domenica 28 settembre 2025

La FLOTTIGLIA

 

Scrivo quest’articolo per parlare di quella che ormai è nota con il nome FLOTTIGLIA.

 

Un piccolo accenno l’avevo fatto anche nell’articolo “Il Governo e l’opposizione” che ho pubblicato il 12 settembre scorso chiamandola “stupida flottiglia”, ma man mano che passano i giorni devo dire che l’incoscienza di questi navigatori è sempre più evidente.

 

Non intendo essere considerato un FAN di Giorgia Meloni, ma non posso fare a meno di dire che le sue parole sull’argomento sono state chiarissime e le condivido in pieno.

 

Condivido infatti che si tratta di un’azione rischiosa per chi la fa, ma anche per tutto il nostro Paese, visto che ho sentito con le mie orecchie che Fratoianni ad una domanda precisa fattagli da un intervistatore ha detto che la protezione militare della Flottiglia va fatta anche quando essa entrerà nelle acque territoriali della Palestina.

 

Dicono che le barche della flottiglia appartengano a 44 diverse nazioni e però da noi si parla solo di quelle italiane; non so cosa accade negli altri Paesi ma a me pare che tutti gli altri (eccetto la Spagna) non si interessino della cosa e sembra che abbiano lasciato da subito che quelli che vengono chiamati attivisti se la sbrighino da soli.

 

Diverso è l’atteggiamento del nostro Paese dove la questione è diventata la notizia del giorno e appare nei media come la cosa più importante da seguire, anche al di sopra delle due guerre che ci preoccupano.

 

Forse sarà la presenza di alcuni parlamentari di sinistra sulle barche che infiamma la cittadinanza e che ha spinto il Governo ad intervenire (seguita anche dalla Spagna) inviando una fregata militare a protezione dei “diportisti”. SI perché si tratta di diportisti che hanno deciso, accompagnati da alcuni parlamentari, di sfidare Israele e il suo blocco navale a difesa delle acque prospicienti la Palestina.

 

Gli attivisti hanno dichiarato inizialmente di voler far arrivare dei generi alimentari e medicinali al popolo palestinese affamato e oppresso dalla guerra; hanno però rifiutato di attraccare in un porto israeliano per consegnare i loro aiuti con la promessa di Israele che sarebbero stati fatti avere ai poveri palestinesi.

 

L’offerta non è stata accettata per mancanza di fiducia in Israele che molto probabilmente non avrebbe tenuto fede alla promessa; ma hanno rifiutato anche l’offerta del Governo che suggeriva loro di dirottare le loro barche verso Cipro per consegnare gli aiuti ad esponenti della Chiesa Cattolica che d’accordo con il Cardinale Pizzaballa del Patriarcato di Gerusalemme li avrebbe certamente potuto far avere ai veri bisognosi.

 

Infine hanno rifiutato anche di accettare l’invito sia di Papa Leone sia del Presidente della Repubblica Mattarella che li hanno pregati di utilizzare l’accordo che il Governo aveva preso con Cipro e il Patriarca di Gerusalemme.

 

Essi quindi continuano a voler arrivare con le loro barche inermi fino alla costa Palestinese per consegnare i loro aiuti direttamente.

 

Sono degli eroi o degli stupidi? Io penso che il loro atteggiamento si addice più a degli stupidi che a degli eroi.

 

Se però non sono eroi e neanche stupidi allora sapranno certamente che non sarà certo la loro determinazione a lasciali attraversare la fascia di mare difesa da un blocco navale; sapranno che per certo il loro disegno non si concluderà con la consegna degli aiuti e che nella migliore delle ipotesi verranno bloccati in qualche modo; e sapranno anche che in alternativa potrebbero essere buttati fuori in maniera violenta dalle navi militari israeliane che pattugliano la fascia di mare  bloccata.

 

Quegli incoscienti attivisti a causa della loro stupida testardaggine hanno quindi scelto non solo di non far più arrivare alla Palestina quegli aiuti che invece attraverso Cipro sarebbero arrivati, ma di mettere a repentaglio la loro vita convinti di poter costringere Israele a rispettare il diritto internazionale.

 

Ma come si può insistere nell’invocare il diritto internazionale e pretendere che Israele lo rispetti sapendo che Netanyahu lo calpesta ogni giorno da oltre un anno in mille modi tanto da essere stato colpito da un mandato di arresto per crimini di guerra contro l’umanità?

 

Che si aspettano i diportisti/attivisti? Che Israele apra un varco nel blocco navale e li lasci passare magari riverendoli per il loro coraggio?

 

Giustamente il Ministro Crosetto ha detto che la protezione che stanno avendo dalla fregata militare italiana rimarrà in essere finchè le loro barche saranno in acque internazionali, ma quando quel limite sarà superato essi dovranno proseguire da soli e accettare qualunque azione blanda o energica che Israele deciderà di mettere in atto per fermarli.

 

Cosa dobbiamo sperare noi cittadini italiani? L’unica speranza che possiamo avere è che le barche siano fermate senza danni né ai mezzi né alle persone che le occupano.

 

Ma se malauguratamente ci dovessero essere degli affondamenti o delle perdite umane dovremmo allora solo sperare che non si voglia reagire militarmente perché l’ULTIMA cosa che non dovremmo fare è di scatenare una guerra con Israele a causa dell’incoscienza di un piccolo gruppo di testardi diportisti/attivisti italiani.

 

In ogni caso il comportamento di questa flottiglia si è solo rivelata come un’ennesima “gatta da pelare” per il Governo in carica, cosa che forse potrà far piacere all’opposizione, ma che in tal caso denoterebbe quanto è poco corretta ogni azione di chi non è al Governo.

 

Franco Fellicò

 

domenica 21 settembre 2025

Continuazione di …”Figlio d’ntrocchia”

 

Questo scritto potrebbe essere considerato la continuazione di quello appena precedente dal titolo “Figlio d’ntrocchia”.

 

Infatti solo dopo qualche giorno dopo l’arrivo dei 19 droni in Polonia ce n’è stato un altro che ha sorvolato la Romania.

 

Alla protesta della Polonia la Russia ha smentito che si trattasse di loro droni; mentre per quello che ha volato sulla Romania l’ambasciatore russo convocato dal Ministero degli Esteri romeno ha affermato che si trattava di una provocazione dell’Ucraina per cui la protesta era infondata.

 

Ma non è finita ancora perché solo qualche altro giorno dopo tre MIG 35 russi hanno sorvolato per 12 minuti l’Estonia e hanno lasciato i suoi cieli solo dopo l’intervento di due F35 italiani in servizio alla base Nato di Amari.

 

Credevo che questa volta la Russia non avrebbe avuto alcun modo per discolparsi visto che esistono prove molto chiare della violazione e anche che gli aerei erano certamente russi così come si vede dai vari video presenti in rete.

 

Ed invece Putin ha avuto la sfrontatezza di negare anche quell’intervento, affermando che gli aerei in causa non avevano volato sui cieli dell’Estonia.

 

Ecco quindi perché dobbiamo aver paura di quell’uomo e di quel regime dove tutto quanto accade viene regolarmente smentito anche quando gli avvenimenti sono chiari e ben documentati.

 

C’è chi dice che Putin non vuole la guerra, ma allora ci dovremmo domandare come mai ha fatto in modo di disporre di oltre 4 milioni di uomini tutti utili a combattere per lui.

 

Questo non è un valore campato in aria ma è quello che ho ottenuto con l’AI interrogando ChatGpt e facendomi fornire una tabella che comprende tutte le forze umane che Putin può utilizzare per soddisfare il suo hobby preferito: LA GUERRA.

 

Vi riporto qui di seguito la tabella fornitami da ChatGpt.

 

 

Categoria

Stima (numero uomini)

Note

 

 

 

Forze armate attive

1,32 – 1,50 milioni

Militari in servizio attivo, obiettivo politico: 1,5M

Riserve

≈ 2 milioni

Riservisti registrati, qualità ed efficienza variabile

Rosgvardiya (Guardia naz.)

≈ 340.000 – 370.000

Forza interna sotto il controllo presidenziale

Altre forze paramilitari / polizia militarizzata

≈ 100.000 – 200.000

Include reparti speciali, polizia militarizzata, milizie locali

 

 

 

Totale stimato

≈ 3,76 – 4,07 milioni

Dipende da cosa si include/esclude (attivi, riserve, forze interne)

 

 

Sempre utilizzando ChatGpt ho provato ad approfondire la potenza militare della NATO e ho potuto constatare che sia per uomini che per armi (in quantità e qualità) la NATO è ancora in vantaggio, anche se la Russia è in crescita in vari campi.

 

E’ però da considerare che la Russia può prendere decisioni rapidissime visto che è un solo uomo a stabilire il da farsi, e anche che l’apparato militare/armamenti è unico e costituito da uomini e mezzi facilmente coordinabili.

 

Viceversa la NATO pur essendo superiore sia per uomini che per mezzi (in quantità e qualità) è sicuramente molto più lenta nel decidere una reazione ad un eventuale attacco perché le decisioni devono essere prese collegialmente e anche con l’aggravante del diritto di veto che è ancora in essere.

 

Circa l’utilizzo degli armamenti, il grande svantaggio della NATO è che non ha un unico esercito, ma si avvale della somma degli eserciti di ciascuno dei 32 membri, eserciti che al momento sono diversi per caratteristiche, ordinamenti ed armamenti e sono scarsamente coordinati e coordinabili.

 

Quindi nel caso Putin decidesse di attaccare uno dei Paesi  membri NATO, si deve immaginare una riunione urgente dei vertici dell’organizzazione con il rischio che anche un solo membro (vedi Ungheria o Slovenia) freni le decisioni consentendo così nel frattempo pesanti azioni malevoli dell’aggressore.

 

Va considerato anche che attualmente, a causa del fatto che a capo degli Stati Uniti c’è Donald Trump, non è da escludere che quest’ultimo, in caso di attacco ad un Paese europeo da parte di Putin, possa decidere di non partecipare alla difesa e in quel caso la superiorità della Russia su una NATO senza gli USA sarebbe enorme; ho accertato infatti che gli USA rappresentano il 40% della forza militare dell’intera organizzazione.

 

Se quindi Putin dovesse decidere di attaccare un Paese della Nato, lo farebbe conoscendo la possibile reazione, e così come è abituato a fare, cercherebbe di acquisire superiorità utilizzando per primo l’arma nucleare; provocherebbe però una risposta anch’essa nucleare e quindi nel giro di solo qualche giorno il risultato sarebbe la fine del pianeta.

 

---oooOooo---

 

Quando ho iniziato a scrivere questo documento, non avevo nessuna intenzione di raffrontare le forze tra la Russia e NATO, ma poi ho finito per farlo pensando che le informazioni che ho reperite possano essere utili a chi mi legge.

 

Ritengo infatti che forse chi continua a pensare che l’Europa non debba correre ai ripari malgrado esista un Putin aggressivo quale ha già dimostrati di essere e che continua ad incrementare la sua forza militare, si convinca che per dissuaderlo dal tentare altre conquiste territoriali non esiste altro modo che organizzarsi con un UNICO esercito europeo ben dotato di armi e ben coordinato che possa fargli capire quanto alto sarebbe il rischio che correrebbe attaccando.

 

Franco Fellicò

mercoledì 17 settembre 2025

Figlio d'ntrocchia

  

 Dalla rete si legge che è un’espressione napoletana che indica una persona sveglia, scaltra e pronta d'ingegno, capace di cavarsela in ogni situazione, ma potenzialmente anche un combinaguai o un opportunista.

 

E si legge ancora:

 

Significato e Uso

  • Sveglio e scaltro: 

"Figlio di 'ndrocchia" può essere usato per elogiare l'arguzia e la prontezza di spirito di una persona, specialmente se giovane. 

  • Capace di adattamento: 

Denota una persona capace di adattarsi alle circostanze e di trovare soluzioni rapide ai problemi, a volte con un pizzico di opportunismo. 

  • Potenziale negativo: 

In un senso più negativo, può indicare un comportamento eccessivamente furbo o la tendenza a creare guai, a causa della sua capacità di agire in modo rapido e a volte dannoso. 

 

A me pare che leggendo in particolare il i CAMPI DI ADATTAMENTO e il POTENZIALE NEGATIVO, l’appellativo possa essere ben applicato a PUTIN e anche ai suoi fedelissimi.

 

Non sarà infatti sfuggito a nessuno il furbo comportamento del dittatore russo nei rapporti con Trump che, con grande ritardo, ha solo da pochi giorni cominciato a dubitare di quanto il suo rivale russo gli aveva detto.

 

Putin aveva affermato di voler avviare un processo di pace con l’Ucraina, ma barava sfrontatamente avendo infatti ben altre intenzioni; e la prova che non avesse alcuna intenzione di smettere di aggredire l’Ucraina si è avuta chiarissima visto che i bombardamenti sono aumentati a dismisura dimostrando quanto fossero state menzognere le sue parole.

 

Il facilone Trump è caduto nella trappola in pieno e anche se aveva parlato di azioni pesanti verso la Russia se la pace non si fosse conclusa, ancora oggi cincischia e cerca di spostare la responsabilità dell’insuccesso sull’Europa.

 

Ma intanto il furbastro Putin ha deciso di provocare la Nato inviando 19 droni verso la Polonia, ma immediatamente dopo negando di averlo fatto; poi ha approfittato della giusta reazione della Polonia e della Nato e ha cominciato a dire che la Nato li ha attaccati e che ormai la guerra tra Nato e Russia è una realtà.

 

Quel furbastro sembra che abbia tutta l’intenzione di attaccare i Paesi Nato, ma con la sua dialettica vorrebbe convincere il mondo che il suo non sarebbe un attacco, ma la risposta ad un attacco da parte della NATO.

 

Quello che sto dicendo è assolutamente vero considerando anche che da un po' di tempo quell’abietto individuo va affermando che la guerra con l’Ucraina è dipesa dall’attacco che quest’ultima ha fatto alla Russia.

 

Tutte le affermazioni di Putin, spesso completamente campate in aria,  sono fatte con una particolare attenzione cercando di dimostrare che non è mai lui l’aggressore, ma che è COSTRETTO a difendersi dagli aggressori occidentali.

 

Così come le informazioni da lui manipolate sono diffuse all’interno del suo Paese, quel turpe dittatore pretenderebbe di convincere anche il resto del mondo con le sue continue menzogne.

 

Come difendersi da un simile individuo? E notate che non dico dalla Russia, ma da quell’uomo pronto a tutto che dopo aver creato un esercito di oltre un milione di soldati dotato di immense quantità di armi anche nucleari vuol raggiungere i suoi obiettivi di crescita territoriale?

 

Ovviamente l’occidente e la NATO non può e non deve cadere nella trappola e tentare di combatterlo con la forza, ma l’occidente tutto, dovrebbe in qualche modo provare a neutralizzarlo o quanto meno a ridimensionarlo.

 

Quali armi non militari ha l’occidente? Certamente ha l’arma economica e però non dovrebbe essere utilizzata come è stato finora, ma con intelligenza e senza eccezioni.

 

Noto che in questi ultimi tempi l’Unione Europea sta impegnandosi nel definire il 19° pacchetto di sanzioni e questo mi fa inorridire pensando che finora un pò alla volta ci sono stati altri 18 pacchetti che nulla hanno ottenuto sia perché troppo blandi sia perché in gran parte aggirati.

 

In pratica, malgrado tutto, l’occidente oggi continua, anche se in maniera truffaldina, ad acquistare prodotti energetici dalla Russia contribuendo così a foraggiare la macchina militare di Putin.

 

Possibile che non si è in grado di chiudere tutti i rubinetti con i quali l’occidente foraggia la Russia?

 

Non posso fare a meno di osservare che mentre il furbastro continua nella sua opera malevola, il resto del mondo o buona parte di esso, invece di ostacolarlo, lo aiuta nel suo progetto.

 

Questo non è accettabile e ritengo che se l’Unione europea insieme all’America di Trump non prenderanno in tempo le corrette azioni per frenare l’impeto del “figlio d’ntrocchia”, se ne dovranno pentire amaramente.

 

Franco Fellicò

venerdì 12 settembre 2025

Il Governo e l'opposizione

 

Non è la prima volta che ne parlo ma penso che sia il caso di approfondire ancora una volta questo rapporto difficile e anche antipatico.

 

Riporterò solo qualcuna delle critiche fatte all’attuale Governo dai suoi oppositori e spero che anche quelli che sono di sinistra abbiano la capacità di ammettere che il comportamento dei loro rappresentanti è stupido e pure controproducente.

 

C’è uno solo tra tutti che riconosco essere un vero onesto oppositore, ed è Carlo Calenda. Tutti gli altri sanno solo sbraitare ed offendere; e il massimo della insulsaggine si verifica tra quelli del M5S dove in particolare sono le donne a farlo molto platealmente.

 

·    Trump impone i dazi e l’Europa contratta il 15%, ma la Meloni e colpevole di non essere riuscita ad evitarli del tutto.

·    Netanyahu bombarda Gaza e la Meloni non fa niente per bloccarlo.

·    Israele attacca Doha e lo Yemen e il Governo fa finta di niente.

·    La flottiglia di imbarcazioni pacifiche, con a bordo anche alcuni parlamentari di sinistra, si appresta a forzare il blocco navale israeliano per portare aiuti ai palestinesi e il Governo italiano deve provvedere a proteggerli.

·    I russi continuano a bombardare le città ucraine e la Meloni non è capace di far sedere Putin e Zelensky ad un tavolo per porre fine alla guerra.

·    I posti di lavoro sono aumentati moltissimo e malgrado sia noto che per lo più si tratta di posti a tempo indeterminato, l’opposizione dice che sono tutti precari.

·    La Meloni va in America con la figlia con un aereo di linea e viene accusata di esserci andata con un aereo di Stato.

·    Tajani è un "influenzer prezzolato da Israele"

·    Manca solo che si accusi la Meloni di aver organizzato l’invio dei droni russi sulla Polonia.

 

Insomma non se ne può proprio più di sentire le continue lamentele ed attacchi al Governo da parte di Schlein, Boccia, Bonelli, Fratoianni e Conte che fanno a gara a chi la dice più grossa.

 

Ma vediamo meglio una per una le offese sopra riportate (e sono solo una piccola parte):

 

Così come per tutti i Paesi del mondo Trump ha imposto dei dazi e per l’Europa li aveva previsti al 30%; ovviamente con Trump ha trattato la Von Der Leyen riuscendo ad ottenere una riduzione della percentuale che è stata fissata al 15%; ma naturalmente l’opposizione ha cominciato a sbandierare numeri di perdite senza peraltro averne le prove e ad incolpare la Meloni di aver provocato una sicura perdita di posti di lavoro. Ovviamente se ci fossero stati loro al Governo sarebbe stato tutto risolto.

 

Si chiede alla Meloni di bloccare Netanyahu quasi come se fosse un suo dipendente al quale imporre un comportamento diverso da quello che ha; e si dimentica che nessun leader europeo ha trovato un modo per farlo e nemmeno Trump che gli è più vicino di tutti è riuscito a frenarlo.

 

Per l’attacco al Qatar e allo Yemen lo stesso Trump si è dimostrato scontento, ma nulla ha potuto fare per fermarlo, mentre Meloni secondo l’opposizione avrebbe avuto maggiori possibilità e non ne ha approfittato.

 

Quella stupida flottiglia di barche civili cariche di aiuti umanitari, pur sapendo bene che Netanyahu non si ferma davanti a nulla colpendo finanche donne, bambini, ospedali ed altro pur di fermare i terroristi di Hamas, si avvia inerme verso Gaza pretendendo una PROTEZIONE “diplomatica” dal Governo italiano; e poichè la diplomazia nulla può contro il blocco navale organizzato da Israele, l’unica protezione possibile potrebbe esser quella militare; e si può essere certi che se anche la si organizzasse, sarebbe la stessa opposizione a criticarla. Si tratta di una STUPIDA iniziativa che altro non fa che complicare una difficile situazione.

 

Putin ha le orecchie volutamente otturate e non sente nessuno; non vuole assolutamente la pace e mira solo a distruggere l’Ucraina e ad impadronirsi di buona parte di essa; nessuno riesce a fargli cambiare idea; eppure la Meloni è colpevole di non essere riuscita a fargliela cambiare.

 

Si è accusata la Meloni di essere andata in vacanza con la figlia in America con un volo di Stato e questa è una vera e propria menzogna visto che è stato facile dimostrare il contrario; ma colpire l’avversario anche inventando frottole è facile per chi è dall’altra parte della barricata e ritiene doveroso offendere.

 

La senatrice M5S Alessandra Maiorino ha detto che Tajani è un “Influenzer prezzolato da Israele” senza averne alcuna prova e suscitando la giusta forte reazione del Vice Premier.

 

Non intendo continuare, ma mi limito a notare che sempre le opposizioni hanno criticato i Governi in carica, ma quello a cui assistiamo oggi ogni giorno, supera ogni limite e rende sempre più antipatici i comportamenti di tutti gli oppositori.

 

Tutto ciò favorisce l’astio verso quelli della sinistra e provoca un’ulteriore crescita della fiducia del popolo verso chi è al Governo e deve affrontare e risolvere i tanti problemi.

 

C’è infatti chi ha un compito difficile da svolgere e chi invece è convinto che deve solo cercare di mettere in cattiva luce chi è impegnato a lavorare per la Nazione.

 

Franco Fellicò

 

 

 

mercoledì 30 luglio 2025

Vittoria o resa?

 

Parlo naturalmente dell’accordo dell’Europa che la Von Der Leyen ha concluso con Trump; quest’accordo a seconda di come la pensano i vari politici per qualcuno è una vittoria. mentre per qualcun altro è una resa; e naturalmente è una resa per l’opposizione.

 

Io ovviamente ho la mia idea e penso che non si tratti né di vittoria ma neanche di resa. E’ stato un accordo accettabile per l’Europa e accettato da Trump; il miglior accordo possibile con un personaggio come Donald Trump.

 

In effetti le possibilità erano DUE: mettersi d’accordo oppure sferrare una guerra (ovviamente commerciale) che sarebbe stata sicuramente più dannosa per l’Europa che l’accordo del 15%.

 

Io stesso avevo scritto nel passato che ove mai non si forre arrivati ad un accordo accettabile e se Trump avesse insistito nel mantenere i dazi per l’Europa al 30%, l’Europa avrebbe dovuto reagire con dei contro dazi; ma visto che l’accordo si è concluso bisogna rendersi conto che anche se i danni alle nostre esportazioni ci saranno, essi sono certamente minori di quanto sarebbero stati  se si fosse stati costretti ad iniziare una guerra commerciale.

 

Ci sono molte critiche alla Meloni che oltre tutto non c’entra per niente visto che le trattative sono state fatte dall’Europa e l’accordo conclusivo è stato siglato da Ursula Von Der Leyen in nome di tutta l’Unione.

 

Ma l’opposizione che non manca mai di pendersela con Giorgia, continua ad affermare non solo che è stata una resa a Trump, ma ne fanno pure una colpa alla Meloni

 

Quindi premesso che al massimo la critica dovrebbe essere fatta alla Presidente della Commissione Europea, se Schlein, Bonelli, Fratoianni e Conte ritengono che non bisognava firmare quel trattato, immagino che avrebbero preferito iniziare una guerra commerciale con gli USA.

 

Ma lo dicono solo per contrastare il Governo in carica perché non capiscono, o fanno finta di non capire, che con quello che suggeriscono loro non solo i dazi invece del 15% sarebbero rimasti al 30% ma in più i nostri contro dazi sarebbero stati un motivo per far ridurre anche le esportazioni americane verso l’Europa.

 

Quindi i danni ricevuti dall’Europa sarebbero stati sicuramente maggiori di quelli che si avranno con l’accordo.

 

Ma quando si è all’opposizione è facile criticare; si approfitta del fatto che nessuno può valutare quello che avrebbero fatto se il problema lo avessero dovuto affrontare loro.

 

Torniamo però all’accordo; nessuno può affermare che sia una grande vittoria, ma considerando che era la miglior alternativa possibile, bisognerebbe riconoscere che almeno i danni saranno non gravissimi.

 

Ci sono molte speranze intanto che qualche prodotto venga esentato dai dazi completamente, ma quello che l’Europa e anche i vari Paesi che la compongono dovrà fare nei prossimi anni è di fare nuovi accordi con molti altri Paesi del mondo in maniera da ridurre pian piano l’attuale dipendenza dal mercato americano che non è più remunerativo come una volta.

 

E la Meloni lo sta facendo; infatti proprio in questi ultimi giorni, piuttosto che perdere tempo a rispondere alle critiche dell’opposizione, è appena tornata dall’Etiopia dove ha siglato altri accordi commerciali in aggiunta a quelli già fatti prima con altri Paesi. 

Preferite quelli che criticano o quella che agisce?

 

Questo tipo di azione, richiederà anni perchè dia i suoi frutti, ma oltre a far riprendere le esportazioni mancate verso altri mercati, alla distanza sarà anche una giusta punizione a Trump che sarà messo di fronte ad una continua riduzione del commercio con l’Europa; e allora dovrà pentirsi delle sue scelte e potrebbe anche allentare di sua iniziativa la pressione imposta, o in alternativa finire per dover chiudere i rapporti con quelli che ora sta tartassando.

 

"Dicette 'o pappice vicino a' noce: ramm' o tiemp' ca te spertose" (Disse il verme alla noce: dammi tempo che ti perforo) è il vecchio proverbio napoletano che significa che con pazienza e perseveranza, anche le cose più difficili possono essere realizzate. Il verme (L’Europa nel nostro caso), nonostante la dura scorza della noce (Trump nel nostro caso), alla fine riescirà a bucarla per nutrirsi, metafora di come la costanza possa portare al successo. 

 

Franco Fellicò

martedì 15 luglio 2025

I dazi al 30% per l'Europa

 

Prima di addentrarci su quello che comporta per chi esporta prodotti che sono gravati da dazi cerchiamo di capire bene quali sono gli obiettivi che i Governi hanno nel fissarli. Qui di seguito provo ad esporre i 3 principali motivi:

 

1. Proteggere la produzione nazionale inducendo i cittadini della Nazione ad acquistare quelli prodotti in Patria piuttosto che quelli importati

2.  Incrementare gli introiti fiscali così da poterli utilizzare per i servizi pubblici

3.   Modificare i flussi commerciali secondo le proprie necessità per motivi politici.

 

Tra questi 3 motivi quello che sembra essere più interessanti per Trump e il 2 (infatti ha più volte detto che con la sua azione intende ricevere TANTI SOLDI), anche se non penso che escluda i vantaggi degli altri due punti.

 

Ma come in tutte le scelte oltre ai vantaggi ci sono anche gli svantaggi e Va ricordato che una volta fissato i dazi di una certa percentuale, l’IMPORTATORE (quindi una o più aziende americane) sarà tenuto a versare al suo Stato una prebenda che è pari alla percentuale del valore doganale dei prodotti importati (prezzo pagato del prodotto + costo del trasporto + assicurazione).

 

Dunque, ora che abbiamo chiaro il meccanismo possiamo fare qualche considerazione sia sull’obiettivo che ha Trump nel fissare per l’Europa un dazio sui prodotti importatiti del 30%, sia anche su chi sono gli attori direttamente colpiti dal provvedimento.

 

Faremo queste considerazioni e terremo presente che nel 2024 l’Europa ha esportato verso gli USA prodotti per un valore di 531,6 miliardi di Euro; ma terremo anche presente che ha importato dagli USA prodotti per un valore di 333,4 miliardi di Euro.

 

Quindi teniamo conto che l’Europa importa dagli USA il 63% in valore di quanto esporta verso di loro.

 

Detto questo passiamo a fare le nostre considerazioni; chi è colpito direttamente dai DAZI sono gli importatori USA i quali sono costretti a versare al loro fisco un PIZZO che vale il 30% del valore doganale importato. Immagino allora che essi siano abbastanza “furiosi” dato che i costi che sono costretti a sostenere aumentano del 30%.

 

Quegli importatori che in effetto sono dei grossisti, rivendono i prodotti nel loro Paese e per coprire i dazi da pagare allo Stato saranno costretti ad elevare i loro prezzi; questo fa si che i dettaglianti saranno più restii ad acquistarli anche perché gli utenti finali potrebbero finire per non volerli più o comunque ridurrebbero i consumi a causa del prezzo più alto.

 

Ma di quanto si ridurranno le importazioni dall’Europa non è prevedibile e gli importatori americani lo determineranno solo in funzione delle richieste che avranno dai dettaglianti che a loro volta dipenderanno dai consumi degli utenti finali colpiti dai necessari aumenti.

 

Tutto quindi avviene nell’ambito USA; ma ci sono anche conseguenze per chi esporta i prodotti e quindi per gli esportatori europei perché dovranno certamente sopportare una diminuzione degli ordini.

 

E tutto quanto detto è FORTEMENTE dipendente dalla percentuale che Trump ha allegramente fissata forse pensando solo a quanto può ricavare il suo fisco ma trascurando tutto lo sconquasso che si verificherà non solo tra gli esportatori europei ma anche tra gli importatori USA.

 

Possiamo certamente affermare che Il 30% è una percentuale molto alta; essa è stata decisa da Donald Trump il quale ha dimenticato di considerare che più il dazio è alto più si ridurrà l’importazione; a titolo di esempio sarebbe chiaro a tutti (eccetto a Trump) che ad esempio un dazio del 300% annullerebbe completamente le importazioni e dunque in quel caso gli USA non incasserebbero un bel niente oltre a distruggere pesantemente gli importatori e i consumatori del Paese.

 

Trump, che va a caccia di soldi, fa i conti pensando solo a quanto incasserà a allora tende ad elevare molto la percentuale; e non capisce che se essa è troppo alta finisce per far ridurre così tanto le importazioni non solo da non produrre il reddito che vorrebbe, ma anche colpendo una gran parte degli importatori del suo Paese oltre che dei suoi cittadini che vengono costretti a dover rinunziare a prodotti esteri di qualità.

 

Ma tutti sappiamo che Trump è un improvvisatore, e sappiamo anche che solo quando avrà toccato con mano l’effetto delle sue decisioni potrebbe ripensarci.

 

A questo punto quindi occorre decidere come comportarsi a fronte dell’attacco che il Presidente degli Stati Uniti deciso di fare all’Europa.

 

Premetto che mi sembra molto saggio tentare fino all’ultimo giorno utile di capovolgere la situazione, cosa non impossibile conoscendo bene la volubilità dell’attaccante; qualora però non si riuscisse a raggiungere un accordo equo e bilaterale ci sono vari modi per reagire e bisognerebbe farlo con forza.

 

Un primo modo potrebbe essere quello di bloccare totalmente le esportazioni; Trump sarebbe così punito perché non incasserebbe neanche un dollaro e in più i cittadini americani potrebbero insorgere e protestare per aver perduto la possibilità di comprare prodotti italiani.

 

Naturalmente questo sarebbe una grossa rinunzia da fare, ma se si avesse il coraggio di resistere almeno per un po', darebbe i suoi frutti. Sarebbe come se L’Europa avesse deciso di applicare delle sanzioni conto gli USA vietando la vendita a loro dei suoi prodotti.

 

Capisco che molti imprenditori non caldeggerebbero una simile decisione, ma quando si è voluto reagire alla Russia con sanzioni sui prodotti energetici (in questo caso si trattava di importazioni), ci si è riusciti trovando altri mercati da cui acquistarli.

 

Ma così come quando a seguito del blocco delle importazioni di prodotti energetici dalla Russia, si trovarono alternative e si stabilirono rapporti con altre Nazioni del mondo, si dovrebbe contemporaneamente cercare di esportare i nostri prodotti verso altre Nazioni; la Cina potrebbe essere una di esse e questo sarebbe anche un ulteriore smacco per Trump; ma poi c’è l’India e altri Paesi asiatici e c’è anche l’Africa.

 

Un altro modo per reagire potrebbe essere quello di utilizzare il metodo CINESE; ricorderete infatti il susseguirsi degli aumenti che Trump fissò verso i prodotti cinesi e quelli che in risposta la Cina fissò verso gli USA. A furia di aumenti bilaterali si arrivò alla fine al 145% degli USA verso la Cina e 125% della Cina verso gli USA.

 

Ma poi cosa accadde? Si fecero delle trattative e le percentuali assurde scomparvero e si giunse ad un accordo ritenuto equo da entrambe le parti.

 

Dunque visto che Donald ha anche minacciato l’Europa dicendo che in caso di contromisure avrebbe aumentato i suoi dazi di un altro 20%, alla sua stessa maniera l’Europa potrebbe dichiarare che ad ogni ulteriore aumento fatto da Trump, l’Europa in maniera automatica ne farà uno per le importazioni dagli USA applicando la stessa percentuale fissata dal Presidente; quindi le sue pretese danneggerebbero alla stessa maniera anche le sue esportazioni.

 

Infine un altro modo di reagire, o anche una ritorsione aggiuntiva, potrebbe essere una decisione da parte dell’Europa di rinunziare completamente all’acquisto di prodotti energetici e di armi dagli USA spostando i suoi acquisti di quei prodotti verso il mercato interno Europeo o verso un qualunque altro fornitore del mondo.

 

Insomma se Trump desidera isolarsi lo faccia pure, ma non può pretendere che i suoi fornitori esteri non solo continuino a commerciare con il suo Paese ma lo facciano alle condizioni da lui fissate.

 

Franco Fellicò

 

 

 

sabato 5 luglio 2025

Il Governo Meloni

 

Con questo documento proverò a commentare alcuni avvenimenti incontrovertibili che andrebbero presi come dei bei risultati ottenuti dal Governo, ma che l’opposizione non manca di criticare.

 

Cercherò di essere il più possibile oggettivo e quindi citerò solo informazioni sicure che nessuno può disconoscere.

 

Voglio però prima premettere che nell’attuale Governo, considerando sia tutti gli esponenti della maggioranza sia quelli delle opposizioni, se dovessi esprimere un giudizio sull’attuale Presidente del Consiglio affermerei senza ombra di dubbio che le capacità politiche di Giorgia e la sua intelligenza e cultura è di gran lunga superiore a qualunque altro politico attuale. Invito i lettori a contraddirmi indicandomi un politico che può considerarsi superiore a lei.

 

Nel giro di un paio di anni la Meloni è diventata un personaggio noto in tutto il mondo perché sempre presente e con cognizioni di causa a tutte gli incontri mondiali.

 

Ma ora andiamo all’elenco dei fatti:

 

1.  Meloni ha di solito un atteggiamento di riservatezza che viene stupidamente criticata dall’opposizione.

 

Ma lei resiste e preferisce FARE piuttosto che DIRE.

 

2. Quando Meloni ha deciso di cercare ad ogni costo di mantenere GIUSTAMENTE i rapporti con gli USA, lo ha fatto senza chiedere il permesso a nessuno ed è riuscita ad acquisire la benevolenza di Trump.

 

Questa sua posizione invece di essere considerata una buona cosa è stata immediatamente criticata dall’opposizione la quale continua ad affermare che “bacia la pantofola del capo della casa bianca”.

 

Secondo l’opposizione quindi Giorgia avrebbe dovuto contrastare apertamente tutte le decisioni di Trump; lo ripetono tutti e nessuno capisce che con un tipo come quel Presidente occorre astuzia e anche finta accondiscendenza, cosa che la Meloni fa ogni giorno.

 

3.  L’Unione europea e precisamente il Commissario europeo per il commercio sta trattando con gli USA per cercare di ottenere che vengano applicati dazi del 10% bidirezionali e tutta l’opposizione accusa Meloni perché secondo loro, si perderanno 30.000 posti di lavoro.

 

Ora io dico, premesso che non è affatto detto che Trump accetterà la proposta Europea, che colpa avrebbe la Meloni di questa scelta visto che non è lei che sta trattando?

 

E poi a che serve dire che proporre il 10% è sbagliato? Come penserebbe l’opposizione di ottenere invece del 10% lo 0%? Pensano forse che esiste la possibilità di ottenere lo 0% semplicemente facendo la voce grossa con Trump?

 

4.  Ultimamente all’Aia TUTTI i 32 Paesi dell’Unione membri della NATO, Italia compresa, hanno approvato l’aumento al 5% del PIL per le spese militari.

 

Giuseppe Conte ha detto, e chissà chi lo ha informato, che l’Italia verserà 45 milioni di euro all’anno agli USA per l’acquisto di armi.

 

Gli altri dell’opposizione invece parlano di follia ed insistono che quei soldi comporteranno una riduzione del welfare; ed è diventata una litania anche quando più di un esponente del Governo ha affermato il contrario.

 

Allora io mi domando, secondo l’opposizione cosa doveva fare Meloni? Unica fra tutti non doveva firmare la decisione e pretendere che pagassero solo gli altri? Oppure doveva decidere di uscire dalla NATO? Tutti hanno criticato la decisione del Governo ma, come sempre, nessuno ha indicato una alternativa.

 

5.  Ad aprile 2025 l’agenzia di rating SAP ha elevato il rating per l’Italia da BBB a BBB+ con outlook stabile e a maggio 2025 l’agenzia di rating Moody’s ha portato il rating da “Stable” a “Positive”.

 

Sarebbe stato logico che l’opposizione si complimentasse con il Governo, ma invece, come sempre, centrosinistra e 5 Stelle hanno sottolineato che il miglioramento del rating è dovuto più a fattori esterni (contesto economico internazionale, sostegni UE, ripresa post-Covid) che a meriti specifici del Governo.

 

6.  Nel luglio 2025 ISTAT ha affermato che gli occupati nel 2025 sono aumentati di circa 2.452.000 rispetto al 2021; infatti nel 2021 gli occupati erano 21.849.000 e nel maggio 2025 sono 24.301.000.

 

Anche in questo caso l’opposizione ha asserito che sarebbe stato più importante un miglioramento delle condizioni lavorative, tornando ad insistere sul salario minimo.

 

Allora io mi domando: dobbiamo pensare che sarebbe stato meglio migliorare la condizioni di lavoro di pochi piuttosto che far lavorare tanti cittadini in più? E se Meloni avesse fatto proprio questo e cioè avesse puntato ad una migliore qualità del lavoro, non pensate che l’opposizione avrebbe detto che invece occorreva far aumentare i lavoratori?

 

7.  Ultimamente l’Unione Europea ha approvato il pagamento della settima rata del PNRR che sarà disponibile entro luglio 2025.

 

Anche in questa occasione l’opposizione ha osservato (diversamente dall’UE) che molte riforme chiave del PNRR sono ancora incomplete o attuate in modo parziale.

 

Poi ci sono le critiche ricorrenti: la critica per l’eliminazione del reddito di cittadinanza, il rifiuto di fissare un salario minimo, la scarsezza dei fondi destinati alla sanità e alla scuola, la subordinazione a Trump, la gestione del fenomeno migratorio, l’uso dei media pubblici per propaganda; ovviamente però le critiche non vengono mai accompagnate da soluzioni alternative.

 

Giuseppe Conte dei 5 Stelle si è permesso di dire che Meloni sta prendendo in giro i cittadini; ma ovviamente si tratta di affermazione senza alcun senso visto che non ci sono motivazioni.

 

Insomma a me pare che i vari esponenti dell’opposizioni e in particolare Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni non fanno altro che sbraitare contro ogni azione governativa; e nessuno di loro suggerisce soluzioni diverse che però tengano conto delle disponibilità economiche del Paese.

 

Forese essi ritengono che tutto quanto ogni giorno esce dalle loro bocche possa spingere i cittadini a votarli alle prossime elezioni; e nessuno ha capito che il loro atteggiamento non fa altro che diminuire ogni giorno la fiducia che ancora molti cittadini hanno per loro.

 

 

Ma c’è una soluzione?

 

Dopo aver dimostrato con un po' di testimanianze il comportamento dell’opposizione vorrei chiedere a chi mi legge, molti dei quali so essere orientati a sinistra, di fare un piccolo sforzo e a provare di dimenticarsi per un po' delle proprie idee politiche e di guardare da lontano e più oggettivamente quello che accade tra i politici italiani.

 

Seguite questi miei tre esempi dopo di che leggete l’analogia che vorrei esporvi.

 

Vi trovate in un luogo di villeggiatura insieme alla vostra famiglia e anche insieme ad un’altra famiglia di amici entrambi con le vostre due auto; voi siete stati “eletti” capo carovana e viaggiate insieme; è uno dei giorni da bollino rosso per il traffico di rientro e dovete decidere che strada prendere per tornare a casa; avete 4 scelte possibili (1, 2, 3, 4).

 

Esempio 1:

Essendo voi il capo carovana decidete di scegliere la strada 3; il vostro amico dissente ma ovviamente si accoda e insieme a voi e vi avviate.

 

Esempio 2:

Stessa situazione, ma in questo caso il vostro amico non solo dissente ma afferma che sarebbe stato meglio prendere la strada 1; ciò nonostante vi segue sulla strada 3.

 

Esempio 3:

Sempre stessa situazione, ma questa volta il vostro amico oltre a dissentire si dissocia da voi, vi lascia da solo sulla strada 3 e si avvia da solo sulla strada 1.

 

Se approfondiamo i tre casi ci accorgiamo che nel primo e anche nel secondo (dove almeno c’era una alternativa suggerita dal vostro amico) quando sarete arrivati a casa non saprete mai se la scelta presa o anche l’alternativa indicata dall’’amico era stata la migliore.

 

Solo nel terzo caso potrete sapere invece chi dei due aveva fatta la scelta migliore perché avrete saputo chi dei due è effettivamente arrivato per prima.

 

Ora spostate la vostra attenzione sui politici italiani e vi accorgerete che essi si comportano come nell’Esempio 1; infatti il Governo (come il capo carovana) fa delle scelte e per ognuna di esse l’opposizione dice che è sbagliata.

 

Se le opposizioni fossero più collaborative potrebbero non solo criticare le scelte del Governo ma anche indicare cosa avrebbero fatto loro; in questo caso avrebbero agito come nell’Esempio 2.

 

Comunque in entrambi i casi nessuno potrà mai sapere quale sarebbe stato il risultato delle scelte se invece quelle del Governo si fossero adottate quelle suggerite dall’opposizione; e questo perché le proposte dell’opposizione non si sono potute giudicare non essendo state mai applicate.

 

Non è possibile invece cercare di emulare l’Esempio 3 perché al Governo c’è sempre uno solo dei due e quindi nessuno potrà mai dire con sicurezza se con le scelte eventualmente suggerite dall’opposizione si sarebbero potuto avere dei risultati migliori.

 

E così siamo giunti al punto cruciale e allora mi sono ricordato che molti anni fa avevo scritto un articolo che risolveva questo problema; l’ho cercato sul mio BLOG ma non l’ho trovato perché forse non l’ho mai pubblicato (almeno sul BLOG).

 

Ve lo riporto allora brevemente qui, sottolineando che si tratta di una idea irrealizzabile per mille motivi, ma che in linea teorica riuscirebbe veramente a risolvere il problema evitando anche le continue diatribe tra le parti a cui assistiamo ogni giorno.

 

L’articolo credo che avesse il titolo: “Le due Italie” E ora ecco quello che avevo immaginato:

 

Visto che ormai le fazioni sono DUE quella del Governo e quella dell’opposizione, sarebbe interessante invece di eleggere un Governo di creare DUE GOVERNI ciascuno dei quali gestito dalle due fazioni.

 

Le elezioni non sarebbero più necessarie ma dovrebbero essere sostituite da una dichiarazione dei cittadini nella quale ciascuno decide da quale dei due Governi vuol essere rappresentato. Si definirebbero così due percentuali di cittadini; poniamo ad esempio il 60% che vuole appartenere al Governo 1 e il 40% al Governo2.

 

Territorialmente l’Italia rimarrebbe una sola, ma ci sarebbero due Governi che gestiscono alla propria maniera tutti i servizi della Nazione e ovviamente (come nell’esempio) il Governo 1 dovrà gestirne il 60% mentre il Governo 2 il restante 40%.

 

Fatto questo, i DUE Governi entrerebbero in servizio e partendo dalla situazione in cui si trova il Paese potrebbero fare le proprie scelte che però sarebbero valide per due parti che ciascuno deve gestire; uno dei due potrebbe ad esempio attivare il salario minimo; l’altro potrebbe decidere una diminuzione o un aumento delle tasse e comunque ognuno dei due Governi gestirebbe la sua parte di Italia alla sua maniera. Ovviamente ciascun Governo farebbe la sua politica fiscale e quindi ognuno raccoglierebbe fondi dai cittadini secondo il proprio modo di vedere. Ma ciascuno naturalmente distribuirebbe anche i fondi che ha a modo suo.

 

La sanità, la scuola e ogni servizio pubblico dovrebbero essere divise in due parti (60 e 40% seguendo l’’esempio) ciascuna delle quali sarebbe gestita da ciascun Governo: ci sarebbe una parte della scuola, della sanità e di ogni servizio gestita dal Governo 1 e la seconda parte di esse gestita dal Governo 2.

 

Le parti di ogni servizio sarebbero finanziate in maniera diversa da ciascuno dei due Governi e ogni cittadino potrebbe solo utilizzare per ogni servizio quella parte gestita dal Governo a cui ha scelto di appartenere.

 

Dopo una durata di ad esempio 5 anni, avendo ciascun cittadino vissuto da vicino il funzionamento del Governo scelto e avendo potuto constatare anche come invece era stata gestita l’altra parte, potrebbe decidere di mantenere l’appartenenza al Governo scelto la prima volta, oppure potrebbe decidere di passare a far parte di quelli dell’altro Governo.

 

In questa maniera ogni cittadino avrebbe il Governo che preferisce e avrebbe anche la possibilità di valutare se quello suo è più efficiente di quell’altro (così come nell’Esempio 3); i due Governi dovrebbero stare molto attenti a come gestiscono la loro parte del Paese perché dovranno essere coscienti che dopo 5 anni chi li sceglierà si baserà sui fatti e non più sulle chiacchiere.

 

LO SO BENISSIMO che tutto questo è irrealizzabile; ma solo così si potrebbe veramente vedere chi delle due fazioni è più efficiente e più giusto. E solo così i cittadini potrebbero giudicare quale Governo è quello che lavora meglio.

 

Per concludere dirò che, poiché quello che ho immaginato è impossibile da attuare, purtroppo occorre che i cittadini si tengano il Governo eletto per 5 anni e poi magari lo cambino per i successivi anni; ma dovranno rassegnarsi a non sapere mai se un altro Governo, diverso da quello in carica, sarebbe stato più capace (a meno di non credere alle chiacchiere di chi è all’opposizione).

 

Franco Fellicò