Come
è noto, nella manifestazione di qualche giorno fa a Torino si sono infiltrati
dei malviventi che hanno messo a ferro e fuoco la città.
Ci
si è soffermati molto sul pestaggio che una decina di delinquenti hanno
effettuato nei confronti di un giovane poliziotto, ma poco si è detto sui danni
che quegli scalmanati hanno inferto alla città.
Ho
visto chiaramente in TV un blindato della Polizia in fiamme e si è saputo che
quei delinquenti hanno distrutto vetrine e inferto gravi danni ai commercianti
della zona.
Alla
TV ho sentito di persona il proprietario di un bar che ha raccontato quello che
è accaduto al suo esercizio e alla domanda dell’intervistatore su quanto poteva
ammontare il danno subito egli ha dichiarato che si parlava di una cifra
intorno ai 10.000 euro.
Ovviamente
mi domando con chi deve prendersela quel povero imprenditore che, solo se è
stato previdente forse potrebbe essere parzialmente rimborsato da una
assicurazione su atti vandalici.
Ma
contemporaneamente non accetto che possa capitare a un comune cittadino un
simile danno senza che NESSUNO venga costretto a rimborsarlo.
Se
noi viaggiamo in macchina e procuriamo un danno a qualcuno, e certamente non lo
facciamo apposta ma accade per una distrazione, siamo costretti a rimborsarlo
(in genere lo fa la nostra assicurazione obbligatoria a cui versiamo
periodicamente i costi di una polizza); e se per essere più simili a quello che
è accaduto al bar di cui sopra, con la nostra auto sbandiamo e sfondiamo la
vetrina di un esercizio, dovremmo obbligatoriamente rimborsare il titolare del
danno inferto.
Ed
invece se un gruppo di malviventi sfonda una vetrina e distrugge tavoli e
suppellettili di un bar, oltretutto non per una distrazione, ma per una precisa
voglia di fare danno a qualcuno, NULLA secondo la nostra legge sembra dovere a
colui che è stato preso di mira; ma alla peggio gli sarà attribuito
probabilmente il reato di devastazione che prevede la reclusione da 8 a 15
anni.
Ora
a questo proposito mi domando molte cose.
· Cosa importa a
chi è stato danneggiato che chi lo ha fatto andrà in prigione, mentre lui dovrà
accollarsi i danni subiti?
· Con la scarsità
delle nostre carceri siamo certi che i giudici condanneranno effettivamente i
colpevoli a scontare una pena dagli 8 ai 15 anni di reclusione?
· Se la pena
carceraria sarà inferta quanto costerà allo Stato (e quindi a noi stessi) mantenere
questi delinquenti in carcere?
· Quali motivi
troveranno i colpevoli per evitare o ridurre al minimo la reclusione?
In
questi giorni il Governo sembra impazzire alla ricerca di soluzioni per la
sicurezza, ma NESSUNO (dico NESSUNO) ha pensato di imporre ai responsabili dei
danni arrecati il rimborso degli stessi a chi li ha subiti.
Poiché
non tutti i veri responsabili verranno individuati, ma solo una parte di essi,
basterebbe definire per legge che i danni inferti dovranno essere rimborsati ai
danneggiati da coloro che saranno stati individuati pur essendo certamente una
parte della squadra che ha agito.
A
questo punto tutti i delinquenti dovrebbero sapere per certo che dopo un
assalto collettivo, una parte di essi saranno individuati, e sarà solo quella
parte a dover rimborsare i danneggiati.
Questa
regola potrebbe anche indurre quelli che sono stati individuati a fare i nomi degli
altri distruttori allo scopo di ridurre il costo da sostenere.
In
ogni modo qualora qualcuno degli individuati non è in grado di sborsare quanto
dovuto per il rimborso dei danni ai danneggiati si potrebbe pignorargli la casa
(se ce l’hanno) o un qualunque altro loro bene fino a colmare quanto dovuto ai
danneggiati.
E
se infine qualcuno di essi non fosse in grado di pagare comunque, allora
dovrebbe essere costretto prestare il proprio tempo per lavori di pubblica
utilità ricevendo un salario che in buona parte servirà a rimborsare i danneggiati;
e quel lavoro terminerà soltanto quando il debito sarò stato estinto.
Vediamo
ora i vantaggi che deriverebbero da una scelta simile:
· Gli esercenti
danneggiati potrebbero essere indennizzati e non dovrebbero più pensarci da
soli.
· Non sarebbe più necessario
impegnare spazio per nuovi elementi nelle carceri che sono strapiene.
· Non sarebbe necessario
sostenere le spese per il mantenimento in carcere di nuovi elementi.
· Ciascun
appartenente alla banda dei distruttori saprebbe in anticipo che ove mai
dovesse far parte di coloro che saranno individuati ed arrestati (e ce ne sono
sempre), rischierebbe di dover pagare non solo i danni da lui stesso inferti,
ma anche quelli inferti da quei suoi colleghi che non saranno stati presi. E
questo potrebbe influire molto sulle azioni distruttive che quelle bande sono
solito fare.
Inoltre
è importane notare che il modo più efficace per ledere questi delinquenti è di colpirli
nel portafoglio; oltre al fatto che finalmente si rispetterebbe anche per loro
il detto che “chi rompe paga”.
Non
è la prima volta che affermo che il modo per contrastare chi delinque è quello
di ricorrere al pagamento del danno prodotto.
Potrete
trovare fin dal 2008 le mie idee sull’argomento rileggendo l’articolo del
17/07/2008 dal titolo: “Possibili soluzioni per la giustizia” e poi anche
quello del 28/06/2011 dal titolo: “E ora parliamo di carceri e carcerati”.
Franco
Fellicò