martedì 10 febbraio 2026

Il Bel Paese

  

Dante e Petrarca furono i primi a chiamare così la nostra Italia e si riferivano principalmente al bel clima e alle sue bellezze naturali.

 

Per molto tempo l’abbiamo tutti conosciuta e chiamata così per le sue bellezze naturali anche se spesso deturpate dall’uomo.

 

Ma un Paese non è fatto solo di natura e di arte ma anche dei suoi abitanti che con il passare degli anni sono continuamente peggiorati.

 

L’Italia è diventato il Paese delle manifestazioni; queste ultime sono sempre più frequenti e vengono considerate ormai non solo da chi manifesta, ma anche da chi è costretto a sopportarli, un segno di libertà.

 

Guai a ad osteggiare una manifestazione, chiunque lo facesse sarebbe considerato un retrogrado con la volontà di reprimere il diritto sacrosanto di esprimere il proprio dissenso.

 

Si susseguono così continui cortei in cui alcune o anche molte migliaia di persone marciano lentamente innalzando cartelli e trascinando striscioni per manifestare il proprio dissenso a qualcosa.

 

Qualche volta questa moltitudine di persone (che evidentemente invece di lavorare preferiscono manifestare per le strade delle città) sono anche capeggiate da un qualche leader sindacalista che li guida.

 

Ultimamente a Torino c’è stato un corteo (di 50.000 persone secondo gli organizzatori, ma più verosimilmente di 20.000) che si è proposto di bloccare la città per protestare contro il Governo in difesa del centro sociale ASKATASUNA sgomberato perché abusivamente occupato da tempo.

 

Come spessissimo accade questa manifestazione si è conclusa con un’ora e mezza di vera guerra tra circa 1.500 manifestanti incappucciati e la polizia; in essa i delinquenti hanno provocato incendi e hanno incendiato anche un

mezzo della polizia oltre a prendere a martellate un giovane poliziotto.  Ma non contenti se la sono presi anche con le vetrine dei negozi frantumandole e distruggendo quanto sono riusciti ad agguantare.

 

Questo è solo voglia di distruggere quello che appartiene ad altri e non ha alcuna giustificazione; eppure quando i delinquenti agiscono in BANDE organizzate, sembra che non debbano essere perseguiti.

 

Si manifesta per ogni cosa, per solidarietà con la Palestina, perché non si vuole la TAV, per criticare le decisioni del Governo e finanche contro le Olimpiadi di Milano-Cortina. Si verifica così che mentre 2 miliardi di persone da tutto il mondo assistono ad un evento così speciale, ci sono pochi stupidi (per giunta italiani) che dissentono affermando che una così importante avvenimento doveva essere evitato per usare le ingenti spese a favore di chi non riesce a giungere alla fine del mese.

 

Si tratta di idiozie uniche che sviliscono il nostro Paese così come quando emulando l’antico Don Chisciotte una flottiglia di italiani accompagnati perfino da alcuni parlamentati sono andati a sfidare l’esercito israeliano tentando non di abbattere i mulini a vento ma di forzare un blocco navale.

 

L’onorevole Benedetta Scuderi, che nessuno conosceva, si è così fatta un nome per le continue interviste rilasciate durante la traversata.

 

Ma non sono solo le manifestazioni che contraddicono l’appellativo di Bel Paese, ma anche il fatto che un giorno SI e un giorno NO un marito o un fidanzato uccide la propria donna o un figlio uccide il padre o la madre.

 

Poi ci sono le Baby-Gang che aggrediscono i propri compagni o accoltellano qualche passante.

 

E cii sono anche tanti stupri che avvengono di sera o anche in pieno giorno ad opera per lo più di qualche migrante che è in Italia abusivamente.

 

C’è la droga che impera dovunque e la malavita che ruba o che aggredisce gli abitanti delle ville di qualche facoltoso o presunto tale.

E ci sono anche casi di assalti alle Banche e ai portavalori fatti in grande stile e con l’uso di armi.

 

Ci sono ultimamente anche gli attentati alla circolazione ferroviaria ad opera di vere organizzazioni terroristiche.

 

Per finire ci sono i POLITICI: quelli che sono al Governo che pur facendo del loro meglio per porre fine ai mille problemi appena elencati, vengono continuamente messi alla berlina da un’opposizione che sa solo criticare e incapace di suggerire soluzioni migliori.

 

Insomma di bello c’è rimasto ben poco e se vogliamo essere onesti, ci rimane solo qualche sito archeologico e un po' di musei perché anche il clima non è più quello di una volta e le alluvioni si susseguono ogni giorno.

 

E’ triste ma è proprio così; anche se la maggior parte degli abitanti del nostro Paese è buona gente, siamo così attorniati da malviventi che non viviamo più bene come una volta.

 

Franco Fellicò

mercoledì 4 febbraio 2026

I delinquenti di Torino

  

Come è noto, nella manifestazione di qualche giorno fa a Torino si sono infiltrati dei malviventi che hanno messo a ferro e fuoco la città.

 

Ci si è soffermati molto sul pestaggio che una decina di delinquenti hanno effettuato nei confronti di un giovane poliziotto, ma poco si è detto sui danni che quegli scalmanati hanno inferto alla città.

 

Ho visto chiaramente in TV un blindato della Polizia in fiamme e si è saputo che quei delinquenti hanno distrutto vetrine e inferto gravi danni ai commercianti della zona.

 

Alla TV ho sentito di persona il proprietario di un bar che ha raccontato quello che è accaduto al suo esercizio e alla domanda dell’intervistatore su quanto poteva ammontare il danno subito egli ha dichiarato che si parlava di una cifra intorno ai 10.000 euro.

 

Ovviamente mi domando con chi deve prendersela quel povero imprenditore che, solo se è stato previdente forse potrebbe essere parzialmente rimborsato da una assicurazione su atti vandalici.

 

Ma contemporaneamente non accetto che possa capitare a un comune cittadino un simile danno senza che NESSUNO venga costretto a rimborsarlo.

 

Se noi viaggiamo in macchina e procuriamo un danno a qualcuno, e certamente non lo facciamo apposta ma accade per una distrazione, siamo costretti a rimborsarlo (in genere lo fa la nostra assicurazione obbligatoria a cui versiamo periodicamente i costi di una polizza); e se per essere più simili a quello che è accaduto al bar di cui sopra, con la nostra auto sbandiamo e sfondiamo la vetrina di un esercizio, dovremmo obbligatoriamente rimborsare il titolare del danno inferto.

 

Ed invece se un gruppo di malviventi sfonda una vetrina e distrugge tavoli e suppellettili di un bar, oltretutto non per una distrazione, ma per una precisa voglia di fare danno a qualcuno, NULLA secondo la nostra legge sembra dovere a colui che è stato preso di mira; ma alla peggio gli sarà attribuito probabilmente il reato di devastazione che prevede la reclusione da 8 a 15 anni.

 

Ora a questo proposito mi domando molte cose.

 

·    Cosa importa a chi è stato danneggiato che chi lo ha fatto andrà in prigione, mentre lui dovrà accollarsi i danni subiti?

·    Con la scarsità delle nostre carceri siamo certi che i giudici condanneranno effettivamente i colpevoli a scontare una pena dagli 8 ai 15 anni di reclusione?

·    Se la pena carceraria sarà inferta quanto costerà allo Stato (e quindi a noi stessi) mantenere questi delinquenti in carcere?

·   Quali motivi troveranno i colpevoli per evitare o ridurre al minimo la reclusione?

 

In questi giorni il Governo sembra impazzire alla ricerca di soluzioni per la sicurezza, ma NESSUNO (dico NESSUNO) ha pensato di imporre ai responsabili dei danni arrecati il rimborso degli stessi a chi li ha subiti.

 

Poiché non tutti i veri responsabili verranno individuati, ma solo una parte di essi, basterebbe definire per legge che i danni inferti dovranno essere rimborsati ai danneggiati da coloro che saranno stati individuati pur essendo certamente una parte della squadra che ha agito.

 

A questo punto tutti i delinquenti dovrebbero sapere per certo che dopo un assalto collettivo, una parte di essi saranno individuati, e sarà solo quella parte a dover rimborsare i danneggiati.

 

Questa regola potrebbe anche indurre quelli che sono stati individuati a fare i nomi degli altri distruttori allo scopo di ridurre il costo da sostenere.

 

In ogni modo qualora qualcuno degli individuati non è in grado di sborsare quanto dovuto per il rimborso dei danni ai danneggiati si potrebbe pignorargli la casa (se ce l’hanno) o un qualunque altro loro bene fino a colmare quanto dovuto ai danneggiati.

 

E se infine qualcuno di essi non fosse in grado di pagare comunque, allora dovrebbe essere costretto prestare il proprio tempo per lavori di pubblica utilità ricevendo un salario che in buona parte servirà a rimborsare i danneggiati; e quel lavoro terminerà soltanto quando il debito sarò stato estinto.

 

Vediamo ora i vantaggi che deriverebbero da una scelta simile:

 

·    Gli esercenti danneggiati potrebbero essere indennizzati e non dovrebbero più pensarci da soli.

·    Non sarebbe più necessario impegnare spazio per nuovi elementi nelle carceri che sono strapiene.

·     Non sarebbe necessario sostenere le spese per il mantenimento in carcere di nuovi elementi.

·    Ciascun appartenente alla banda dei distruttori saprebbe in anticipo che ove mai dovesse far parte di coloro che saranno individuati ed arrestati (e ce ne sono sempre), rischierebbe di dover pagare non solo i danni da lui stesso inferti, ma anche quelli inferti da quei suoi colleghi che non saranno stati presi. E questo potrebbe influire molto sulle azioni distruttive che quelle bande sono solito fare.

 

Inoltre è importane notare che il modo più efficace per ledere questi delinquenti è di colpirli nel portafoglio; oltre al fatto che finalmente si rispetterebbe anche per loro il detto che “chi rompe paga”.

 

Non è la prima volta che affermo che il modo per contrastare chi delinque è quello di ricorrere al pagamento del danno prodotto.

 

Potrete trovare fin dal 2008 le mie idee sull’argomento rileggendo l’articolo del 17/07/2008 dal titolo: “Possibili soluzioni per la giustizia” e poi anche quello del 28/06/2011 dal titolo: “E ora parliamo di carceri e carcerati”.

 

Franco Fellicò

giovedì 1 gennaio 2026

Contrasti

 

Ho appena finito di ascoltare il concerto di capodanno da Vienna. Il maestro Yannick Nézet-Séguin era in estasi e sembrava come se fosse lui stesso a suonare i vari strumenti a corda e a fiato.

 

Era completamente preso dalla musica che ha diretto sempre a memoria in una maniera superlativa.

 

Prima dell’esecuzione del classico “Il bel Danubio blu” ha rivolto la parola al pubblico auspicando la pace in tutte le nazioni del mondo ricordando a tutti che la GENTILEZZA è dovuta tra tutti noi che viviamo in questo pianeta.

 

Al termine del concerto il maestro è sceso tra il pubblico continuando a dirigere “la marcia di radetzky” rivolgendosi no solo ai componenti dell’orchestra ma a tutto il pubblico.

 

Al termine mi sono accorto che ero commosso nell’apprezzare quanta “gentilezza” e quanta amore c’era in quelle musiche così ben dirette.

 

E non ho potuto fare a meno però di pensare a quanti uomini carichi di odio invece di fratellanza pensano solo ad uccidere i propri fratelli.

 

Un generale di un’armata è come un direttore d‘orchestra, ma la differenza è grande perché il generale studia strategie che meglio possano colpire città, distruggere palazzi, uccidere adulti e bambini inermi e innocenti, mentre un direttore d’orchestra riesce ad entrare in contatto con il cuore dei propri fratelli che lo vedono e lo accettano come un angelo pieno di amore e “gentilezza”.

 

Come è possibile che degli uomini siano cortesi, amorevoli e gentili mentre ce ne sono tanti altri prepotenti, violenti e sfrontati pronti a mandare alla morte non solo quelli che considera nemici ma anche tanti soldati del proprio esercito e questo solo per impadronirsi di un territorio a cui tiene.

 

Si tratta di uomini perfidi, malvagi e perversi pronti ad innervosirsi e promettere tremende vendette solo perché i cosiddetti nemici si sono permessi di inviare qualche drone su una delle sue residenze, dimenticando che da anni fa bombardare dai suoi droni e missili tante città ucraine distruggendole interamente e procurando migliaia di morti innocenti.

 

Si tratta di contrasti che in un mondo di fratelli non dovrebbero esistere ed invece da anni assistiamo a simili grandi differenze.

 

Franco Fellicò