martedì 28 giugno 2011

ED ORA PARLIAMO DI CARCERI E CARCERATI.

La nuova attualità è l’iniziativa Radicale e anche l’insieme di manifestazioni da essa scaturite di giovani e non, che stendono a mò di panni da asciugare i manifesti delle centinaia di detenuti morti per suicidio.

Manifestano perché il carcere è troppo duro, perché alcuni detenuti non hanno NEANCHE una doccia, perché sono in 77.000 in luoghi dove invece ne sarebbero previsti solo 25.000.

Tutti costoro sembrano dimenticare che chi è detenuto si è spesso reso colpevole di efferati delitti, che la pena loro inflitta è SEMPRE molto inferiore a quella che giustamente dovrebbero scontare e che comunque la durata della loro pena, per motivi diversi, difficilmente raggiungerà quella a loro comminata.

Dimenticano anche che la crisi degli spazi esiste per tutti e che al giorno d’oggi ci sono tantissime famiglie PERBENE costrette a vivere in piccoli appartamenti se non in baracche sicuramente inadeguati alle loro necessità e molto spesso, forse anche più che nelle carceri, senza quella famigerata doccia che i signori di cui sopra ritengono doveroso destinare ai “poveri” reclusi.

Io non voglio essere il solito “bastian contrario”, ma quando ho ascoltato qualcuno (purtroppo non ho avuto il piacere di conoscere il suo nome) alla TV che affermava che ai carcerati bisogna togliere la libertà, ma non anche tutti i diritti spettanti ad un uomo, non ho più resistito e ho voluto anch’io esternare il mio pensiero.

Quest’ultimo signore, quello che ritiene che si possa togliere la libertà a qualcuno senza però togliergli alcun diritto, evidentemente pensa che la libertà è soltanto la possibilità di uscire di casa quando lo si desidera, e quindi non conosce evidentemente neanche il significato di quella parola.

Ma poi, pensa costui, e anche tutti quelli che stanno inscenando le note dimostrazioni, che esistano solo i diritti? Non pensa e non pensano che la vita prima di essere degna di diritti ha innanzitutto l’obbligo dei doveri?

Ma nessuno parla di doveri; i detenuti sono dei poveri derelitti, che essendo rinchiusi in una cella hanno bisogno più di ogni altro individuo di distrarsi, altrimenti è facile che arrivino al gesto estremo del suicidio.

Ebbene cosa propongono questi dimostranti? Maggiore spazio per distendersi, attività ludiche per distarsi, divertimenti o qualunque altra cosa possa tenere impegnati detti signori affinchè, trovando piacevole la vita in carcere, si guardino bene dal pensare al suicidio.

Nessuno invece ha pensato di proporre: facciamo lavorare questi individui, in maniera che presi da un po’ di impegni e responsabilità, siano meno afflitti dalla loro situazione di reclusi e contemporaneamente contribuiscano, con un apporto utile per la società, ad espiare il mal fatto.

Io, è da tempo che penso che il peggior modo di punire un individuo è quello che utilizziamo in Italia e anche in buona parte del mondo, e nei miei scritti precedenti ho anche accennato a come sarebbe più logico agire, sia nell’individuazione della pena da comminare in funzione del malfatto, sia nel modo di far riparare ai danni apportati ad altri individui o alla società.

In ogni modo, anche lasciando in atto l’attuale sistema di attribuzione delle pene, una volta in carcere il detenuto dovrebbe quantomeno produrre quanto occorre al suo sostentamento o meglio ancora produrre qualcosa in più per consentire anche di creare (senza che i costi ricadano sugli onesti della società) nuove strutture atte a migliorare in fondo la loro stessa vita da carcerati.

No. Secondo tutti i dimostranti, siamo noi, quelli onesti, a doverci accollare tutte queste spese e saremmo noi quelli che dovremmo migliorare le condizioni di vita dei detenuti, consentendo loro di avere sufficienti distrazioni da quasi desiderare quella vita e non pensare mai più al suicidio.

Io di contro penso che sarebbe doveroso far alzare di buon mattino ciascun detenuto, al pari di tanti onesti lavoratori, farli lavorare zappando e coltivando terre incolte o costruendo nuovi edifici; al termine della settimana ad essi potrebbe essere corrisposto un normale salario (ma attenzione il 90% di esso dovrebbe essere trattenuto per sopperire alle spese dello Stato per il loro sostentamento e per l’utilizzo che essi fanno delle strutture del carcere).

Vediamo i vantaggi:

1.
Sicuramente il numero dei suicidi diminuirebbe in quanto “il lavoro nobilita l’uomo” e anche perchè chi è impegnato non si sente più tanto inutile come chi è rinchiuso in una cella in attesa che passi un tempo, che alle volte puù essere anche infinito.

2.
Le spese sostenute dallo Stato e quindi a carico dei cittadini onesti diminuirebbero con un giusto anche se piccolo miglioramento del tenore di vita di chi non ha commesso reati.

3.
La costruzione di nuovi ambienti ed edifici da destinare a carceri (a costo nullo per la manodopera visto che sarebbe realizzata dai detenuti stessi), in un tempo sia pure non breve, migliorerebbe anche lo spazio a disposizione di chi è rinchiuso.

4.
Quel 10% di salario che ciascun detenuto riceverebbe al termine della settimana di lavoro potrebbe consentire a ciascuno di loro di procurarsi anche qualche bene aggiuntivo che essendo frutto del onesto lavoro nessuno gli negherebbe.

5.
Questo genere di vita da detenuto che LAVORA, migliorerebbe la loro vita facendola assomigliare di più a quella di un essere umano che tale è soltanto perché provvede alle sue necessità lavorando giorno dopo giorno in maniera da potersi sostentare.

6.
Infine, specie coloro che si sono resi partecipi di atti criminosi per procurarsi danaro sottraendolo ad altri con imbrogli o con la forza piuttosto che guadagnandolo onestamente, potrebbero anche cominciare a capire il vero valore del lavoro e quanto sia disonesto e anche alla fine improduttivo, cercare di evitarlo.

Non pensano i manifestanti di cui sopra, i Radicali tutti, e coloro che continuano a chiedere provvedimenti inattuabili, che invece questa proposta sarebbe più logica, più fattibile e anche più efficace?

Franco Fellicò

domenica 17 aprile 2011

CLANDESTINI E PROFUGHI. CHE FARE?

Avrei voluto scrivere il mio pensiero fin dall’inizio di questa vicenda dolorosa, ma poi ho deciso di aspettare perché volevo essere più sicuro di essere oggettivo valutando con maggiore attenzione gli avvenimenti.

Ma oggi credo sia giunto il momento di farlo anche perché ora sono in grado di tener conto di tante altre informazioni disponibili su quello che sta accadendo.

Premetto che ritengo veramente apprezzabile tutto quanto il nostro Governo e in particolare il Ministro Maroni ha fatto finora, ma ciò nonostante vorrei anch’io provare a suggerire l’approccio che avrei avuto o che almeno a partire da oggi consiglierei di avere.

Sono veramente convinto che debba esistere una vera differenza di trattamento tra chi giunge in Italia sui famigerati “barconi” a seconda che siano dei veri profughi perseguitati nel proprio Paese o che siano invece dei veri clandestini appartenenti alle più diverse etnie che hanno deciso di approfittare della situazione corrente per mescolarsi con i veri profughi e trasferirsi in un Paese che pensano possa ospitarli e regalar loro un futuro migliore di quello della loro terra

Allo stato, chi arriva in Italia, approda quasi sempre a Lampedusa e spesso lo fa con l’aiuto della nostra Guardia Costiera.

Ora che la situazione si è abbastanza stabilizzata, viene ivi accolto, rifocillato e assistito per pochi giorni per poi essere trasferito in altro luogo italiano in appositi “centri di accoglienza” dove continuerà ad essere “mantenuto” e assistito per un tempo non ben identificato.

All’inizio durante questi sbarchi la reazione del nostro Stato essendo meno tempestiva e continua degli sbarchi stessi, ha fatto sì che nell’isola il numero di stranieri giunti superasse addirittura la popolazione italiana del luogo; questi cosiddetti “migranti” hanno insozzato tutta la bella isola; molti di loro, dimenticando di essere ospiti che oltre tutto nessuno aveva mai invitato, hanno manifestato contro chi li stava accogliendo, giungendo persino ad incendiare veicoli, inveendo contro la popolazione del luogo e prendendo anche a sassate quei poliziotti che li stavano aiutando.

Come ha detto il presidente Napolitano non dobbiamo dimenticare che anche noi molti anni fa siamo stati emigranti; io voglio ricordarlo, ma nel farlo non posso far a meno di osservare che nessuna notizia simile è mai arrivata dalla lontana America e sono più che sicuro che i nostri emigranti giunti nella terra che li doveva ospitare, hanno tenuto un comportamento umile tanto da essere subito apprezzati e da conquistare la benevolenza degli ospitanti.

Ho visto invece alla TV un’intervista fatta ad uno di questi facinorosi che con fare minaccioso urlava contro di noi dicendo di aver avuto un pessimo trattamento e di non aver potuto neanche “fare una doccia”; probabilmente quell’individuo la doccia non l’aveva mai fatta nel proprio paese, ma ora che si trovava in Italia la considerava un bene di prima necessità e criticava chi non era riuscito ad assicurarla ai circa seimila invasori giunti in pochi giorni a Lampedusa.

Bene, io non mi ritengo razzista, ma se fossi stato sul posto e lo avessi sentito da vicino sarei stato subito tentato di “ributtarlo in mare” per fargli fare così quella doccia che tanto desiderava.

Moltissimi di loro poi, una volta giunti nei centri di accoglienza, hanno immediatamente scavalcato i recinti e sono fuggiti via ed ora circolano senza alcun permesso nei nostri paesi e nelle nostre città, vivendo di espedienti diversi se non di ladrocini e ruberie.

Capisco che tutto ciò probabilmente non si sarebbe potuto immaginare, ma ora facendo tesoro di quello che sta accadendo bisognerebbe trovare un modo di agire che possa evitare a noi italiani di essere “colonizzati” o quanto meno di diventare succubi di questa banda di persone.

Io penso, visto che ormai si sono mosse non una, ma svariate navi per trasportare questi signori, che da oggi in poi dovrebbero essere presenti nella rada di Lampedusa almeno due navi di grosse dimensioni; che all’arrivo dei barconi carichi di migranti, essi non debbano essere fatti approdare nell’isola, ma debbano essere fatti accostare ad una delle navi e tutti gli occupanti debbano essere fatti salire a bordo in attesa di essere trasferiti nel luogo a loro destinato.

Quando una nave è piena dovrebbe partire per portare il suo carico in uno dei centri di accoglienza in Italia, mentre l’altra nave continuerebbe ad accogliere i nuovi arrivi; a nessuno più dovrebbe essere concesso di calpestare il suolo di Lampedusa chew ha già sofferto abbastanza, perché una volta arrivati nel nostro Paese dovremmo essere NOI a decidere dove devono andare e certamente non loro.

Dovrebbero essere mantenuti a bordo di detta nave, identificati, fotografati, e per ciascuno di essi dovrebbero essere prese le impronte digitali e se possibile determinato anche il DNA; tutte queste informazioni per ciascuno di essi dovrebbero essere caricate in un apposito database tenuto in rete e consultabile dalle forze dell’ordine.

Qualunque manifestazione anche di piccola insofferenza dovrebbe essere subito inserita come informazione aggiuntiva nelle caratteristiche di chi le ha commesse e dovrebbe dar luogo al rimpatrio immediato dei responsabili INDIPENDENTEMENTE dal fatto che siano profughi o clandestini.

Insomma, dovremmo almeno insegnar loro a comportarsi come si deve, a rispettarci e dovremmo far capir loro che daremo aiuto soltanto a chi si comporta come noi desideriamo; dovremmo chiarire che non hanno diritti e che noi non abbiamo doveri, ma che abbiamo tutta la volontà di proteggerli a patto però che riconoscano quello che facciamo come un grande slancio di umanità che devono dimostrare di meritare.

Il rimpatrio IMMEDIATO (sempre indipendente dall’essere profugo o clandestino) dovrà essere effettuato anche per tutti coloro che sono fuggiti dai centri di accoglienza, quando venissero ritrovati dalle forze dell’ordine e identificati (attraverso le foto, impronte digitali e anche DNA) come appartenenti a quelli che erano stati accolti. Con le tecniche informatiche moderne è possibile da una semplice foto riconoscere se un individuo è uno di quelli presenti sul database degli schedati, senza contare l’ulteriore accertamento che si potrà fare con le impronte digitali e anche l’esame del DNA.

In un secondo momento poi bisognerà rimpatriare anche quelli che, mischiandosi con i profughi, sono arrivati da noi in cerca di una fortuna che non siamo in grado di offrire a tanta gente.

Chi per la sua posizione sa di poter essere rimpatriato potrebbe essere spinto a fuggire, ma dovrà sapere che in quel modo non farà altro che accelerare il suo rimpatrio visto che per chi fugge al suo ritrovamento sarebbe previsto il rimpatrio immediato.

Non occorre quindi “sparare” sui barconi che arrivano, come qualcuno ha ipotizzato; basta essere rapidi nell’azione e riuscire a riportare indietro almeno tanti migranti quanti ne arrivano ogni giorno.

E’ ridicolo rimpatriare 30 clandestini al giorno mentre nella stessa giornata ne arrivano 300.

Non mi pronuncio sul comportamento dell'Europa e in particolare della Francia. Se ne avrò voglia scriverò qualcosa successivamente!

Franco Fellicò

martedì 15 febbraio 2011

U' PAPPECE E A' NOCE

Dicette ‘o pappece ‘nfaccia a’ noce: damme ‘o tiempo ca te spurtoso.
(Disse il verme alla noce, dammi il tempo che ti buco -cioè arriverò dove dico io-)

Questo il proverbio Napoletano che non è mai stato così attuale come oggi; mi riferisco naturalmente al clima di odio politico che sempre più avvelena la nostra vita di cittadini italiani.

Io sono un uomo di destra e fino a poco tempo fa ero perfino disposto a perdonare qualche “marachella” al premier in cambio di azioni utili al nostro Paese, azioni che specie nei primi tempi della legislatura c’erano state come non mai in confronto al passato.

Faceva delle cose per se indubbiamente, ma aveva fatto e si accingeva a fare anche tante altre cose per l’Italia e allora l’opposizione ha trovato un modo per costringerlo ad occuparsi di più ancora di se stesso e ovviamente meno dell’Italia, obbligandolo a pensare a come difendersi dalle loro accuse, vere o false che siano, per poter subito dopo meglio dire che: il suo tempo lo utilizza per se.

Oggi ad esempio, dopo l’annuncio che sarebbe stato processato nel prossimo aprile egli che si era preso con Maroni l’impegno di fronteggiare anche con un intervento di persona il problema dell’immigrazione, HA DOVUTO lasciare di farlo per correre a Roma a risolvere i SUOI nuovi problemi privati creatigli da chi intende distruggerlo ad ogni costo.

A questo punto allora vi confesso che, diversamente dalla “NOCE Silvio”, che imperterrito resiste ancora, mi accorgo di essere stato già “spurtusato” e quindi sono ormai disposto a cambiare; non per essermi convinto che il Cavaliere pensa soltanto a se e non all’Italia, ma perché tutti coloro che sono fuori dell’attuale Governo e che altro non anelano che ad acquisire il potere con l’unico scopo di potersi prendere loro quelle libertà che oggi negano al Berlusca, mi hanno ormai stancato con il loro comportamento ossessivo, per cui ho deciso di accettare le loro critiche.

Ma questo soltanto per poter dimostrare a tutti gli adepti della sinistra che anche se l’opposizione attuale dovesse ottenere il suffragio degli elettori, niente accadrà di nuovo in questo sventurato Paese; si perderà soltanto del tempo prezioso per tornare a soffrire degli stessi mali attuali.

Probabilmente il comportamento distruttivo passerà di mano e, anche se i personaggi di destra mi sembrano meno propensi a quel modo di agire, i ruoli di “pappece” e “noce” si scambieranno e si ricomincerà da capo.

In compenso, ammesso che la cosa avvenga veramente, la prossima legislatura sarà di destra o di sinistra ma comunque senza “la NOCE Berlusconi” cosa che appagherà comunque quelli che come illustrato in un mio precedente scritto, ODIANO quella persona molto più che il suo Governo.

Allora ora che anche io ho deciso, e sono in attesa di “elezioni”, vi domando: chi mi suggerite di votare?

Posso mai votare Bersani che proprio oggi, non sapendo più come fare per raggiungere il SUO obiettivo, ha addirittura proposto alla Lega un’ “alleanza popolare per il federalismo” ?

E voi, voterete Bersani senza dare alcun peso al fatto che si è arrivati all’assurdo che prima hanno boicottato una legge, riuscendoci, e subito dopo propongono di attuarla con il loro appoggio, ma in un contesto in cui non c’è Berlusconi?

Certo se voi, come Bersani odiate a morte il personaggio, sarete senz’altro d’accordo che le leggi si facciano o non si facciano a seconda del “lustro” che eventualmente possono portare al capo degli avversari politici; anche voi infatti, mica volete lavorare per l’Italia!

Ma forse potremmo votare tutti per “Futuro e libertà” anche se ancora non sappiamo chi sarà il “capo” visto che, già sul nascere di questo nuovo partito, iniziano le prime rivalità tra Fini e Bocchino!

O, perché no, per Di Pietro, sperando che quando i “Magistrati politicizzati di destra, questa volta” ordineranno per lui le ovvie intercettazioni telefoniche, non venga fuori qualche magagna che consenta di incriminare anche lui.

A proposito, mi viene di domandarmi, ma come mai i Magistrati di Milano, avevano iniziato a origliare alla porta di Berlusconi e non lo hanno fatto anche per altri personaggi altrettanto in vista? E se invece lo hanno fatto anche per altri, come mai non ci hanno mai fatto ascoltare in qualche modo le innocenti conversazioni degli altri, per dimostrarci che il “cattivo” era uno soltanto?

Beh, questa risposta la lascio a voi, specialmente a quelli di voi che si riterranno soddisfatti quando al Governo ci sarà un’altra faccia, diversa per fisionomia, ma sicuramente non molto diversa per furbizia; anzi forse diversa anche per furbizia, perché sarà capace di ingannare con maggiore capacità che non il beffardo, ma anche abbastanza “ingenuo” Cavaliere.

Ci meritiamo proprio un bel “volpone” e allora saremo tutti contenti e soddisfatti!

Uno che aveva voluto credere nella capacità di fare di Berlusconi, senza tener conto che per fare occorre anche che ci sia chi “lascia fare”.

Franco Fellicò

mercoledì 5 gennaio 2011

ANCORA SULLE BUSTE DI PLASTICA

Me l’aspettavo, primo o poi qualcuno avrebbe capito che la stupida scelta fatta alcuni anni fa per contenere l’uso delle buste di plastica (tassazione) non aveva avuto alcun risultato, se non l’aggravio delle spese dei cittadini nonché L’AUMENTO della produzione dei dannati contenitori (vedi quanto scrissi su questo stesso blog al link):

http://ffellico.blogspot.com/2008/07/le-buste-di-plastica.html

Non appena ho ascoltato dai media che dal 1 gennaio 2011 sarebbe entrata in vigore una nuova regola che bandiva definitivamente l’uso delle famigerate buste, immediatamente ho pensato che anche questa volta la scelta avrebbe gravato sulle nostre tasche perché sicuramente NESSUNO avrebbe più ricordato (ovviamente faziosamente) che ormai sulle nuove buste biodegradabili o di carta non c’era più da pagare alcuna tassa; sicuramente nessun esercente avrebbe deciso di fornire le nuove buste GRATIS, ma avrebbe mantenuta la vecchia TASSA, incamerandola.

Ed infatti proprio così è stato, al momento ho potuto verificarlo di persona e sò già che la ESSELUNGA del nord Italia e LIDL faranno pagare anche le buste biodegradabili, e non solo; infatti hanno anche deciso di aumentarne il costo perché chiederanno 10 centesimi a busta invece che i 5 precedenti.

Dunque anche questa volta, come volevasi dimostrare, la nuova regola che poteva ben essere inventata prima, ha peggiorato la situazione mancando di stabilire che le nuove buste non essendo più tassate, DOVEVANO essere fornite gratuitamente perché si ritornava alla situazione antecedente alla prima stupida decisione.



PER MAGGIORE CHIAREZZA ECCO IL RIEPILOGO DI CIO’ CHE E’ ACCADUTO:

1.
Gli esercenti REGALAVANO le buste di plastica

2.
Per sconsigliarne l’uso lo Stato applicò una TASSA di 100 lire su ciascuna busta.

3.
Gli esercenti continuarono a REGALARE le buste limitandosi a richiedere soltanto il rimborso della tassa (100 lire poi passate a 5 centesimi di euro)

4.
Lo Stato successivamente cambia le regole e vieta completamente l’uso delle buste di plastica a partire dal 1 gennaio 2011 obbligando gli esercenti a fornire solo buste biodegradabili o di carta.

5.
Gli esercenti approfittano della nuova legge per NON REGALARE PIU' le buste e chiedono non 5, ma addirittura 10 centesimi per ogni busta biodegradabile o di carta, pur non dovendo più versare le vecchie 100 lire di tassa allo Stato.

Come sempre le decisioni di chi governa furono e continuano ad essere prive di ogni logica o quanto meno non tengono conti delle reazioni possibili di quelli che devono applicare le regole fissate.

E chi soffre di queste inettitudine è SEMPRE il povero consumatore.

Concludo con una lista più completa dei costi applicati dai vari esercenti:

ESSELUNGA 10 centesimi
LIDL 10 centesimi
CARREFOUR 10 centesimi
DECATHLON 5 centesimi (piccola), 15 centesimi (grande)
TODIS 10 centesimi
AUCHAN 10 centesimi

venerdì 17 dicembre 2010

Roma - Guerriglia urbana e mia proposta -

Roma 14 dicembre 2010.

L’abbiamo visto tutti perchè la televisione come sempre ce lo ha mostrato con tutti i dettagli.

Mentre Al Senato e alla Camera si votava la sfiducia al Governo (anzi non tanto al Governo quanto al signor Berlusconi) migliaia di studenti, terremotati, abitanti di Terzigno e altri che si consideravano “scontenti” erano nelle vie della capitale, spesso camuffati per non farsi riconoscere e armati di mortaretti, bastoni e altri oggetti contundenti “per manifestare”.

Eh sì, perchè per manifestare evidentemente occorrono tutti quegli aggeggi e non si può farlo a viso scoperto! E poi anche perchè quelli erano lì per mettere a ferro e fuoco la città, per combattere i poveri tutori dell’ordine, infrangere vetrine ed incendiare auto di cittadino come loro; e tutto ciò INDIPENDENTEMENTE dall’esito della votazione.

Noi benpensanti che come sempre non facciamo mai di tutta un erba un fascio, abbiamo subito pensato ad addossare le colpe a fasce di agitapopolo che avevano proprio l’obiettivo di gettare fango su tutti gli intervenuti; non avevamo mai creduto che la maggioranza dei presenti erano studenti che intendevano manifestare con dignità e senza violenza.

Ma io per prima e sicuramente tutti gli altri che hanno assistito alla trasmissione “Annozero” di giovedì 16 abbiamo dovuto cambiare convincimento; infatti il gruppo di onesti ragazzi invitati alla trasmissione, rappresentati prima da uno di essi e poi da altri due che hanno presa la parola, tutto hanno detto, ma neanche una parola hanno proferito che li mostrasse prendere le distanze da quegli avvenimenti criminali.

Sono stati pressati più volte sia dai rappresentanti della destra presenti sia da quelli della sinistra a dichiarare se la loro posizione era di disgusto per quello che era accaduto, ma non è stato possibile in alcun modo ascoltare da nessuno di loro una sola parola di rincrescimento per l’accaduto.

Dunque, lo ha dovuto ammettere e lo ha ripetuto chiaramente anche Michele Santoro, la loro era una piena sottoscrizione degli avvenimenti per i quali TUTTA la responsabilità era del Governo e quindi per loro quello che era accaduto ne era la giusta conseguenza.

Hanno continuato a ripetere che da anni chiedevano maggiori sovvenzioni per l’università e la ricerca, che le borse di studio con il nuovo disegno di legge venivano ridotte o abolite e disconoscendo che in Inghilterra invece hanno raddoppiato le tasse universitarie, pretendevano di suggerire priorità diverse nell’uso del danaro dello Stato mettendo al PRIMO POSTO le loro necessità.

Ebbene per far capire tutto questo, TUTTI LORO, e dico “tutti loro” perchè hanno insistito per tutta la trasmissione nel mostrare di condividere i funesti avvenimenti, hanno provocato danni morali e materiali all’Italia intera, colpendo oltre tutto persone e cose che nulla avevano a che vedere con le loro “cosiddette” ragioni.

ED ECCO LA MIA PROPOSTA

Pare chi i danni ammontino a 20 milioni di Euro e poichè in un momento di crisi quale è quella che viviamo, l’ultima delle spese penso debba essere quella necessaria a riparare i danni subiti da privati e dai beni pubblici, ritengo giusto valutare con precisione i danni, sommare ad essi una cifra che consenta di “indennizzare” tutti i poliziotti presenti a titolo di piccolo riconoscimento economico per ciò che hanno subito e stabilire che la cifra risultante venga prelevata dalle sovvenzioni attuali e future ancora destinate alle università.

In questo modo questi cari ragazzi potranno ricordare che buona parte delle sovvenzioni a loro destinate, mancano proprio perchè da loro stessi dilapidata con la loro ignominiosa quanto criminale agitazione.

Franco Fellicò


IL COMMENTO DI MIO FIGLIO (un giovane quasi della loro età)

Alla proposta darei una decorrenza futura (dal prossimo disordine, di qualsiasi entità, anche minore). In questo modo suonerebbe come una ennesima assoluzione e non una condanna per i fatti accaduti. Tuttavia una sorta di "condizionale" da applicare al prossimo evento violento che si dovesse "manifestare".
In questo modo, oltre a ricevere un nuovo perdono, sarebbe per loro ancor più CHIARO che eventuali nuovi disordini andrebbero a ledere (in maniera diretta) un diritto che loro stessi accampano.
Purtroppo però sono pessimista sia sull'accoglimento della proposta e anche sulla sua eventuale applicazione con successo.....


Si. Giusto. Quello che dici è saggio. E.dopo aver letto anche qualche commento, approfitto ancora per ribadire che a chi NON E' UN FACINOROSO, NE' UN CRIMINALE si richiede non solo di non partecipare ad atti vandalici, ma anche di IMPEDIRLI o quanto meno di non DAR SPAGO a chi agisce da criminale. ALLINEARSI INVECE CON CHI DELINQUE, equivale a partecipare all'azione.

Ed è proprio questo che non si possono tollerare certi atteggiamento ed è per questo che dovrebbe pagare anche chi ha solo condiviso verbalmente l'azione dimostrando in questa modo: CONNIVENZA!

giovedì 29 luglio 2010

LA STORIELLA DELL’UBRIACO SOTTO IL LAMPIONE E I NUOVI PROVVEDIMENTI PER IL CODICE DELLA STRADA.

L’ho già citata un’altra volta la storiella dell’ubriaco, ma questa volta la cito qui nuovamente per commentare gli ultimi provvedimenti del codice della strada e anche per poterla poi richiamare in occasione di tanti altri provvedimenti che verranno decisi da chi ci governa per dimostrare che quasi sempre quello è l’approccio.
Ed ecco la storiella:

UN UBRIACO DI NOTTE CERCAVA QUALCOSA SOTTO UN LAMPIONE E A UN PASSANTE CHE GLI CHIEDEVA COSA STESSE FACENDO, RISPOSE: CERCO LE CHIAVI CHE HO PERDUTO! E ALLA NUOVA DOMANDA: MA DOVE E QUANDO LE HAI PERDUTE? LUI RISPOSE: LE HO PERDUTE POCO FA AL DI LA’ DELLA STRADA; E PERCHE’ ALLORA LE CERCHI QUI? LE CERCO QUI PERCHE’ QUI C’ E’ LUCE!

Questa la storiella ed ora veniamo ai nuovi provvedimenti presi per contrastare l’alto numero di vittime della strada.

Si è deciso, di ridurre a ZERO il limite di alcool nel sangue per i giovani al volante, proprio come se si fosse scoperto e provato che la maggior parte degli incidenti gravi veniva provocato da giovani che avevano appunto appena superato il limite se pur oltremodo basso precedente; se così fosse, sarebbe giustissimo ridurre anche a zero detto limite; ma il fatto vero è che quegli incidenti che si vorrebbero evitare sono stati provocati da giovani al volante con un tasso alcolico DI MOLTO, MA DI MOLTO SUPERIORE al limite che si è voluto ridurre, dunque questa riduzione non serve proprio a nulla.

Insomma pur sapendo che gli incidenti gravi vengono procurati da chi ha nel sangue un tasso di alcool altissimo, si pensa che riducendo un limite già basso ed ininfluente si possano evitare quegli incidenti.

Già nel passato ho affermato che il risultato sarà che verranno soltanto colpiti i bravi giovani, quelli che così come hanno rispettato i limiti precedenti senza naturalmente mai fare incidenti, si assoggetteranno a rispettare anche quelli ancora più restrittivi imposti ora; viceversa, gli ubriaconi, quelli veri, quelli che erano abituati a superare ABBONDANTEMENTE i vecchi limiti tanto da procurare spesso gravi incidenti, continueranno a farlo alla stessa maniera e l’unica differenza è che si troveranno fuori regola per qualche unità in più.

Come al solito chi viene colpito non è chi effettivamente dovrebbe essere colpito, ma si preferisce colpire quelli che è più facile colpire, considerandosi paghi di aver fatto qualcosa, anche se ciò che si fa non serve assolutamente a niente se non a farci ricordare la storiella dell’ubriaco.

mercoledì 7 luglio 2010

Ritiro patente ad 80 anni

Ho sentito per televisione e ora leggo su internet:

Il presidente della commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci, propone un limite d’eta, che se raggiunto implica l‘impossibilità di guidare. La soglia è ancora da decidere, si pensa possa essere fra gli 80 e gli 85 anni. “Per questo motivo – spiega Valducci – si dovrebbe pensare a un’eta limite, una soglia oltre la quale non è più possibile guidare. Possono essere 80 o 85 anni, di questo si può discutere. Ma la questione va affrontata”.

Già in altra occasione ebbi modo di scrivere all’On/le Mario Valducci che proponeva un’ulteriore diminuzione della soglia alcolica per i guidatori.

Questa volta invece, sempre lo stesso, sta pensando addirittura di “tagliare le gambe” agli ottantenni. E’ una sorta di eutanasia con l’aggravante di perpetrarla nei confronti non di individui in cui la vita è permanentemente compromessa, ma con la mannaia nei confronti di tutti quelli che hanno raggiunta una certa età.

Si, perché negli anni 2000, decidere che un individuo non debba poter più guidare la propria auto soltanto perché ha una determinata età, è una pazzia che solo un parlamentare poteva immaginare.

Ormai ognuno di noi ha le ruote al posto delle gambe, ed è per questo che dico che vietargli di usarle, equivale a tagliargli gli organi dedicati alla deambulazione e come conseguenza ucciderlo.

Uno poi si domanda, ma perché questa proposta? E’ al solito per ridurre gli incidenti stradali?

E allora siamo alle solite. E ripenso a quell’ubriaco che cercava le chiavi sotto un lampione e ad un passante che gli chiedeva dove le aveva perse, rispondeva: più in là, ma le cerco qui perché qui c’e la luce.

I giovani provocano tanti incidenti? E allora si introduce un limite di età per non far guidare i vecchi.

Per Valducci sono gli anziani quelli da eliminare dalle strade e ne è convinto pur sapendo che le assicurazioni riservano a chi ha anni e anni di esperienza di guida, migliori trattamenti proprio perché sono i più accorti e i meno rischiosi.

Il motivo del divieto di superare un limite di alcoolicità è stato introdotto perché l’alcool nel sangue fa ridurre i riflessi. Analogamente si pensa che i riflessi di un anziano siano più lenti di altri e Valducci pensa che questo avviene immediatamente dopo il raggiungimento di una età da stabilire (80, 85 o non so quanti anni).

Eppure ci sono un’infinità di altri motivi per cui i riflessi peggiorano (un pranzo luculliano, una forte stanchezza, una forte tristezza o anche allegria) e forse ad uno ad uno Valducci li scoprirà e cercherà di introdurre nuove limitazioni a certe CATEGORIE di persone (quelli che escono dal ristorante, quelli che si svegliano troppo presto al mattino, quelli a cui è appena morto un congiunto o quelli che guidano nel giorno della laurea).

Si, perché si agisce alla buona colpendo determinate categorie di persone, non si pensa mai di valutare il vero motivo che può provocare un incidente ma si guarda alle situazioni che indirettamente possono in un certo numero di casi renderlo più probabile.

Ma non sarebbe più logico, indipendentemente dall’alcool, dall’età e da ogni altra situazione, verificare i riflessi di chi guida invece di guardare la sua età o misurargli il tasso alcolico con l’etilometro?

Non vi pare che, una volta fissato un tempo di riflesso regolare e accettabile, gli organi di controllo farebbero prima e meglio a controllare i riflessi dell’automobilista? Con un unico controllo, anche molto più semplice e meno costoso, si potrebbe sapere se un individuo, non importa se ubriaco, drogato o vecchio di cent’anni abbia o non i riflessi necessari per la guida. E punirlo soltanto se al momento del controllo non ha il vero requisito necessario. Viceversa si punisce chi ha un tasso alcolico non conforme alla regola anche se ha dei riflessi favolosi e si lascia andare in giro chi è astemio o non ha proprio bevuto anche se invece ha dei riflessi terribilmente lenti.

Si stabilisce che TUTTI quelli che hanno un tasso alcolico superiore ad un certo valore (che inoltre ogni tanto viene ulteriormente ridotto) hanno per conseguenza dei riflessi inadatti alla guida, senza considerare che le soglie sono soggettive per cui al minimo si è costretti a fissare una soglia sotto la quale quasi nessuno è influenzato, colpendo “i giusti per i peccatori” e comunque non avendo la certezza di aver risolto il problema.

Analoga cosa vale per gli anziani; ma è proprio sicuro Valducci di trovare una età al di sotto della quale TUTTI hanno i riflessi regolari e al di sopra della quale invece TUTTI non hanno più i riflessi adatti alla guida?

Più insulsa di così una regola non potrebbe essere. Io non so cosa succede negli altri Paesi, ma ho già detto che ove mai dovessi raggiungere un’età che mi vieti per la guida in Italia, mi trasferirò in qualunque altro paese del mondo, piuttosto che sottostare a questa nuova angheria.

Forse Valducci, memore di FERRI (quello dei 110 all’ora in autostrada), pensa di guadagnare voti, ma io invito chiunque fosse d’accordo con me a boicottarlo negando ogni consenso a lui e alla sua corrente politica.

Credo che Valducci sia di destra, come lo sono io, ma GIURO che voterò da qualche altra parte se malauguratamente questa legge dovesse entrare in vigore.

Franco Fellicò