martedì 8 luglio 2014

Una nuova “semplificazione” burocratica!





Questa la dobbiamo a DARIO FRANCESCHINI, nuovo Ministro dei beni culturali, che forse non vedeva l’ora di diventarlo per poter inventare anche lui UNA NUOVA TASSA.

Si tratta di un decreto denominato ”Equo Compenso” che porta il SUO NOME che fissa un “compenso” da versare nelle casse della SIAE da applicare su ciascun supporto o mezzo di memorizzazione prodotto, sia a se stante che facente parte di una qualunque apparecchiatura.

Insomma questa volta sono stati colpiti i CD, i DVD, i Blue Ray, le Pen Drive, gli Hard Disk sia interni ai computer che esterni, i TV che possono registrare, i piccoli lettori Mp3, i nastri magnetici, i cellulari di ogni marca e tipo e direi ogni apparecchiatura elettronica perché oggi ognuna di esse utilizza un supporto per la memorizzazione dei dati. La prebenda è naturalmente commisurata alle dimensioni delle memorie stesse secondo delle complesse tabelle allegate al decreto.

Partendo dal fatto che la diffusione delle memorie di qualunque tipo è al giorno d’oggi altissimo, il nostro caro Ministro ha pensato che tassare anche con pochi centesimi ogni piccolo quantitativo di memoria, avrebbe prodotto un gettito  rilevante e quindi in quattro e quattr’otto ha elaborato il nuovo decreto, naturalmente gloriandosi di essere finalmente anche lui un portatore di un nuovo “beneficio”.

Naturalmente si tratta di una tassa che riguarda soltanto l’Italia e i produttori del nostro Paese, per cui c’è da attendersi che gli acquisti che ciascuno di noi farà nel prossimo futuro saranno fatti con qualche click (ormai si acquista molto via internet) diretto possibilmente verso qualche altro paese dell’unione.

In questo modo dunque il nostro amico ha anche provveduto piuttosto che a sgravare di tasse un po’ di aziende, a colpirle ulteriormente e ad incentivare qualche altra fabbrica italiana ad emigrare in altri luoghi.

Ho letto il “decreto del 20 giugno 2014"

E se volete potete leggerlo anche voi al link che segue:


http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-07-07&atto.codiceRedazionale=14A05171&elenco30giorni=false

Ma poiché come tutti sanno Franceschini appartiene ad un governo che tra i suoi obiettivi primari ha anche quello di fare la lotta alla burocrazia, allora mi piace riportare qui di seguito l’inizio di ciascun periodo; eccoli:



Visto il decreto legislativo ...

Visto il decreto del Presidente della Repubblica ...

Vista la legge ...

Visto l'art. ...

Visto l'art. ...

Visto, altresi', l'art. ...

Visti, in particolare, i commi ...

Visto il decreto del Ministro ...

Viste le sentenze del TAR ...

Visto l'art. 193 della legge ...

Visto il verbale dell'adunanza ...

Visto il verbale dell'adunanza ...

Visto il parere espresso ...

Sentite le Associazioni ...

Considerato che le Associazioni ...

Considerato che entro  il ...

Considerati gli esiti del ...

Considerato che lo sviluppo ...

Tenuto conto dell'incidenza ...

Sentite le Associazioni di categoria ...

Considerato che le Associazioni ...

Considerato che il Ministro p.t. ...

Visto il successivo parere ...

Considerato che l'ampia ...

Considerato che la discrezionalita' ...

Ritenuto, pertanto, che ...

Considerato che taluni scostamenti ...

Considerato che gli scostamenti ...

Considerata, altresi', la necessita' ...



DECRETA
Art. 1


1.
Il compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi è determinato nella misura tariffaria stabilita nell'allegato tecnico annesso al presente decreto e di cui è parte integrante.

2.
Le tariffe priviste nel sopracitato allegato tecnico entrano in vigore alla data di pubblicazione del medesimo decreto sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.


Come vedete per giustificare un UNICO ARTICOLO DI LEGGE ci sono voluti ben 28 diverse considerazioni; un bel lavoraccio; e se provate a leggere per intero tutti quei periodi, vi renderete conto anche di quanto contorti siano i ragionamenti e di come si cerca di semplificare la burocrazia!

Insomma come sempre devo purtroppo concludere che: NON ABBIAMO SPERANZE!

Franco Fellicò

domenica 30 marzo 2014

Ma cos’è che rende interessante RENZI?




Questo nuovo capo del Governo sembra riscuotere sempre più consensi ed io allora mi domando: “Ma cosa ha di speciale questo giovane che pur facendo parte della CASTA politica non è inviso come tutti gli altri, e anzi sembra essere uno tra i pochi che è apprezzato da molti cittadini?”

Dopo averci pensato a lungo, mi sono convinto che il motivo c’è ed è il fatto che appare ai più come un individuo dotato di quella grinta e determinazione che appartiene normalmente ai DITTATORI.

Si, credo che sia proprio così; infatti gli italiani, dopo aver inutilmente sperato che la democrazia fosse la soluzione a tutti i mali, e dopo aver a lungo tentato di rincorrerla, si sono infine resi conto di desiderare piuttosto una dittatura (possibilmente “illuminata” come diceva un mio caro amico e collega) che avesse la forza e la capacità di “imporre” soluzioni, piuttosto che cercare di trovarle mediando tra le idee quasi sempre contrastanti di un parlamento “molto parlamentoso”.

Certe frasi come: “questo si deve fare” con l’aggiunta di “si possono sentire gli altri per migliorare se possibile quello che penso, ma in ogni caso si deve fare” non possono essere fraintese.

I suoi ministri, secondo lui, devono semplicemente attuare quello che lui pensa e non possono avere idee diverse; ciascuno di essi ha la responsabilità di un dicastero, ma nessuno di essi può prendere decisioni che siano in contrasto con ciò che lui pensa.

Credo che la prova più lampante sia il caso del ministro dell’economia Pietro Carlo Padoan il quale, lo ricordo bene perché l’ho anche scritto in un mio documento precedente, aveva esordito dicendo: “occorrerà spostare la tassazione sui consumi e sui patrimoni” e invece oggi si vede benissimo che ha messo completamente da parte quelle sue dichiarazioni ed idee, molto probabilmente perché “il capo” gli ha chiarito che lui la pensa diversamente.

Ed ora credo che sia sulla questione F35 dove abbiamo assistito alle contrastanti dichiarazioni di Roberta Pinotti che è passata in pochissimo tempo dal dimezzamento dell’acquisto, al mantenimento completo dello stesso, sia sulla questione prepensionamenti dei professori proposti da Maria Anna Madia in contrasto con quanto dice invece Stefania Giannini, deciderà LUI e anche se non lo sapremo, indicherà chiaramente alle giovani ministre cosa fare.

E così anche sulla questione della modificazione del SENATO, basta sentire le dichiarazioni di Renzi in risposta alle “resistenze di Pietro Grasso” che parla di “rischi democratici”.

Tutto queste cose, che in molti potrebbero definire poco democratiche, saranno risolte forse rapidamente dal modo di agire di Renzi il quale, dopo aver dichiarato apertamente che o riesce a mettere in atto quello che ha nella testa, oppure riterrà FINITA la sua carriera politica, non ha nessuna intenzione di fallire.

Bene. Questo modo di fare, molto dittatoriale, è proprio ciò che sta facendo crescere la fiducia in lui, e ciò dimostra quanto ho detto prima e cioè che il desiderio di “un po’ di dittatura” è molto diffuso tra la cittadinanza.

Che il suo atteggiamento sia dittatoriale è dimostrato anche dal fatto che segue le sue idee senza consentire a nessuno di contrastarle, anche se chi dissente fa parte del SUO PARTITO.

E questa ultima osservazione gli sta facendo guadagnare la fiducia anche di molti cittadini non di sinistra.

Dunque, quello che ci meritiamo e forse anche quello che desideravamo da un po’ di tempo, sembra sia arrivato; non è arrivato né dalla destra e nemmeno dalla sinistra, ma da un singolo uomo, giovane fuori, ma che sembra essere dotato dell’esperienza che altri di maggiore età non hanno.

Il suo team è costituito per la maggior parte da giovani come lui o meno di lui e forse non all’altezza del compito (a me molti di essi sembrano dei bambini destinati improvvisamente a risolvere problemi molto più grandi di loro), ma questo in fondo gli renderà più facile il compito che si è assunto, perché farà meno fatica a indirizzarli secondo i suoi voleri.

E’ un fatto positivo questo avvenimento? Secondo me sì, il gradimento tra i cittadini c’è e la forza di convincimento del premier darà certamente qualche frutto; e se come molti hanno osservato, anche “questa cura” dovesse fallire, potremo tranquillamente dire che, avendole provate tutte, per questo sventurato Paese non ci sono più speranze.

Franco Fellicò


giovedì 13 marzo 2014

Quote rosa e parità di genere


Ecco i due nuovi termini appositamente coniati dai nostri ministri. Anzi dalle nostre MINISTRE!

Chi scrive queste note è un uomo che non si dichiara maschilista, ma che ovviamente ha un minimo di fierezza per essere uomo, così come giustamente ogni donna è orgogliosa del suo essere donna.

Io ritengo che sia gli uomini che le donne, se dotati di un minimo di intelligenza, devono essere capaci di fare un ragionamento oggettivo prima d schierarsi da una parte o dall’altra.

E’ noto che alla nutrita schiera di donne che già sono al Governo, piuttosto che pensare a nuove proposte indirizzate alla soluzione dei numerosi e gravi problemi del Paese, è apparso MOLTO PIU’ IMPORTANTE introdurne uno nuovo e cioè la necessità di promulgare una legge che rendesse OBBLIGATORIA la presenza nella politica di una quantità di donne proporzionale a quelle presenti nel Paese.

La presidente della Camera Boldrini, ha infatti sfacciatamente affermato che le donna del Paese sono il 50% e DUNQUE non consentire che una stessa percentuale di chi le rappresenta sia costituita da donne, NON E’ DEMOCRATICO; lo ha detto dimenticando cha a tutt’oggi però non esiste NESSUN LlMITE che vieti nè il raggiungimento nè il superamento di una percentuale.

La Boldrini ritiente GIUSTA e DEMOCRATICA la richiesta e quindi ammette che se per assurdo non ci fossero abbastanza donne competenti e/o desiderose di entrare in politica, per raggiungere il numero che lei dice corretto pur di rispettare la regola, si potrebbe dover ricorrere anche ad utlizzare delle figure incompetenti; e dice anche per conseguenza che ove mai le donne competenti dovessero essere in numero maggiore, l’eventuale superamento del 50% di presenze femminili dovrebbe essere vietato.

La Boldrini, e tutte coloro che si sono vestite di bianco per affermare quanto fosse necessaria questa regola, non hanno proprio pensato che quello che conta veramente, in un mondo come il nostro dove ormai la parità tra i sessi è già abbondantemente riconosciuta, è la CAPACITA’ e la COMPETENZA, doti che possono essere trovate in diversa misura negli individui sia che fossero uomini che donne.

Io invece penso che se dovesse accadere che i migliori cervelli si ritrovino in un certo numero di donne tale che porti al Governo non il 50 ma l’80% di quel sesso, non per questo bisognerebbe ricorrere a degli uomini meno capaci, soltanto per mantenere il rapporto del 50% tra i sessi.

Un’altra considerazione voglio fare: se si vuol rincorrere questa cosiddetta parità di genere, mi domando come ma la Boldrini non ha anche affermato che una sia pur minima presenza di GAY dovrebbe per giustizia essere resa anch’essa OBBLIGATORIA; ed ancora: come mai non si decide che i rappresentanti del popolo non debbano essere il 50% di età inferiore ai 45 anni e il 50% di età superiore? O anche il 50% più alti di 1,60 e il 50% più bassi? E si potrebbe continuare con esempi simili.

A me pare anche che questa assurda richiesta può essere motivata solo da un desiderio corporativo di acquisire potere e noto anche che senza volerlo la Boldrini e le sue colleghe si sono considerate INFERIORI e invece di dimostrare il contrario, mostrando la loro capacità di pensare, hanno preferito pretendere una parità numerica che ritengono di NON POTER AVERE DIVERSAMENTE.

Infine non posso dirlo con certezza, ma ho l’impressione che quelle stesse donne che hanno portato avanti la richiesta delle quote rosa, si sono dichiarate contrarie alle PREFERENZE, dimostrando nuovamente di voler raggiungere il potere per LEGGE e non facendosi apprezzare per CAPACITA’ dagli elettori.

Io da uomo NON MASCHILSTA ma neanche FEMMINISTA, spero che la bocciatura ricevuta sia stata motivata dalle mie stesse considerazioni, e spero anche che le pretendenti alla parità di genere evitino di ripresentare questa stupida richiesta, dimostrando così di aver capito che NON CON I NUMERI si va al potere, ma piuttosto dimostrando le proprie capacità.

Se si hanno le capacità infatti si è scelti già da tempo indipendentemente dal sesso e la prova è lampante visto quante sono le appartenenti al “gentil sesso” che sono oggi tra i governanti; il mio augurio è che, sempre a patto che ci sia la competenza necessaria, il numero possa anche aumentare e senza alcun limite legato a percentuali, mentre ovviamente non accetterò mai di contribuire a portare al Governo donne o uomini incompetenti sulla base della PARITA’ DI GENERE.


Franco Fellicò

domenica 23 febbraio 2014

IL NUOVO MINISTRO DELL’ECONOMIA


E così dopo aver tanto atteso, il ministro dell’economia è finalmente arrivato! Si chiama PIER CARLO PADOAN e come al solito è stato già soprannominato SuperMinistro.

Io speravo ancora che questa fosse la volta buona, ma a giudicare dalle sue prime parole riportate dai giornalisti, direi che ancora una volta per non smentirsi i “capoccioni” preferiscono percorrere la strada opposta a quella più ovvia.

Quello che mi ha infatti subito impressionato è stata una sua frase gettata lì: “Bisogna spostare la tassazione sui CONSUMI e sui PATRIMONI”.

Se così è effettivamente, a nulla è valsa la richiesta di Alfano di scegliere un ministro che non fosse “affezionato alle tasse e alla patrimoniale”!

Ho ascoltato qualche giorno fa le proteste di un imprenditore che affermava quanto fosse anticostituzionale il comportamento del fisco, visto che si basa non, come indicato dalla Costituzione, sulla CAPACITA’ CONTRIBUTIVA DI CIASCUN CITTADINO, ma sulle necessità che di volta in volta lo Stato ritiene di dover soddisfare.

La protesta dell’imprenditore ha richiamato alla mia mente quello che ho spesso affermato e cioè che lo Stato NON PUO’ reperire i suoi introiti basandosi sulle SUE NECESSITA’ (che oltre tutto sono spessissimo inutili), perché in questo modo rischia di far fallire tutta la cittadinanza in nome di quelle COPERTURE che ritiene di dover sempre trovare.

Se in ciascuna nostra famiglia agissimo in quel modo, in caso di ristrettezze economiche potremmo anche decidere di ANDARE A RUBARE pur di mantenere in essere non solo quanto occorre per vivere, ma anche ogni altra esigenza non necessaria; e invece le famiglie oneste, basano giustamente il loro tenore di vita sulle disponibilità economiche a disposizione.

Lo Stato viceversa, utilizza un metodo diverso: fissa le spese necessarie (considerando tali anche quelle inutili) e riversa i costi sulla cittadinanza curando almeno apparentemente di distribuirla in maniera tale da colpire meno le categorie meno abbienti; non importa se alla fine TUTTI risultano tartassati fino all’inverosimile, perché se i soldi SERVONO, qualcuno dovrà comunque versarli!

Ciò provoca naturalmente delle reazioni che vanno dalla chiusura delle aziende, ai suicidi dei titolari e dall’aumento dell’evasione allo spostamento delle poche industrie rimanenti, in altri paesi.

Io penso invece che, così come ogni famiglia onesta fa, la tassazione dovrebbe essere riportata a essere quella ACCETTABLE e come dice la Costituzione, essere funzione della  capacità contributiva di ciascuno; e poi, al modo di come fanno le famiglie oneste, il risultato dei proventi così ottenuti dovrebbe essere distribuito al meglio per far fronte a quei servizi sociali che la cifra disponibile consente di soddisfare.

Insomma occorrerebbe un modo diverso di ragionare, che sarebbe prima di tutto più etico e che non rischierebbe di peggiorare sempre più la vita di noi tutti.

Bisognerebbe utilizzare al meglio ciò che ETICAMENTE si può pretendere dai cittadini, piuttosto che fissare prima le spese e poi cercare le coperture traducendole automaticamente in maggiore pressione fiscale.

Ma analizziamo meglio le prime parole del nuovo ministro:

SPOSTARE LA TASSAZIONE SUI CONSUMI significa comprimere i consumi stessi; spesso si fanno delle tassazioni al solo scopo di disincentivare qualcosa e aumentare la tassazione sui consumi significa aumentare ancora le aliquote IVA e/o le accise sui carburanti ed equivale quindi proprio a disincentivare i consumi. Ed io mi domando, come si può pensare di ottenere una crescita del Paese se prima di tutto si colpisce chi pensa di consumare? Come si può pensare che le imprese potranno riprendersi solo con qualche beneficio fiscale, visto che le loro produzioni sarebbero poi invendibili a causa della riduzione dei consumi?

SPOSTARE LA TASSAZIONE SUI PATRIMONI è anch’essa una scelta certamente poco intelligente; essa infatti disincentiverebbe anche il risparmio e sarebbe ingiusta e per niente etica; non si può infatti non considerare che chi ha un patrimonio (e parlo di chi lo ha accumulato onestamente) lo ha perché si è comportato da FORMICA e ha preferito non scialacquare i SUOI SOLDI, ma ha utilizzato dei sui guadagni ONESTI ciò che l’abbondante tassazione gli ha lasciato, in un modo a lui gradito; tassarlo ancora una volta significa punirlo per aver utilizzato liberamente quel poco che il fisco gli aveva consentito di avere; diverso naturalmente è se lo Stato confiscasse addirittura i beni acquistati con soldi sporchi o con quelli evasi al fisco.

Dunque mi sono bastati pochi minuti per perdere tutta la fiducia in chi sostituendo Saccomanni poteva iniziare il suo lavoro con un metodo diverso che fosse anche in linea con quanto il Governo Renzi ha promesso di fare e cioè di CAMBIARE MUSICA.

Ma allora non sarebbe stato meglio trovare un ministro che fosse meno tecnico e anche meno politico, ma dotato soltanto di maggiore logica?

Spero di sbagliarmi, ma presto potremo giudicare!

Franco Fellicò

martedì 14 gennaio 2014

Forse un RIMPASTO al Governo


Sapete bene cosa significa? A me viene in mente questo:

Da usarsi quando un Governo ...vacilla! 


Franco Fellicò

venerdì 3 gennaio 2014

Concerti di Capodanno



Ogni anno ho sempre atteso ed ascoltato il “CONCERTO DI CAPODANNO”; negli anni passati lo registravo in VHS ed infatti ho ancora molte cassette conservate.

Il concerto era trasmesso in Eurovisione dal teatro dell’Opera di Vienna addobbato con tanti fiori provenienti dalla nostra San Remo, e venivano eseguite tante musiche di Strauss.

Ma poi, a partire da 11 anni fa, l’Italia decise di affiancare al celebre concerto un suo proprio concerto e da allora ogni anno ormai questi spettacoli meravigliosi diventarono due.

Ricordo che inizialmente non gradii questa decisione perché mi sembrava che si volesse “scimmiottare” un concerto ormai famoso; e difatti per questo continuai a propendere per il concerto viennese.

Ma poi, pian piano, mi resi conto che la decisione era doverosa per un Paese come l’Italia che può considerarsi veramente un “padre della musica”, e cominciai ad ascoltare entrambi i concerti accorgendomi anche senza volerlo che finivo per raffrontarli.

Quest’anno non mi è stato possibile ascoltarli, ma utilizzando Rai Replay li ho visti ed ascoltati entrambi in streaming via Internet pochi minuti fa.

Devo dire che anche questa volta ho notato le “differenze” e in contrasto con la quasi monotonia delle musiche viennesi tutte dello stesso autore, ho assaporato la vivacità del concerto dal teatro La Fenice di Venezia.

Le musiche di Rossini, Verdi, Donizetti, Puccini Leoncavallo, Mascagni e a metà trasmissione anche una notissima canzone Napoletana si sono succedute suscitando in me grande commozione.

Lo spettacolo è stato meraviglioso, l’ambientazione eccezionale, la regia magnifica, l’orchestra superlativa.

Durante l’ascolto i miei pensieri si sono accavallati, ma la cosa che più mi ha preso è stata il notare la maestria del direttore dell’orchestra e la grande attenzione con cui gli orchestrali lo seguivano; e poi la grande armonia che animava tutti i concertisti nell’esecuzione dei vari pezzi; si vedeva quanto erano attenti a seguire la guida del maestro e con quanta accuratezza curavano di sostenersi l’un l’altro con l’unico scopo di ottenere i migliori risultati possibili.

E così non ho potuto fare a meno di notare come stridente fosse tutto ciò al confronto del fare dei nostri politici che non solo non seguono con doverosa attenzione le indicazione del ”capo”, ma sembrano andare ciascuno per la propria strada seguendo sempre idee diverse dagli altri della squadra.

Per un momento ho immaginato quanto sarebbe meraviglioso se potessimo al pari di quell’orchestra commuoverci nel vederli lavorare insieme per il Paese e con un unico obiettivo condiviso; quanto sarebbe bello poter notare tra loro la stessa armonia di quegli orchestrali; e quanto sarebbero utili al Paese azioni congiunte e perseguite all’unisono.

Invece purtroppo le cose stanno diversamente, il carro del Paese sembra essere trainato contemporaneamente dal davanti e dal di dietro da tanti cavalli imbizzarriti, con il risultato di tenerlo fermo o peggio di farlo ribaltare definitivamente.

Poi i mie pensieri sono tornati alla musica, mi sono nuovamente disteso, mi sono immerso nel pensare alle menti meravigliose di tanti uomini di arte e di scienza di cui possiamo essere fieri e ho definitivamente distolto la mente dal pensare a quelli della casta, che al confronto sembrano appartenere a un altro pianeta.

Se volete provare anche voi le stesse sensazioni, andate a rivedere quel concerto che è sempre disponibile su Ray Replay e vi accorgerete quanto è vero quello che ho appena detto.

Franco Fellicò

martedì 31 dicembre 2013

Gli aumenti nascosti.


Faccio seguito al mio ultimo documento (Giochi di parole) per osservare che c’’è un’altra nuova tecnica che si sta sempre più affermando:

Invece di varare nuove tasse con nuovi nomi e nuove tariffe, si aumenta la pressione del fisco agendo sulle tasse vecchie aumentandole in percentuale o anche in assoluto, ritenendo in questo modo di non dare nell’occhio.

Quest’azione è operata sulle tantissime imposte di piccola entità esistenti da tempo e quasi dimenticate da chi le paga ormai quasi senza più accorgersene; e così lo Stato può incassare di più, sommando insieme moltissimi piccoli altri importi nascosti.

La tecnica, anch’essa fatta di soppiatto riesce molto bene, perché gli interventi sono moltissimi e molto distribuiti e neanche la stampa e i media riescono a scovarli tutti; molto spesso pagheremo di più qualcosa quasi senza accorgercene o al massimo lo scopriremo pian piano nel tempo quando qualche commerciante ci spiegherà che un certo aumento è dovuto ad un incremento percentuale di una certa vecchia tassa.

Ho cercato di raccogliere un po’ di queste notizie e di esporle qui di seguito; ma sono certo che ne ho individuata solo una piccola parte; vi dico soltanto che alcune organizzazioni in difesa dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) con molta pazienza hanno valutato che la somma degli aumenti da loro identificati equivalgono ad una stangata da 1.384 euro per famiglia.

Ed ecco gli interventi che sono riuscito a scoprire:

1.
Le Poste Italiane sono state autorizzate ad aumentare i costi della corrispondenza (sia lettere che raccomandate) con aumenti che possono far passare il costo di una lettera da 70 a 95 centesimi, e quello di una raccomandata dagli attuali 3,60 fino ai prossimi 5,40 euro.

2.
L’aliquota IVA sui prodotti forniti a mezzo di distributori automatici passa dal 4% al 10%.

3.
Aumenta la tassa di registro in varie misure colpendo ulteriormente il settore dell’edilizia.

4.
Aumentano le tariffe della luce elettrica dello 0,7% aggiungendovi il componente “Ae” che dovrebbe servire a finanziare le imprese manifatturiere con elevati consumi di energia.  

5.
Aumentano i pedaggi autostradali; in alcuni casi (per esempio sulla Venezia-Padova, si può passare da 70 centesimi a 3 euro, vale a dire fino al 400% in più rispetto ad ora) e ancora sull'A5 Torino-Aosta gli aumenti saranno del 15% e sull'A4 Venezia-Trieste del 12,9%.

6.
Aumenta il prelievo sotto forma di bollo sugli investimenti nei conti titoli e sui conti di deposito che sale dall’1,5 al 2 per mille.

7.
Si aggiunge un immancabile ritocco delle accise sui carburanti dello 0,4% per finanziare il cinema.

8.
Per i lavoratori che versano contributi alla gestione separata dell’Inps ma già iscritti ad altre forme di previdenza nel prossimo anno la loro aliquota contributiva doveva salire dal 20 al 21 per cento, gradino di un percorso che li porterà al 24 nel 2016. La tabella di marcia viene accelerata e il prossimo anno si passerà direttamente al 22.

9.
Con il nuovo anno c’è anche un aggravio contributivo per le imprese con più di 15 dipendenti; a loro è richiesto un versamento pari allo 0,5 per cento delle retribuzioni, per due terzi a carico del datore di lavoro e per un terzo dell’impresa, da destinare al fondo di solidarietà gestito dall’Inps.

10.
Aumentano le accise sulle sigarette.

11.
Aumenta l’imposta della TASI (prima ancora che entri in vigore) portando quella della prima casa dal 2,5 per mille al 3,5 per mille, (praticamente portandola quasi da sola a sostituire l’IMU) e per le seconde case da 10,6 a 11,6 per mille.

Ovviamente tutti questi “ritocchi” vengono volutamente ignorati, trattandosi secondo i volponi di “piccoli aggiustamenti” anche se applicati su un numero elevato di prebende già esistenti; e quindi essi affermano spudoratamente che la pressione fiscale è in diminuzione e quindi di conseguenza che la fine della crisi è sempre “più vicina e tangibile”.

Ma a proposito, stavo dimenticando! Tutto aumenta, ma c’è anche qualcosa che diminuisce perbacco! Si, infatti sto parlando delle detrazioni e deduzioni. E sapete come?

Si parte dal fatto che, (non so per quale motivo) qualcuno ha affermato che bisogna “raggranellare” 488 milioni di euro nel 2014, 772 nel 2015 e 564 nel 2016 (che precisione ragazzi!) e allora, forse con l’uso di un semplice foglio elettronico (che sfacelo da quando l’hanno inventato!) i signori volponi hanno deciso che questi soldi DEVONO essere “trovati” a mezzo di un “razionalizzazione” delle detrazioni.

Poi si sono dati tempo fino alla fine di gennaio per svolgere il “compitino” e prevedendo già di non riuscire a far niente per quella data, hanno varata subito una nuova “clausola di salvaguardia” che farà scattare dei tagli lineari sulle detrazioni (spese mediche, interessi dei mutui, erogazioni liberali, università e palestre per i figli) che scenderanno al 18% già in occasione della dichiarazione dei redditi 2013, che si farà a giugno, e al 17% per i redditi 2014.

Ma ora riflettendoci, sto pensando che così faranno anche rientrare questi “risparmi” nel capitolo della “spending review”. Accidenti che furbi! Sono veramente i classici signori capaci di prendere due piccioni con una sola fava!

Ma vi rendete conto che questi quattro ragionieri, oltre ad utilizzare l’aritmetica, si avvalgono anche della facoltà di poter stabilire a seconda delle cosiddette NECESSITA’ FINANZIARIE  ciò che è etico e ciò che lo è  meno, riducendo a piacere anche qualche piccolo atto benefico che da anni alleviava un pò i loro sudditi.

Certo che fare i ragionieri in questo modo è molto facile; oltre tutto essi possono agire non solo sull’entità dei prelievi, ma possono modularli a piacere modificando perfino i dati; intendo dire che fissata una percentuale da far versare ad esempio ai cittadini proprietari di un appartamento, se ritengono di dover elevare detto prelievo, hanno la facoltà non solo di far crescere l’aliquota, ma anche di innalzare il valore dell’appartamento che se oggi vale 100, domani potrà tranquillamente valere 160.

Immaginate che goduria per le aziende se potessero disporre di contabili così bravi e dotati di simili poteri?

Insomma io penso che c’è solo da disperarsi!

Ma no! Forse è meglio stare tranquilli, tanto il Presidente del Consiglio Letta ha detto che le tasse stanno diminuendo e Saccomanni ha giurato già da tempo che entro il 2014 la crisi sarà superata (naturalmente a seguita dei loro magistrali interventi).

Stiamo calmi quindi!

Franco Fellicò