mercoledì 4 febbraio 2026

I delinquenti di Torino

  

Come è noto, nella manifestazione di qualche giorno fa a Torino si sono infiltrati dei malviventi che hanno messo a ferro e fuoco la città.

 

Ci si è soffermati molto sul pestaggio che una decina di delinquenti hanno effettuato nei confronti di un giovane poliziotto, ma poco si è detto sui danni che quegli scalmanati hanno inferto alla città.

 

Ho visto chiaramente in TV un blindato della Polizia in fiamme e si è saputo che quei delinquenti hanno distrutto vetrine e inferto gravi danni ai commercianti della zona.

 

Alla TV ho sentito di persona il proprietario di un bar che ha raccontato quello che è accaduto al suo esercizio e alla domanda dell’intervistatore su quanto poteva ammontare il danno subito egli ha dichiarato che si parlava di una cifra intorno ai 10.000 euro.

 

Ovviamente mi domando con chi deve prendersela quel povero imprenditore che, solo se è stato previdente forse potrebbe essere parzialmente rimborsato da una assicurazione su atti vandalici.

 

Ma contemporaneamente non accetto che possa capitare a un comune cittadino un simile danno senza che NESSUNO venga costretto a rimborsarlo.

 

Se noi viaggiamo in macchina e procuriamo un danno a qualcuno, e certamente non lo facciamo apposta ma accade per una distrazione, siamo costretti a rimborsarlo (in genere lo fa la nostra assicurazione obbligatoria a cui versiamo periodicamente i costi di una polizza); e se per essere più simili a quello che è accaduto al bar di cui sopra, con la nostra auto sbandiamo e sfondiamo la vetrina di un esercizio, dovremmo obbligatoriamente rimborsare il titolare del danno inferto.

 

Ed invece se un gruppo di malviventi sfonda una vetrina e distrugge tavoli e suppellettili di un bar, oltretutto non per una distrazione, ma per una precisa voglia di fare danno a qualcuno, NULLA secondo la nostra legge sembra dovere a colui che è stato preso di mira; ma alla peggio gli sarà attribuito probabilmente il reato di devastazione che prevede la reclusione da 8 a 15 anni.

 

Ora a questo proposito mi domando molte cose.

 

·    Cosa importa a chi è stato danneggiato che chi lo ha fatto andrà in prigione, mentre lui dovrà accollarsi i danni subiti?

·    Con la scarsità delle nostre carceri siamo certi che i giudici condanneranno effettivamente i colpevoli a scontare una pena dagli 8 ai 15 anni di reclusione?

·    Se la pena carceraria sarà inferta quanto costerà allo Stato (e quindi a noi stessi) mantenere questi delinquenti in carcere?

·   Quali motivi troveranno i colpevoli per evitare o ridurre al minimo la reclusione?

 

In questi giorni il Governo sembra impazzire alla ricerca di soluzioni per la sicurezza, ma NESSUNO (dico NESSUNO) ha pensato di imporre ai responsabili dei danni arrecati il rimborso degli stessi a chi li ha subiti.

 

Poiché non tutti i veri responsabili verranno individuati, ma solo una parte di essi, basterebbe definire per legge che i danni inferti dovranno essere rimborsati ai danneggiati da coloro che saranno stati individuati pur essendo certamente una parte della squadra che ha agito.

 

A questo punto tutti i delinquenti dovrebbero sapere per certo che dopo un assalto collettivo, una parte di essi saranno individuati, e sarà solo quella parte a dover rimborsare i danneggiati.

 

Questa regola potrebbe anche indurre quelli che sono stati individuati a fare i nomi degli altri distruttori allo scopo di ridurre il costo da sostenere.

 

In ogni modo qualora qualcuno degli individuati non è in grado di sborsare quanto dovuto per il rimborso dei danni ai danneggiati si potrebbe pignorargli la casa (se ce l’hanno) o un qualunque altro loro bene fino a colmare quanto dovuto ai danneggiati.

 

E se infine qualcuno di essi non fosse in grado di pagare comunque, allora dovrebbe essere costretto prestare il proprio tempo per lavori di pubblica utilità ricevendo un salario che in buona parte servirà a rimborsare i danneggiati; e quel lavoro terminerà soltanto quando il debito sarò stato estinto.

 

Vediamo ora i vantaggi che deriverebbero da una scelta simile:

 

·    Gli esercenti danneggiati potrebbero essere indennizzati e non dovrebbero più pensarci da soli.

·    Non sarebbe più necessario impegnare spazio per nuovi elementi nelle carceri che sono strapiene.

·     Non sarebbe necessario sostenere le spese per il mantenimento in carcere di nuovi elementi.

·    Ciascun appartenente alla banda dei distruttori saprebbe in anticipo che ove mai dovesse far parte di coloro che saranno individuati ed arrestati (e ce ne sono sempre), rischierebbe di dover pagare non solo i danni da lui stesso inferti, ma anche quelli inferti da quei suoi colleghi che non saranno stati presi. E questo potrebbe influire molto sulle azioni distruttive che quelle bande sono solito fare.

 

Inoltre è importane notare che il modo più efficace per ledere questi delinquenti è di colpirli nel portafoglio; oltre al fatto che finalmente si rispetterebbe anche per loro il detto che “chi rompe paga”.

 

Non è la prima volta che affermo che il modo per contrastare chi delinque è quello di ricorrere al pagamento del danno prodotto.

 

Potrete trovare fin dal 2008 le mie idee sull’argomento rileggendo l’articolo del 17/07/2008 dal titolo: “Possibili soluzioni per la giustizia” e poi anche quello del 28/06/2011 dal titolo: “E ora parliamo di carceri e carcerati”.

 

Franco Fellicò