martedì 24 marzo 2026

Considerazioni sulla guerra di Trump

  

Sono passati solo pochi giorni da quando ho pubblicato un mio scritto sulla guerra all’Iran e ritorno nuovamente sull’argomento dopo essermi fatto le domande che in tanti si fanno.

 

Le domande a cui vorremmo tutti una risposta sono:

 

QUANDO FINIRA’ QUESTA GUERRA oppure COSA DOVREBBE ACCADERE AFFINCHE’ QUESTA GUERRA FINISCA?

 

Probabilmente non abbiamo sufficienti argomenti e notizie per poter rispondere alla prima domanda, ma per la seconda qualcosa si può immaginare.

 

Che il responsabile di quello che sta accadendo nel mondo sia TRUMP (e intendo TRUMP come persona e non come presidente degli USA) è ormai chiaro a tutti; e dunque dovrebbe essere altrettanto chiaro che solo la sua assenza possa far fermare la tragedia che tutto il mondo sta vivendo e sopportando.

 

Una gran parte dei Paesi del mondo sono in subbuglio e sappiamo bene che questo avviene non solo per le distruzioni e la perdita di vite umane innocenti ma anche, e purtroppo principalmente, per l’aumento dei costi del petrolio e di conseguenza per l’inflazione che aumenta.

 

Siamo tutti principalmente degli egoisti e dunque come tali ci sentiamo per ora fortemente colpiti dall’aumento dei carburanti, e presto per gli aumenti di tutti i generi alimentari e non, di cui abbiamo bisogno.

 

Quindi, riferendomi al nostro Paese, si potrebbe osservare che se i nostri governanti non avessero osteggiata la mobilità elettrica e avessero incentivato, come ho più volte affermato, la produzione di elettricità da fonti rinnovabili, oggi potremmo infischiarcene dell’aumento del petrolio e avere energia a iosa disponibile per tutti e a costi molto minori degli attuali. Viceversa degli stupidi nostri governanti insistono ancora oggi sul nucleare che:

 

·     è molto più costoso

·     gli impianti richiederebbero parecchi anni per essere realizzati

·     la distribuzione avverrebbe a mezzo di una quindicina di centrali SMR

·     si dovrebbero accettare tutti i rischi dovuti a danni per terremoti o inondazioni

·    bisognerà riuscire a convincere le popolazioni dei luoghi destinati allo  smaltimento delle  scorie ad accettare i rischi che ne derivano

·    in caso di guerra sarebbero le prime ad essere colpite con enormi danni non solo per la produzione di energia che verrebbe meno per l’intera Nazione, ma anche per i problemi di radiazioni che si libererebbero.

 

Ma il tema che mi sono posto ora è un altro, e quindi lascio che il periodo precedente rimanga solo una parentesi sia pure molto importante.

 

Se torniamo invece a cercare di capire quanto meno cosa dovremmo augurarci affinchè quest’ultima guerra finisca, direi che l’unica possibilità che si può intravedere è che TUMP finisca di essere il Presidente degli USA.

 

Questa guerra infatti è quella di TRUMP come persona; infatti egli utilizza il potente esercito della sua Nazione come fosse il SUO ESERCITO e si gloria delle distruzioni come se fosse lui stesso ad averle ottenute. La sua mania di potenza è personale ed agisce, copiando Putin, come se fosse il padrone degli Stati Uniti.

 

Credo che questo suo atteggiamento sia quello che ha sempre avuto quando era padrone solo del sul grande patrimonio e la decisione di tentare la scalata alla Casa Bianca era solo il desiderio di poter aggiungere al suo patrimonio anche tutta la sua Nazione. Insomma il massimo delle manie di grandezza.

 

Ed ora che è riuscito anche in questo intendo, anche gli USA sono diventati suoi e agisce proprio come il suo padrone assoluto.

 

Ma per essere padroni di una intera Nazione come lui desidera, occorrerebbe avere un’esperienza da tiranni almeno simile a quella di Putin e non basta cercare di assomigliargli.

 

Mi sto accorgendo intanto che non riesco mai a concludere questo articolo perché TRUMP continua a fare dichiarazioni contrastanti (ultimatum all’Iran e poi cambio di registro e sospensione dello stesso asserendo che ormai ci sono accordi con l’Iran che però quest’ultima nega)

 

Quindi lo pubblicherò stasera stessa anche se nel giro di poche ore ci potrebbero essere altre diverse prese di posizioni di quello che ormai vediamo tutti come IL BULLO americano.

 

In pratica possiamo affermare che in questi ultimi tempi anche negli Stati Uniti vige un regime retto da un dittatore a nome DONALD TRUMP, per cui, come ho anche detto nell’articolo precedente, occorrerebbe che il regime attuale venga abolito e questo possono riuscire a farlo solo i cittadini americani.

 

E sono abbastanza certo che questo prima o poi avverrà, ma bisogna augurarsi che avvenga al più presto, prima che la maggior parte dei Paesi del mondo vadano in recessione.

 

Trump, detto il bullo e non solo da me visto che ci sono vari libri che lo definiscono tale (ad esempio quello ultimo di Antonio Caprarica dal titolo: “IL BULLO. Come Donald Trump ha distrutto l’occidente”) è ormai chiaro essere il vero responsabile di questa ultima guerra, dopo ad aver sovvertito il commercio internazionale.

 

La sua popolarità, nata con la sigla MAGA (Make America Great Again) e diminuita notevolmente ma viene ancora temuto e quindi sopportato dai suoi concittadini.

 

Ma, specie se i soldati americani morti aumenteranno e il costo dei carburanti continuerà ad aumentare anche negli USA, penso che non appena sarà possibile finirà per essere fatto fuori.

 

E chi lo sostituirà sarà certamente diverso da lui e potrà facilmente porre fine agli attacchi all’Iran ottenendo per conseguenza non solo la fine delle ostilità tra USA e Iran, ma anche ben presto la ripresa del lavoro delle petroliere per rifornire il mondo di quell’oro nero a cui siamo ancora troppo legati.

 

Il cambio di regime da augurarsi è quindi, non tanto quello dell’Iran, ma molto di più quello degli Stati Uniti.

 

E’ triste dover riconoscere che sarà la necessità di ripristino di petrolio e delle materie prime a influire sulla PACE, ma almeno dovremmo rallegrarci anche per fine delle stragi di civili innocenti e per le stupide distruzioni a cui striamo assistendo.

 

Franco Fellicò

giovedì 12 marzo 2026

Guerra all'Iran

  

Sarà questa l’ultima bravata di Donald Trump? 

 

A me pare che le probabilità che Trump sia cacciato via dagli americani, compresi quelli che lo hanno eletto, vanno aumentando ogni giorno.

 

C’è un proverbio che dice: “Tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino”.

 

E il bullo americano sembra che faccia di tutto per farsi estromettere dalla guida del suo Paese.

 

Ad ogni sua decisione è seguita una diminuzione della sua popolarità e la decisione di attaccare l’Iran potrebbe essere quella che gli farà perdere definitivamente la credulità dei suoi cittadini.

 

E sono le sue continue contradizioni che lo rendono sempre più inviso; lui che aveva detto che voleva fermare le guerre del mondo è già la seconda volta che, senza chiedere consiglio a nessuno, ha deciso di utilizzare la forza dell’apparato militare degli USA per aggredire prima il Venezuela e ora l‘Iran.

 

E sappiamo tutti che prima ha detto che la guerra alll’Iran durerà 4 o 5 settimane poi, dopo solo una settimana, che potrebbe durare anche di più, e poi dopo 11 giorni, dire che la guerra sta già per finire.

 

I danni prodotti da tutte le sue decisioni avventate sono evidenti e colpiscono tutto il mondo rendendo l’America sempre più antipatica.

 

L’azione militare avviata contro l’Iran ha già provocato danni a tutto il medio Oriente e anche a tutte le Nazioni che importavano petrolio da quel Paese.

 

La chiusura dello stretto di Ormuz ormai si è già fatta sentire e si è verificato perfino che l’India ha deciso di riprendere ad importare il greggio dalla Russia e non è detto che questo non avverrà anche in tutti gli Stati che a causa dell’embargo avevano smesso di acquistare idrocarburi da quel Paese.

 

In pratica la Russia, amica dell’Iran, si è guardata bene dall’intervenire militarmente ma ha già avuto un primo beneficio da quella guerra ed infatti non solo sta vendendo il suo greggio nuovamente, ma lo vende anche a prezzi maggiorati.

 

La Russia inoltre che acquistava droni dall’Iran da impiegare contro l’Ucraina, le sta vendendo altre armi aumentando gli introiti da utilizzare per continuare la sua guerra all’Ucraina.

 

E in più la nuova grossa crisi sta distogliendo l’attenzione degli amici di Zelensky dal seguire i bombardamenti della Russia su tutta il Paese invaso da 4 anni.

 

Trump è sempre più considerato dunque l’unico responsabile di tutto quanto accade nel mondo; e nel suo Paese, che vorrebbe gestire solo seguendo le sue volontà e le sue idee, è sempre meno benvoluto.

 

Quanto tempo ancora ci vorrà perché quella rivoluzione che Trump vorrebbe vedere avvenire in Iran non avvenga invece negli USA per cui il cambio di regime che lui vorrebbe vedere in Iran avverrà in America?

 

Già i primi soldati americani sono tornati in Patria nelle bare e poichè purtroppo non saranno i soli, questo farà SI che la popolazione americana finirà per non perdonarlo più.

 

Quindi mentre l’Iran rischia di dover cambiare regime, Trump rischia di persona di essere cacciato dal posto che occupa.

 

C’è un’altra cosa da osservare ed è che Trump invidia il modo di governare di Putin e tende ad imitarlo. Non va dimenticata la sua frase: “La guerra all’Iran finirà quando tutti gli obiettivi saranno raggiunti”.

 

Questa frase è esattamente la stessa pronunziata da Putin a proposito della sua guerra all’Ucraina; ed è importante notare che Putin non ha mai dichiarato quali fossero esattamente i suoi obiettivi.

 

Si spiega quindi perché anche Trump si è guardato bene da dichiarare quale fosse la sua strategia e dimostra che il suo modo di agire assomiglia sempre più a quello del dittatore russo.

 

Non dichiarare gli obiettivi dovrebbe servire a giustificare un eventuale interruzione delle operazioni militari in qualunque momento, anche se costretti a farlo.

 

Ma la furbizia di Putin è di gran lunga maggiore di quella di Trump e l’avvicinamento che quest’ultimo ha voluto mettere in atto con quel dittatore si è tradotto in un grosso vantaggio per Putin.

 

Ora però è il caso di affrontare anche quello che accade nella nostra Italia.

 

Non è certo facendo la voce grossa con Trump che si potrebbe ottenere di fermare la guerra che non ci piace; in questo frangente occorre invece essere chiari e, contrariamente a Putin e a Trump, dichiarare ufficialmente la nostra posizione e la Melone lo ha più volte detto affermando che: “L’Italia non è in guerra e non vuole entrare a farne parte”.

 

Questa è una dichiarazione chiara e precisa che chiunque l’ha ascoltata (e l’hanno ascoltata tutti perchè più volte riportata dai media) non può essere sottovalutata; né possono essere sottovalutati gli incontri e gli accordi che la Presidente de Consiglio sta avendo con Francia, Germania e Regno Unito allo scopo di individuare una posizione comune che eviti il coinvolgimento in una guerra non desiderata.

 

Questi accordi stanno andando avanti anche se questa iniziativa sarebbe dovuta partire dall’Unione europea che come ormai tutti dicono sembra non esistere.

 

Ma l’opposizione continua a chiedere che la Presidente del Consiglio vada a riferire in parlamento sulla sua posizione.

 

La Meloni ha detto che lo farà (pare il giorno 11 marzo) ma sa bene che l’opposizione richiede questa precisazione direttamente a loro per avere la possibilità di insultarla indipendentemente da quello che lei dirà.

 

E mentre l’opposizione invoca che il Governo risolva o quanto meno attutisca i problemi dovuti all’alto costo dei carburanti alla pompa agendo sulle accise, la Meloni, accogliendo anche un suggerimento dell’opposizione, farà in modo che la tassazione sui carburanti sia temporaneamente alleggerita allo scopo di evitare costi insostenibili ai cittadini.

 

 

 

Ho iniziato questo scritto qualche giorno fa ma ho deciso di pubblicarlo dopo che il Presidente del Consiglio avrà soddisfatto l’opposizione esponendo direttamente a loro quale è la SUA POSIZIONRE.

 

E oggi posso concludere questo documento visto che la Premier del nostro Governo ha informato UFFICIALMENTE sia al Senato che alla Camera sulla sua posizione e lo ha fatto RIPETENDO ESATTAMENTE quello che già tutti sapevano e cioè che: “L’Italia non è in guerra e non vuole entrare a farne parte”.

 

Ha anche raccontato UFFICIALMENTE degli incontri che ha già fatto con Francia, Germania e Regno unito per assumere una posizione comune da tenere a fronte degli avvenimenti in atto.

 

Infine ha dichiarato che a tempo debito si occuperò del problema costi dei carburanti affermando però che gli aumenti immediati che ci sono stati alla pompa non sono originati dal costo maggiore del barile di petrolio dato che i carburanti distribuiti attualmente sono stati già acquistati da tempo a prezzi normali dalle compagnie petrolifere e che quest’ultime stanno approfittando della situazione per speculare e che per questo saranno perseguite.

 

Inoltre, considerando che i problemi da affrontare sono di grande importanza della Nazione ha proposto all’opposizione di farlo insieme nell’interesse dei cittadini.

 

Ma come c’era da aspettarselo, l’offerta non è stata apprezzata considerandola tardiva e secondo qualcuno della sinistra tesa piuttosto a trascinare tutta l’opposizione a partecipare ad un lavoro di difficile soluzione.

 

Quindi, a parte gli insulti che come prevedevo non sono mancati, le immancabili accuse di essere la serva di Trump, e la continua richiesta di condannare l’intervento del Presidente americano, l’opposizione ha deciso di rimanere a guardare dall’esterno per poter come al solito criticare ogni decisione evitando di farne parte.

 

Franco Fellicò

giovedì 19 febbraio 2026

Riduzione della bolletta elettrica

    

Non c’è telegiornale che non ci dica che il decreto appena varato consentirà una riduzione della bolletta elettrica per FAMIGLIE e IMPRESE.

 

Ma nessuno dice che la riduzione riguarda SOLO le famiglie a basso reddito e nemmeno nessuno dice che le coperture per queste riduzioni sono ottenute anche con un aumento dell’IRAP a carico delle imprese che estraggono idrocarburi e gas naturale oltre a quelle della distribuzione dell’energia elettrica e del gas.

 

Dunque è prevedibile che mentre SOLO le famiglie a basso reddito avranno un indennizzo “una tantum” per alleggerire le spese dell’energia, tutte le famiglie italiane finiranno per avere un aggravio di spesa a causa della maggiore tassazione operata sui distributori; questo aumento non sarà immediato ma certamente si verificherà nel tempo ed interesserà sia la bolletta elettrica che quella del gas.

 

La montagna ha quindi partorito un topolino che viene pubblicizzato come una riduzione (e si insiste sulle FAMIGLIE) ed invece finirà per essere per esse un aumento sia pure non immediato.

 

L’energia elettrica in Italia costa più degli altri Paesi europei ed è cosa risaputa da tutti; ma questo dipende dal fatto che il prezzo viene determinato in base ai costi per l’acquisto di GAS e questo è un assurdo visto che secondo TERNA nel 2025 il 41% dell’elettricità consumata è prodotta da fonti rinnovabili a costo quasi nullo.

 

E poiché l’incidenza della produzione da fonti rinnovabili cresce ogni giorno, sarebbe quindi doveroso calcolare i prezzi in maniera più corretta tenendo conto che buona parte dell’energia venduta ha costi bassissimi.

 

Come sempre quando i Governi offrono qualcosa ai cittadini, occorre valutare bene come stanno le cose e si scopre sempre che nulla viene dato per niente e che ogni manovra nasconde un nuovo gettito per l’erario.

 

Franco Fellicò

 

 

martedì 10 febbraio 2026

Il Bel Paese

  

Dante e Petrarca furono i primi a chiamare così la nostra Italia e si riferivano principalmente al bel clima e alle sue bellezze naturali.

 

Per molto tempo l’abbiamo tutti conosciuta e chiamata così per le sue bellezze naturali anche se spesso deturpate dall’uomo.

 

Ma un Paese non è fatto solo di natura e di arte ma anche dei suoi abitanti che con il passare degli anni sono continuamente peggiorati.

 

L’Italia è diventato il Paese delle manifestazioni; queste ultime sono sempre più frequenti e vengono considerate ormai non solo da chi manifesta, ma anche da chi è costretto a sopportarli, un segno di libertà.

 

Guai a ad osteggiare una manifestazione, chiunque lo facesse sarebbe considerato un retrogrado con la volontà di reprimere il diritto sacrosanto di esprimere il proprio dissenso.

 

Si susseguono così continui cortei in cui alcune o anche molte migliaia di persone marciano lentamente innalzando cartelli e trascinando striscioni per manifestare il proprio dissenso a qualcosa.

 

Qualche volta questa moltitudine di persone (che evidentemente invece di lavorare preferiscono manifestare per le strade delle città) sono anche capeggiate da un qualche leader sindacalista che li guida.

 

Ultimamente a Torino c’è stato un corteo (di 50.000 persone secondo gli organizzatori, ma più verosimilmente di 20.000) che si è proposto di bloccare la città per protestare contro il Governo in difesa del centro sociale ASKATASUNA sgomberato perché abusivamente occupato da tempo.

 

Come spessissimo accade questa manifestazione si è conclusa con un’ora e mezza di vera guerra tra circa 1.500 manifestanti incappucciati e la polizia; in essa i delinquenti hanno provocato incendi e hanno incendiato anche un

mezzo della polizia oltre a prendere a martellate un giovane poliziotto.  Ma non contenti se la sono presi anche con le vetrine dei negozi frantumandole e distruggendo quanto sono riusciti ad agguantare.

 

Questo è solo voglia di distruggere quello che appartiene ad altri e non ha alcuna giustificazione; eppure quando i delinquenti agiscono in BANDE organizzate, sembra che non debbano essere perseguiti.

 

Si manifesta per ogni cosa, per solidarietà con la Palestina, perché non si vuole la TAV, per criticare le decisioni del Governo e finanche contro le Olimpiadi di Milano-Cortina. Si verifica così che mentre 2 miliardi di persone da tutto il mondo assistono ad un evento così speciale, ci sono pochi stupidi (per giunta italiani) che dissentono affermando che una così importante avvenimento doveva essere evitato per usare le ingenti spese a favore di chi non riesce a giungere alla fine del mese.

 

Si tratta di idiozie uniche che sviliscono il nostro Paese così come quando emulando l’antico Don Chisciotte una flottiglia di italiani accompagnati perfino da alcuni parlamentati sono andati a sfidare l’esercito israeliano tentando non di abbattere i mulini a vento ma di forzare un blocco navale.

 

L’onorevole Benedetta Scuderi, che nessuno conosceva, si è così fatta un nome per le continue interviste rilasciate durante la traversata.

 

Ma non sono solo le manifestazioni che contraddicono l’appellativo di Bel Paese, ma anche il fatto che un giorno SI e un giorno NO un marito o un fidanzato uccide la propria donna o un figlio uccide il padre o la madre.

 

Poi ci sono le Baby-Gang che aggrediscono i propri compagni o accoltellano qualche passante.

 

E cii sono anche tanti stupri che avvengono di sera o anche in pieno giorno ad opera per lo più di qualche migrante che è in Italia abusivamente.

 

C’è la droga che impera dovunque e la malavita che ruba o che aggredisce gli abitanti delle ville di qualche facoltoso o presunto tale.

E ci sono anche casi di assalti alle Banche e ai portavalori fatti in grande stile e con l’uso di armi.

 

Ci sono ultimamente anche gli attentati alla circolazione ferroviaria ad opera di vere organizzazioni terroristiche.

 

Per finire ci sono i POLITICI: quelli che sono al Governo che pur facendo del loro meglio per porre fine ai mille problemi appena elencati, vengono continuamente messi alla berlina da un’opposizione che sa solo criticare e incapace di suggerire soluzioni migliori.

 

Insomma di bello c’è rimasto ben poco e se vogliamo essere onesti, ci rimane solo qualche sito archeologico e un po' di musei perché anche il clima non è più quello di una volta e le alluvioni si susseguono ogni giorno.

 

E’ triste ma è proprio così; anche se la maggior parte degli abitanti del nostro Paese è buona gente, siamo così attorniati da malviventi che non viviamo più bene come una volta.

 

Franco Fellicò

mercoledì 4 febbraio 2026

I delinquenti di Torino

  

Come è noto, nella manifestazione di qualche giorno fa a Torino si sono infiltrati dei malviventi che hanno messo a ferro e fuoco la città.

 

Ci si è soffermati molto sul pestaggio che una decina di delinquenti hanno effettuato nei confronti di un giovane poliziotto, ma poco si è detto sui danni che quegli scalmanati hanno inferto alla città.

 

Ho visto chiaramente in TV un blindato della Polizia in fiamme e si è saputo che quei delinquenti hanno distrutto vetrine e inferto gravi danni ai commercianti della zona.

 

Alla TV ho sentito di persona il proprietario di un bar che ha raccontato quello che è accaduto al suo esercizio e alla domanda dell’intervistatore su quanto poteva ammontare il danno subito egli ha dichiarato che si parlava di una cifra intorno ai 10.000 euro.

 

Ovviamente mi domando con chi deve prendersela quel povero imprenditore che, solo se è stato previdente forse potrebbe essere parzialmente rimborsato da una assicurazione su atti vandalici.

 

Ma contemporaneamente non accetto che possa capitare a un comune cittadino un simile danno senza che NESSUNO venga costretto a rimborsarlo.

 

Se noi viaggiamo in macchina e procuriamo un danno a qualcuno, e certamente non lo facciamo apposta ma accade per una distrazione, siamo costretti a rimborsarlo (in genere lo fa la nostra assicurazione obbligatoria a cui versiamo periodicamente i costi di una polizza); e se per essere più simili a quello che è accaduto al bar di cui sopra, con la nostra auto sbandiamo e sfondiamo la vetrina di un esercizio, dovremmo obbligatoriamente rimborsare il titolare del danno inferto.

 

Ed invece se un gruppo di malviventi sfonda una vetrina e distrugge tavoli e suppellettili di un bar, oltretutto non per una distrazione, ma per una precisa voglia di fare danno a qualcuno, NULLA secondo la nostra legge sembra dovere a colui che è stato preso di mira; ma alla peggio gli sarà attribuito probabilmente il reato di devastazione che prevede la reclusione da 8 a 15 anni.

 

Ora a questo proposito mi domando molte cose.

 

·    Cosa importa a chi è stato danneggiato che chi lo ha fatto andrà in prigione, mentre lui dovrà accollarsi i danni subiti?

·    Con la scarsità delle nostre carceri siamo certi che i giudici condanneranno effettivamente i colpevoli a scontare una pena dagli 8 ai 15 anni di reclusione?

·    Se la pena carceraria sarà inferta quanto costerà allo Stato (e quindi a noi stessi) mantenere questi delinquenti in carcere?

·   Quali motivi troveranno i colpevoli per evitare o ridurre al minimo la reclusione?

 

In questi giorni il Governo sembra impazzire alla ricerca di soluzioni per la sicurezza, ma NESSUNO (dico NESSUNO) ha pensato di imporre ai responsabili dei danni arrecati il rimborso degli stessi a chi li ha subiti.

 

Poiché non tutti i veri responsabili verranno individuati, ma solo una parte di essi, basterebbe definire per legge che i danni inferti dovranno essere rimborsati ai danneggiati da coloro che saranno stati individuati pur essendo certamente una parte della squadra che ha agito.

 

A questo punto tutti i delinquenti dovrebbero sapere per certo che dopo un assalto collettivo, una parte di essi saranno individuati, e sarà solo quella parte a dover rimborsare i danneggiati.

 

Questa regola potrebbe anche indurre quelli che sono stati individuati a fare i nomi degli altri distruttori allo scopo di ridurre il costo da sostenere.

 

In ogni modo qualora qualcuno degli individuati non è in grado di sborsare quanto dovuto per il rimborso dei danni ai danneggiati si potrebbe pignorargli la casa (se ce l’hanno) o un qualunque altro loro bene fino a colmare quanto dovuto ai danneggiati.

 

E se infine qualcuno di essi non fosse in grado di pagare comunque, allora dovrebbe essere costretto prestare il proprio tempo per lavori di pubblica utilità ricevendo un salario che in buona parte servirà a rimborsare i danneggiati; e quel lavoro terminerà soltanto quando il debito sarò stato estinto.

 

Vediamo ora i vantaggi che deriverebbero da una scelta simile:

 

·    Gli esercenti danneggiati potrebbero essere indennizzati e non dovrebbero più pensarci da soli.

·    Non sarebbe più necessario impegnare spazio per nuovi elementi nelle carceri che sono strapiene.

·     Non sarebbe necessario sostenere le spese per il mantenimento in carcere di nuovi elementi.

·    Ciascun appartenente alla banda dei distruttori saprebbe in anticipo che ove mai dovesse far parte di coloro che saranno individuati ed arrestati (e ce ne sono sempre), rischierebbe di dover pagare non solo i danni da lui stesso inferti, ma anche quelli inferti da quei suoi colleghi che non saranno stati presi. E questo potrebbe influire molto sulle azioni distruttive che quelle bande sono solito fare.

 

Inoltre è importane notare che il modo più efficace per ledere questi delinquenti è di colpirli nel portafoglio; oltre al fatto che finalmente si rispetterebbe anche per loro il detto che “chi rompe paga”.

 

Non è la prima volta che affermo che il modo per contrastare chi delinque è quello di ricorrere al pagamento del danno prodotto.

 

Potrete trovare fin dal 2008 le mie idee sull’argomento rileggendo l’articolo del 17/07/2008 dal titolo: “Possibili soluzioni per la giustizia” e poi anche quello del 28/06/2011 dal titolo: “E ora parliamo di carceri e carcerati”.

 

Franco Fellicò

giovedì 1 gennaio 2026

Contrasti

 

Ho appena finito di ascoltare il concerto di capodanno da Vienna. Il maestro Yannick Nézet-Séguin era in estasi e sembrava come se fosse lui stesso a suonare i vari strumenti a corda e a fiato.

 

Era completamente preso dalla musica che ha diretto sempre a memoria in una maniera superlativa.

 

Prima dell’esecuzione del classico “Il bel Danubio blu” ha rivolto la parola al pubblico auspicando la pace in tutte le nazioni del mondo ricordando a tutti che la GENTILEZZA è dovuta tra tutti noi che viviamo in questo pianeta.

 

Al termine del concerto il maestro è sceso tra il pubblico continuando a dirigere “la marcia di radetzky” rivolgendosi no solo ai componenti dell’orchestra ma a tutto il pubblico.

 

Al termine mi sono accorto che ero commosso nell’apprezzare quanta “gentilezza” e quanta amore c’era in quelle musiche così ben dirette.

 

E non ho potuto fare a meno però di pensare a quanti uomini carichi di odio invece di fratellanza pensano solo ad uccidere i propri fratelli.

 

Un generale di un’armata è come un direttore d‘orchestra, ma la differenza è grande perché il generale studia strategie che meglio possano colpire città, distruggere palazzi, uccidere adulti e bambini inermi e innocenti, mentre un direttore d’orchestra riesce ad entrare in contatto con il cuore dei propri fratelli che lo vedono e lo accettano come un angelo pieno di amore e “gentilezza”.

 

Come è possibile che degli uomini siano cortesi, amorevoli e gentili mentre ce ne sono tanti altri prepotenti, violenti e sfrontati pronti a mandare alla morte non solo quelli che considera nemici ma anche tanti soldati del proprio esercito e questo solo per impadronirsi di un territorio a cui tiene.

 

Si tratta di uomini perfidi, malvagi e perversi pronti ad innervosirsi e promettere tremende vendette solo perché i cosiddetti nemici si sono permessi di inviare qualche drone su una delle sue residenze, dimenticando che da anni fa bombardare dai suoi droni e missili tante città ucraine distruggendole interamente e procurando migliaia di morti innocenti.

 

Si tratta di contrasti che in un mondo di fratelli non dovrebbero esistere ed invece da anni assistiamo a simili grandi differenze.

 

Franco Fellicò