venerdì 15 luglio 2022

La nave nella tempesta

 

Una nave piuttosto malconcia stava navigando in un mare molto agitato e quel che è peggio è che le previsioni sulla tenuta del tempo erano pessime; ci si aspettava quindi di dover affrontare a breve dei marosi molto più terribili di quelli in atto.

 

Mario, il comandante della nave, era per fortuna uno dei migliori comandanti conosciuti, mentre la ciurma era costituita da una parte di marinai a lui fedele capeggiata da Enrico e da alcune altre parti che invece o lo tolleravano appena o non lo sopportavano proprio; uno di questi  gruppi ostili  era capeggiato da Giuseppe, un altro da Matteo e un altro da Silvio..

 

Giuseppe era particolarmente ostile a Mario forse perché non aveva mai dimenticato che quest’ultimo per l’intervento di Sergio (primo ammiraglio della marina) qualche tempo prima lo aveva sostituito al suo comando della nave.

 

Intanto il mare in tempesta sballottolava sempre più la sgangherata nave mentre Mario con la sua grande esperienza riusciva ancora a tenerla a galla ovviamente utilizzando al meglio la sua ciurma.

 

Ma Giuseppe, scalpitava e agitava quelli del suo gruppo tanto che qualcuno (come Luigi) pensò di abbandonarlo seguito da una parte del gruppo stesso.

 

Per cercare di mettersi in mostra e nella speranza di acquisire consensi, Giuseppe, incurante della grave situazione in cui si trovava la nave, sapendo anche bene che per riuscire a sopravvivere alla tempesta in atto occorreva che i marinai seguissero tutti insieme gli ordini del comandante, pensò invece di opporsi ad una delle sue ultime direttive.

 

L’azione di Giuseppe rese quindi ancora più tragica la situazione della nave che essendo governata sempre meno bene cominciò ad imbarcare acqua rischiando di affondare .

 

 

Penso sia chiaro a tutti a cosa voglio alludere con la storia appena raccontata, ma parlando seriamente, va detto che quello che sta accadendo nel nostro sventurato Paese è molto, ma molto più grave di quello che accadeva sulla nave in tempesta di cui sopra.

 

In un Governo guidato da un grande esperto quale è Mario Draghi che avevamo avuto la fortuna di avere proprio quando le emergenze stavano susseguendosi, faceva parte anche il movimento 5 stelle e tutti i provvedimenti erano stati presi anche in nome di quel movimento; ma evidentemente questo a loro non bastava e il loro leader, il tanto discusso Giuseppe Conte, continuava a agitarsi e ad apparire sui media con le sue continue critiche che dimostravano soltanto la voglia di eccellere distruggendo quelli che gli stavano attorno.

 

Conte voleva andare contro corrente, aveva iniziato a farlo tentando di far smettere l’Italia dall’inviare armi all’Ucraina, poi aveva chiesto di incontrare Draghi e gli aveva sottoposto nove punti che secondo lui il premier avrebbe dovuto rispettare, infine pur di rimanere al centro dello scenario ha deciso di far uscire dall’aula tutti i suoi al momento in cui si doveva dare la fiducia per un provvedimento urgente.

 

La fiducia Draghi l’ha avuta ugualmente, ma da persona seria quale è, non riuscendo a sopportare  le bizze di parte del suo stesso governo, ha deciso di dimettersi. Mattarella ha respinto le dimissioni .

 

Questo è quello che è accaduto finora.

 

Il Governo Draghi, uno dei migliori che avevamo avuto la fortuna di avere, è stato silurato da Giuseppe Conte e dal suo movimento; dunque sono loro che prima di tutti dovranno subirne le gravi conseguenze.

 

In un momento in cui i grandi problemi da gestire sono: la guerra in Ucraina, la pandemia in forte ripresa, la siccità, la crisi alimentare, l’inflazione, il PNRR da portare avanti e la povertà in crescita da contrastare, c’è stato un personaggio che, non contento di tutti i guai del Paese, ha deciso di aggiungervene un altro che servirà solo a frenare se non a bloccare le indispensabili azioni di contrasto ai problemi.

 

Sappiamo tutti che il movimento 5 stelle qualche anno fa aveva oltre il 30% dei consensi, ma poi è crollato fino a giungere al 12%, ma dopo quest’ultimo intervento di Giuseppe Conte è chiaro che è destinato ad estinguersi definitivamente.

 

Infatti quali saranno quegli italiani che potrebbero continuare ad avere fiducia in loro? Essi hanno evitato di partecipare alla fiducia dovendo approvare proprio una serie di aiuti ai cittadini oltre che il termovalorizzatore per Roma.

 

E’ chiaro allora che l’astensione  è stato un pretesto per distruggere il Governo di cui i 5 stelle faceva parte. 

 

Io spero ancora che Mario Draghi voglia rivedere la sua posizione e continuare, almeno fino al termine della legislatura, a guidare il nostro Paese; lo spera anche l’Europa che ha potuto godere ultimamente della saggezza di un grande ed apprezzato leader.

 

Di contro la Russia, che aveva già salutato con piacere la scomparsa dalla scena di Boris Johnson, ora sta godendo anche di quella possibile di Draghi.

 

Se malauguratamente Draghi dovesse lasciarci, l’irresponsabilità di Giuseppe Conte crescerebbe ancora  di più, distruggendo completamente sia il suo partito che il nostro Paese.

 

Quello che ci possiamo augurare è quindi che i 5 stelle scompaiono definitivamente al più presto dalla scena e che i possibili altri “franchi tiratori” (Salvini ad esempio) evitino di fibrillare ancora e pensino invece ad aiutare un auspicabile Governo Draghi Bis che possa lavorare senza essere intralciato da stupide azioni di disturbo.

 

Franco Fellicò

lunedì 4 luglio 2022

Il mio dubbio

La guerra all’Ucraina continua senza sosta e nulla fa presagire che si fermerà. L’obiettivo di Putin non è noto a nessuno né si può immaginare che possa essere “solo” quello di annettersi una fascia di territorio ucraino che comprenda il Donbass e che congiunga la Crimea alla Russia.

 

Se così fosse quello l’obiettivo minimo non potremmo spiegarci i missili inviati ogni giorno su Odessa, ma anche su Kerson, Kiev, Kharkiv e  Leopoli.

 

E la distruzione totale di tutti i territori attaccati, di condomini, scuole, ospedali e centri commerciali non ci aiuta a capire. Sembra quasi che l’esercito Russo voglia procurarsi un macabro passatempo uccidendo da lontano gente inerme e distruggendo edifici civili che nulla hanno a che vedere con la resistenza ucraina.

 

Quando Putin ha iniziato la sua invasione dell’Ucraina, ha dichiarato che “chiunque si fosse intromesso nella sua azione militare, avrebbe subito delle ritorsioni terribili”; questo ha spaventato così tanto l’Europa e tutto il mondo occidentale, che non aveva nessuna voglia di contribuire a far iniziare una terza guerra mondiale,  da lasciarlo fare.

 

L’occidente e la Nato si sono limitati ad aiutare gli ucraini anche con l’invio di armi, ma nessun intervento diretto è stato mai attuato e neanche pensato.

 

Ci sono state subito delle sanzioni realizzatesi in più pacchetti ma non totali, e nell’invio di armi l’occidente ha evitato di fornire quelle capaci di consentire agli ucraini di colpire il territorio russo.

 

La decisione mi sembra corretta per evitare l’escalation, ma non posso fare a meno di pensare che questo atteggiamento è un favore che si è deciso di fare ai russi consentendo loro di distruggere tutto quanto vogliono dell’Ucraina, vietando invece agli ucraini di fare altrettanto sul suolo russo.

 

In pratica da un certo punto di vista l’Occidente quindi non si è limitato ad aiutare gli ucraini ma sta aiutando anche i russi. Una ulteriore mano ai russi l’Europa l’ha dato evitando di bloccare l’importazione di gas e per ora anche del petrolio, continuando così a foraggiare Putin pagandogli le spese della guerra.

 

Ciò nonostante Putin continua ad attaccare verbalmente l’Europa e la Nato che, secondo lui, non solo dovrebbero evitare che il suolo russo venga attaccato, ma dovrebbero anche smettere di fornire armi agli ucraini per consentir loro di schiacciarli più facilmente.

 

Noi non siamo gli alleati della Russia e ci siamo tenuti gli attacchi verbali, anche se, sempre per non indispettirli, abbiamo evitato l’invio di missili con 300 chilometri di gittata, limitandoci ad fornire solo quelli con una gittata di 80 chilometri e facendoci anche promettere dagli ucraini di NON UTILIZZARLI contro obiettivi in territorio russo.

 

Putin intanto ha ottenuto quello che voleva; nessuno lo sta disturbando gran che, eppure lui continua a scagliarsi contro l’occidente e comincia lui stesso a chiudere quei rubinetti del gas che avremmo dovuto chiudere già da molto tempo noi.

E lui lo fa in maniera furba: si fa pagare il gas in rubli (e a me pare che, dopo tante discussioni, abbiamo ceduto tutti, Italia compresa) risollevando il valore della sua moneta e poi chiude parzialmente l’esportazione di gas (lo riduce al 50%) continuando però a percepire gli stessi introiti visto che la manovra della riduzione comporta anche un immediato aumento del prezzo di quella materia energetica.

 

E’ da tempo che il nostro Mario Draghi sta cercando, senza riuscirci, di ottenere che si metta un tetto al prezzo del gas, e se gli europei lo avessero ascoltato da subito, oggi la manovra di Putin o non ci sarebbe proprio stata, oppure avrebbe prodotto oltre che un impatto negativo su di noi, ma anche un impatto negativo per lui stesso che fornendo meno gas avrebbe ricevuto meno soldi.

 

Ma la tattica di Putin (questo è finalmente il mio dubbio) sembra essere quella di voler stancare l’Europa e anche la Nato fino a spingerla ad intervenire direttamente nella guerra; gli attacchi del suo esercito sono infatti sempre più feroci, l’eccidio dei civili è  una realtà sempre più chiara, la guerra che dilaga non solo nella parte sud dell’Ucraina e che distrugge tutto e tutti è una forte spinta per Zelensky nel chiedere aiuto e di conseguenza si rivela come un invito sempre più forte all’occidente ad intervenire.

 

Insomma io ho il dubbio che Putin abbia una gran voglia di utilizzare il suo arsenale di migliaia di testate nucleari e di far partire i suoi missili intercontinentali verso tutti noi; lui è sicuro di poter distruggere tutti i paesi che considera ostili; ma non vuol attaccare senza un pretesto, ed allora aspetta che i nervi degli occidentali cedano e li spinge verso una qualche azione militare diretta; e se abboccheremo lui avrà la possibilità di affermare di aver agito per ritorsione.

 

Potremmo spiegarci quindi le atrocità sempre più barbare e terroristiche del suo esercito come un mezzo per ottenere il risultato che ho immaginato; la strategia sarebbe quella di stancare l’occidente e sollecitare una sua reazione, cosa che gli consentirebbe di  scatenare  la guerra totale a cui è interessato.

 

Lui intanto, mentre continua a distruggere l’intera Ucraina e ad uccidere civili inermi, non manca di utilizzare le armi delle migrazioni di massa, del gas, del petrolio e del grano  per colpire tutto l’occidente, aspettando sempre che prima o poi passi all’azione che aspetta.

 

Considerando che la sua invasione ha spinto Finlandia e Svezia ad unirsi all’alleanza atlantica, mentre Ucraina e Moldavia finiranno presto per far parte dell’Europa, il suo odio verso gli occidentali è aumentato ancora e quindi una prova di forza contro di noi non si può proprio escludere.

 

Franco Fellicò

venerdì 10 giugno 2022

Ancora sulla guerra

 

Facciamo un po’ il punto sulla situazione internazionale.

 

Non c’è dubbio che i rapporti tra i popoli del mondo stanno notevolmente cambiando e questo dipende dall’invasione russa dell’Ucraina.

 

Non ricordo il nome, ma tra i seguaci di Putin c’è chi ha detto che noi li odiamo e non possiamo escludere che ciò non sia vero; infatti chi non sarebbe tentato di odiare un Paese che in solo pochi mesi è stato capace di distruggere tutti gli equilibri mondiali che si erano creati in tanti anni?

 

Ma tra loro c’è anche chi dice a sua volta che ci odia e uno di questi è Medvedev (l’attuale vicepresidente del Consiglio di Sicurezza di Mosca); egli ha scritto su Telegram:

 

“Mi viene spesso chiesto perché i miei post sono così duri e la risposta è che li odio. Sono bastardi e fanatici. Vogliono la morte per la Russia e finché sono vivo, farò di tutto per farli sparire”.

 

Dunque non più la fratellanza, ma è l’odio che dilaga sempre più; ci odiamo vicendevolmente anche se malgrado la convinzione di Medvedev, noi invece non abbiamo alcuna intenzione di farli sparire.

 

Noi non siamo aggressivi come loro e però dopo aver constatato che non si può avere fiducia in quello che dicono e che fanno, l’unica cosa che vogliamo e che perseguiamo è di evitare di avere rapporti con chi è capace di approfittarne per ricattarci.

 

Il nostro quindi non è un vero odio, ma è un atteggiamento profondamente critico sull’operato della Russia, o meglio di Putin che ha fatto attaccare l’Ucraina in modo barbaro dal suo esercito, puntando chiaramente, dopo averlo completamente raso al suolo, a volersi appropriare di una buona parte del territorio di quel Paese.

 

Come non essere critici per le azioni di un dittatore colpevole della morte di oltre 30.000 dei suoi stessi soldati, e certamente di un numero simile di ucraini che si difendono? Come non indignarsi per il blocco del grano che rischia di marcire bloccato volutamente ad Odessa mentre molti milioni di persone rischiano di morire di fame?

 

Putin non sta combattendo una guerra contro l’Ucraina, ma utilizzando il suo esercito per bloccare il cibo destinato a molti altri Paesi, sta colpendo tutto il mondo.

 

Un rappresentante dei popoli africani si è recato a Mosca per supplicare Putin di sbloccare il grano giacente in Ucraina; poi è tornato soddisfatto dalle promesse dello Zar.

 

Ma le promesse, almeno fino ad ora si sono dimostrate essere solo chiacchiere visto che pochi giorni fa l’esercito russo ha bombardato sia i depositi di grano sia le strade ferrate con le quali si stava tentando di trasportare almeno una parte del tutto verso le loro destinazioni.

 

Ultimamente Lavrov ha incontrato il suo omologo turco (Cavusoglu) e sembrava che si fosse vicini ad un accordo in cui la Turchia avrebbe sminato il mare di Odessa per far passare le navi mercantili ferme, mentre la Russia avrebbe promesso di non approfittare del “canale” per sbarcare ed attaccare la città. Ero molto scettico sugli esiti di questo incontro ed infatti sembra che non ci sia stato alcun esito positivo.

 

L’Ucraina non si fida della Russia e, visto che le parole di Putin non si sono mai rivelate vere garanzie, nessuno può dar torto a Zelenski.

 

I russi poi chiedono in cambio la sospensione delle sanzioni cosa che ovviamente non è possibile pensare che possa avvenire visto che le stesse non sono una iniziativa dell’occidente, ma sono la risposta alla loro barbara invasione.

 

Come è loro abitudine i russi per ora dicono che il blocco del grano dipende dall’Ucraina che ha minato il mare di Odessa; ma possiamo anche essere sicuri che presto diranno che la colpa è degli occidentali che non consentono l’accordo non volendo sospendere le sanzioni.

 

Tutti questi comportamenti non hanno altro effetto che dimostrare sempre più alla gran parte del mondo l’inaffidabilità che contraddistingue Putin; quindi se il mondo non vuole dipendere dalle bizzarrie e dai capricci della Russia, l’unica possibile reazione è quella di considerarla inesistente e di non aver più a che fare con un partner che manca di credibilità.

 

Ma loro intanto ci minacciano ogni giorno; vorrebbero che l’occidente che si sta accollando l’onere di accogliere i milioni di profughi da loro provocati, eviti anche di fornire un po’ di armi di difesa agli ucraini; vorrebbero essere lasciati liberi di colpire senza dover subire una minima resistenza; ma gli USA e il Regno Unito hanno appena deciso di far avere prossimamente agli ucraini dei missili con una gittata di 80 chilometri facendosi promettere che non saranno usati comunque contro il territorio russo, ma solo per colpire l’artiglieria degli invasori da più lontano.

 

E’ da notare che quando due popoli si combattono, da che mondo è mondo sia gli uni che gli altri si bombardano ciascuno attaccando il territorio dell’altro; in questo caso invece sembra che la Russia debba essere lasciata tranquilla e sia gli ucraini che i tanti popoli che li sostengono considerano normale che tutta la guerra si debba svolgere esclusivamente sul territorio del popolo ingiustamente invaso.

 

Ovviamente questo si fa per evitare una recrudescenza e un allargamento del conflitto, ma in un certo senso queste scelte sono semplicemente dei favori accordati a chi non ne avrebbe alcun diritto.

 

Malgrado tutta questa attenzione che perfino chi sostiene gli ucraini rispetta, Putin ha dichiarato che farà occupare dal suo esercito una fascia di territorio ucraino che sia almeno uguale alla gittata dei missili usati dagli ucraini. E tutti noi dovremmo accettare queste sue minacce!

 

E per questo io mi meraviglio che si sia fatta tanta pubblicità su queste nuove armi. Si è parlato di missili con una gittata di 300 chilometri per poi passare a quelli da 80 chilometri, si sono resi noto a tutto il mondo i tipi di lanciarazzi che saranno forniti, si è pubblicato persino il numero di postazioni che sarebbero state inviate ed io non posso fare a meno di domandarmi che necessità c’era di fare tutta questa pubblicità. Non si potevano inviare  le nuove armi e farle scoprire ai russi solo al momento in cui sarebbero entrate in funzione? Non si è pensato che tutta quella pubblicità sarebbe servita solo a far trovare subito delle contromisure all’esercito in guerra?

 

Il nostro mondo è libero e aperto, e certamente questa è una bella superiorità che abbiamo confrontandoci con un Paese dove regna l’autocrazia e il silenzio stampa perenne, ma queste cose che vediamo sono delle esagerazioni che si traducono in un beneficio per chi è dall’altra parte e non ha alcun diritto di essere informato in anticipo.

 

Concludo questo scritto con una convinzione che ogni giorno si rafforza: anche se riconosco che non si deve smettere mai di tentare un  dialogo che possa sfociare in un accordo tra le parti, devo riconoscere che l’unico modo di ottenere un risultato dagli sforzi che buona parte del mondo sta facendo, è quello di continuare ad armare l’Ucraina facendo resistere il suo popolo fino al punto in cui il numero di perdite dell’esercito invasore sarà così grande da costringere Putin e Zelensky ad un accordo che impegni le parti ad un cessate il fuoco in cambio di una neutralità dell’Ucraina e della indipendenza dei territori attualmente occupati dai russi.

 

Ci vorrà tempo e ci saranno purtroppo molti altri morti da entrambe le parti ma alla fine, quando anche il popolo russo si sarà accorto bene della grande quantità dei propri soldati perduti inutilmente e solo per il volere di Putin, ci si potrà sedere ad un tavolo di trattative senza che una delle parti debba imporre la capitolazione all’altra.

 

Franco Fellicò

lunedì 30 maggio 2022

E' una vergogna!

 

E’ ormai circa un mese che si parla del SESTO pacchetto di sanzioni alla Russia e malgrado tante riunioni ed incontri non si è riusciti ancora a definirli.

 

Immagino la goduria di Putin che ovviamente, ben al corrente di quello che avviene da noi, si sentirà sempre più forte constatando come sono disuniti i suoi avversari.

 

Questa volta è l’Ungheria (o meglio Orban) che si oppone al nuovo embargo e che sembra non voler sentire ragioni; gli è stato anche prospettato di escluderlo dai Paesi tenuti a rispettarlo, ma ancora insiste nel imporre il suo veto.

 

Ricordo che l’Ungheria è uno dei 27 Paesi dell’Europa e anche uno dei 30 Paesi della Nato.

 

A me sembra assurdo che un solo Paese (che non è nemmeno tra i più importanti) tra i 27 dell’Europa e anche tra i 30 della Nato, possa imporre il suo volere a tutti gli altri.

 

Ci dicono che certe decisioni richiedono l’unanimità, ma specie quando il numero di Paesi che possono essere condizionati dal volere di uno solo di essi è alto così come è ormai ora, questo condizionamento diventa un cappio al collo.

 

L’Ungheria si oppone all’embargo del petrolio e la Turchia (in questo caso Erdogan)  si oppone all’entrata nella Nato di Finlandia e Svezia. E queste sono delle vere e proprie assurdità che non dovrebbero esistere.

 

Quando certi Paesi sono entrati a far parte dell’Europa ne hanno accettato le regole e si sono dichiarati disponibili a condividere e a superare insieme i problemi; e così quando sono entrati nell’alleanza atlantica lo hanno fatto dichiarandosi pronti a combattere eventuali attacchi ad uno dei Paesi dell’alleanza in cambio del fatto che anche loro sarebbero stati difesi da tutti in caso di attacco.

 

La Nato è un’alleanza difensiva pronta a reagire ad un attacco di chiunque, ma sappiamo anche bene che se mai ci sarà un attacco a qualcuno dei membri, esso non potrà che provenire dalla Russia che come ha appena dimostrato con l’invasione dell’Ucraina è uno di quei pochi Paesi del mondo che al giorno d’oggi pensa ancora di poter conquistare dei territori con la forza.

 

Dunque si può considerare la Nato come un’alleanza difensiva che è stata creata proprio allo scopo di difendersi da eventuali desideri di espansione della Russia.

 

E’ allora inammissibile che ci siano Paesi che fanno parte dell’alleanza che vogliano proteggere in qualche modo la Russia di Putin; l’Ungheria di Orban infatti vorrebbe con il suo comportamento evitargli un embargo, mentre la Turchia di Erdogan vorrebbe evitargli una Nato più forte.

 

Credo che il diritto di veto non debba esistere perché si dimostra chiaramente che può essere usato per indebolire l’alleanza da chi preferisce tenere i piedi in più di una scarpa. Potrebbe essere sostituito da una maggioranza anche molto forte (ad esempio un’alta percentuale necessaria) affinché si possa evitare di dipendere anche dal più piccolo dei Paesi.

 

 

Nel caso del nuovo pacchetto di sanzioni non si può non avere il dubbio che Orban si oppone perché è un simpatizzante di Putin (ricordo che non appena fu rieletto, fu Putin per primo a congratularsi con lui).

 

E la stessa cosa si verifica con la Turchia che riesce a frenare tutta l’Unione nell’accettare la richiesta di Finlandia e Svezia di far parte dell’alleanza.

 

Ma non vi pare in questa situazione che sarebbe meglio fare a meno di Ungheria e Turchia e avere una Nato tutta più unita?

 

 

Salvini e Conte

 

Trovandomi a parlare di “vergogna” approfitto per stigmatizzare anche quello che accade all’interno della nostra Italia nella quale ci sono due signori che fanno parte della maggioranza di Governo, che alla maniera di Orban e di Erdogan, si oppongono dal suo interno alle decisioni già prese da tempo e da loro stessi sottoscritte, in contrasto anche con gli altri Paesi europei con i quali certe decisioni erano state precedentemente condivise.

 

Conte in particolare continua ad insistere sul non voler più inviare armi agli ucraini, mentre Salvini, credendo di essere l’unico italiano a desiderare la pace, ha deciso improvvisamente di intervenire PERSONALMENTE e di andare a trovare Putin per convincerlo a fermare la guerra!

 

Ho sentito che Casini gli ha detto che un suo eventuale viaggio a Mosca avrebbe solo consentito a Putin di trattarlo come un burattino (quasi come se finora non avesse mai dimostrato di esserlo già); io penso invece che è così convinto delle sue capacità e della sua autorevolezza, che ritiene persino possibile costringere Putin a cambiare l’atteggiamento che ha avuto con molti leader certamente più quotati di lui.

 

Se non fosse per la pessima figura che ci farebbe l’Italia, sarebbe stato bene non frenarlo ed anzi sarebbe stato bene incoraggiarlo a fare il suo viaggio risolutore, perché forse la cosa sarebbe servita almeno a ridimensionarlo un po’.

 

Franco Fellicò

mercoledì 18 maggio 2022

Putin

 

Alla distanza di oltre 80 giorni dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, vale la pena provare a fare un bilancio di tutto quanto è accaduto.

 

La cosa fondamentale che è sotto gli occhi di tutti è che la cosiddetta “operazione speciale militare” si è dimostrata invece una tragica e vera guerra ma contemporaneamente anche una stupida idea di Putin.

 

Ripercorriamo insieme allora gli avvenimenti per i quali ripeterò anche molte cose che tutti sappiamo.

 

 

Gli avvenimenti

1.

Il 24 febbraio Putin ha ordinato a 180.000 uomini su un enorme numero di mezzi corazzati e non (quelli contrassegnati da una grande ZETA) e che nei giorni precedenti aveva fatto ammassare ai confini dell'Ucraina, di varcarli per invaderla

 

2.

L’unico obiettivo dichiarato è stato che intendeva “denazificare” e anche “demilitarizzare” l’intera Ucraina.

 

3.

Per raggiungere detti obiettivi però ha iniziato una vera e propria guerra assaltando immediatamente la capitale del Paese invaso; pensava probabilmente di riuscire a prenderla in pochi giorni, di estromettere Zelensky e di instaurare un governo a lui fedele guidato probabilmente da Viktor Medvedchuk, leader ucraino del partito filorusso. Questa è stata LA PRIMA IDEA SBAGLIATA DI PUTIN che infatti non si è realizzata; Kiev non è stata presa, Medvedchuk è stato catturato dagli Ucraini fedeli a Zelensky che hanno anche tentato, senza ottenerlo,  di scambiarlo con dei prigionieri ucraini.

 

4.

L’esercito russo ha assediato Kiev per giorni, ma contemporaneamente ha iniziato a bombardare le principali città ucraine; poi, dopo essersi convinto che non sarebbe riuscito a sottomettere l’intera Ucraina, si è ritirato dal nord di Kiev e si è spostate verso il sud del paese invaso; i soldati russi hanno lasciato grandi distruzioni e moltissimi morti civili trucidati barbaramente tanto che sono in corso indagini per individuare e punire i crimini di guerra perpetrati; non contenti delle distruzioni e delle uccisioni di civili innocenti, prima di lasciare l’area,  l’hanno minata tutta.

 

5.

Si è cominciato allora a parlare di seconda fase dell’operazione e si è delineato un nuovo obiettivo mai dichiarato però; si è capito che Putin, vista l’impossibilità di realizzare il primo, si è ben guardato da dichiarare il secondo in maniera da poterlo anche eventualmente sostituire con un terzo e magari anche con un quarto.

 

6.

Con l’inizio della seconda fase le truppe si sono riunite tutte nel sud dell’Ucraina ed hanno iniziato un’avanzata LENTISSIMA perché fortemente frenata dalla resistenza ucraina; durante questa fase che è in atto ancora oggi le perdite di mezzi e di uomini dell’esercito russo sono state elevatissime; pare che ad oggi siano morti circa 30.000 dei 180.000 soldati inviati da Putin e secondo l’intelligence inglese un terzo dell’esercito invasore e dei suoi mezzi è già andato perduto. Ad essi vanno aggiunti tutte le perdite di vite umane tra i soldati ucraini e il gran numero di vittime di civili innocenti, tra cui molte donne e bambini. Siamo ben lontani quindi da una denazificazione, non fosse altro perché il numero di eventuali nazisti da eliminare non può certamente essere di quella entità.

 

7.

Con la seconda fase è stato chiaro comunque che il nuovo obiettivo di Putin (quello ridimensionato, ma al solito mai dichiarato) era diventato quello di appropriarsi del Donbass e anche si una fascia di territorio lungo il sud dell’Ucraina che consentisse di collegare la Russia fino alla Crimea già considerato da tempo russa. Qualcuno ha anche ipotizzato che Putin volesse anche prolungare quella fascia di territorio fino ad Odessa e anche fino alla Transnistra togliendo completamente all’Ucraina lo sbocco al mare. E non è affatto da escludere questo nuovo obiettivo visto che gli attacchi ad Odessa e dintorni continuano da molte settimane sia da terra che dal mare.

 

8.

La città di Mariupol e in particolare la sua acciaieria dotata di tanti cunicoli resistenti anche a attacchi nucleari è stata la città martire per eccellenza e solo in queste ultime ore pare che i russi siano riusciti ad occuparla; nel nord est invece la città di Kharkiv è stata liberata dagli ucraini i quali hanno ricacciato l’esercito invasore fino ai confini russi.

 

9.

In ogni modo si capisce che questa guerra è comunque contro l’Ucraina intera e che al minimo l’obiettivo vero di Putin non è altro che l’acquisizione con la forza di un territorio di suo interesse a danno di una nazione confinante. Ai nostri tempi una guerra fatta per impadronirsi di territori è inaccettabile a meno di non ragionare alla maniera di come si ragionava non meno di un  secolo fa. Quindi l’intero mondo civile è insorto contro questa azione sconsiderata basata esclusivamente sulla forza militare.

 

10.

Gli avvenimenti comunque ci hanno fatto capire molte cose. Un esercito come quello russo avrebbe fatto paura a chiunque fino a pochi mesi fa; ed invece oggi è sotto gli occhi di tutti quanto sgangherate e disorganizzate siano le sue truppe e come i suoi mezzi corazzati, ormai superati, siano diventati un facile bersaglio dei droni moderni; le corazze di quei mezzi sono diventate le bare dei pochi uomini presenti in ciascuno di esse e le migliaia di rottami incendiati di quei vetusti carri armati visibili in tutto il territorio ucraino lo dimostrano.

 

 

Le reazioni del mondo e i dissensi

Ma cosa è accaduto nel resto del mondo durante questi quasi tre mesi di guerra? Moltissime cose e tutte negative; infatti i danni che Putin ha inferto all’Ucraina e anche i danni che ha procurato anche all’esercito russo (sia reali per le grandi perdite verificatesi, sia di immagine) sono solo una piccola parte dei danni che la sua “operazione speciale militare” ha procurato al mondo intero e al suo stesso Paese. E se Papa Francesco ha detto che nella guerra non c’è uno che vince e uno che perde, ma perdono tutti, al giorno d’oggi bisogna interpretare quel TUTTI come TUTTO IL MONDO.

 

Voglio ricordare nuovamente che solo qualche mese fa Putin era considerato uno dei grandi leader della mondo e che la Russia era una dei grandi Paesi ricco di beni energetici e alimentari e come tale fornitore di energia e di derrate alimentari anche ad una gran parte dell’Europa.

 

Bisogna ricordare anche che eravamo quasi tutti usciti da una tremenda pandemia che avevamo combattuto TUTTI INSIEME, prima con i necessari lockdown e poi con le vaccinazioni di massa. I vaccini erano stati prodotti sia in occidente che in Russia  e tutti li avevano utilizzati in misura diversa ma comunque con ottimi risultati.

 

Tutto il mondo, e quindi anche l’Europa e la Russia stava tornando lentamente alla normalità, dopo che parecchi milioni di vite umane erano andate perdute, e anche l’economia, fortemente penalizzata, si stava riprendendo dovunque.

 

La pandemia aveva creato infatti grandi crisi economiche, ma da quelle crisi  si stava uscendo e lo si stava facendo INSIEME fidando su una collaborazione intercontinentale che si era anche rafforzata proprio durante l’alleanza che si era costituita quasi automaticamente  lottando contro il virus.

 

La collaborazione tra gli Stati era molto forte, c’erano Paesi come la Russia e l’Ucraina che contribuivano alla ripresa fornendo energia a chi ne aveva bisogno o anche grano, mais e altre risorse alimentari. Questi Paesi esportatori di beni venivano regolarmente pagati per i loro prodotti e in cambio ricevevano anche aiuti nello sviluppo tecnologico.

 

Putin, come ho già detto,  era considerato uno dei grandi uomini della terra ed era rispettato anche se il regime di cui era a capo non era simile a quello dei paesi più democratici e più liberi; tutti i leader del mondo ormai intrattenevano buoni rapporti con la lui e molte aziende di tutto il mondo avevano deciso di realizzare impianti industriali in Russia creando lavoro per i suoi abitanti e migliorando le loro condizioni  di vita.

 

C’era chi era più russofilo e chi meno, ma tutti avevano buoni rapporti con quel Paese e con Putin e sembrava proprio che i tempi della guerra fredda fossero ormai finiti definitivamente.

 

Ma dopo l’invasione accompagnata da delle parole terribili di Putin dittatore, nella quale avvisava che CHIUNQUE avesse tentato di interferire sulla sua “operazione militare speciale” avrebbe subito delle conseguenze che nessuno avrebbe potuto mai neanche immaginare, tutto è cambiato all’improvviso.

 

L’occidente ha reagito subito con delle sanzioni molto dure mirando a punire la Russia (non Putin direttamente purtroppo) minando la sua economia; ma la forte dipendenza di molti Paesi europei dal petrolio e dal gas russo ha costretto però a tener fuori dall’embargo questi prodotti; l’altra azione dell’occidente è stata quella di aiutare gli ucraini, e lo si è fatto in tre modi: accogliendo i tanti profughi (oltre cinque milioni di anziani, donne e bambini), fornendo beni di prima necessità e medicinali a chi era rimasto in Ucraina e fornendo le armi necessarie all’esercito e ai volontari che combattevano per difendersi dall’invasione; questa ultima cosa è stata necessaria anche perché altrimenti, come abbiamo visto tutti all’inizio delle ostilità, accanto all’esercito ucraino si erano schierati anche tutti gli uomini abili che si sarebbero però difesi alle meno peggio forse opponendosi ai carri armati russi soltanto con le bottiglie molotov  preparate dai più giovani.

 

La disponibilità di armi adatte a controbattere i carri armati russi ha consentito a tutt’oggi agli ucraini di fermare e in qualche caso anche di scacciare gli invasori.

 

L’Europa si è dimostrata INIZIALMENTE più unita di quanto non fosse stata prima ed ha reagito bene; però, e si poteva subito immaginare, date le diverse situazioni in cui ogni Paese si trova, man mano che il tempo è passato sono nate delle divergenze e non solo tra gli Stati, ma anche all’interno dei singoli Governi.

 

Per l’Italia sono nati dei dissensi sull’invio delle armi ed infatti Giuseppe Conte per i 5 stelle e Salvini per la Lega continuano a ripetere che bisogna smettere di inviare armi agli ucraini.

 

Io non capisco questi atteggiamenti che vengono giustificati con un pacifismo senza senso; infatti non inviare le armi agli ucraini significherebbe decretare la loro resa o peggio la loro eliminazione totale; infatti senza armi essi dovrebbero solo arrendersi consegnando il loro Paese agli invasori, oppure resistere senza potersi difendere e quindi perire tutti lasciando anche in questo caso il loro Paese all’invasore.

 

Mi meraviglio però che quegli stessi che non vorrebbero inviare armi agli ucraini per non incentivare la guerra, sono anche quelli che non hanno mai proposto di cessare di ricevere il gas dalla Russia, visto che, come ho spiegato in uno dei miei scritti precedenti, tutta l’Europa regala a Putin ben 85 carri armati al giorno pagandogli il gas che continua a fornirci.

 

Quindi secondo questi contestatori (che a mio avviso lo fanno per partito preso), se armiamo gli ucraini è sbagliato, se invece armiamo i russi è corretto! E affermano che solo così si può ottenere la pace. Questo dimostra allora che chi non vuol far inviare armi agli ucraini, ma crede sia normale continuare a foraggiare la Russia con l’acquisto di gas è come se parteggiasse per Putin; e il motivo è che lo fa per gli INTERESSI economici del proprio Paese; d’altra parte è da ricordare che il motto di Salvini  è sempre stato “prima gli italiani”! 

 

Non c’è dubbio che disarmando gli ucraini e continuando a foraggiare Putin la guerra finirebbe presto, ma ovviamente questo significa semplicemente che a Salvini dell’Ucraina non interessa assolutamente niente e che, pur di non sacrificare neanche un po’ il suo Paese, ritiene più conveniente che Putin schiacci il più presto possibile una Ucraina inerme, si prenda ii territori che desidera e sospenda le ostilità per aver raggiunto il suo tornaconto. Così naturalmente la pace sarà arrivata!

 

Queste discussioni su armi SI e armi NO e se gas SI o gas NO sono continue; in Italia si discute ogni giorno di questi argomenti senza venire mai a capo di nulla; l’unica fortuna che abbiamo è l’esistenza di un Presidente del Consiglio serio che finché la sua autorità glie lo consentirà, saprà scegliere il giusto atteggiamento da avere. In ogni modo tutte queste discussioni, che certamente arrivano all’orecchio attento di Putin, lo ringalluzziscono, tanto è vero che ci ha fatto sapere subito che il nostro atteggiamento è da “suicidio energetico”.

 

 

Altri obiettivi di Putin e i naturali risvolti

Un altro degli obiettivi, anch’esso mai dichiarato ma sottinteso da Putin, era la preoccupazione che l’Ucraina entrasse a far parte della Nato; non avrebbe voluto questo non tanto per evitare che il suo territorio confinasse troppo da vicino con i Paesi Nato, ma perché se così fosse avvenuto, difficilmente avrebbe potuto decidere di invadere un Paese protetto dall’alleanza atlantica.

 

Ma questa sua improvvisa invasione ha dimostrato chiaramente il rischio che stavano correndo tutti i Paesi non Nato confinanti con la Russia; essi si sono resi infatti conto che potevano essere  le possibili prossime vittime di Putin; la cosa non è sfuggita alla Finlandia, visto che confina con la Russia per parecchie centinaia di chilometri, e anche alla Svezia.

 

Queste nazioni erano neutrali da centinaia di anni, ma dopo la dimostrazione chiara del rischio che potevano correre hanno immediatamente pensato di abbandonare la loro neutralità e di cercare una maggior sicurezza sotto l’ombrello della Nato che è notoriamente un organismo forte militarmente e pronto a difendere i suoi membri da eventuali attacchi; le due Nazioni erano già partner della Nato tanto che partecipavano alle sue esercitazioni, erano anche abbastanza forti militarmente, ma rimanendo in quella posizione non avrebbero potuto usufruire dell’articolo 5 dell’alleanza che impone in casi di attacchi sconsiderati che tutta l’alleanza difenda l’eventuale vittima.

 

La cosa è stata chiara a tutti i cittadini di quelle Nazioni tanto che in Finlandia se prima dell’aggressione all’Ucraina era favorevole all’entrata nella Nato il 25% della popolazione, dopo l’invasione del 24 febbraio i favorevoli sono diventati il 75% e quindi, così come avviene nei Paesi civili i Governi hanno deciso subito di richiedere l’ingresso nell’alleanza.

 

Questo è un avvenimento storico motivato esclusivamente dalla SCELLERATA OPERAZIONE di Putin che, affrettandosi ad invadere l’Ucraina perché non difesa da nessuno, ha chiaramente dimostrato a questi Stati il rischio che stavano correndo.

 

Putin non ha naturalmente gradito la scelta dei due Paesi baltici e anche la Turchia (membro Nato) sembra si voglia opporre all’entrata dei due Paesi nell’alleanza; ho sentito però una bella spiegazione di questo atteggiamento della Turchia: “Erdogan si interessa solo di Erdogan” ed infatti sembra già chiaro che questa opposizione sia un modo per farsi pregare dall’organizzazione per poi cedere ottenendo in cambio qualcosa; si parla già di un indennizzo sotto forma di fornitura di armi!

 

In Italia c’è poi il solito Salvini, che con fare da filosofo, afferma che bisogna opporsi all’entrata dei due nuovi Paesi nell’alleanza perché questo potrebbe allontanare la pace; come sempre Salvini, interessato solo agli italiani, non si preoccupa affatto se la Finlandia possa venire attaccata alla maniera dell’Ucraina e, pur di evitare un ulteriore fastidio a Putin, sceglie la strada comoda per lui. Ma di lui non c’è da preoccuparsi, sia perché non lo ascolterà nessuno, ma anche perché prima o poi gli capiterà di affermare la cosa contraria.

 

Sarebbe il caso che chi pensa che l’alleanza atlantica è inutile o pericolosa, tenga ben presente le decisioni di Finlandia e Svezia che invece hanno ritenuto utile appartenere ad una organizzazione difensiva di alto livello che esiste esclusivamente per difendere tutti insieme ogni possibile aggressione di un qualunque membro.

 

Dopo una dimostrazione così chiara di Putin del modo violento di utilizzare i suoi armamenti in maniera offensiva è estremamente importante che ci sia un grande blocco difensivo che lo scoraggi nel decidere eventuali nuove imprese.

 

Ovviamente Putin, quando la Nato si allarga continuerà a credere di essere minacciato, ma questo dipende dal fatto che lui è abituato ad usare le sue armi per offendere (come sta dimostrando)  e quindi di conseguenza pensa che chiunque altro si armi è un possibile suo nemico pronto a colpirlo!

 

Noi dell’alleanza invece dovremmo plaudire a questo ingresso di due nuovi Paesi che VOLONTARIAMENTE stanno chiedendo di unirsi al blocco difensivo, perché solo così potremo scongiurare l’inizio di nuove invasioni da parte di chi si arma per offendere.

 

 

I risultati finora

Proviamo ora a metterci nei panni di Putin e della Russia e a verificare quali vantaggi e svantaggi sono derivati dalla questa sciagurata impresa.

 

1.

Non c’è alcun dubbio che l’importanza del grande leader della Russia è scaduta a livello mondiale.  C’è qualcuno che lo segue ancora e qualcun altro che ha preferito mantenersi equidistante da lui e da chi lo ha abbandonato.

 

2.

La Russia è tornata ad essere un Paese manipolato da un dittatore destinato a vivere con il minimo indispensabile, isolato dal mondo ed informato solo dalla propaganda interna.

 

3.

Se Putin voleva evitare che l’Ucraina entrasse a far parte della Nato, il suo intervento gli ha procurato che non UNA, ma DUE altre Nazioni, una delle quali molto confinante con la Russia, lo stiano facendo; e si tratta anche di Nazioni che hanno una grande influenza sul mar baltico!  

 

4.

Un gran numero di grandi aziende mondiali hanno abbandonato la Russia creando certamente disoccupazione e peggiorando la qualità della vita. Ho appena sentito che anche McDonald’s e Renault hanno abbandonato la Russia.

 

5.

L’economia della Russia ma anche quella di tutti i Paesi occidentali è in grosse difficoltà per il contraccolpo derivante dalle sanzioni che ovviamente hanno colpito sia la Russia che tutti coloro che le hanno indette.

 

6.

L’inflazione è in forte crescita dovunque e ovviamente anche la disoccupazione è in aumento; e questo in tutto il mondo.

 

7.

Il blocco dei cereali nei silos dell’Ucraina sta per affamare interi continenti e a breve non consentirà neanche di utilizzare i nuovi raccolti a causa della mancanza di spazio dove accogliere la nuova produzione.

 

8.

Una gran parte delle città e dei villaggi dell’Ucraina è stata distrutta e ci sono state migliaia e migliaia di morti sia tra i Russi che tra gli Ucraini.

 

9.

Milioni di persone appartenenti a famiglia distrutte sono dovute fuggire dall’Ucraina.

 

10.

Si sono spese miliardi e miliardi di dollari da entrambi le parti sprecandoli in armamenti; e sono state rase al suolo intere città ucraine.

 

11.

La Russia, con tutte le sue ricchezze in materie prime ed energia, non avrà più mercato per lo meno verso l’occidente perché tutti gli attuali clienti abbandoneranno le forniture appena possibile e nessun altro avrà la fiducia sufficiente per contrarre nuove forniture.

 

12.

Gli oleodotti e i gasdotti realizzati per rifornire l’Europa finiranno per essere abbandonati e non serviranno più mentre ne dovranno essere realizzati di nuovi per spostare il mercato verso la Cina.

 

13.

La Cina, ma ci vorrà tempo, si sostituirà all’Europa ed acquisterà i prodotti energetici russi, ma lo farà certamente a prezzi molto più bassi e così come l’Europa è stata dipendente dalla Russia, sarà la Russia ad essere dipendente dalla Cina.

 

14.

Putin, che ha perduto ogni sua influenza sul mondo intero,  forse si approprierà di un pezzo di Ucraina; quel pezzo sarà comunque un territorio completamente distrutto e tutto da ricostruire e in più i suoi uomini dovranno sopportare una opposizioni o forse guerriglia che gli  abitanti di quelle terre potrebbero far durare anni.

 

15.

Anche la parte di Ucraina che rimarrà in essere dovrà essere tutta ricostruita e saranno ancora tanti i milioni di dollari necessari per farlo.

 

 

Conclusione

Ho iniziato a parlare di questo argomento nel mio BLOG il giorno dopo dell’invasione con uno scritto il cui titolo era “UN UOMO SOLO”; sono andato a rileggerlo e ho potuto notare che fin da subito mi era chiaro buona parte di quello che sta accadendo.

 

Non posso che concludere ancora una volta che tutto quello che sta accadendo deriva dall’esistenza di un UOMO SOLO che ha l’autorità sufficiente per muovere un intero esercito di una Nazione che lui considera suo patrimonio personale e che si diletta a fare la guerra con dei soldatini che non sono di piombo ma in carne ed ossa.

 

Franco Fellicò