrazione dei combustibili fossili a fare l’America più pulita.

 

Franco Fellicò

venerdì 21 febbraio 2025

La pace per la guerra Russo-Ucraina

 

E’ un dittatore, comico mediocre e guerrafondaio: ecco come Trump ha definito Zelensky. Ha poi aggiunto che la sua popolarità in Ucraina è del 4%. E ancora: “Kiev non avrebbe mai dovuto iniziare la guerra”, e: “La Russia vuole la pace, ha le carte in regola”.

 

Naturalmente tutto il mondo sa che Zelensky non è un dittatore, tantomeno un guerrafondaio e ha solo subito una invasione per iniziativa esclusiva di Putin. Inoltre tutto il mondo sa anche che in un ultimissimo sondaggio la popolarità di Zelensky è del 57%

 

Dunque è chiaro che le affermazioni di Trump sono assurde e ridicole e dimostrano che la sua intenzione è solo quella di ingraziarsi il Cremlino; ed infatti già Lavrov ha subito plaudito.

 

Se queste dichiarazioni fossero arrivate da Putin nessuno si meraviglierebbe conoscendo come in Russia la verità è solo quelle stabilita dal regime; ma pronunziate da Trump, che dichiara anche di voler mettere fine alla guerra, dimostra chiaramente che il suo intervento, apertamente filorusso, si tradurrà in una RESA e in uno smembramento dell’Ucraina.

 

Si capisce bene che secondo Trump (con grande soddisfazione di Putin) parte del territorio dell’Ucraina andrà alla Russia mentre gli USA come rimborso dei 350 milioni di dollari ricevuti in armamenti dovranno avere da Kiev 500 milioni di dollari in terre rare di cui l’Ucraina è ricca.

 

Approfitto qui per fare due osservazioni:

 

1.  Non mi pare che siano 350 i milioni di dollari che gli USA hanno speso per l’Ucraina

2.  Trump ha affermato che il comico Zelensky è riuscito a farsi fornire tutti quei milioni in armamenti per combattere una guerra che non poteva essere vinta, ma non ha considerato che se Zelensky è stato furbo, allora gli stupidi sarebbero stati gli USA che glie li hanno dati.

 

Come ho già immaginato e scritto nel mio articolo dell’8 novembre 2024 dal titolo “Ha vinto Trump”, la fine della guerra ci sarà e anche per mano di Trump, ma a danno esclusivo dell’Ucraina.

 

Trump non ha mai nascosto a nessuno che il suo interesse è solo il bene degli Stati Uniti e lui lo persegue ad ogni costo calpestando senza problemi ogni etica; disinteressandosi completamente di tutti gli altri e quindi ovviamente regalando se necessario anche l’intera Ucraina a Putin pur di acquisire in cambio l’amicizia di quest’ultimo e mostrarsi al mondo come colui che ha posto fine al conflitto.

 

Non darà quindi alcun peso al disegno espansionistico di Putin (per Trump non c’è nemmeno stata una invasione) e anzi lo aiuterà a raggiungere i suoi obiettivi ritenendo di dover essere pure ringraziato dal mondo intero per aver fatto tacere le armi che per tre anni hanno distrutto un’intera Nazione e procurato milioni di morti.

 

Una pace così come la si sta immaginando in questi giorni, poteva certamente essere fatta molto prima; sarebbe bastato che Kiev cedesse spontaneamente il Donbass a Putin che forse si sarebbe anche accontentato, ma se si è resistito lo si è fatto perché si voleva una “pace giusta” cioè una pace diversa dalla resa dell’Ucraina.

In ogni modo le affermazioni di Trump servono a farci capire quanto quest’ultimo assomigli a Putin; sia nell’affermare assurdità, sia nel preparare la fine di una guerra in maniera facile e cioè dando ragione al più forte e criticando il più debole.

 

La fine della guerra sarà decisa da Trump e Putin, senza l’intervento né dell’Europa che al massimo sarà presente senza possibilità di intervenire e forse senza neanche la presenza si Zelensky pur essendo uno delle due parti in causa.

 

Trump tenterà in ogni modo di non dare spago a Zelensky e probabilmente riuscirà anche farlo sostituire da un personaggio più gradito a Putin; insomma, anche se Trump agisce con l’unico scopo di acquisire vantaggi per se e magari anche per gli USA si dimostra apertamente un vero alleato di Putin e senza alcuna considerazione per l’Ucraina aggredita.

 

Un “paciere” siffatto che apertamente dimostra di essere di parte, non avrebbe nessun diritto di promuovere una pace; e se invece pensa di poterla ottenere si capisce subito che potrà anche far tacere le armi, ma senza alcuna pretesa di fare giustizia.

 

Franco Fellicò